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Chiarezza sui fatti di Torino e le provocazioni della polizia

riporto integralmente un post di Cronache ribelli
su fb:

Sarebbe comodo stare zitti in questo momento o accodarci, come pare stiano facendo quasi tutti, alla narrazione mainstream sui fatti di ieri a Torino.
Ma non lo faremo, perché un altro punto di vista merita di essere espresso.

Anzi, ripartiamo dall’inizio.
Da anni Askatasuna stava portando avanti un percorso alla fine del quale l’edificio occupato sarebbe diventato “Bene Comune”. L’obiettivo era far sì che lo spazio restasse a disposizione degli abitanti del quartiere per portare avanti le attività sociali, solidali e no profit che da decenni vi trovavano casa.
Il 30 gennaio 2024 la giunta comunale di Torino aveva approvato questo iter. Il processo sarebbe andato avanti regolamente se – usando come scusa i fatti avvenuto a La Stampa – le istituzioni non avessero ordinato lo sgombero del centro sociale. Da quel giorno l’intero quartiere è stato militarizzato e molte persone hanno subito misure repressive, in un crescendo di tensione appositamente creata.

Arriviamo a ieri.
Era stato convocato un corteo contro lo sgombero e più in generale contro le politiche repressive del governo. La manifestazione, partecipatissima nonostante i tentativi delle forze dell’ordine di bloccare preventivamente l’arrivo dei manifestanti a Torino, si è snodata per le vie della città.
Lo scopo era raggiungere l’edificio dove sorgeva Askatasuna, in corso regina Margherita, perché – e sì bisogna pure spiegarlo in questo paese – da sempre, ovunque nel mondo, si protesta esattamente nei luoghi delle rivendicazioni. Prima di raggiungere Corso Regina Margherita il corteo è stato oggetto di lanci di gas lacrimogeni e dal corteo sono partiti lanci di fuochi d’artificio.
I manifestanti hanno continuato ad avanzare e allora la polizia ha caricato il corteo, spezzandolo a metà e spingendo una parte delle persone verso il Lungofiume.
In questo momento si sono verificate le prime violenze delle forze dell’ordine, visibili in foto e video, verso i manifestanti e verso anche alcuni cittadini che semplicemente transitavano nell’area.
Nello stesso contesto si verificano gli scontri tra forse dell’ordine e alcuni gruppi di persone che tutti i media hanno mostrato, usando però solo immagini selezionate così da costruire un preciso immaginario. Invitiamo a leggere racconto della giornalista Rita Rapisardi, allegato in calce.

Ora un qualsiasi giornalista serio farebbe queste domande.
Perché Askatasuna è stato sgomberato se stava portando avanti da anni un processo di “legalizzazione”? Perché non si è permesso al corteo di ieri di arrivare davanti all’edificio e si è deciso di caricarlo e spezzarlo? Perché in italia chi dovrebbe avere come obiettivo il mantenimento dell’ordine pubblico crea i presupposti perché questo non avvenga?
Le risposte noi le sappiamo. L’obiettivo resta sempre lo stesso: criminalizzare i movimenti sociali, creare capri espiatori e aprire la porta a nuove misure repressive che puntualmente arriveranno. Quello che non arriverà sono gli interventi sociali, i servizi, lavoro e salari dignitosi.
Diritti per cui comunque continueremo a scendere in piazza.


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LA MATTANZA di Genova

la mattanza

https://poliverso.org/display/0477a01e-7967-fbb5-2360-4a2929149450

#g8 #acab #Genova2001 #Mattanza #scuoladiaz #markcovell

ebbene: se questo è successo, moltiplicato per tutti gli attivisti colpiti, a Genova nel 2001, cosa può succedere nell’Italia 2025 con il decreto “sicurezza” approvato ora?

Chicago police knock a pro-Palestine elderly woman to the ground and refuse to help her up or pick up her cane

Chicago police knock a pro-Palestine elderly woman to the ground and refuse to help her up or pick up her cane, in another incident of anti-Palestinian racism.

https://x.com/PALMENA_IC/status/182947336419008106

https://mega.nz/file/G8VkGJ5a#LK76bPbh_SlXm7wThldFCAN107aenKg78TQtOGRegPA

 

oei editions in helsinki

OEI at Publics, Helsinki

Friday September 24
5–7pm
Opening for the OEI exhibition:
staying with editing & localizing publishing
+ Helsinki release of OEI #90-91: Sickle of Syntax & Hammer of Tautology: Concrete and Visual Poetry in Yugoslavia, 1968-1983

Saturday September 25 
12–3pm
Workshop & presentation:
OEI editors Jonas (J) Magnusson & Cecilia Grönberg on “staying with editing and localizing publishing” – editing & fieldwork; three-dimensional publishing and locality; counter-historiographies + talk on OEI #90-91 by Sezgin Boynik

PUBLICS
Sturenkatu 37-41
Helsinki


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