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“Segnare un secolo”, atti di convegno su Emilio Villa

 

SEGNARE UN SECOLO. Emilio Villa: la parola, l’immagine (Ed. Deriveapprodi, 2007)

Atti della giornata di studi tenutasi all’Università di Salerno il 23 novembre 2005, dedicata alla figura e all’opera di Emilio Villa.

Il libro

Su una cosa tutti i critici, gli amici, i conoscitori e gli estimatori dell’opera di Emilio Villa concordano: ha utilizzato la parola poetica come mezzo per ricreare un mondo o riportarlo alla sua origine. Da qui una continua ricerca che lo ha portato a frequentare campi vastissimi e apparentemente distanti fra loro: dall’arte primitiva allo studio dei testi sumero accadici, dall’immane fatica della traduzione della Bibbia a quella dell’Odissea, fino all’interesse per l’arte contemporanea in veste tanto di critico quanto di artista.
Con la straordinaria capacità creativa e la raffinata intelligenza di una delle principali figure del Novecento italiano si misurano gli interventi degli studiosi contenuti in questo saggio. Nel tentativo di restituire alla biografia e al lavoro di Emilio Villa quell’importanza che la cultura ufficiale gli ha così spesso negato.

Contributi di: Cecilia Bello Minciacchi, Aniello De Luca, Ugo Fracassa, Simonetta Graziani, Vincenzo Guarracino, Giancarlo Lacerenza, Antonio Pietropaoli, Gian Paolo Renello, Aldo Tagliaferri, Luigi Torraca

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Indice

Presentazione
Gian Paolo Renello

Incontri e scontri esemplari nell’approccio villiano alla modernità
Aldo Tagliaferri

Emilio Villa e le uova di Babilonia
Simonetta Graziani

Villa traduttore della Bibbia ebraica
Giancarlo Lacerenza

L’Odissea di Emilio Villa
Luigi Torraca

Cyphra rebellis, cyphra cyprigna. Ribellione e seduzione nel latino deimaginativo di Emilio Villa
Cecilia Bello Minciacchi

Referti in forma di responsi. Sulla scrittura di Emilio Villa a proposito di Niger Mundus, seu Atomus Caecus
Vincenzo Guarracino

Emilio Villa: un poeta senza poetica?
Antonio Pietropaoli

Scandagliando l’abisso. Emilio Villa critico d’arte
Aniello De Luca

Villa in Ytalya
Ugo Fracassa

Il Labirinto della Sibilla
Gian Paolo Renello

Nota biografica degli autori

 


DERIVEAPPRODI
Piazza Regina Margherita 27, 00198 Roma
fax: 06-8554602
email: info [at] deriveapprodi [dot] org

 

 

5 months with THE FLUX I SHARE

flux i shareSeptember 9th, 2007 ::: our fluxishare is 5 months old !

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THE FLUX I SHARE is a collaborative webspace where some people meet to share experiments. here’s a selection from a first table of contents:

something like a situationist state of mind. 00
fragments. reduced time. weakness and/or defeat. 01
passages. paris. rome. ny. & anywhere. in any language. 02
“images and visual poems are welcome”. 03
experimental codes are daily stuff. 04
each single day produces (non)sense, superimpositions, etc. 05
prosperous flux(for)us. phosphorus-added googled daydiagrams. 06
reality is enough. don’t double it. overwrite. 07
no performance. no show. install. minimal texts (or not). 08

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the crew: bill allegrezza, gherardo bortolotti, anne boyer, alessandro broggi, david-baptiste chirot, crashtest, rachel defay-liautard, michelle detorie, linh dinh, clifford duffy, susana gardner, marco giovenale, k. lorraine graham, jukka-pekka kervinen, drew kunz, jim leftwich, jon leon, sheila murphy, lanny quarles, carmen racovitza, joe ross, eric k. rzepka _ e-doppelganger, jennifer scappettone, ed schenk, spencer selby, matina l. stamatakis, harry k. stammer, ton van ‘t hof, elisabeth workman, michele zaffarano

Dubbio e narrazione: la coscienza del narrare

Ripropongo un articolo di qualche tempo fa. Lo spunto veniva da Giro di lune tra terra e mare, film di Giuseppe Gaudino. Il brano è offerto in ’simple text’. Per le formattazioni, cfr. questo file pdf [32 Kb]

 

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Dubbio e narrazione: la coscienza del narrare

(alcune annotazioni su Giro di lune tra terra e mare, 1997 – film di Giuseppe M. Gaudino)

 

By the waters of Leman I sat down and wept…

T.S.Eliot, The Waste Land, III

 

da/a Emilio Garroni

 

I

 

Sulla riva del fiume-sisma, l’io narrante del film Giro di lune tra terra e mare si siede a riflettere e tuttavia non si abbandona al pianto, né interamente al racconto. Eppure ci comunica entrambi: la malinconia insieme alla storia.

Il padre di questo Ego, il padre pescatore, re di nulla, caparbiamente attaccato a un lavoro che non esiste più, conduce la famiglia da un trasloco all’altro, per sfuggire ai sismi di Pozzuoli che minacciano le case.

