Archivi categoria: segnali e azioni

milano, 19 febbraio: into the word

INTO THE WORD
A cura di Andrea Inglese e Gianluca Codeghini

Sabato 19 febbraio 2022, dalle 16 alle 19, presso
ASSAB ONE – Milano

Carlo Dell’Acqua, Dario Bellini, Alessandro Broggi, Leonardo Canella, Polly & Company, Alessandra Cava, La Centrale Edizioni, Marilina Ciaco & Felice Vino, La Ciecamateria Edizioni, Cobra, Cose Cosmiche, Ermanno Cristini, Alessandra Greco, Mariangela Guatteri, Andrea Inglese & Gianluca Codeghini, Paola Lenarduzzi, Maurizio Mercuri, Iacopo Ninni & Agnese Leo, Giancarlo Norese, Luca Pancrazzi, Paola Pietronave, Riss(e), Segnature, Antonio Syxty & Lenny, Italo Testa & Cesare Saldicco, Enzo Umbaca.

Prendere la parola sembra un atto istantaneo – si rompe il silenzio, si formula l’enunciato – ma non è un atto automatico, di semplice conferma e rafforzamento di opinioni esistenti, di prontezza e riconoscibilità d’intervento. Ci ricordiamo che cosa ha voluto dire, un tempo, prendere la parola in pubblico, in un confronto democratico? Subentravano tantissimi fattori per comunicare al meglio le proprie idee, ci voleva controllo emotivo, una capacità di tradurre un’intuizione o una riflessione in un discorso efficace e attraverso una forma nuova.

Vogliamo ristabilire un legame tra discorso, pensiero e azione e ridare importanza a quel modo profondamente democratico di prendere la parola, di impegnarsi in essa e in quello che ne resta. Non è una questione di militanza ma di esercizio della parola in ambiti concreti e non predeterminati, un esercizio che va nella direzione di un gioco delle pluralità e poi torna nell’uno al punto tale da lasciare nella memoria il dubbio di aver vissuto tanto un legame di senso quanto un’esperienza di dissenso.

L’evento Into the word s’inserisce nella mostra personale di Gianluca Codeghini a cura di Elio Grazioli dal titolo Il sorriso si ferma quando vuole.

 

ASSABONE
Via privata Assab 1
20132 Milano
info@assab-one.org
www.assab-one.org

cipm / tarkos _ du 19 février

Exposition Christophe Tarkos poète
du 19 février au 15 mai, au Cipm et au Frac Provence-Alpes-Côte d’Azur

Les inédits de Tarkos – I
Lectures
Samedi 19 février 2022 à 15h30, Cipm
Avec Arno Calleja, Sonia Chiambretto, Antoine Hummel, Thierry Raynaud, Dorothée Volut, Laura Vazquez

Réservation vivement conseillée

Les inédits de Tarkos – II
Lectures
Vendredi 11 mars 2022, 20h, Maison de la poésie de Paris
Avec Bertrand Belin, Liliane Giraudon, Cécile Mainardi, Thierry Raynaud, Patrick Varetz, Laura Vazquez

§ § §

http://cipmarseille.fr/evenement_fiche.php?id=1456

_

“performing the archive”, by simone osthoff

SIMONE OSTHOFF
Performing The Archive
The Transformation of the Archive in Contemporary Art from Repository of Documents to Art Medium
New Publisher, 2021

Instead of smoothing over contemporary art’s violent and iconoclastic dimensions, instead of sanitizing and making complex artworks docile in terms of archival possibilities, this book suggests we abandon our fantasy of mastery over representation and respond in kind to the archive-as-artwork, to “living” archives, and to reenactments of history with their seamless connections between fiction and non-fiction. Among the concepts examined are Vilém Flusser’s techno-imagination, Lygia Clark’s and Hélio Oiticica’s participatory aesthetics, and Paulo Bruscky’s and Eduardo Kac’s literal performances of the archive. They contribute to the erosion of the archive’s former boundaries, stability, function, and meaning. Writing alongside the artists as much as about them, Osthoff examines the archive mise-en-abyme, as it grows increasingly recombinant and generative. Simone Osthoff received her Ph.D. from the European Graduate School and is Associate Professor of Critical Studies in the School of Visual Arts at Pennsylvania State University. An art critic and historian of contemporary art, her numerous essays, focusing on media art practices and issues of historiography, have been published internationally and translated into over eight languages.

per una storia delle provocazioni letterarie

A qualcuno piace scorretto

Per una storia delle provocazioni letterarie (1851-1969)

