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[ qui la versione inglese ]
[ Roma, via G. Miani 20 — — cell. 340 5263877 — — email: lacameraverde [at] tiscali [dot] it ]
a breve: presentazioni a Roma e altrove
Giuliano Mesa, Poesie 1973-2008, La camera verde, Roma 2010
Collana Metra, n.1, Prefazione di Alessandro Baldacci
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Il volume contiene:
Schedario (1973-1977)
Poesie per un romanzo d’avventura (1978-1985)
I loro scritti (1985-1995)
Da recitare nei giorni di festa (1996)
Quattro quaderni (1995-1998)
chissà (1999)
Tiresia (2000-2001)
nun (2002-2008)
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su slowforward prossimamente le notizie sulle presentazioni imminenti
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Inizia oggi la mia attività nella sezione Scrittura del sito di “Private”, rivista di fotografia a cui ho in varie occasioni collaborato, nel tempo (direi dal ’95 circa). Ringrazio Oriano Sportelli per l’ospitalità data ai testi. La sezione pubblica inoltre anche materiali curati da Alessio Zanelli e Franck Bijou.
La mia intenzione è privilegiare, per quanto possibile, la prosa. In particolare quella prosa in prosa di cui — da qualche tempo, e giustamente — si parla in rete e nelle letture (e che ha fra l’altro dato il titolo a un libro pubblicato da Le Lettere).
Ho quindi pensato di categorizzare il genere marcando i testi così connotati — proprio sullo spazio online di “Private” — con l’etichetta o appunto categoria di “Prosa in prosa”. Se non vado errato, è la prima volta che una rivista accoglie questa categoria come tale, accanto a “Racconti brevi” e “Poesia”, per esempio. Anche di questo devo esser grato all’editore.
In ogni caso, logicamente, collaborando alle pagine di Scrittura, non mancherò di dare spazio anche a poesie e narrazioni brevi. Per tutte le proposte, l’indirizzo a cui fare riferimento (per inviare materiali inediti, possibilmente anche in traduzione inglese e/o francese) è il consueto account mg_img[at]yahoo[dot]it
First issue. Il primo post che vedete pubblicato in rete — oggi — è un brevissimo testo di Roberto Cavallera. Altri autori — noti o meno a chi segue l’area della prosa in prosa — seguiranno.
Buona lettura
MG
a cura di Camilla Miglio e Theresia Prammer
Traduzioni di Alessandro Baldacci, Alberto Destro, Camilla Miglio, Theresia Prammer
Spostamento è salto, «dal cervello alla pancia»; trapianto di corpo, corpo in parti; evento cromatico, musicale, indotto dall’assenza e dal desiderio. Se il desiderato è assente il mondo si predica e contrario: i prati sono rossi, bocca e sangue verdi. Bluastra è la sfinge, o la faccia mai divenuta viso del non nato. Il corpo fatto a pezzi si dissolve nella natura: nuvola e campo, radicina e foglia. Il viaggio è interno: peregrinazione tra una memoria di corpo che si sfalda e la natura diffranta. Grande il trauma, toccato con mano, sparso per indizi nel poemetto damasco, manovra. Corpi sono i luoghi, le pietre, le fortezze, le dune. Parole dell’altra lingua risuonano nel tragitto di un verso: toccare luoghi è toccare fibre intime, è arrivare con le mani nell’altro, ricomporlo in un canto frammentario, a singulti, per visioni splendenti come fate morgane.
Viaggio obliquo apre al lettore italiano una regione tra psiche e soma, uno sguardo intermittente tra profondità del ricordo ed evidenze della storia; rivela una voce tra le più acuminate e potenti della letteratura tedesca contemporanea.
Ulrike Draesner (Monaco, 1962) ha studiato germanistica, anglistica e filosofia a Monaco, Oxford e Salamanca. Dal 1994 si è dedicata esclusivamente alle attività di scrittura, traduzione e critica letteraria (www.draesner.de). Dal 1996 vive a Berlino.
Della sua produzione in prosa fanno parte il romanzo Mitgift, la raccolta di racconti Hot Dogs e il romanzo Spiele. Tra le sue numerose raccolte di poesia: gedächtnisschleifen (1995, Suhrkamp), anis-o-trop (1997, Rospo), Lichtpause (1998, Volk & Welt), für die nacht geheuerte zellen (2001, Luchterhand), kugelblitz (2005, Luchterhand) e infine berührte orte (2008, Luchterhand).