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“Per una critica futura”: esce il n. 3

Critica3È ora online il n.3 dei quaderni “Per una critica futura”, diretti da A.Inglese e ospitati dal sito di Biagio Cepollaro: www.cepollaro.it/poesiaitaliana/CRITICA/crit003.pdf e www.cepollaro.it/poesiaitaliana/CRITICA/critica.htm

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INDICE:

Editoriale di Andrea Inglese

Giuliano Mesa, Biografia perdute

Marco Giovenale, Scheda o schema per un dialogo su sperimentazione / avanguardia / ricerca

Andrea Inglese, L’impronunciabile parola “avanguardia”

Biagio Cepollaro, Amleto dopo Wittgenstein

Davide Dalmas, Su Trilorgìa

Dialogo a più voci. Poesia di ricerca e poesia di risultato.

Biagio Cepollaro, Marco Giovenale, Giorgio Mascitelli, Davide Racca, Giulio Marzaioli, Marina Pizzi, Carlo Dentali, Giuliano Mesa, Gherardo Bortolotti

Dialogo a più voci / 03-04

Continua la pubblicazione degli interventi del Dialogo a più voci (qui i primi due). Questa settimana le lettere di Biagio Cepollaro (03) e Giorgio Mascitelli (04).

03. Biagio Cepollaro

Caro Marco,

certo, la poesia di ricerca non si identifica con la poesia di progetto. Ma per me la poesia è sempre di ricerca se ha una qualche possibilità di diventare poesia di risultato nell’interazione con un lettore che la riconosca come tale…Solo che troppo spesso la dicitura di ‘ricerca’ ha sacrificato la reale complessità della poesia: tra tutte le sue componenti, si sono spesso privilegiate quelle formali, retorico-linguistiche, diventando alibi formalistico per chi non ha nulla da dire, nulla da aggiungere – neanche un microscopico contributo – alla ricchezza di senso di cui abbiamo bisogno. Continua a leggere

Alcune domande

Mi stupisce – per niente spiacevolmente – che un brano critico di commento a un celebre mottetto montaliano riceva praticamente ogni giorno almeno due o tre visite.

Stando ai report di WordPress sembra anzi che venga esplicitamente cercato: attraverso motori di ricerca che vanno a caccia di quella lettura – e non semplicemente di “una” lettura (qualsiasi) del mottetto. Succede dal 10 ottobre scorso. Il pezzo ha accumulato un numero di clic facilmente calcolabile (e altrettanto facilmente dimenticabile: inutile perder tempo in statistiche).

La riflessione devia dal narcisismo e vira decisamente verso un interrogativo: quale tipo di critica è richiesta da quali lettori? Le domande che con gli amici del Dialogo a più voci ora ci stiamo e mi sto ponendo sono [le] domande giuste? Ce ne vogliono altre? Quali? (L’impressione è che quegli amici abbiano individuato bene le [varie, molte] altre domande che io fatico a vedere).

Esiste e si può favorire e moltiplicare – per esempio – una modalità, una vis, una forma e scrittura critica non accademica, e però non estemporanea, anzi rigorosa, ma attenta a un versante didattico, esplicativo, puntuale, umilmente ancillare rispetto al testo?

Sono IO in grado di scrivere per avvicinare al testo chi non è – e forse non è detto che sempre voglia già essere – NEL testo? (Questo, dando per assunto – e ancora per niente verificato – che io per primo sia in grado di essere in uno spazio del/nel testo: che cioè lo abbia davvero e umilmente e utilmente percorso).

Dice il titolo del brano su Montale: Lettura elementare di un testo celebre. È forse ‘sbagliato’ quell'”elementare”? Offrire (innanzitutto a se stessi) degli elementi, invece di soli frammenti AUT soli ipersaggi, è un errore?

