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FLUXHIBITIONs #3 + #4

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FLUXHIBITION #3:

Thinking Inside of the Box – Boxes, Cases, Kits and Containers from the Permanent Collection http://fluxmuseum.org/fluxhibtion3-intro.html

A year in the making! 130 pages 165+ color plates and several writings.

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Fluxhibition #4 – Fluxus Amusements, Diversions, Games, Tricks and Puzzles – will be exhibited October 8-30, 2010 at the Fort Worth Community Arts Center.

See what’s happening so far here: http://fluxmuseum.org/fluxhibition-4/index.html

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The Fluxface in Space project is just about ready for exhibit as well. http://fluxfaceinspace.blogspot.com/ 121 artists from 25 countries!

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Concurrent with Fluxhibition #4 will also be some version of A Book About Death ; Also New Works by Lanny Quarles and a few things from the newly acquired estate of Nerina Cocchi Zecchini http://nerinacocchizecchini.org/.

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CONTRIBUTE if you can buying catalogs from http://lulu.com/ontological

frammenti video da “Prosa in prosa” @ Esc (Roma 16 febbraio 2010)

nell’ambito del progetto ESCargot / Scrivere con lentezza

presentazione di
PROSA IN PROSA

(Le Lettere, 2009 – collana fuoriformato)

con gli autori
Gherardo Bortolotti, Alessandro Broggi, Marco Giovenale, Andrea Raos, Michele Zaffarano
coordinamento di
Andrea Cortellessa
contributi di
Giulio Marzaioli, Tommaso Ottonieri, Gilda Policastro, Lidia Riviello, Sara Ventroni

video di Vincenzo Ostuni

sul sito di G. Guerini

Nell’Archivio online di Gian Paolo Guerini, grazie a Maurizio Spatola, si trova — all’interno della sezione Protagonisti — un ricordo del poeta viennese Gerald Bisinger a 10 anni dalla sua scomparsa. Bisinger fece parte della redazione di “Tam Tam” e partecipò, negli Anni ’70 e ’80, a numerosi incontri dei poeti legati alla Neoavanguardia letteraria internazionale. Potete accedere ai contenuti dell’omaggio da qui:

http://www.gianpaologuerini.it/mauriziospatola/pdf_protagonisti/07.pdf


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La Taverna di Auerbach

La rivista nasceva nel 1987 per iniziativa di un gruppo di poeti e critici interessati alle poetiche intermediali: Stefano Docimo, Elmerindo Fiore, Raffaele Manica, Luca Salvadori, Tarcisio Tarquini, Giovanni Fontana. La redazione era sostenuta da un nutrito gruppo di corresponding editors, tra i quali Henri Chopin, Klaus Peter Dencker, Dick Higgins, Shutaro Mukai, Nicholas Zurbrugg ed altri.
Nell’editoriale del primo numero Fontana scriveva: “ci interessa la struttura materica dei linguaggi, ci interessa la materialità testuale, ma anche la sperimentazione di tutte le possibili consistenze del testo e di ogni intreccio inconsueto palpabile e impalpabile. E ci interessano tendenziose riletture, non ascolti inerti, innaturalmente stereotipati”. La testata chiudeva dopo dieci numeri, raccolti in quattro fascicoli per un totale di 1124 pagine, per incomprensioni con l’editore.

http://www.gianpaologuerini.it/b_aboutyou/2_guests/

due repliche (2003)

sabato, 13 settembre 2003   [link]

Di conoscenza

Un obiettivo e valore del testo poetico – o delle strutture (nome amabile) che desiderano la conoscenza – può essere in una «leggerezza pensata all’interno della materia, prima dell’unità e prima delle separazioni» (Emilio Villa, su Burri, in Attributi dell’arte odierna, Feltrinelli, Milano 1970).

La scrittura solo-materica ha il limite di farsi “versione integrale” delle cose (non richiesta tuttavia dal tempo: ora la realtà ha già i suoi relatori e storiografi, nella politica e nella comunicazione, e nella politica-comunicazione, come nella prosa del mondo di troppa narrativa). (Vedi le recenti annotazioni di Biagio Cepollaro sul realismo, nel suo blog).
Diversamente, la scrittura “solo-inafferrabile” è esercizio calligrafico, curve su carta.

Una scrittura di conoscenza ha ancora altro statuto, e diversa mira. Ma è una fabbrica di reincisioni, sovraincisioni. Così – e per questo – non elude il pieno peso del mondo/messaggio, il male di cui dice Ashbery.


lunedì, 08 settembre 2003   [link]
Rhymes / Ashbery

Un passo di John Ashbery, dalla poesia Friends (in Houseboat days, 1977):

I feel as though I had been carrying the message for years
On my shoulders like Atlas, never feeling it
Because of never having known anything else. In another way
I am involved with the message.

Sento come avessi portato per anni il messaggio
sulle spalle, come Atlante, senza mai
sentirlo: non avendo avuto mai
conoscenza di altro. In altri termini
io sono coinvolto nel messaggio.

Secondo la nota interpretazione di Kafka, Atlante avrebbe potuto in ogni istante deporre il peso del mondo e andarsene; nulla però oltre questa coscienza gli era concesso avere. In realtà Atlante è – come suggerisce Ashbery – non semplicemente coinvolto (traduzione italiana a cui siamo forzati) ma addirittura tessuto dal suo peso, dal mondo-messaggio. Ne è costruito. Implicato, involved with. E la sua coscienza forma messaggio.

Le parole articolano la bocca che le parla.

Lo stesso Ashbery in epigrafe cita queste parole di Nijinsky: «I like to speak in rhymes, / because I am a rhyme myself».

Catalogo della Biblioteca Utopica

Dopo la mostra di questa estate a Viareggio, Vittore Baroni ha pubblicato un ricchissimo dettagliato catalogo sui libri e le opere in esposizione, con annotazioni su ciascun artista. Eccone la copertina:

the-utopian

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Per contatti e altri link, si possono visitare questi post già usciti su slowforward:

“the utopian library” — a letter from Vittore Baroni

la biblioteca utopica

La Commestibilità dell’Arte

immagini dalla biblioteca utopica