(anche su Nazione indiana)
(l’egemonia dilaga)
Ci si trova sempre a dovere ma in fondo anche a volere (ri)definire e (ri)dire cosa si può intendere per testo installativo.
Un testo che non chieda necessariamente una lettura lineare. Un testo in cui l’impatto visivo configura già un oggetto estetico verso cui il lettore può dirigere uno sguardo non necessariamente analitico, geometrizzante, decrittante. Un testo che può indurre analisi e esplorazione minuta e che tuttavia persuade anche prima che questa si compia. Eccetera.
Più delle parole valgono gli esempi. Varie volte ho fatto quello de Il dramma della vita, di Valère Novarina, tradotto da Andrea Raos e uscito prima in Nazione indiana e poi in gammm. Qui il testo perfettamente leggibile eccede — per accumulo e ossessione elencativa felicissima quanto spiazzante e sfiancante — le possibilità e qualsiasi buona volontà di un classico ‘lettore lineare’, di ogni lettura sequenziale.
Un altro esempio potrebbe essere l’anonimo Abacuz pubblicato in marzo su http://hotelstendhal.blogsome.com: clic su http://www.box.net/shared/ohduc7zh3q. Ovviamente il dato installativo-visivo è totalizzante, in questo caso. E, prima ancora, spicca in primo piano (escludendo altri piani) il fatto che il meccanismo in gioco sia puramente ottico, ininterpretabile: accumulo da vedere, installazione senza alternative. O meglio: installazione dell’idea stessa di installazione.
Infine, si può pensare al “solid language” di Veil, di Charles Bernstein, uscito nel 1976 e leggibile online qui: http://epc.buffalo.edu/authors/bernstein/books/veil/index.html (nonché acquistabile come libro o scaricabile liberamente come pdf c/o Xexoxial Editions a questo indirizzo: http://xexoxial.org/is/veil/by/charles_bernstein)
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sull’incontro presso IIC (New York, 26 maggio)
http://www.oggi7.info/2009/06/03/2143-eventi-poesia-poesie-di-pensieri-militanti
– pierre alferi. da cercare una frase. 1991 [22-02-2009 .it]
– alfredo anzellini. ebook: ouverture. 2009 [04-04-2009]
– syd barrett. word song. 1969 [10-05-2009 .en]
– ida börjel. ebook: europeiska midjemått / european waistlines / girovita europei [12-01-2009 .sv / .en / .it]
– ida börjel. da europeiska midjemått. 2001. I [12-01-2009 .sv / .en / .it]
– ida börjel. da europeiska midjemått. 2001. II [16-04-2009 .sv / .en / .it]
– ida börjel. da europeiska midjemått. 2001. III [8-05-2009 .sv / .en / .it]
– stéphane bouquet. da le mot frère. 2005 [22-01-2009 .fr / .it]
– claude closky. eight works from www.sittes.net. 1999-2006 [17-05-2009 .fr / .en]
– ugo coppari. da limbo mobile. 2009. I [22-03-2009 .it]
– ugo coppari. da limbo mobile. 2009. II [07-06-2009 .it]
– aleister crowley. liber al vel legis. capitolo I. 1904 [21-05-2009 .en /.it]
– alessandro de francesco. ebook: da 1000 m. 2009 [05-03-2009 .it / .en / .fr]
– marcel duchamp. il processo creativo. 1957 [24-02-2009 .fr / .it]
– denise duhamel. da kinky. 1997. I [12-03-2009 .it]
– max frisch. da diario della coscienza. 1974. VI [19-01-2009 .it]
– max frisch. da diario della coscienza. 1974. VII [9-03-2009 .it]
– giulio ossequente. da prodigi. IV-V sec. d.C. [29-03-2009 latino e italiano]
– kenneth goldsmith. paragrafi sulla scrittura concettuale. 2005 [23-04-2009 .en / .it]
– emilio isgrò. ebook: l’avventurosa vita di emilio isgrò… 1975 [26-01-2009 .it]
– joseph kosuth. art as idea as idea. 1966 [03-05-2009 .en]
– drew kunz. light / shadow / wall. 2008 [16-02-2009]
– jim leftwich. new year’s caution totem. 2008 [01-01-2009]
– giancarlo majorino. da viaggio nella presenza del tempo. 2008. III [29-01-2009 .it]
– bruno munari. emozioni. 1995 [09-04-2009 .it]
– claude royet-journoud. del vicinato e della forma. 2007 [24-05-2009 .fr / .it]
– zachary schomburg. da the man suit. 2007. I [05-01-2009 .en / .it]
– zachary schomburg. da the man suit. 2007. II [02-02-2009 .en / .it]
– zachary schomburg. da the man suit. 2007. III [26-02-2009 .en / .it]
– vincent tholomé. une station service. 2006 [14-06-2009 .fr / .it]
– cecil touchon. ebook: the raven (for edgar allan poe). 2008 [08-02-2009]
– ben vautier. bizart baz’art. 2003 [02-03-2009]
– lawrence wiener. response to three statements by david lamelas. 1970 [28-05-2009 .en / .it]
– william xerra. io mento. 2002 [04-06-2009 .it / .en]
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…and more:
sol lewitt [15-01-2009], their hands [08-03-2009], imbutofono track 2 [15-03-2009], april 2009: the 11 chaps [12-04-2009], fiona banner [30-05-2009], dash snow: 18 polaroids from tinyvices.com [14-05-2009], robert smithson [11-06-2009], sam durant [18-06-2009], burney akab aion [21-06-2009]
“Tutte le religioni dei ‘popoli del Libro’, Ebrei, Cristiani e Mussulmani… sono basate sull’assunto che all’inizio sta il Verbo”, sottolinea Gysin. “Tutto quello che è scaturito da un simile inizio sembra funzionare piuttosto male… [Il nostro] metodo consisteva innanzitutto nel frantumare la sequenza temporale… frantumazione prodotta dal cut-up. C’era l’intenzione di farla finita con il Verbo stesso, non soltanto di frantumare l’ordine sequenziale; trovare un’altra strada. Ci sono altri modi di comunicazione, tentare di trovarli deve iniziare eliminando il Verbo. Se tutto è cominciato con il Verbo, se ci fa schifo quello che ne è uscito, e lo fa, andiamo alla radice della cosa, mutiamola radicalmente”.
