Archivi categoria: testi di mg online:

gammm, 2010: indice dal 1 gennaio al 12 agosto

– keith arnatt. self-burial. 1969 [06-05-2010]

– luigi ballerini. da se il tempo è matto. 2010 [01-07-2010 .it]

– samuel beckett. da peggio tutta. 1983 [04-03-2010 .it]

– gianluca cataldo. il flecnodo in europa. 2010 [22-04-2010 .it]

– roberto cavallera. ebook: C40. 2009 [02-04-2010 .it]

– louis-ferdinand céline. da rigodon. 1961 [07-08-2010 .it]

– umberto eco. istruzioni per l’uso. 1992 [15-07-2010 .it]

– gianluca garrapa. leobloom. 2010 [13-05-2010 .it]

– andrea inglese. genealogie del testo poetico interrotto [su jean-jacques viton]. 2008 [11-01-2010 .it]

– pascal leclerq, animaux noirs. 2009 [21-06-10 .fr / .it]

– david lehman. wittgenstein’s ladder. 2005 [18-01-2010 .en / .it]

– tao lin, da you are a little bit happier than i am. 2006. II [18-02-2010]

– tao lin, da you are a little bit happier than i am. 2006. III [17-06-2010]

– adilia lopes. op-art. 2002 [20-05-2010 .pt / .it]

– antonio loreto. poema sentimentale e binario  sulla natura umana. 2008 [05-04-2010 .it]

– michele marinelli, from arc. 2010 [24-06-10 .it]

– k. silem mohammad. sonnagram 40. 2009 [30-03-2010 .en]

– bruno munari. la favola delle favole. 1994 [07-01-2010 .it]

– charles north. fourteeen poems. 1989 [15-02-2010 .en / .it]

– francis ponge. da comment une figue de parole et pourquoi. 1977. I [25-02-2010 .fr / .it]

– francis ponge. da comment une figue de parole et pourquoi. 1977. II [08-04-2010 .fr / .it]

ebook: porn with/out porn. 2010 [23-03-2010]

– sergio soda star. da note. 2009. II [04-02-2010 .it]

– tommasina squadrito. ebook: alfabeto leggero. 2010 [01-08-2010]

– gertrude stein. da sentences and paragraphs. 1931. [03-06-2010 .en /.it]

– italo testa. ebook: non ero io. 2010 [31-05-2010 .it]

– fabienne vallin. da when/where. 2008 [11-02-2010 .fr / .it]

– lewis warsh. the outer banks. 2001 [ 11-03-2010 .en / .it]

– barrett watten. plasma. 1979 [04-01-2010 .en / .it]

– luca zanini. lumen. 2009 [01-03-2010 .it]

– paolo zublena. esiste (ancora) la poesia in prosa?. 2010 [27-05-2010 .it]

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…and more:

tobias rehberger [25-01-2010], john mccracken [22-02-2010], the international obfuscated c code contest, I [18-03-2010], opere di galileo [25-03-2010], david kramer [29-04-2010] tracciamenti/something red [10-06-10], four years of gammm [29-06-2010], the international obfuscated c code contest, II [08-07-2010], giovanni anselmo [22-07-2010], r.cavallo: opeb [03-08-2010], the international obfuscated c code contest, III [12-08-2010]

9 punti

che il mondo sia / fosse più vasto e complesso di quanto noialtri italiani mai potessimo eccetera eccetera, ok, si sapeva.

ma – per esempio – non immaginavo la vastità di contatti di un (piccolo) distributore di riviste e small presses che fa ponte tra berlino e zurigo e riesce a portare materiali in parecchie nazioni: http://www.mottodistribution.com.  (è solo uno dei mille siti che scopro – per mia distrazione – solo ora).

tra i referenti di questo distributore, per dire, c’è section 7 books, ossia http://www.castillocorrales.fr/section7/section7.html, a parigi. (trovo fra i testi distribuiti uno di falke pisano, artista che da tempo vive lì. e trovo saggi di eileen myles, o un post dedicato alla rivista e casa editrice svedese oei, eccetera).

ora.

in rete e su carta e su schermi diversi ultimamente si è parlato assai di distribuzione (e) di piccola editoria o “editoria di qualità”.
editoria piccola in termini di tirature e probabilmente (in italia) di lettori, ma per il resto centrale per la scrittura di ricerca e per l’arte contemporanea.

ho un’impressione (credo condivisibile) e la trascrivo: l’impressione che, in arte, e per l’arte, e in/per alcune scritture, il contesto o somma del “percettibile-come-importante” vada estendendosi straordinariamente anzi assolutamente oltre le nostre capacità di com-prensione, di restituzione cartografica entro un qualsiasi (pur ampio) panopticon, sinossi.
o meglio: sinossi non si dà. (ok: nihil sub sole ecc.)

bene. se la miglior mappatura (sappiamo che borges lo sapeva) è lo specchio, la rete dedica almeno un pugno di pixel a ogni briciola del nostro mondo (intellettuale).

la bulimia che ci agita può placarsi. specie in riferimento alla somma home+abroad. se sommiamo le iniziative (pur rade) itale e quelle estere (infinite), l’overflow ci sommerge.

se si riesce – per esempio col blog du-champ che ho recentemente inventato – a tener d’occhio contemporaneamente circa 650 blog e siti di scrittura di ricerca, arte, mail-art, visual poetry, googlism, flarf, scrittura asemantica, fotografia, eccetera, è fuori discussione che l’espressione “tener d’occhio” vada perdendo molto del suo valore. too much information.