Non è forse proprio questo, giustamente questo, il tipo di chiave e avvicinamento a questioni essenziali di lettura e ascolto, che un autore come Giuliano Mesa sta – e non da oggi – trasmettendo? Per esempio con Il verso necessario.

flyer #008 _ differenziale (*anche* da J.D.)

esperienza ripetuta centinaia di volte.

un soggetto A informa un interlocutore B di una situazione X. il peso della situazione X incurva lo spazio e modifica o dovrebbe modificare alla radice i rapporti tra A e B.

l’interlocutore B annuirà, poi si comporterà esattamente come se non avesse ascoltato. l’assenso, anche ad ascolto realmente avvenuto, prescinderà dal detto. sorprendente? tant’è. la prassi di B sarà non conforme a X, o a BX, ma a una variabile autocentrata e quasi autistica dello stesso ascoltatore: B’, B”, B”’, …

questo – volendo – implica una ovvia (ma proprio per questo, come X, ascoltata e non intesa) doppia conseguenza sul concetto di realismo.

da un lato, si dimostra che ogni asserzione su uno “stato di fatto” non lo “trasmette”. il linguaggio non è uno strumento (se non caotico, irregolare, umbratile, infedele). non un veicolo. se fosse compiutamente un veicolo, tra l’altro, vivremmo probabilmente in un continuo collasso paralizzante. la comunicazione totale è come il totale impatto della luce: una nova.

d’altro lato, si dimostra che non una “trasmissione” è possibile, ma – direi – una sorta di

indicazione differenziale. (o posizione delle affermazioni in uno stato di vettori, di frecce possibili: non reali: possibili: non di necessità [né sempre] reali).

la parola che ‘funziona’, costitutivamente immaginosa e infedele, inventiva, derealizzante, descrittiva deforme, non ricalca come la carta carbone un ipotetico rilievo dei fatti. lo proietta e distorce, lo strappa a sé o frammenta. ricombina lo specchio di una fontale non-appartenenza a sé dell’evento stesso.

l’espressione differenziale dell’oggetto lo disegna sullo sfondo. lo ri-designa. non lo trasmette, certo. lo incide e sposta, però. (e, suggerendone l’altro immediatamente, immediatamente lo sfuma).

non dà garanzie sulla natura della ricezione, su “cosa mai (se) ne farà il ricevente”. semmai vanterà qualche ipotesi di successo nello scuoterne la sordità. la sorpresa varia l’udire, lo provoca.

questa azione di diffusione di differenze, di piani differenziali di segni, di alterazione, può avere a che fare con l’espressione letteraria. con il testo.

Dialogo a più voci / 01-02

A partire da una sollecitazione al dialogo di Marco Giovenale in occasione di un mio post, si è avviato un dialogo a più voci sui temi della ‘ricerca’. Contemporaneamente su più blog queste voci dialogheranno con una cadenza settimanale. Per ora sono stati ricevuti gli interventi di Giorgio Mascitelli, Davide Racca, Giulio Marzaioli, Marina Pizzi, Carlo Dentali, Giuliano Mesa. Il lavoro finale sarà raccolto in un e-book di Poesia Italiana E-book.

Biagio Cepollaro

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Qui di séguito i primi due momenti del dialogo: (01) Poesia di ricerca e poesia di risultato, e (02) Alcuni punti su “poesia di ricerca”. In dialogo con Biagio.


01. Biagio Cepollaro

Poesia di ricerca e poesia di risultato Continua a leggere

Sul diario di Frida Kahlo

Frida KahloNella collana “Critica e storia della letteratura” della casa editrice Aracne , esce il libro di Maria Cristina Secci, Con l’immagine allo specchio. L’autoritratto letterario di Frida Kahlo.

Dalla scheda editoriale:

Il Diario di Frida Kahlo celebra un personaggio leggendario. Nessuna apparente regola limita questo autoritratto letterario dove è possibile rimescolare, sovrapporre ed abbandonare la materia senza macchiarsi della colpa d’inadempienza. Le classi principali d’ingredienti — parole e immagini — convivono nell’opera alternandosi nei loro ruoli naturali. Si sovrappongono nello stesso spazio di una tavola. Vincono la lotta per la supremazia o spaziano alla ricerca di solitudine. La loro relazione s’intensifica sino ad attuare una vera simbiosi tra scrittura e pittura.


