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“Sebben che siamo donne…”

Nell’ambito del progetto pluriennale ARTELibera. Palazzo Libera per l’Arte Contemporanea, curato dalla PROMART – Libera Associazione per la Promozione delle Arti, in collaborazione con il Comune di Villa Lagarina (TN), il prossimo 17 settembre si inaugura negli spazi di Palazzo Libera, la mostra SEBBEN CHE SIAMO DONNE…, curata da Angela Madesani.
La rassegna ospita le opere di otto artisti (Pietro D’Agostino, Katia Dilella, Loredana Galante, Julia Krahn, Angelo Morandini, Silvia Nòferi, Alberta Pellacani e Claus Vittur), impegnati a fornire la loro personale lettura sul tema del femminile.
Come annota la curatrice della mostra: « …Le battute non si contano. Ci tocca ancora sentirci chiamare “angeli del focolare”, ci tocca ogni giorno doverci difendere dallo stalking, che per fortuna da qualche tempo è diventato reato. Ancora molte donne hanno paura di denunciare quelle violenze, quei maltrattamenti, che il più delle volte avvengono tra le pareti domestiche. Insomma ogni giorno, passo dopo passo, il cammino da percorrere è ancora molto. Credo, in tal senso, che anche la ricerca artistica possa costituire un aiuto.
Così è stata operata la scelta dei lavori di otto artisti uomini e donne, che attraverso le opere, realizzate con linguaggi profondamente diversi tra loro, hanno affrontato lo sguardo nei confronti dell’universo femminile. Ne esce un’interessante e variegata panoramica in cui il titolo è la prima strofa di una canzone popolare femminista, che ha segnato quelli che come me hanno vissuto la loro infanzia negli anni Settanta: «Sebben che siamo donne /
paura non abbiamo /
per amor dei nostri figli
/ per amor dei nostri figli.
/ Sebben che siamo donne
/ paura non abbiamo /per amor dei nostri figli /
in lega ci mettiamo».»

La mostra sarà accompagnata da un catalogo (Ed. Publistampa, Collana Arte) in cui sono pubblicate le immagini di tutte le opere esposte e un saggio critico (italiano/inglese) firmato da Angela Madesani.
L’iniziativa, patrocinata dalla Regione Trentino/Alto Adige e dalla Provincia Autonoma di Trento, è sostenuta dalla TARGET sas (www.target-tn.it).

11 giugno, L’Aquila: mostra di Thomas Ashby

da http://aiapzine.aiap.it/notizie/12728 (e grazie a Fabrizio Rossi) ripubblico qui:

Fabrizio M. Rossi

Sabato 11 giugno 2011 è una data importante. In quel giorno, infatti, la mostra “Ashby e l’Abruzzo”, che conta fra i suoi patrocini quello dell’Aiap, inizierà una ‘tournée’ che la porterà in varie città abruzzesi. Una data due volte importante perché inaugurerà la permanenza della mostra a L’Aquila.

Sarà dunque un’occasione unica per apprezzare le fotografie di Ashby, di cui abbiamo già parlato nel sito dell’Aiap e in Aiapzine, in un contesto tanto suggestivo – il chiostro dell’ex convento di S. Domenico – quanto pertinente. Le immagini di Ashby, infatti, testimoniano di uomini e luoghi abruzzesi dell’inizio del secolo scorso, con una profondità di sguardo – etnografico e paesaggistico – rara e sorprendente; e se molto si potrebbe dire dei mutamenti antropici intercorsi da allora, va detto per contro che buona parte di quei luoghi erano rimasti pressoché intatti fino al terremoto del 2009. Sarà così anche un’occasione per recarsi a vedere, senza intermediari di sorta, cosa ne è oggi della città dell’Aquila, a più di due anni dal terremoto; un’occasione a cui invitiamo tutti per comprendere pienamente lo spessore, il valore della memoria, la portata del disastro e la mancanza di una progettualità adeguata per la ricostruzione: per mantenere viva nella nostra coscienza, individuale e collettiva, la volontà legittima che ci siano restituiti una città e un territorio che oggi appaiono perduti. L’inaugurazione della mostra “Ashby e l’Abruzzo” a L’Aquila è un’occasione, infine, per rilanciare con forza l’impegno mai dismesso che l’Aiap, già all’indomani del terremoto, ha profuso a favore dell’Abruzzo; il nostro obiettivo è concretizzarlo nuovamente a Cagliari, con una serie di iniziative nel corso della prossima edizione di “DesignPer”, per riaffermare ancora una volta il valore della memoria e del progetto.

DU-CHAMP in questo preciso momento

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