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esce “L’Ulisse”, n. 14

L’ULISSE n.14

rivista di poesia, arti e scritture:

direttori: Alessandro Broggi, Stefano Salvi, Italo Testa

IL PAESE GUASTO – L’ITALIA VISTA DAI POETI

In mezzo mar siede un paese guasto

(Dante, Inferno, XIV, 94)

Tema di questo numero de L’Ulisse è “Il paese guasto”: è cioè incentrata, questa nuova uscita della rivista, sull’Italia, vista da poeti e da autori.

Tale la designazione: e se guarda all’ampio di guasto in ogni forma di noi, dal nostro “vivere istituzionale” a ciò che coglie la nostra fiducia (di futuro, di presente), ed alla nostra “forma” di vivere (in comune, nel chiuso di noi e di identità nostre, chiuse dal fuori), anche vuole osservare le “cose attorno” – realtà di/del paesaggio, attorno a noi, entro cui viviamo, di che viviamo.

Ci è parso necessario: oggi, a centocinquant‘anni dall’unità, le varie “percezioni”, i “possibili” (non solo a riguardo di “grado di soddisfazione economico”) davvero delineano il volto del Paese – le cui impossibili/possibili percezioni sono il nostro “volto” qui – e l’“attuale” non può lasciarci come presenza che un interrogativo.

(tratto dall’editoriale di Stefano Salvi)

Sommario

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ricorrenza delle domande

collaborazioni a quotidiani spregevoli, a premi letterari finanziati con soldi di leghisti e pidiellini, letture in terrazze innominabili, reading a montecitorio o al senato alla presenza del peggio della storia repubblicana, strizzate di palpebra a cielle e ai suoi emissari, inviti salottieri al divo giulio …

c’è qualcosa che non faccia schifo ai poeti e agli intellettuali italiani? c’è qualcosa di politicamente ed eticamente ripugnante da cui riescano a stare fuori? anche senza baccano, ma fuori?

cos’è Punto critico

Esattamente un mese fa, l’11gennaio, è nato un sito, Punto critico (www.puntocritico.eu), che ha fra le sue ambizioni quella di rimettere al centro dell’attenzione critica non la vendibilità-&-vendita dell’opera, non clamori anche endoletterari, non l’evento di lettura e presentazione, non la distribuzione libraria in generale, non i film-da-opere o le opere-da-film (magari sostituendo “videogioco” a “film”), non la polemica spicciola da assatanati del talk show fatto blog, ma il testo, soltanto quello. Ossia quella cosa strana a cui una volta si pensava e tutt’ora si pensa quando si sfoglia e dunque si legge un libro, felicemente potendo prescindere dalle paillettes a tempo, biodegradabilissime e degradantissime, che il mercato ma anche i cattivi pubblicisti gli applicano.

account of the Avant Symposium

The Chilean on-line publication Escaner Cultural – one of the most important
and forward-looking cultural journals in the Hispanic world – has published
an account of the Avant Symposium by the Mexican poet and scholar César
Espinosa. See it at http://www.revista.escaner.cl/

Direct link to the article at http://revista.escaner.cl/node/3316

ricerche poetiche, anche e fortemente implicanti rete e blog, che in mezzo mondo si svolgono

a proposito di un certo ambito di nuova scrittura di ricerca, per esempio in Francia (diffusa e distribuita nelle librerie), segnalo ai lettori che Andrea Inglese ne ha fatto una rassegna in articoli usciti nel 2009 e 2010 su Nazione indiana, qui linkati:

2 apr. 2009:
Passi nella poesia francese contemporanea. Resoconto di un attraversamento (1)

6 apr. 2009:
Passi nella poesia francese contemporanea. Resoconto di un attraversamento (2)

replica di P. Febbraro e controreplica di A. Inglese, 23 apr. 2009:
[Un commento al saggio di Andrea Inglese]

31 mar. 2010:
Poesia in prosa e arti poetiche. Una ricognizione in terra di Francia (1)

6 apr. 2010:
Poesia in prosa e arti poetiche. Una ricognizione in terra di Francia (2)

Si tratta di annotazioni che possono essere integrate con quanto altri (G.Bortolotti per esempio) hanno scritto nel tempo sulla situazione statunitense. Da diversi decenni una mancata sintonia/sincronizzazione del contesto italiano con quanto succede fuori, e una mancata traduzione di (alcuni) autori non italiani determina una percezione falsata (incompleta) delle ricerche poetiche, anche e fortemente implicanti rete e blog, che in mezzo mondo si svolgono.

La grafica stessa (molto semplificata, quasi grezza) dei portali EPC, ad esempio, evidenzia come il sistema-rete sia un elemento stabilito e funzionante da anni, in/per altre tradizioni culturali. E come molti autori lavorino sia con la poesia visiva che con le animazioni flash, in rete, si può dire ‘elettivamente’, da tanto tempo.

Un sito come http://www.yhchang.com, per dire, è in rete da un decennio circa. Un blog come du-champ – che ho escogitato in agosto – tiene aggiornata in tempo reale una lista di nuovi post (in particolare di poesia verbovisiva, e asemic writing) proveniente da oltre 2000 blog e siti da tutto il mondo.

un post del 2006

Elegietta-elogio dell’ombra

1.

la reticenza è comune a tutte le civiltà. il pudore ha sottili meccanismi di organizzazione in tutte le culture. è la costruzione di ragioni e regioni di reticenza linguistica.

lo spazio di reticenza è un individuatore di senso, posizione progressiva di x. il mirino che anticipa lo spostamento della preda.

2.

la mancanza di integrale esplicitazione è (o può essere) ricchezza aggiunta. strutture di ombra ‘realizzano’ l’illuminazione.

Borges: “dire una cosa interamente è tanto inetto quanto non dirla affatto” (La superstiziosa etica del lettore).

3.

un certo realismo è talvolta davvero restaurazione, e spia di un sentimento addirittura pre-fotografico del reale. fu il presunto realismo del mezzo fotografico, quasi duecento anni fa, ad avviare o accompagnare – per contrasto – la coscienza del modus operandi originariamente infedele e opaco (e opacizzante) della percezione e del linguaggio.

4.

la sessualità non ha fini puramente riproduttivi. il linguaggio non ha fini puramente riproduttivi.

5.

la costruzione e costrizione in ombra assicura la permanenza del gioco, sfondo di ombra, la mancanza è sonda. fabbricazione di dubbio, domanda. la scrittura è di ricerca perché si assicura uno spazio architettonico non preesistente, o ne getta basi. non “le” basi.

così la ricerca – in poesia – è abitazione e fabbricazione di premesse o se si vuole preludi non garantiti

Post-RicercaBo 2009

Propongo qui di séguito un testo — pensato semplicemente come appunto prolisso e personale — nato dopo l’esperienza di RicercaBo 2009, e dopo il dialogo e le discussioni del 21 e 22 novembre di quell’anno, soprattutto. Il file non è scaricabile attraverso Scribd, che ultimamente pone strani ostacoli al downloading libero. Si può comunque avere in pdf cliccando qui.



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su Punto critico (inizio febbraio 2011)