M. Cristina Secci, nata a Cagliari nel 1972, risiede a Città del Messico dal 1999. Unisce al suo interesse per la ricerca artistico-letteraria una intensa attività di traduzione e giornalismo. Attualmente insegna Lingua Spagnola presso l’Università di Cagliari nella Facoltà di Lettere e Filosofia.


Il cielo è freddo, il cielo non è freddo

La casa editrice Empiria pubblica, per cura di Sara Zanghì, un’antologia di autrici intitolata Fuori dal cielo (Roma 2006, pp. 112, euro 12). Vi sono raccolte le poesie di Maria Grazia Calandrone, Laura Cingolani, Florinda Fusco, Laura Pugno, Veronica Raimo, Lidia Riviello e Sara Ventroni.

I nomi sono assolutamente e giustamente noti ai lettori attenti, ma questo libro costituisce davvero una scansione e sinossi utile dei registri e temi e percorsi delle voci. La diversità tra loro è forte, è percettibile; e allo stesso tempo si avverte una tensione spiccata – davvero in tutte le sette scritture – verso fisicità e segno materico, o meglio verso le gerarchie e antigerarchie e gli shock e ferite del soma, della parola interdetta e interrotta dove è il corpo a essere offeso, convocato, interpellato.

Corporeità e quasi ‘gestione’ oggettuale della vita biologica non da ieri brillano nei testi della poesia contemporanea, specie italiana (e non solo femminile). Del tutto pertinenti, a questo proposito, le osservazioni di Andrea Cortellessa in margine ai racconti di Laura Pugno; o a proposito della scrittura di Elisa Biagini (inizialmente in Parola plurale, Sossella, 2005), in tema di condizione post-umana, e di (percezione del) corpo come accumulo incongruo di elementi irrelati, frammenti di input negativi, sofferenza. Non a caso durante RomaPoesia 2005 era sembrato del tutto opportuno parlare di una declinazione o inclinazione “fredda” della poesia contemporanea (presenti in pratica quasi tutte le scrittrici fin qui nominate). Continua a leggere

KSM’s “Sought poems”

 

ekritikGAMMM inaugura una piccola collana di testi di teoria: kritik. La collana cerca di offrire alcuni strumenti per intendere i problemi della letteratura contemporanea. Il primo testo pubblicato è un breve saggio di Kasey Silem Mohammad: Sought Poems, o Poesie cercate, che tratta delle tecniche del cosiddetto googlism. Potete scaricarlo qui [pdf file 361 kb]. Buona lettura.

GAMMM starts a small series of theoretical texts: kritik. This series aims to offer some instruments to understand contemporary literature issues. The first text is a brief Kasey Silem Mohammad‘s essay: Sought Poems, or Poesie cercate, that addresses the so-called googlism techniques. You can download it here [pdf file 361 kb]. Enjoy it.

 

Indice (s)ragionato di sei mesi

Slowforward, passando alla piattaforma WordPress, ha assunto una frequenza più serrata, variando inoltre secondo le sommarie linee guida segnalate nell’editoriale di settembre. Quello che segue è un resoconto rapido o indice abbozzato e incompleto dei soli testi (non di segnalazioni e link) comparsi in questi nuovi/primi sei mesi:

 

Intervista a Massimo Sannelli su Philologia Pauli (di P.Bianchi, 22 agosto)

Alighiero Boetti quoted (30 agosto)

Recensione all’ebook di E.Workman, A CITY_A CLOUD (con S.Gardner, 28 sett.)