Il libro analizza trenta opere narrative di largo consumo dalla metà dell’Ottocento agli anni Settanta del Novecento. Con il progressivo allargamento del mercato editoriale, è in questo arco temporale che si definiscono nuovi generi letterari e si affermano campi narrativi specifici (il romanzo storico oppure erotico, l’avventura, il western, il giallo e l’horror, la commedia o il melodramma ecc.). In un magma in cui i processi diventano sempre più rapidi e i prodotti sempre più effimeri, che senso ha parlare di correttezza e scorrettezza? I parametri imposti dalle accademie e dalla censura vengono continuamente violati da scorrettezze letterarie che diventano nuovi paradigmi, attraverso cui è possibile aderire alla rapidità dei tumultuosi mutamenti del mercato e della società. Il concetto di politically correct, pur nato dai movimenti di contestazione, implica un problematico passaggio al riconoscimento istituzionale, all’adozione cioè di un nuovo codice di riconoscimento universalmente valido.

https://www.deriveapprodi.com/prodotto/a-qualcuno-piace-scorretto

_

sul cucchiaio nell’orecchio: “è valore, il caffè si ribella allo stato”

vorrei attirare la vostra attenzione su vorrei attirare la vostra attenzione:
siamo a un paio di passi, o metà di un paio, dal crollo postremo dell’occidente & dalla fine del mondo, e ancora come se niente fosse dico queste cose, di cui sono lieto: https://www.ilcucchiaionellorecchio.it/2022/02/e-valore-il-caffe-si-ribella-allo-stato/ senza la minima ombra di accelerazionismo.

e, a dirla tutta, ancora più profondamente affonderei il cucchiaio nell’orecchio del gentile pubblico.

“invasion – viaggio nella fantascienza”: urania a mestre

URANIA A MESTRE
La mostra dedicata a “Urania” che si sta svolgendo a Mestre, dal titolo “Invasion – viaggio nella fantascienza”, presso Il Centro Culturale Candiani di Mestre, in Piazza Luigi Candiani, 7, è stata prorogata fino ad aprile, anziché terminare il 27 febbraio.

presto a roma: “gribouillage / scarabocchio” _da leonardo da vinci a cy twombly

GRIBOUILLAGE
SCARABOCCHIO

Da Leonardo da Vinci a Cy Twombly

3 marzo – 22 maggio 2022

© Asger Jorn – L’Avantgarde se rend pas, série de Modifications, 1962

Mostra prodotta e organizzata dall’Accademia di Francia a Roma
Villa Medici e i Beaux-Arts di Parigi

Con il sostegno del Musée national d’art moderne
– Centre Pompidou, Parigi

In collaborazione con
l’Istituto Centrale per la Grafica, Roma

Curatrici:
Francesca Alberti
, direttrice del dipartimento di storia dell’arte all’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, professore di storia dell’arte a l’Università de Tours – CESR

Diane Bodart, professore di storia dell’arte alla Columbia University, New York

Curatore associato:
Philippe-Alain Michaud, storico dell’arte, curatore al Musée national d’art moderne – Centre Pompidou, Parigi

Curatore associato per i Beaux-Arts di Parigi:
Anne-Marie Garcia, curatrice, responsabile delle collezioni dei Beaux-Arts di Parigi

Curatore per l’istituzione partner:
Giorgio Marini, storico dell’arte, curatore designato dall’Istituto centrale per la grafica, Roma

*

Dal 3 marzo al 22 maggio 2022 l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici presenta in anteprima la mostra-evento Gribouillage / Scarabocchio. Da Leonardo da Vinci a Cy Twombly concepita dalle due curatrici Francesca Alberti (Villa Medici) e Diane Bodart (Columbia University), con la collaborazione di Philippe-Alain Michaud, in qualità di curatore associato (Centre Pompidou).

Gribouillage / Scarabocchio. Da Leonardo da Vinci a Cy Twombly, conta notevoli prestiti concessi da prestigiose istituzioni italiane ed europee, tra cui: Galleria degli Uffizi, Firenze; Gallerie dell’Accademia, Venezia; Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli; Biblioteca Reale, Torino; Opera Primaziale Pisana, Pisa; Musée du Louvre, Parigi; Staatliche Museen, Berlino; Museu Nacional Soares dos Reis, Porto; Bibliothèque Sainte-Geneviève, Parigi; Casa Buonarroti, Firenze; Archivio Nazionale di Stato, Roma; Musée du Petit Palais, Parigi.

La mostra si sviluppa in due presentazioni successive, entrambe inedite e complementari, una a Roma e l’altra a Parigi: la prima a Villa Medici, dal 3 marzo al 22 maggio 2022, sarà seguita dalla seconda ai Beaux-Arts di Parigi dal 19 ottobre 2022 al 15 gennaio 2023.

