generalizzazioni

Di Consoli, tradotto in francese dall’amico Olivier Favier:

(da http://dormirajamais.org/diconsoli/)

III

Ma génération n’a pas été révolutionnaire
Ceux qui sont nés comme moi au milieu des années soixante-dix
N’ont rien fait
Personne ne se souviendra d’eux
Nous, nous ne pourrons jamais dire « à notre époque »
Parce qu’à notre époque nous restions des journées entières au bar
Et pourtant certains rêves nous les avions
Mais si je dois être sincère je n’en suis pas sûr.

Annotazione: affermazioni simili (“ma génération” !!) fanno il paio con quelle sulla “letteratura dell’inesperienza”. Gli autori parlano di una generazione o di se stessi? (Ok: il resto del testo spiega la collocazione dell’io parlante. Ma la generalizzazione resta. E mi viene da replicare, anzi devo replicare: “ma génération”? Ma mi faccia il piacere).

Ognuno parli per sé.

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crenature dallo sgombero, #01

   
non corrisponde. non “mi” abituo. stacco le carcasse organiche dalla cassetta ma l’incavo fa slittare via la fresa. (se è per questo, manca anche la chiave del 10). (il set si ferma all’11 e non scende).
in sei anni ci fosse stata una sola deformazione rgb.
bisogna prendere in considerazione l’ipotesi di far scaravoltare tutto via ai bulgari. 
siamo intollerabilmente fermi alla moviola. fermi su un nastro. eh, il nanismo degli alberelli delle funzioni. da questo deriva quello. da quello deriva quell’altro. tutto un fiorire, un antropizzarsi. della banda.
ciniglia, poi, prima, masse di tende, vecchi o non vecchi broccati coprigas. stantuffi, maceria, bigattini, bigattini.
noli me noscere. sale grosso / sale fino. praticamente umoristico. più più – giocattoli, assi, assi da stiro, pulegge, mascelle di sottolatta, pietra focaia, pietra e basta. merda-di-topo: ovunque. krebs, passacaglia. parrucca. se? se apri i vetri entrano le mosche. 
uno è accomodante verso il passato, sì?, cerca il codice numerico, gli alveari del messaggio, i voivoda, ma non si trovano in appleshare, è: m-o-l-t-o doloroso. 
il voltmetro è ben incapsulato, lo monti sulla carriola. alla gente piace vedere tutta questa merda di topo. è abituata.
      
     
[ già in recognitiones-ii, 11 ago. 2013 ]
          

ortografia programma disagio

   
non viene eseguito per dieci anni, notte dopo notte, fa l’enumerazione, glielo spiegano, è occasionale, correva l’anno tale e talaltro, non so, tu ci credi a queste cose, io no, sono quantità perfettamente adeguate, in macchine imperfette, le fabbricano così, inutile, intanto tu interroga le manciate di riso che hai lì, io mi porto avanti col lavoro in fortran, tu aspetta altri dieci anni, ci sono nuovi protocolli di priorità e di riflesso, ne siamo sicuri, sicurissimi, nessuno sa cosa ne pensano i compilatori, non si può tenere in sospeso la cosa troppo a lungo, è una bolla di riposo, di distribuzioni predefinite, vedi che controlla con diligenza il proprio stato d’animo, speriamo che sia un gran segreto, dimentica continuamente quello che fa, dimentica che sta premendo conchiglie giapponesi, preme sempre di più, ne preme sempre di più, studia i logaritmi per prevedere il futuro, si allaccia le stringhe anche se non si sciolgono, è insicuro e vede il bug nella macchina prima che si verifichi, come l’economia degli stati uniti, vede anche quella, e che sono stati collegati come in un parco giochi, così il campanaro scherza, aveva chiuso, mangia il curry sul lavoro, intanto il governo spende milioni per le uova a chiave, puoi mangiarne se sai il codice, non puoi quasi mai mangiarne, non sai il codice, non te lo danno, è il debito pubblico, listato ortografia programma disagio
    
  
[ già in compostxt, 9 ago. 2013 ]