l’indice del n. 100 di “Anterem”: https://www.anteremedizioni.it/il_sommario_di_anterem_100
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l’indice del n. 100 di “Anterem”: https://www.anteremedizioni.it/il_sommario_di_anterem_100
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ArtReview + Mark Fisher + Lenin
https://artreview.com/the-classroom-of-postcapitalist-desire-mark-fisher-final-lectures/
“Partire da una sceneggiatura visiva per approdare a un documento sonoro. Il visivo scompare per lasciare spazio all’uditivo. O, forse, a un altro vedere e sentire” (Pietro D’Agostino)
Il progetto è Audio Doc Sound: parti sonore, video invisibili. Ecco il link per ascoltare: https://www.nazioneindiana.com/2020/10/16/audio-doc-sound-parti-sonore-video-invisibili/.
Il mio contributo al progetto (ascoltabile nel file audio #2) è tratto dal libro, ancora inedito, ossidiane. I testi, eseguiti oralmente, sono però da me variati proprio in virtù dell’esecuzione.
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SIMON EVANS Symptoms of Loneliness, 2009 Pen, paper, scotch tape, correction fluid 28 1/2 X 39 3/8 inches
https://www.jamescohan.com/exhibitions/simon-evans?view=slider#2
quando nel 1998 enrico ghezzi diceva che “nell’allucinazione del presente questo è orrendo: in tutta Europa trionfa la sceneggiatura”, forse non immaginava fino a che punto avesse (né che avrebbe continuato per vent’anni ad avere) ragione.
né che l’osservazione fosse – e si sarebbe confermata poi – in tutto applicabile alla letteratura, oltre il cinema.

Oi l’elettorato letterario italiano, quei che verzicano, verdi piante e bigi minerali e tutti li animai che sono in terra, qualsivoglia rettorato ovunque fenomenizzato, ogne valletto, pressoché tutti i vescovi conti e plures cadetti e rami laterali possibili merovingi come capetingi, sparse badesse e reìne, venusie & cacografate, normalisti e oralisti, normati e notomisti, nomati o meno, ciurlatori, singers truzzi e ‘mbonitori, vessilliferi e scalchi, becchini e trombonisti, elettori degli imperi centrali e riduttori di prese, pittiuomo, tolomei e più copernichi, istitutor di prìncipi, pope tentati di licantropia, belue & domatori, plenty assai di marchesini sclassati de vinegia, citti, puttini mimi, marinai, api barberini, lupe, studiosi di rupi, popolani con busse date e prese, maggiorenti co ‘a bbarca, lottatori prima e dopo l’olio, e re, tutti, tutti tutti ignorano cosa sia l’asemic writing. Tuttavia ne parlano, esponendo loro ermeneusi, o fole riportate, e critiche ahi aspre eccetera.
A benigno uso + giovamento delle signorie loro, Iddio ha palesato, per la prima volta, certo in virtù degli effetti dell’eclissi lunare, e in un empito di luce ha glitterato sul mio pc
seguendo i quali, maraviglia, edotti fìeno e principesse e cardinali, i granchi presi o liberi, i fondi @ terza pagina e l’arcolaio intiero dell’acca pandemica che regge dirige governa regioni e regioni di sapienze, laurocoronate o coronande, che affidate furo a vita mortale dalla pietà celeste amen.
intervento di Piergiorgio Giacchè:
(n.b.: straordinario sempre, P.G., ma in particolare direi che da 6′ 16” a 11′ 03” quasi ogni parola, ogni frase, ogni riferimento potrebbe essere valido direttamente per la scrittura, oltre che per il teatro. notevole soprattutto la distinzione tra attore e regista. quindi tra atto e costruzione, aggiungerei.
ogni autore e testo “di costruzione” resta inevitabilmente al di qua della rivoluzione copernicana).