o no?

ecco: una buffa riflessione e presa d’atto, a questo punto, mi corre l’obbligo di fare: tante info, tanto overflow di pagine e link, un tale super-forno di alta cucina sperimentale, un oceano o più oceani di esempi, a quanto pare, non toccano il nostro paese. il mare non bagna napoli ma nemmeno roma (diciamo ostia?), genova, venezia, per non parlare delle marche.

alcune conseguenze o notille derivate vorrei allora trarre, da quanto appena scritto (e da quanto vado mappando su slowforward da anni, in termini di editoria e siti che si occupano di ricerca):

1) in italia il “percettibile-come-importante” è – hélas – disperatamente & esclusivamente legato all’italia medesima, e in sostanza alla grande distribuzione o alla piccola editoria che (quasi sempre) non fa ricerca [attenzione: non fa la ricerca a cui qui ci si riferisce]

2) dell’immenso e vivo e operante e pubblicante+leggibile e letto e sconfinato panopticon e universo suddetto non si ha in italia non dico cognizione, ma neppure distantissima eco di silhouette di sospetto. nulla, zero. nessun sospetto ne hanno soprattutto i lettori, gli autori, gli editori, le facoltà di lettere, i giornali e i giornaletti

3) dai punti 1 e 2 deriva una inadeguatezza stratosferica della cultura italiana tutta, anche la più avvertita e colta, rispetto a quello che si fa (e rispetto a ciò verso cui si presta attenzione) nel mondo. nel mondo della ricerca. (non in quello della “grande editoria mondiale”). da una vita ormai è così. da almeno trent’anni. tanto è vero, che un autore come david markson o un’autrice come leslie scalapino fanno in tempo a morire prima di vedersi pubblicati in italia. succederà lo stesso per bernstein, silliman, hejinian? per i più giovani sondheim, pequeno glazier, bergvall, blau duplessis? (cito volentieri autori usciti presso salt publishing)

4) dai punti 1, 2 e 3 deriva l’urgenza, per la critica e per gli editori e autori italiani che si occupano (soprattutto) di ricerca, di ridurre drasticamente l’attenzione verso gran parte della grande editoria / grande distribuzione, e valutare con assoluta severità la massa di materiali che moltissima piccola editoria (pur “di qualità”) sforna – ahilei – nelle stesse modalità e sulla identica lunghezza d’onda e nei medesimi deludenti precisi percorsi e solchi formali della grande editoria

5) nelle aree della scrittura di ricerca anglofona e francofona, a quanto so, almeno dagli anni novanta una soverchiante presenza di elementi grafici e non testuali è in pieno flooding, sta cioè allagando le nuove testualità. molto più di quanto possa aver fatto il modello o ventaglio di pratiche performative nella poesia negli anni settanta, per dire. non è chiaro cosa questo possa significare non solo sulle lunghe distanze, ma anche in riferimento all’espandersi imminente dell’e-book (e relativo mercato). ma, già che ci siamo, una domanda:

6) esisterà davvero solo e soltanto qualcosa come un “mercato”, per l’e-book? se aggeggi e readers di pdf e txt e documenti vari sono in/per tutte le tasche (anche nella forma grezza del telefonino dotato di scheda sd piena di files), e i materiali si scambiano in rete liberamente, che senso ha “vendere” un testo? o meglio: che senso avrà? attenzione: la domanda non va posta in riferimento al contesto delle nuove & vecchie scritture italiane. abbiamo appena detto in che condizioni versa l’italia. requiescat. semmai dobbiamo pensare alla massa dei testi e delle opere (in inglese, soprattutto) che la rete già offre ora, in questo momento, gratis, in copyleft. e dobbiamo anche pensare al plurilinguismo delle generazioni che vengono. alla loro capacità di uscire – se non fisicamente – linguisticamente da questo paese, una buona volta.

7) io credo o forse spero sia decisamente urgente e sentita, per (daccapo) “la critica e gli editori (e autori) italiani”, l’esigenza di rivolgersi ai percorsi anticipati da gammm, da arcipelago, dalla collana felix e in generale dalla camera verde, o da compostxt, e con ciò l’incomprimibile tarantolante pressione a leggere “nioques” e “action poétique” e otoliths o la suddetta “oei”, o la chicago review, piuttosto che il mainstream delle edicole italiane; e che urgente sia tuttodì la foia e gioia di seguire la collana di saggistica (sulla poesia visiva ecc.) del mit, o le novità su ubuweb, o le edizioni questions théoriques, o green integer, o litmus press, e non – e mai! – la narrativa-narrativa-narrativa italiana (che, non si direbbe, ma “è” proprio narrativa, toh, quando la leggi).

8) cosa è stata per la scrittura di ricerca la breve ma generosissima vita di una casa editrice come la nuova foglio? o supernova? editori così esistono ancora, altrove. oltre a salt publishing, segnalo bookworks, o inventaire-inventions, ovviamente p.o.l., o le (purtroppo interrotte, credo) edizioni di michele lombardelli e la collana fuoriformato de le lettere. cosa ha rappresentato e rappresenta “il verri”? cos’è, oggi, la attivissima kootenay school of writing?

9) in riferimento al punto 7: se soprattutto per la critica e gli editori italiani (sintetizzabili in C.E.I., conferenza episcopale italiana) non fossero poi davvero urgenti le urgenze fin qui disordinatamente dette, concluderei con la parola: pazienza. e con un giro fuori confine (come sempre).