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1 to 2 to 1

loop jack breaks into your bedroom except he has a hard time remembering not to attack humans mighty big tv items.

gigantic polar super-sized forums, detailed orgasms and ants’ orgasms presumably to be eaten. ten is the right number.

so what went wrong? what didn’t go wrong? godard’s shoulder massages went to bed early to listen to it happen. his wife musta left town.

around nine a.m. my heart was breaking. backwards? back to words?

in the past few years, scientists have found ways to make light go both faster and slower to ground grace penguin bugs

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kuno kohn, “ogni natale”

Ogni Natale sul grande comò della biancheria Kuno allestiva il presepio. Il presepio cresceva di proporzione ogni anno dato che a San Nicolò oltre ai mandarini, al mandorlato, ai bagigi trovava sul tavolo della cucina nuove statuine di cartapesta. La nonna portava il muschio dal grande mercato coperto. La zia comperava il cielo stellato nella grande cartoleria di via Roma. Kuno costruiva il paesaggio con giornali vecchi e colla di farina.

L’intero caseggiato veniva a vedere il presepio. L’intero caseggiato diceva che era davvero bello. L’intero caseggiato pareva aspettare il Natale anche per rendersi conto di cosa Kuno avesse escogitato di nuovo.

Anche ai gatti di famiglia piaceva il presepio. Ci passeggiavano sopra con zampe felpate. Nessuno dei felini si azzardò mai a farci i propri bisogni. Per rispetto al bambino, credo.

I presepi di Kuno erano davvero belli. Piacevano anche a Samuele Weltzl nonostante fosse ateo. Ragioniere. E sempre nervoso. Stravaganti, li definiva Samuele Weltzl.

Una volta per esempio la sacra rappresentazione fu immaginata dentro le mura di Gerico che furono fatte cadere mediante marchingegno complicatissimo alla mezzanotte del 24 dicembre. Un’altra volta l’evento fu fatto svolgere nel ventre della balena illuminata da un particolare accorgimento elettrico curato da un pensionato Acegat appassionato microfalegname domestico. Un’ altra ancora, in occasione della rottura del grande specchio del vecchio armadio di noce con cimiero, fu ambientato sulle sponde del lago di Tiberiade.

La serie dei presepi fu interrotta dalla stravagante idea di una scena con soli animali se si eccettuavano il bambino, Giuseppe e Maria.

L’intero caseggiato non aprì bocca. L’intero caseggiato si sentì offeso. L’intero caseggiato non chiese ulteriori repliche.

Kuno Kohn

Elegietta-elogio dell’ombra

1.

la reticenza è comune a tutte le civiltà. il pudore ha sottili meccanismi di organizzazione in tutte le culture. è la costruzione di ragioni e regioni di reticenza linguistica.

lo spazio di reticenza è un individuatore di senso, posizione progressiva di x. il mirino che anticipa lo spostamento della preda. Continua a leggere

Studio di foto in studio

Da una mail del 22 gennaio 2004:

la questione della Kodak [= la scomparsa della carta chimica, l’attestarsi definitivo della fotografia digitale] può diventare – in prospettiva – ‘grave’ per la perdita di alcuni materiali e per certa sensibilità. ma non è questa la cosa grossa.

è, semmai, proprio come dici tu (scrivendo a proposito di ***): c’è qualcosa che va capito. un’indagine che andrebbe svolta, e che invece sembra sempre rimandata.

il pensiero proteiforme e sfuggente di molta filosofia contemporanea, però, forse, proprio per questo suo insistito ‘non’ cogliere l’oggetto “fotografia digitale”, probabilmente dà già una risposta.

una fotografia che non è più “luce” ma solo “(ri)scrittura” (non foto, solo grafia) è una tecnica che a sua volta stimola riscritture filosofiche, più che indagini.

l’arte che manipola viene insomma raggiunta da “parole alterate”. non descritta, non fotografata. diventa ‘occasione’ per riflessioni. non oggetto di studio. (oggetto ‘in’ studio). il filosofo o l’indagatore di estetica non possono metterla nella stanza, montare il cavalletto, girarle intorno, regolare esposizione e messa a fuoco, e scattare una fotodescrizione.

l’opera digitale chiede un pensiero più mobile, incerto, svincolato. forse è quello che accade, che sta già accadendo.

[…]

Appunti pregressi (rapidi)

[ per il 23 novembre ]

:

credo ovvero ho creduto nella struttura a raggiera del lavoro artistico. ossia in una opera-di-opere che fosse non la somma scontata ma la ramificazione incontrollata delle poetiche e delle prassi di un Novecento ormai fatto (da sé) altro da sé. (moltiplicato nelle innumerevoli ipotesi di mappa che il territorio stesso produce, in virtù degli infiniti specchi che ha, che è).

questa opera si chiamerà, spostata come deve essere nel futuro, Delle restrizioni.

