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minutini

a! quando c’era vittorini, a! quando c’era pasolini, e a! era ancora a! tutt’un’altra (a!) cosa quando c’era chi? calvino.

ridiamo ridiamo la cera calvino. ridiamo i diminutivi, ini, ino

per “Quasi tutti”

La postfazione di Paolo Zublena è leggibile alla pagina
http://www.polimata.it/dettaglio_079.php

Giulio Marzaioli, in Poesia 2.0:
http://www.poesia2punto0.com/2011/01/13/due-letture/

Alcune prose con il titolo di Silk, immagini umane, poi confluite in Quasi tutti, sono state lette e discusse in occasione di RicercaBo presso la Mediateca di San Lazzaro di Savena (Bologna, 22 novembre 2009). Qui il video:
http://www.mediatecadisanlazzaro.it/ricercabo09/giovenale.html

Quattro testi da Erano in pericolo, sezione di Quasi tutti, sono uscite nel sito “Ekleksographia”, Wave Two, “The Translation Special” (edited by Anny Ballardini), ahadadabooks, settembre 2009, con traduzione inglese di Linh Dinh (“from They were in danger”). Qui il link:
http://ekleksographia.ahadadabooks.com/ballardini/authors/linh_dinh.html

un’intervista

12 mar. 2011: intervista rilasciata a Giancarlo Rossi, per GR Parlamento / “Pagine in frequenza” (a c. di Alessandro Forlani), a proposito di Shelter (Donzelli), La casa esposta (Le Lettere), Storia dei minuti (Transeuropa) e Quasi tutti (Polimata):

http://www.radio.rai.it/grparlamento/view.cfm?Q_EV_ID=323943&Q_TIP_ID=0;

link diretto all’mp3: http://www.radio.rai.it/podcast/A1174033.mp3 [in conclusione di puntata];

su alcune linee di scrittura in questi anni

una precisazione sui testi. mi sono trovato a colloquio con due amici, recentemente (che hanno fra l’altro le stesse iniziali, noto ora!), e in entrambi ho trovato una non completa messa a fuoco della differenza e distanza tra due modi di scrittura alla base di vari libri.

mi spiego.

se si parla di tecnica del cut-up, di prelievi, sought prose oppure poems, eccetera, si parla di Lie lie, A gunless tea, oppure di CDK, di Quasi tutti, di Macchinazione per fiori, o della sezione di prose (solo di quella però!) in La casa esposta o in Shelter.

se si parla di “handwriting”, dunque se intendiamo scrittura non di cut-up, non di assemblaggio ecc., ma scrittura di testi (in prosa) o in versi diretta & “classica” (!) (nel mio caso non so che significhi ciò), allora abbiamo Criterio dei vetri, Numeri primi, Storia dei minuti, Soluzione della materia, le poesie de La casa esposta e di Shelter, Altre ombre, Superficie della battaglia, A rhyme mirror, Double click, Endoglosse.

sono due linee completamente distinte, anche se possono coesistere nello stesso libro (mettendolo più o meno in crisi, da dentro: altro elemento aggiunto).

le poesie de La casa esposta, per esempio, non sono esito di cut-up. mi sembra incredibile doverlo dire, ma evidentemente è stato pensato e qualche precisazione devo pur annotarla.

residenza d’artista

interessante l’inversione del concetto di “residenza d’artista” che si registra in Italia e anche fuori.

invece di essere l’artista pagato per risiedere e operare, è lui che deve sborsare vagonate di soldi per uno stallo nel silenzio interrotto solo dal getto belante dell’acque, degli uccellini.

tot settimane tot quattrini. (tot uccellini).

come inesauste sono le meraviglie vergiliane del capitale, veh —