source: http://fluxishare.blogspot.it/2007/08/process-of-disquietude-hive-2006_17.html
Archivi categoria: testi di mg online:
grazie a giovanna frene e a sergio rotino per le annotazioni su “delvaux”
Sergio Rotino, nel comunicato relativo alla presentazione bolognese del 20 marzo, dedica a Delvaux una nota leggibile in formato pdf (con il comunicato stesso) qui: http://slowforward.files.wordpress.com/2014/03/20-marzo-2014-delvaux-_-ibs-bookshop.pdf
Giovanna Frene suggerisce una poesia da Delvaux in http://ipoetisonovivi.com/, dedicandole una nota leggibile a questo indirizzo: http://ipoetisonovivi.com/2014/03/18/giovanna-frene-consiglia-marco-giovenale/
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“tranne una leggera differenza”
Grazie a Laura Pugno e al sito hounlibrointesta.it per l’ospitalità a un testo tratto da Questioni di contenuto, sequenza in fieri. (In prosa, o … prosa spezzata). Il testo è Tranne una leggera differenza, dal 13 marzo leggibile qui.
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alcune letture ascoltabili in rete
alcune letture in rete:
da Criterio dei vetri (2007): goo.gl/j3qlmf
da Shelter (2010): goo.gl/4iXNlH
da Erano in pericolo (in Quasi tutti, 2010): goo.gl/z1afp2
da In rebus (2012): goo.gl/oPRKWR
da Delvaux (2013): goo.gl/UT9jkG
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criterio dei vetri @ lyrikline: nuovi indirizzi web
Cambiano i link alle pagine di Lyrikline, dopo il rinnovamento del sito. Ecco gli indirizzi dei testi da Criterio dei vetri:
http://www.lyrikline.org/en/poems/o-e-molto-terso-e-non-si-avvera-6837#.UxNtkfl5MfE (+ 10 pagine a seguire) e http://www.lyrikline.org/en/player/playautor/1242
10 webpages of texts in Italian translated into
German, English, Spanish, Russian
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altra versione di un’intervista
La versione originale di questa intervista è uscita il 13 febbraio 2014 qui:
http://spaziovirtualeoccupato.altervista.org/intervista-marco-giovenale/.
Quella che segue è una versione riveduta e leggermente più
ampia, specie nella conclusione.
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Quali contenuti ospita il tuo blog personale http://slowforward.wordpress.com?
Il blog è nato nel 2003 e fin dal primo momento è stato pensato come uno spazio personale, anche se non di tipo diaristico. Semmai un luogo per annotazioni, saggi brevissimi, riflessioni legate a un’idea di estetica intesa come ambito non specifico, non separato dall’esperienza comune (in piena sintonia con l’accezione del termine “estetica” che devo ad Emilio Garroni). In Slowforward dunque si trovavano – e si trovano – appunti di poetica, segnalazioni di materiali miei comparsi in altre sedi (o testi sul mio lavoro), disegni, link a uscite sparse, fotografie, prose, versi.
In verità il blog ha assunto già dai primissimi tempi – e poi direi ‘febbrilmente’ dal 2006 passando da Splinder a WordPress – l’aspetto di un luogo non autocentrato. L’avanzamento lento (lo slow forward) dello sguardo su un laboratorio di scrittura è diventato scansione su (e resoconto da) più laboratori. Continua a leggere
si legge? si capisce?
vediamo se riesco a spiegarmi (messaggi ai poeti) (messaggio fuori numerazione):
http://eexxiitt.blogspot.it/2014/02/forse-non-tutti-sanno-che-annotazione-14.html
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biciclette e pattini
È comprensibile e visibile la differenza tra Christophe Tarkos e (non so, dico un nome) Luciano Erba? O tra Denis Roche e Zanzotto? O tra K.S.Mohammad e Corazzini? O tra Ponge e Michaux? O tra Jeff Derksen e Giuliani? O tra Jean-Marie Gleize e Eliot?
Non so, a volte mi domando se abito le stesse regioni linguistiche di tanti amici sodali lettori scrittori. (Sembra come se davanti a esperienze condivisibili si alzasse un muro percettivo; si aprisse il non visibile pieno, il non raggiungibile – proprio sul piano, ripeto, percettivo).
È comprensibile e visibile, è decifrabile, in qualche modo, il fatto che uno possa amare molto Erba, Zanzotto, Corazzini, Michaux e Giuliani, e infinitamente Eliot, e tuttavia principalmente seguire e curare delle collane e dei materiali che percorrono linee di scrittura riconducibili piuttosto a Tarkos, Roche, Mohammad, Ponge, Derksen, Gleize?
È comprensibile poi il fatto che seguire e curare determinate linee non comporta ipso facto alcuna svalutazione di linee differenti? (Alcun disinteresse, anche).
Per quale bizzarro motivo dei ciclisti in sella da anni (e che non pattinano) si meravigliano se – guardandosi attorno – si avvedono di non trovarsi dentro rotonde di pattinaggio?
Continuo, allibito, a constatare che qualcosa di misterioso impedisce a molti di distinguere una bicicletta da un paio di pattini.
Questo non impedisce a me di pattinare, ok, ma è mica facilissimo, in una rotonda in cui vengono continuamente lasciate o lanciate biciclette (o carcasse di bicicletta).
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documenti. (un’annotazione)
Documenti. (Un’annotazione) @ Punto critico:
http://puntocritico.eu/?p=6027
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