Così sembrerebbe essere lo stesso film: Continua a leggere

Recensione di Laura Pugno al Nono quaderno di poesia Marcos y Marcos

 

A distanza di circa tre anni dal precedente, arriva in libreria per i tipi di Marcos y Marcos il Nono quaderno italiano di poesia contemporanea, a cura di Franco Buffoni. L’impresa è fedele alla formula che si ripete ormai da sedici anni, ossia la presentazione di un gruppo di autori tendenzialmente eterogenei, attraverso una silloge che abbia carattere di completezza e con la prefazione di un critico di riferimento. La formula ha al suo attivo una lunga storia di successi (sono numerosi gli autori, e non solo poeti, ormai affermati della generazione tra i Cinquanta e i Sessanta che hanno all’attivo un passaggio nei Quaderni, da Dal Bianco a Villalta e Riccardi, passando per Picca, Trevi, Nove e così via) e qualche, forse inevitabile, smarrimento.

Al nono appuntamento della serie troviamo Alessandro Broggi, Maria Grazia Calandrone, Mario Desiati – la sua prefazione firmata Enzo Siciliano è l’ultimo testo da questi scritto prima della scomparsa – Massimo Gezzi, Marco Giovenale, Luciano Neri e Giovanni Turra. Sette poeti, troppi per dar conto di tutti dettagliatamente, ma sufficienti per cercare un filo conduttore che a dispetto della loro stessa evidenziata differenza li attraversi. Così, per inciso, varrà sottolineare come sia Maria Grazia Calandrone, unica voce femminile, ad affermare, ne La macchina responsabile, una così grande fiducia nei mezzi della poesia da poterne bere fino in fondo «l’ultravioletto calice» senza temerne la potenza tossica, ma anzi neutralizzandone il veleno segreto, che risana e riporta in uso parole e oggetti che sembravano perduti per tuffarli di nuovo, immediatamente, nella materia fangosa del dolore, dalla cronaca degli incidenti stradali e delle stragi del sabato sera, alla storia nera dell’Olocausto e di Hiroshima.

Il dolore è la cifra che percorre la silloge di Marco Giovenale, Cose chiuse fuori. In questi versi è come se un angelo della sete – motivo che nella prefazione Cecilia Bello Minciacchi sottolinea emblematico – laica benjaminiana figura munita di torcia, abbandonasse una casa in disfacimento, compiendo l’inventario di un passato proprio e di altre generazioni. E come gli oggetti anche i testi vengono «traslocati» da una raccolta all’altra e si fanno «cosa chiusa» aumentando in spessore.

Dalle storie personali e pubbliche alla natura come storia che coinvolge il pianeta, compie il salto La spedizione del controtempo di Luciano Neri, lavorazione interiore di tragici accadimenti marini del presente: l’esplosione nel 1991 al largo del Ponente genovese, della petroliera Haven, uno dei peggiori ecodisastri del Mediterraneo e l’inabissamento del sottomarino russo Kursk, «nel mare di Barents nell’agosto del 2000 insieme ai suoi centodiciotto marinai» sono le sostanze depositate sui fondali di queste pagine.

La misura del dolore diventa concreta fatica di costruzione, ne L’attimo dopo di Massimo Gezzi, poeta volutamente lirico, che alle influenze di Fortini, Saba o Cattafi – segnalate da Guido Mazzoni – aggiunge forse una traccia di Raymond Carver. In questa poesia umanistica, o sottilmente animistica, in cui l’uomo non è più misura di tutte le cose, l’epifania è svuotata del sacro, ma ugualmente accade, e può non essere infrequente.

Chiudendo la sua premessa al Quaderno, il curatore anticipa che questo Nono sarà il penultimo e l’impresa si avvia a conclusione, ma accenna allo stesso tempo alla nascita di una nuova serie «impostata con più innovativa formula per altri più giovani autori».

 

Laura Pugno,

articolo in «il manifesto», 5 lug. 2007, p.15

(titolo red.: Nei versi sensibili della giovane poesia)

 

 

Autori francesi, da “Anterem”

Questo è un nuovo invito alla lettura. Proponiamo i testi di tre autori francesi: Claude Ollier, Maurice Roche, Philippe Lacoue-Labarthe. Sono tratti dal n. 63 della rivista “Anterem”. A questi molti altri seguiranno. Secondo un piano di pubblicazione molto particolare.

Intendiamo infatti presentare in una nuova struttura – articolata per aree linguistiche – le poesie pubblicate nel corso degli anni sulla rivista e lì ordinate per tematica. Così facendo desideriamo facilitare la consultazione del materiale pubblicato e favorire nel contempo nuove ipotesi comparative tra i testi poetici.

Seguendo una prassi consolidata nella nostra rivista, i testi stranieri saranno sempre presentati in lingua originale con traduzione a fronte e saranno accompagnati da brevi profili biografici degli autori.

Per consultare la pagina:
http://www.anteremedizioni.it/?q=antologia_poetica_0

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La Redazione di ANTEREM

Vossler a GAMMM

Heidelberg, 7 ottobre ‘906

Non volevo ringraziarvi del vostro libro prima di averlo letto; ed in questo momento ho finito di leggerlo. E’ un capolavoro sotto ogni punto di vista, come pensiero logico e come organismo estetico.

(Carteggio GAMMM-Vossler, Laterza, Bari 1951, p.95)