[…]
Immediatamente dopo che gli fu illustrata, Burroughs adottò con enorme entusiasmo la tecnica del cut-up, mettendola al lavoro sul mostruoso manoscritto da cui aveva già tratto Il pasto nudo.
[…]
“William si serviva del suo materiale altamente volatile, dei suoi testi inimitabili che sottoponeva a tagli implacabili. Era sempre il più deciso della compagnia. Nulla riusciva a turbarlo…” (Here To Go, p. 185) Gregory Corso, invece, rimase più che turbato. Corso collaborava a Minutes To Go, il primo libro di cut-up. assieme a Gysin, Burroughs e Sinclair Beiles, ma per la pagina conclusiva contribuì con un poscritto che rendeva palese come fosse totalmente sconcertato che gli si potesse chiedere di tagliare la sua “vera voce” — come se non fosse affatto “un testo sacro”, disse Ginsberg. (Beat Book, pp. 77-78).
“…la poesia che scrivo viene dall’anima e non dal dizionario” protestava Corso. “La poesia di parola è per tutti, ma la poesia dell’anima non è altrettanto distribuita…, la mia poesia è cut-up naturale, non ha bisogno di forbici per essere creata… ”
[…]
Ginsberg riconobbe “l’importante risultato tecnico” ottenuto con i cut-up ma confessò anche: “Avevo reagito con resistenze e irritazione… perché minacciava tutto ciò su cui baso la mia esistenza… con la perdita della Speranza e dell’Amore; potrei forse anche sopportarne la perdita, se solo mi si lasciasse la Poesia, per continuare a essere quello che sempre volevo, venerato misero poeta”
[ Terry Wilson, Brion Gysin, una biografia rivalutazione; in: W.S.Burroughs, B.Gysin / Il demone della letteratura, ShaKe, Milano 2008; pp. 161 e 163 ]
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n.b.: nessuna differenza tra le opposizioni di Corso e Ginsberg e quelle della Tradizione Italiana a qualsiasi scrittura di ricerca.
Dipartimento di Scienze della Comunicazione
Università degli Studi di Salerno
SPECCHIO, SPECCHIO DELLE MIE BRAME
Secondo congresso interdisciplinare del
Centro Studi delle Rappresentazioni Linguistiche dell’Ateneo di Salerno
17-20 giugno 2009
Aula Multimediale Dipartimento Scienze della Comunicazione, Università di Salerno
Hotel-Convento San Michele, via Bastioni 8, Salerno
PROGRAMMA
Conceptualism and Craft _ with K. Silem Mohammad
Workshop
by Small Press Traffic
July 6-9, 2009
6:00pm – 9:00pm
California College of the Arts
1111 8th Street
San Francisco, CA
email: smallpresstraffic [at] gmail [dot] com
$125 fee ($100 for students and SPT members)
This four-day workshop will begin by examining and rehearsing various techniques central to Conceptualist poetics, broadly considered so as to encompass appropriation, transcription, and other versions of what Kenneth Goldsmith has called “uncreative writing,” as well as the deliberately awkward and expressively debased gestures associated with Flarf. We will then look at these techniques in relation to older and more traditional notions of craft: can there be coherent criteria for craft-based evaluation of texts written using blankly conceptual or intentionally “bad” methods? Do any of the familiar aesthetic categories still apply, and if so, how?
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K. Silem Mohammad is the author of three books of poetry: Breathalyzer (Edge Books, 2008), A Thousand Devils (Combo Books, 2004), and Deer Head Nation (Tougher Disguises, 2003). His work has been featured in numerous journals and anthologies, including The Best American Poetry 2004, Bay Poetics, and A Best of Fence, as well as the forthcoming Flarf: An Anthology of Flarf, which he is co-editing with Sharon Mesmer, Nada Gordon, and Gary Sullivan. With Anne Boyer, he edits the poetry magazine “Abraham Lincoln”. He is Associate Professor of English and Writing at Southern Oregon University in Ashland.
giovedì 14 maggio ore 21
Casa della poesia di Milano
Palazzina Liberty: Largo Marinai d’Italia 1 – Milano
a cura di Giancarlo Majorino
Tre autori riflettono intorno alla nozione di genere, a partire da alcune loro pubblicazioni recenti. Andrea Inglese (La distrazione, Sossella 2008) muove dalla scrittura poetica e s’interroga sui limiti e le potenzialità espressive del genere. Massimo Rizzante (Non siamo gli ultimi, tra letteratura e rigenerazione umana, Effige editore 2009) esplora le varie dimensioni del saggio contemporaneo. Gherardo Bortolotti (Tecniche di basso livello, Lavieri 2009) presenta invece una singolare forma di scrittura in prosa non narrativa, ma capace di mostrare vie inedite tanto per il saggio che per la poesia.
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Ingresso libero
Si può leggere un mio saggio-recensione a John Ashbery, Un mondo che non può essere migliore (Luca Sossella Editore, 2008) sul numero de «Lo Straniero» attualmente in libreria (a. XIII, n. 107, maggio 2009, pp. 115-118). Il titolo del saggio è John Ashbery, ovvero quel che è reale è irrazionale.