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Intervista a MG (Bologna, maggio 2011)

Lo spazio esposto (http://lospazioesposto.wordpress.com) intervista MG.
A cura di Matteo Di Meco e Andrea Lorenzoni (riprese di Michele Martini).
Presso la libreria Modo Infoshop, Bologna, 5 maggio 2011:
http://lospazioesposto.wordpress.com/2011/07/08/intervista-al-poeta-marco-giovenale/

qui i vari video su youtube:

1/5 _ “La casa esposta / Shelter”
http://www.youtube.com/watch?v=ehVZM0JIxcA

2/5 _ “Spazio e libro”
http://www.youtube.com/watch?v=FB1mQWjDTYA

3/5 _ “L’allegoria cava / Emilio Villa / Il romanzo predatore”
http://www.youtube.com/watch?v=1l0UsDLRZIo

4/5 _ “Il mercato e il romanzo / La resistenza e l’assertività”
http://www.youtube.com/watch?v=Y6tuEK31-n8

5/5 _ “L’analisi testuale / La reciprocità”
http://www.youtube.com/watch?v=f-DihhEnJb8

i primi sei mesi di Punto critico


giugno 2011

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febbraio 2011

gennaio 2011

Roma, 28 giugno: “Giro di vita”, di W. Pedullà

martedì 28 giugno
ore 18
Teatro India
Lungotevere dei Papareschi 1
Roma
Walter Pedullà
Giro di vita

Materiali per l’autobiografia di un critico letterario

intervengono
Andrea Cortellessa
Giulio Ferroni


modera
Nino Borsellino

 

Invitato a rilasciare un’intervista sulla critica letteraria, Walter Pedullà ha deciso di farsela da sé, per essere più libero di sconfinare da un’epoca all’altra (dal fascismo dell’infanzia alla società del benessere), da un tema all’altro (disoccupazione, alienazione e crisi permanente), da una corrente all’altra (dal neorealismo alla tradizione del nuovo, dal neosperimentalismo al postmoderno), da uno scrittore all’altro (che sia Gadda o Palazzeschi, Pasolini o D’Arrigo, Calvino o Zanzotto, Malerba o Manganelli). Più di cinquant’anni di critica militante, oltre mezzo secolo di insegnamento universitario, una trentina di opere, migliaia di articoli, non meno di cinquanta saggi, una storia letteraria e una collana di classici. Questa autobiografia poco privata non narra la vita di Pedullà: solo quella che filtra dal ricordo dei familiari, della sua terra, della molto laboriosa giovinezza. Semmai è un racconto di sé per interposta persona, che sia il maestro Debenedetti o l’amico Pagliarani. È un’autobiografia “plurale”, biografia essenziale di una generazione di intellettuali che hanno lottato per rendere più moderno e libero il nostro Paese. Lo si può fare anche attraverso la critica militante, il genere letterario che più assomiglia alla vita.

conio

24 giugno 2011, h. 12:16

conio ora, in rif. a intellettuali che solo da e per un palco parlano, il seguente neologismo: coronismo-velinismo.

storia:
virus trasmesso dal wveltronismo con indice e medio a V, incubato in parallelo soprattutto dal 1994 in area mediaset, trasmesso a cascata al complesso del sistema sovrastrutturale italiano.

terapia:
nessuna. incurabile.

replica: Prosa e poesia / l’intervista uscita su “L’Ulisse” n.13

POESIA E PROSA

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ripubblico qui le mie risposte al questionario de “L’Ulisse” n. 13 (uscito ad aprile 2010):
http://www.lietocolle.info/upload/l_ulisse_13.pdf

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1. Qual è la sua idea di prosa? Come si definisce il suo approccio alla prosa (anche rispetto alla questione dei generi)?

La mia idea di prosa è ovviamente anche un’idea o massa-matassa non solo mia: è di fatto trasmessa, sovrascritta: è una cosa e una casa anche altrui, costantemente. Precisamente per il fatto di appartenermi, è altra, composita, giocoforza differenziale, effusa direi anzi dissipata ossia sprecata in diffrazioni, prassi e diversioni da prassi (da quelle prediffuse, usurate). È cioè una specie di gomma-somma non aritmetica e anzi mosaico o ventaglio di eredità, microlabirinti e ricodifiche, giostre in buona parte e assai volentieri disallineate dall’usuale asse e traccia playback della prosa che si legge nei libri degli editori generalisti.

(Rispetto a questi ultimi trovo, semmai, e spesso, consonanza felice fra prosa scritta mia e flusso parlato casuale, eavesdropping, banalità da bar, eccetera: però, anche lì, è il quid normante del normale a indispettirmi. Il già dato, il precompreso, il predetto, quanto si sa e si vuole già letto dall’ebetudine dello spettatore di pagina o di festa aggiornato che si fa dire da giornali e inserti cos’è che deve scandire, ritenere, immettere in chat).

Quanto a(l) “me” in abito di lettore-lettore talvolta agìto, che cioè si sa e si vuole ingenuo, ben volentieri spendo tempo sulle pagine di Bram Stoker. Per dire. Non avanzo però molto in qua nel presente, se si tratta di cose così. Stili e modi così. Racconto-racconto. Certo, uno vede il gazzettone, la tabula recensoria dei best editoriali, e si domanda: ma quale roba non è così, in scaffale? Un esercito di marchese e contesse e raccontesse fanno le gare di puntualità. Il tè si serve alle cinque spaccate. Chi c’è c’è. (Ci stanno tutti).

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Punto critico: primi articoli di giugno