è distribuita e organizzata sui piani creati dai vari libri scritti e da scrivere negli anni, dunque la sua superficie complessiva (che, come superficie, non c’è; o ha n dimensioni) sarà visibile nel tempo. (se il tempo crederà che questo itinerario meriti sguardo).

di qui la difficoltà che incontro ogni volta che intervengo o sono chiamato a fare una lettura ‘connotata’, ossia non legata a un’occasione particolare, a un tema, all’uscita di un libro; ma semmai orientata secondo uno degli assi di crescita della raggiera descritta.

nel caso dell’incontro del 23 novembre si tratta dell’asse della “ricerca”. della scrittura di ricerca.

devo allora dire che – come in altre occasioni ho sottolineato – tutta la scrittura, se ha qualità, è di ricerca. nel senso che sposta e riconfigura in modo inedito la rete di variabili e costanti di linguaggio dalle quali aveva pur preso origine. (fa di sé un motore di senso che lascia sospettare più elementi di quelli da cui pure è costituito).

certo, in questa occasione di incontro, presso la Casa della poesia, è opportuno marcare un campo di forme. uno stile, o più stili.

ma se mi si chiede di uscire allo scoperto e – additando le strutture e i componenti della raggiera di Delle restrizioni – esplicitare quale tra questi io intenda ‘promuovere’, non posso che trovarmi a reindicarli tutti, senza dare a nessuno di essi il privilegio (o l’arbitrio) di tenere solo per sé la categoria “ricerca”.

qui espongo appena tre tracce:

– scritture della dissoluzione del tempo, delle relazioni, degli spazi, delle cose. dunque alta presenza di allegorie (specie nella forma delle allegorie cave), di sintassi barocca ma non incontrollata, di accumuli. wunderkammern.

 

– scritture della malattia, dei codici del dolore, e della segregazione-difesa. dunque alta presenza di realtà e apparenze di spazi narrativi, ma senza nessun realismo e nessun “romanzo”. (le poesie di Shelter danno conto di questo lavoro; ma anche quelle di Criterio dei vetri, che uscirà per Oèdipus – e che adesso è leggibile in una selezione su “Poesia” di questo mese).

 

– scrittura della frammentazione e di cut-up, citazione, sovrapposizioni di codici (anche visivi e sonori), random-texts, google/flarf poetry, e altri procedimenti di disintegrazione dei materiali o ipersemplificazione dei messaggi. (ma anche: massicce steli e volumetrie alfabetiche debordanti, cataste di segnali: installazioni).

su queste basi non necessariamente si scrive un‘opera. più facilmente uno sciame di testi che si intrecciano e talvolta si sovrappongono.

arrivo in ogni caso (trafelato) alla lettura del 23 novembre non potendo portare uno o più oggetti testuali che chiariscano una volta per tutte – o anche solo questa volta – che “cosa” intendo per scrittura di ricerca. né che “cosa” è la mia scrittura.

necessariamente, nel contesto dell’opera-di-opere, la scrittura è le scritture, è l’impianto di deviazioni a cui siamo sottoposti, è l’avventura saggistica, a volte (come qui, come altrove), è un flowchart di formazioni – niente affatto tutte deliranti – che chiedono ascolto, ramificandosi come frattali, allo stesso tempo: dunque problematizzando quello stesso ascolto. chiamandone in causa alcuni presupposti. ridiscutendoli

20 agosto – 20 novembre : testi dei primi 3 mesi del nuovo slowforward

Indice e resoconto dei soli testi (non di segnalazioni e link) comparsi nei primi tre mesi del nuovo Slowforward:

appunto # 1.4 (12 agosto)

– Un’Intervista a Massimo Sannelli su Philologia Pauli (di P.Bianchi, 22 agosto)

– Alighiero Boetti quoted (30 agosto)

Editoriale per la seconda serie di Slowforward (3 settembre)

flyer #000 (15 settembre)

flyer #001 (16 settembre)

Recensione all’ebook di E.Workman, A CITY_A CLOUD (con S.Gardner, 28 sett.)

– Incipit del saggio Del sottrarre (1 ottobre)

M.Sannelli su Superficie della battaglia (6 ottobre)

Lettura elementare di un testo celebre [di Montale] (10 ottobre)

Da una mail per Superficie della battaglia (15 ottobre)

Questioni e generazioni: alcuni autori nati negli anni 1968-77 (16 ott., da “Poesia”)

Le città di Burroughs (20 ottobre)

Primi appunti per Progettare l’opera plurale (30 ottobre)

Recensione a ‘sofia, di L.L.Tostevin (1 novembre)

Recensione a Il Cristo Elettrico, di L.Voce (11 novembre)

Scheda per Laborintus, di E.Sanguineti (12 novembre)

flyer #003 _ per Magdalo Mussio (19 novembre)

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Il libro “L’esperienza-divenire delle arti”

L’esperienza-divenire delle arti_2005Esce il volume L’esperienza-divenire delle arti, che documenta il lavoro fatto in collaborazione tra RomaPoesia (Poesia ultima, Auditorium di Roma, 21-22 ottobre 2005) e la Fondazione Baruchello (L’esperienza-divenire delle arti, F.B., 23 ottobre 2005) . Il testo è curato da Carla Subrizi, Marco Giovenale, Ilaria Gianni e Francesco Ventrella.

