Archivi categoria: testi di mg online:
i poeti italiani: contemporanei agli artisti (di 120 anni fa)
Avere in Italia un grande o grandissimo numero di artisti giovani e meno giovani (noti e ignoti) che fanno quello che fanno, e però trovare sugli scaffali generalisti di poesia quello che gli scaffali di poesia generalista offrono, è un po’ come vivere nel presente ma conservare il salotto di nonna Speranza, e abitare solo quello (ma senza l’ironia di Gozzano).
La scrittura media degli italiani — anche “ben” pubblicati e ben noti — che ritengono di fare poesia riesce volentieri ad attestarsi su un ritardo di circa 110-120 anni rispetto all’arte contemporanea. E l’impressione è che le generazioni più giovani, tranne qualche bella eccezione, confermino o perfino aggravino il salto.
Se l’arte si azzardasse a seguire la poesia italiana di grande distribuzione, sarebbe tutto un verzicare di croste da ritrattisti della domenica e infiorate a olio, stile pittori di piazza Navona. (Paragone di Vincenzo Ostuni, proposto circa otto anni fa).
[Nessun cambiamento nel quadro generale, se non forse in peggio, rispetto a queste osservazioni di Renata Morresi, di due anni e mezzo or sono: https://slowforward.net/2019/08/06/dei-giovanissimi-poeti-renata-morresi-2019/]
coefficiente di comprensione di “assertivo” nei poeti italiani
Un recente studio condotto su un campione di 30 milioni di poeti italiani assertivi di età compresa fra 18 e 46 anni ha dimostrato che il coefficiente di comprensione di ciò che è “assertivo” e ciò che non lo è oscilla tra un 12 per mille (che può scendere a 8) nei diciottenni, e un 21,3 per mille in chi ha compiuto il quarantaseiesimo anno di età.
Fonte: http://’ttelappiander.it/
(Prof. Chome Uno Fakone, Univ. di Ulo)
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stuttura-tipo di una poesia assertiva / differx. 2021
sul sito “il cucchiaio nell’orecchio”, due testi recenti di mg
potenziometro
https://www.ilcucchiaionellorecchio.it/2021/11/potenziometro/
e
if di rk
https://www.ilcucchiaionellorecchio.it/2021/11/if-di-rk/
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27462747 / differx. 2011

(coll. priv.)
otoliths, issue #63, is online
Issue sixty-three, the southern spring issue of Otoliths, is now live.
issue dedicated to the memory
of Douglas Barbour & David Baptiste Chirot,
regular contributors to Otoliths over the years
As always, there’s a wide range of material from a wide range of contributors — Harvey Huddleston, Rémi Forte, Kenneth M Cale, Sanjeev Sethi, Andrew K. Peterson, Michael Orr, Thomas Fink, Texas Fontanella, Scott MacLeod, tENTATIVELY, a cONVENIENCE, Eric Hoffman, Demosthenes Agrafiotis, Keith Walker, Jazmine Blu, Jim Leftwich, Mark DeCarteret, Ira Joel Haber, Rp Verlaine, Christian ALLE, hiromi suzuki, Jack Galmitz, Timothy Pilgrim, Gloria Frym, Juan Pablo Mobili, Susan diRende, John Bradley, Volodymyr Bilyk, Bill Wolak, Grzegorz Wróblewski, Marco Giovenale, Ernesto Priego, Rus Khomutoff, Michael Gould, Heath Brougher, Doug Bolling, David Miller, Dale Jensen, Andrew Topel, Judith Skillman, Joanna Walkden Harris, David Lohrey, John M. Bennett, Joseph V. Milford, Vernon Frazer, Kenneth Rexroth, Lynn Strongin, C. Mehrl Bennett, Christopher Barnes, Jim Meirose, John Martone, Cecelia Chapman, Carol Stetser, Dave Reid, Réka Nyitrai, Richard Kostelanetz, Piet Nieuwland, Paul Dickey, Rachel Chitofu, Jimmy Crouse, Clay Thistleton, Elaine Woo, Clara B. Jones, Angela Caporaso, Penelope Weiss, Joel Chace, dan raphael, Tony Beyer, Jon Kemsley, Austin Miles, Luis Cuauhtémoc Berriozábal, Paul Shumaker, Robinson, Adam Roussopoulos, gobscure, Joe Balaz, Joshua Martin, Elmedin Kadric, Rich Murphy, Jeff Harrison, Scott Metz, Karl Kempton, Hugh Tribbey, Mark Pirie, Scott Helmes, Sheila E. Murphy, Johannes S. H. Bjerg, Clive Gresswell, Jeff Bagato, Jen Schneider, Oormila Vijayakrishnan Prahlad, John Levy, Adriána Kóbor, nick nelson, bofa xesjum, Bob Lucky, Eric Mohrman, Owen Bullock, Raha.M, Jeff Adams, Ian Gibbins, Mike Ferguson, Rosella Quintini, Stephen Mead, Joanne Bechtel, Matthew Anderson, Marilyn Stablein, Peter Yovu, Julia Vaughan, Bob Heman, József Bíró, Linda M. Walker, Kell Nelson, Paul Pfleuger, Jr., Isabel Gómez de Diego, Daniel de Culla, Michael Brandonisio, Kit Kennedy, Kerfe Roig, Andrea Astolfi, Harry Reid, J. D. Nelson, Marcia Arrieta, Jess Burnquist, Guy R. Beining, Mark DuCharme, Cherie Hunter Day, Carol Shillibeer, Carla Bertola, & sian vate.
Here: https://the-otolith.blogspot.com/2021/10/contents-issue-sixty-three.html
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first international colloquium of visual poetry: research and creation (8-12 nov, 2021)
thanks to the staff and editorial board of the First International Colloquium of Visual Poetry, for the lectures and dialogues, the videos and the online art exhibit.
and… thanks for hosting one piece by me in the exhibit (here and below)
here is the address of all the videos up to now:
youtube.com/channel/UCZdUcWYGGhxEmQEDrQ7pBSw/videos
the site:
https://www.jornadadepoesiavisual.com/
here’s my work:
https://www.jornadadepoesiavisual.com/mostravirtual?lightbox=dataItem-kv8g03sc
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audio-saggio sulla differenza / differx. 2021
acqua ai quattro venti [audiodoc] / differx. 2021
A Roma, prendere il treno alla stazione Quattro Venti (sulla via omonima) di Monteverde, al binario 1, significa fare l’esperienza acustica netta, anzi nettissima, della presenza di un fiume o torrentello/rigagnolo sotterraneo. Uno scroscio ininterrotto. Il suono è – a dir poco – energico.
Via via più forte man mano che ci si avvicina alla grata verticale buia, chiusa, in fondo alla banchina, come si può constatare qui:
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text by mg hosted by moss trill: “shells on a bed of salt”
Thanks to Bill Allegrezza, who published my text here:
https://mosstrill.wordpress.com/2021/10/26/marco-giovenale-3/
assertivo vs non assertivo (chez duchamp?) / differx
Tutti a scandalizzarsi perché a suo tempo ho proposto la distinzione tra scrittura assertiva e non assertiva. Ma non è che questa differisca poi molto, nella natura delle intenzioni, dal distinguere tra arte retinica e arte non retinica. Riandando a Duchamp.
Ebbene: è evidente che per apprezzare si continua a usare la rètina, idem è evidente che si continua a usare l’asserzione. L’intuito dovrebbe però suggerire qualcosa di più, e d’altro, al lettore, ma soprattutto agli scrittori.