Incipit del saggio Del sottrarre (1 ottobre)

M.Sannelli su Superficie della battaglia (6 ottobre)

Lettura elementare di un testo celebre [di Montale] (10 ottobre)

Da una mail per Superficie della battaglia (15 ottobre)

Questioni e generazioni: alcuni autori nati negli anni 1968-77 (16 ott., da “Poesia”)

Le città di Burroughs (20 ottobre)

Primi appunti per Progettare l’opera plurale (30 ottobre)

Recensione a ’sofia, di L.L.Tostevin (1 novembre)

Recensione a Il Cristo Elettrico, di L.Voce (11 novembre)

Scheda per Laborintus, di E.Sanguineti (12 novembre)

Flyer per Magdalo Mussio (19 novembre)

Appunti pregressi e rapidi per la lettura milanese del 23 nov. (22 novembre)

In dialogo con Biagio (5 dicembre)

Caro Marco (B.C., 6 dicembre)

Caro Biagio (8 dicembre)

Studio di foto in studio (12 dicembre)

Sintassi (13 dicembre)

Elegietta-elogio dell’ombra (13 dicembre)

Il reale inammissibile di Marina Pizzi (19 dicembre)

Ogni natale, racconto di Kuno Kohn (21 dicembre)

Lo specchio piegato (31 dicembre)

Riflessione sulla forma-blog (4 gennaio)

Why magazines on blogs and sites? (8 gennaio)

Il freddo e il caldo (17 gennaio)

Recensione a Più luce, padre – di Franco Buffoni (9 febbraio)

Da una mail a Massimo Parizzi (11 febbraio)

 

 


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Da una mail a M.Parizzi

Roma, lunedì 17 marzo

Caro Massimo,

mi trovo d’accordo anch’io con quanto scritto da Lidia Campagnano [lunedì 10 marzo]. Per quanto riguarda i primi pezzi per il numero, che mi spedisci, mi sembra che comunque configurino già un incipit, o qualcosa che gli assomiglia. Bene. Di mio posso aggiungere che non credo si possa scovare (neanche con registrazione minutissima, in scala 1:1, di ogni discorso immaginabile) (e neanche se questo fosse, e non lo è, il progetto di “Qui”) il punto o momento o tratto di storia, individuale o no, del passaggio o trasformazione in complici della violenza. La ‘campionatura’ dei discorsi è essenziale, specie come rapporto/rendiconto ‘dal presente’, come dice il sottotitolo della rivista. Ma temo che tutti i fiumi di verbi-nomi che emettiamo noi quotidianamente, o registriamo in altri, siano in realtà sempre più… già essi stessi campionatura di altro nastro, che ci scorre sopra e attraverso. Una Comunicazione orizzontale, anzi un orizzonte. Un corpo, un sistema di nervi. La Comunicazione ci parla le parole in bocca. Mai come oggi il dérèglement dei codici dovrebbe essere legge morale. Tuttavia… tuttavia: la stessa Comunicazione è più veloce. E si distorce e sgretola e sregola e riforma prima ancora che ciascuno singolarmente (e chiunque ‘collettivamente’) possa escogitare deviazioni.

 

 

[già in “Qui. Appunti dal presente”, n.8, marzo 2003, in rete all’indirizzo http://www.quiappuntidalpresente.it/otto17-22marzo.html]

Dialogo, logico, laico. Su “Più luce, padre” – di Franco Buffoni

I temi che Franco Buffoni affronta in questo nuovo libro in forma di dialogo, Più luce, padre (Luca Sossella Editore, Roma 2006, pp. 216, euro 10,00), sono sì quelli enunciati frontalmente dal sottotitolo: «Dio, la guerra e l’omosessualità». Ma è attraverso la complessità e il ramificarsi dei tre nodi che l’obiettivo di Buffoni si precisa e si estende a un discorso di dimensioni ampie sull’Italia del secolo passato e di ora, a fabbricare un trattatello di (filosofia della) laicità, puntuale se non addirittura appuntito, oltre che – qualità aggiunta – godibile.

Ma la fluidità del testo non deve ingannare: Continua a leggere