Testi, opere e interventi di: Gianfranco Baruchello, Elisa Biagini, Gherardo Bortolotti, Alessandro Broggi, Mario Desiati, Esse Zeta Atona, Florinda Fusco, Giovanna Frene, Massimo Gezzi, Andrea Inglese, Fabrizio Lombardo, Andrea Ponso, Laura Pugno, Christian Raimo, Andrea Raos, Lidia Riviello, Massimo Sannelli, Luigi Severi, sparajurij, Sara Ventroni, Michele Zaffarano, Emilio Fantin, Tania Carson, Annalisa Cattani, Carla Cruz, Gianluca Codeghini, Antonello Faretta, Stefania Galegati, goldiechiari, Massimo Grimaldi, Silvia Iorio, Domenico Mangano, Marzia Migliora, Sandrine Nicoletta, Stefano Pasquini, Riccardo Previdi, Guendalina Salini, Marinella Senatore, Valerie Tevere, Marta Valenti + Chloé Barreau, Italo Zuffi, Tommaso Ottonieri, e dei curatori. Schede su “NERO magazine”, UnDo.net, Poesia Italiana on line (Biagio Cepollaro), “Sud” (Francesco Forlani), Collana Liquid – edizioni Oèdipus (Luigi Pingitore).

Dal risvolto di copertina: “Questa pubblicazione documenta gli eventi realizzati dalla Fondazione Baruchello nell’ottobre 2005, nell’ambito della collaborazione con il festival RomaPoesia 2005, oramai avviata da tre anni. Proiezioni-video (la rassegna Il video dopo il video, al FilmStudio 2, 19 ottobre 2005), interventi poetici, mostra e tavola rotonda (la giornata L’esperienza-divenire delle arti. Generazione 1968-1978, presso la Fondazione, 23 ottobre 2005), hanno permesso di osservare quanto sta avvenendo nelle arti e nella poesia di ricerca più recenti. Circa venti artisti e altrettanti poeti, sono stati invitati a presentare propri lavori ma anche per aprire un confronto sulle questioni emergenti della ricerca. Accanto ad essi, altri artisti, critici, poeti, scrittori, riviste e editoria cartacea e multimediale, sono intervenuti per allargare il confronto con altri punti di vista, esperienze e prospettive. Con questa premessa, la Fondazione Baruchello ha cercato di osservare esperienze, ipotesi, questioni nodali dalle quali si delinea una mappa, aperta e varia, dell’arte e della poesia contemporanee: la sperimentazione, il rapporto arte/vita/quotidianità, la performatività o azione della parola e dell’immagine, la ricerca di nuove forme di relazione e dialogo, l’uso della tecnica e la transdisciplinarità,
l’intreccio di storia personale, autobiografia, racconto di sé, l’inquietudine e l’impegno di entrare in relazione con altri, l’ironia e l’affrancamento da premesse ideologiche o teoriche precostituite, il rapporto/confronto con il passato, le contraddizioni, le coincidenze, il dubbio come radici di nuove forme di pensiero e produzione. Questi aspetti, presenti nel fare artistico più recente, sono i segni o sintomi di un divenire delle arti, work in progress”.

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Informazioni e richieste:

info [at] fondazionebaruchello [dot] com

primi appunti per “progettare l’opera plurale”

[ Qui di séguito la mail/bozza di appunti che ho inviato come primissimo contributo all’incontro Progettare l’opera plurale, Fondazione Baruchello, Roma, 29 ottobre 2006 ]

Credo che la questione dell’interdisciplinarità e dell’opera plurale possa essere affrontata sia partendo dalle domande proposte dalla scheda della Fondazione, sia impostando ulteriori questioni. Dal mio punto di vista, ecco allora due contributi: Continua a leggere

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è la vita sana il suo sogno? gio rosso il amici di indsey tre, 1numbers di obliteration di atlantica di simbolo.

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l’attenzione del traitor, questo è aumentato il mattock veloce di zona dell’investitore g del om di desmj’das appena i bowles uno che probabilmente ciao la m.

voi compare desiderio per che ha allarmi grassetto (ha migliorato) i maneke’ntos della fronte un’emozione di impresa.

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