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sul “manifesto” di ieri

segnalo questo notevole articolodi Gian Maria Annovi,  su Eliot/Waste Land.
sul “manifesto” di ieri: http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20120810/manip2pg/10/manip2pz/327092/

[accodo (en passant) un rinvio a una riflessione personale sul Tiresia di Giuliano Mesa, a proposito del quale facevo riferimento al poemetto eliotiano: http://puntocritico.eu/?p=1213]

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su gammm da gennaio a oggi

______________2012______________________________________________________________________________

– mel bochnerlanguage is not transparent. 1969 [31-05-2012]

– gherardo bortolottinon è un problema di artigianato. 2010 [05-04-2012 .it]

– roberto cavalleramoris dante. 2012 [28-03-2012 .it]

– guy-ernest debordebook: urla in favore di sade. 1952 [05-01-2012 .fr / .it]

– maya derenmeshes of the afternoon. 1943 [07-06-2012]

– gabrielle de vietricaptcha. 2011 [21-06-2012]

– franco fortinirifiutare l’ideologia della non ideologia. 1983 [19-07-2012 .it]

– gilles furtwänglerdoor to beach at 50 m. 2011 [16-02-2012 .fr / .it]

– günter grassindice de “la ratta”. 1986 [26-04-2012 .it]

– juan alemán hernandez. bajar una escalera. 2011 [26-01-2012]

– juan alemán hernandezclasificación. 2011 [03-05-2012]

– juan alemán hernandezpasos. 2011 [05-07-2012]

– fabio lapianagramma 1. 2011 [19-01-2012]

– serse luigettilogorhythm. 2009-11 [02-08-2012]

– walter marchettizimmerfrei / songs for john cage. 2010 [23-02-2012 .it]

– michele carlo mariil debito. 2011 [12-01-2012 .it]

– akihiro nagashimainvaders in tokyo. 2011 [10-05-2012]

– elio pagliarani. da la sintassi e i generi. 1959 [13-03-2012 .it]

– giuseppe pariniappunti per il «vespro» e la «notte» [18-03-2012 .it]

– bob perelmancina. 1981 [17-05-2012 .it]

– nicola ponziomonocromi (una storia del bianco). 2011 [02-02-2012 .it]

– nicola ponziolow movie. 2005-12 [28-06-2012]

– antonio portaebook: partita. 1967 [31-03-2012 .it]

– davide raccaausflug an die frische luft. 2012 [26-07-2012]

– lieko shiganine photographs from “canary”. 2007 [23-03-2012]

– aldo tambelliniblack tv. 1968 [13-02-2012]

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…and more:

philippe parreno [09-02-2012], patrick playter hartigan: opeb [01-03-2012], massimo sannelli [08-03-2012],  ark codex [11-04-2012], the music animation machine [19-04-2012], m. zaffarano legge e.hocquard [24-05-2012], g.penone: didascalia [14-06-2012], m.pistoletto: didascalia [12-07-2012]

un’annotazione su corrado costa

da Punto critico (21 lug. 2012):

Si può forse dire [attenuando: è mia cautelosa opinione sia non implausibile suggerire] che un po’ ovunque, verso la metà degli anni Sessanta, è successo qualcosa nel(la percezione del) linguaggio comune, quotidiano, che ha aperto un fronte pressoché nuovo nella poesia e nella prosa – e non solo nella scrittura di ricerca.

La parcellizzazione e le dissipazioni della (percezione della) solidità del soggetto, che ne facevano qualcosa di problematico o perfino insostenibile per gli autori della prima metà del Novecento, diventano il terreno ‘naturale’ dell’immaginazione nella seconda metà del secolo. (Quella di Chandos è così aria respirata poi da chiunque: letterato o meno).

Proprio mentre – nel secondo dopoguerra – alcuni decenni politicamente accesissimi declinano troppe certezze in termini di potere e sua distribuzione, tanta parte della poesia italiana (o per via di complessità o per via di linearità) mostra di prendere le distanze da ogni atteggiamento didascalico, parenetico. Dismette abiti egoticamente ‘crepuscolari’ ma sa tenere per fermo un “principio di esitazione” (Zublena) che non concede né al quotidiano né all’eccezionale di fissarsi in figura stagliata, e dunque “poetata”, cioè provvista di garanzie già codificate e statiche nella sensibilità ed esperienza di chi legge.

Gli autori – alcuni autori – congegnano e inventano materiali ricchissimi (e forme inedite, svincolate da molti schemi) senza pre-obbligare il lettore a identificarsi col loro sguardo, tantomeno col loro ‘ruolo’. E si rifiutano di proiettare sulla distanza che li separa dal lettore stesso l’ombra di una coesione che sanno (per tutti) inesistente. Se il corpo è un corpo-in-frammenti, l’incertezza dell’ombra è una grafia da reimparare a ogni pagina.

In questo, Corrado Costa ha rappresentato probabilmente una voce anzi la voce più divertita e affilata e persuasiva, nella scrittura italiana di quegli anni. E dei nostri.

mg

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