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testi da “erano in pericolo”

testi da Erano in pericolo (in Quasi tutti, Polimata 2010; vers. definitiva Miraggi 2018):
http://compostxt.blogspot.it/2013/09/marco-giovenale-da-erano-in-pericolo.html

(grazie a Roberto Cavallera)

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è così che si riconosce il padrone

 

Nietzsche l’ha spiegato molto bene: essere forte consiste nell’imporre la propria lingua a qualcuno che non parla questa lingua, oppure, all’interno della stessa lingua, nell’imporre un modo di parlare, dei nomi, delle norme, una retorica. Ed è questa la forza, è così che si riconosce, dice Nietzsche, il padrone, colui che impone il suo modo di parlare, e poiché non vi è lingua senza gerarchie, senza leggi, senza regole, senza normatività, senza grammatica, non vi è lingua senza una forza di legge e, dunque, senza un’imposizione di tipo coloniale.

 Jacques Derrida, in J.D. – Hélène Cixous, La lingua che verrà, a c. di
Marta Segarra, tr. it. Meltemi, Roma 2008, pp. 54-55



Le domande sono allora: nella lingua italiana, nell’organizzazione formale dei testi (per esempio letterari) italiani, chi è il padrone? Cosa troviamo in libreria? In tv e in radio chi parla? Quale lingua parla? Cosa dice? Quali romanzi sono diffusi? Di che tipo? Fatti come? Cosa leggiamo nelle terze pagine, quando ne troviamo? Negli inserti culturali? Di quali autori si fa menzione? Di quali libri? Con quale costanza? Che tipo di poesia domina negli scaffali?

In effetti è tutto molto semplice e trasparente.

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su academia.edu

(Pur non essendo io un accademico) alcuni testi sono/saranno disponibili in academia.edu  :

interventi, saggi, annotazioni, articoli @ http://uniroma1.academia.edu/MarcoGiovenale/Papers

recensioni @ http://uniroma1.academia.edu/MarcoGiovenale/Book-Reviews

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tavola delle conversioni

Un testo inedito che parte da alcuni brani di Anna Maria Ortese. Scritto nel 2003 e – in effetti – mai inviato ad alcuna rivista, mai pubblicato. Anche perché non è un saggio e non è un racconto. Qui in versione pdf (25 Kbytes): si intitola Tavola delle conversioni.

Piuttosto ingenuo; forse per questo confinato in pdf da scovare…

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“forget lose disappear” : grazia menna in camera verde

Sabato 12 ottobre 2013, dalle ore 18:00 alle 21:00
a Roma, presso il centro culturale LA CAMERA VERDE
(via G.Miani 20)

Inaugurazione della mostra di fotografia e presentazione della cartella d’artista

FORGET LOSE DISAPPEAR

di

Grazia Menna

con un testo di
Gemma Criscuoli

a cura di
Giovanni Andrea Semerano

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Centro culturale La camera verde

direttore
Giovanni Andrea Semerano

via Giovanni Miani 20 – 00154 Roma
tel. 3405263877
www.lacameraverde.com
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alcuni punti salienti _ [replica]

alcuni punti salienti – dal “verri” n. 48, feb. 2012 – da servire di ammaestramento de’ pochi o molti che molto dimandano di scritture dopo il paradigma, poco riuscendo chi qui scrive a spiegarsi

[ovvero:] [elenco di puntatori a uso di chi fa o vorrebbe fare, per dire, sought writing, ma non ci si trova – o pensa di far ciò ma fa altro] [– e si metteranno dei puntini che il lettore deve sciogliere] [se vuole leggere] [–] [se vuole leggere, deve andare a (vedere) quel numero del “verri”] [andare verso] [eccetera]

nb: il nome indica l’autore, il numero indica la pagina del “verri” 48 da cui la citazione è tratta:

Bortolotti, 105 : Non può in vista di una pratica dell’assurdo (…) alla deriva

106 : I hate speech

107-108 : Le questioni pratiche (…) di tipo formalista. (…) Mohammad e Toscano, in questo senso, potrebbero essere visti come autori post-langpo (…) Tuttavia (…) valore che attribuisce alla sintassi come struttura d’ordine

Mohammad, 111 : improbabili reazioni chimiche

115 : (…) e che (…) a pensare a cosa (…) quando si compone anche in modo “normale”

116 : (…) gioca alla (…) individuale, poiché ogni poeta avrà un insieme completamente diverso di spinte istintive circa il modo in cui riorganizzare il materiale cercato (…) non è un nuovo tipo di soggettività poetica. Piuttosto, sto cercando delle istanze di articolazione (o sì, inarticolatezza) in cui l’oggetto poetico si carichi di un’immediatezza che è il prodotto del (…)

Silliman, 128 : Wellek e Warren evitano qualunque (…) anche alle strategie dello strutturalismo

132 : Watten esplora il riconoscimento da parte del lettore di questa presunzione, di questa volontà di “completare il sillogismo”

142 : Di per sé, si può (…) (E) questa è un’intuizione importante e originale

147 : (…) aumentata sensibilità verso il movimento sillogistico (…)

Questa non è la distorsione sistematica del livello massimo o più alto di significato, come nel surrealismo. Piuttosto (…) è tipica in massimo grado della frase nuova

149-50 : metodi per favorire un movimento sillogistico secondario (…) Ciononostante, ogni tentativo di spiegare questa opera come una totalità riconducibile a “un più alto ordine” di significato, come la narrazione o il personaggio, è destinato al sofisma, se non all’esplicita incoerenza. La frase nuova è un oggetto decisamente contestuale. I suoi effetti occorrono tanto tra le frasi che al loro interno
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