Con circa 300 opere originali che vanno dal Rinascimento all’epoca contemporanea, questa duplice presentazione mette in luce uno degli aspetti più sconosciuti e meno controllati della pratica del disegno. Affrontando le molteplici sfaccettature dello scarabocchiare in ambito artisticodagli schizzi imbrattati sul retro dei dipinti agli scarabocchi che diventano vera e propria opera, l’esposizione mostra come queste pratiche grafiche sperimentali, trasgressive, regressive e liberatorie, che sembrano non obbedire a nessuna regola, hanno da sempre scandito la storia della creazione artistica.

comunicati stampa completi, in tre lingue: QUI

Accademia di Francia a Roma — Villa Medici
Viale della Trinità dei Monti, 1 – Roma
Infoline: +39 06 67611
Pagina web ufficiale su villamedici.it

 

domenico ingenito, “gardens of medieval afghanistan”

Tuesday, February 1st 2022.

Gardens of Medieval Afghanistan: Exercising Literary Archaeology
Domenico Ingenito (UCLA)
Persian Studies Colloquium, McGill University
Abstract:

Persian poetry and the visual arts of medieval Central Asia and Iran cannot be fully appreciated without considering the socio-cultural role of gardens in Persianate societies and the way they informed both the poetic breadth of figurative arts and the visual dimensions of lyric expression.

Early Persian poems of praise were usually introduced by descriptions of natural and amatory vignettes revolving around stylized depictions of princely gardens, palaces, and pavilions. Through such portrayals, poets staged the contrast between the architecturally domesticated space of gardens and the untamed natural settings in which cosmic cycles offered a background for the social festivities presided over by the ruler. Usually discounted as idealized representations that lack historical veracity, such descriptions deserve to be analyzed in the context of the relationship between material culture and the aesthetic impact of poetic creativity.

By focusing on the case of the understudied city of Balkh, the winter capital of the Ghaznavid sultanate, this talk explores the role of gardens in the representation of natural and architectural landscapes in the panegyric poetry of the early Ghaznavids (999-1040 CE). Nestled in a lush oasis that was crossed by a network of rivers and canals, Balkh provided Ghaznavid poets with a complex ecology in which nature and ephemeral architecture overlapped at multiple levels.

The material and symbolic veracity of “architectural” poems and natural descriptions composed by Farrukhi Sistani and ‘Unsuri Balkhi between 1015 and 1035 CE will be compared against evidence provided by geographical and historiographical sources such as Hudud al-‘ālam and Tārikh-i Bayhaqi. These comparisons will help us locate the topographic position of key Ghaznavid gardens in Balkh and explain how ephemeral architectural landmarks emerged through the interaction between urbanized natural contexts and spaces of wilderness.

“improvvisazione interiore”, di emilio fantin: da oggi alla fondazione baruchello

Fondazione Baruchello presenta:

IMPROVVISAZIONE INTERIORE

Emilio Fantin

a cura di Carla Subrizi e Gabi Scardi

9 febbraio – 11 marzo 2022
Inaugurazione martedì 8 febbraio 2022
Ore 18.00 – 21.00

Via del Vascello 35, Roma
Super Green pass obbligatorio

info: qui
comunicato stampa in pdf: qui

_

abigail lang: “la conversation transatlantique – les échanges franco-américains en poésie depuis 1968”

https://www.lespressesdureel.com/ouvrage.php?id=8208&menu=0

Le dialogue entre la poésie française et la poésie américaine remonte au XIXe siècle. Mais si les Américains en quête de modernité se sont d’emblée tournés vers la France, le courant s’est inversé à partir des années 1970, les poètes français regardant désormais vers les États-Unis au moment où la modernité s’essoufflait. Cette étude rend compte de ce phénomène en mettant au jour les enjeux qui ont préoccupé les poésies française et américaine et motivé leurs échanges. Pour y parvenir, elle pose les questions suivantes.
Pourquoi les poètes objectivistes (Reznikoff, Zukofsky, Oppen…) ont-ils bénéficié en France d’une réception sans cesse recommencée depuis cinquante ans ?
Pourquoi tant de poètes français et américains de la même génération se sont-ils lus, cités et entre-traduits dans les années 1980, au point d’établir une communauté transatlantique ?
Comment, après 1968, « dissoudre la solennité poétique » et adapter le « bas voltage » américain dans la langue de Racine ? Comment dire la poésie ? Comment la lecture publique s’institutionnalise-t-elle en France ? « Être debout et parler », est-ce encore de la poésie ?
Au moment où la poésie en France éprouvait un sentiment d’impasse et entreprenait un bilan de la modernité, la conversation transatlantique lui aura offert un forum pour redéfinir ses formes et sa fonction. S’y sont notamment fait entendre Ashbery, Roche, Roubaud, Royet-Journoud, Albiach, Hocquard, di Manno, Gleize, Leibovici, les Waldrop, Auster, Duncan, Palmer, Bernstein, Hejinian, Watten, Doris, Fourcade, Creeley, Rothenberg, Antin, Heidsieck, Cadiot, Alferi.

>>>