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lingue senza madre / motherless tongues

qui una lettura importante per riprendere i vari argomenti trattati (o anche solo accennati) nei giorni scorsi. 

p. es.

https://differx.noblogs.org/2026/02/11/valere-novarina-e-il-tentativo-di-saperne-tutti-i-giorni-un-po-meno-che-le-macchine/

https://differx.noblogs.org/2026/02/10/letterature-minori-deleuze-vita-minore-verbi-nomi-fratelli-minori/

https://slowforward.net/2026/02/11/%e2%86%92-corallo-rosselli/

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Against a backdrop of xenophobic and ethnonationalist fantasies of linguistic purity, “Poetry After Barbarism” uncovers a stateless, polyglot poetry of resistance—the poetry of motherless tongues. Departing from the national and global paradigms that dominate literary history, Jennifer Scappettone traces the aesthetic and geopolitical resonance of “xenoglossic” poetics: poetry composed in the space of contestation between national languages, concretizing dreams of mending the ruptures traced to the story of Babel. Studying experiments between languages by immigrant, refugee, and otherwise stateless authors, this book explores how poetry can both represent and jumpstart metamorphosis of the shape and sound of citizenship, modeling paths toward alternative republics in which poetry might assume a central agency.

(https://slowforward.net/2026/02/10/poetry-after-barbarism-by-jennifer-scappettone-online-talk-h-0000/#more-143291)

un microframmento dall’esecuzione di “the great learning” – paragraph 7, di cornelius cardew (roma, t293 gallery, 3 set. 2019)

THE GREAT LEARNING; PARAGRAPH 7, di Cornelius Cardew

Installazione sonora per un numero imprecisato di voci non educate,
a cura di Luca Venitucci, Galleria T293, via Ripense 6, Roma
3 settembre 2019

un brevissimo frammento:

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“the great learning, paragraph 7”, di cornelius cardew: il 3 settembre a roma, esecuzione di luca venitucci con il coro radix harmonica

Martedì 3 settembre, ore 20.00
T923 Gallery, Via Ripense 6 (Lungotevere Ripa)

per la rassegna: Di là dal fiume – 12 eventi in 11 luoghi del XII municipio

Luca Venitucci e il coro Radix Harmonica
eseguono la composizione vocale sperimentale

The Great Learning, Paragraph 7

di Cornelius Cardew

ingresso gratuito

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Figura fondamentale della ricerca musicale britannica, tra gli anni ’60 ed ’80 Cardew sondò con incrollabile perseveranza la linea di confine tra avanguardia musicale colta, pratiche improvvisative, nuove prospettive di creazione musicale collettiva e concezioni radicalmente politicizzate del fatto musicale.

Assistente di Karl Heinz Stockhausen nei primi anni sessanta, dalla metà del decennio entra a far parte del pionieristico gruppo di improvvisazione radicale AMM, esperienza che conduce alla realizzazione della storica partitura grafica Treatise (1963-67).

Nel 1969 fonda insieme ai giovani compositori Michael Parsons e Howard Skempton la Scratch Orchestra, ampia formazione dedita all’esecuzione di musiche sperimentali composte dagli stessi partecipanti del gruppo ed all’esplorazione di modalità collettive di produzione musicale. Parallela all’esperienza della Scratch Orchestra ed ad essa correlata è la composizione The Great Learning (1968-70), basata su testi tratti dal “Grande Studio”, libro classico della tradizione confuciana, concepita per un numero imprecisato di musicisti e cantanti non professionisti.

Dall’inizio degli anni ’70 fino alla morte (avvenuta nel 1981 in seguito all’investimento da parte di un’auto in circostanze mai del tutto chiarite) la concezione musicale di Cardew attraversò una progressiva e sempre più marcata politicizzazione, che lo condusse al ripudio dell’avanguardia musicale colta, vista ormai come forma culturale funzionale alla concezione capitalistica della società, alla militanza attiva in movimenti e partiti rivoluzionari di ispirazione comunista, ed al recupero delle strutture musicali della tradizione classica occidentale finalizzato alla realizzazione di musiche che potessero contribuire alla sensibilizzazione della classe operaia verso la causa rivoluzionaria.