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Archivi tag: arte
scrittura desemantizzata / tomaso binga. 1972-74
gilles clément: “si les parallèles se croisent…”: 10 juillet – 16 octobre 2022
Sandro Ricaldone
GILLES CLEMENT
Si les parallèles se croisent…
Commissariat : Fabienne Grasser-Fulchéri, assistée d’Alexandra Deslys et de Claire Spada
eac espace de l’art concret – Mouans-Sartoux
10 juillet – 16 octobre 2022
Jardinier, paysagiste et botaniste, Gilles Clément fut invité à imaginer la réhabilitation du parc du château de Mouans-Sartoux en 2004, qui a accompagné l’ouverture du bâtiment de la Donation Albers-Honegger, fruit des architectes suisses Gigon & Guyer.
Pour la commune commanditaire du projet et l’Espace de l’Art Concret, l’objectif de cet aménagement était de lier les trois lieux du centre d’art que sont la donation, le château et les ateliers pédagogiques construit par Marc Barani tout en favorisant l’accès depuis le village.
En 2022, une nouvelle facette de la ville se construit avec la création du parking multimodal et son parvis végétalisé. C’est en toute logique que la municipalité a demandé à Gilles Clément de prolonger sa réflexion en liant l’ancien et le nouveau projet.
À cette occasion, l’eac. présentera dans les galeries du château un parcours thématique autour du travail de Gilles Clément.
Connu dans le monde entier pour ses jardins et ses engagements écologiques et politiques en faveur d’une coopération avec la nature, il est l’inventeur des concepts de « Jardin en mouvement », « Jardin planétaire » et « Tiers-paysage », prônant la nécessaire coopération avec la nature qui conduit le jardinier à « observer plus et jardiner moins ».
Le parcours mettra l’accent sur ces trois concepts fondateurs à travers des documents, photographies et témoignages. Derrière ces notions apparaissent en filigrane les valeurs qui n’ont cessé d’animer le paysagiste : les voyages et la rencontre avec l’autre, la transmission et la création. Toutes rejoignent la philosophie et le projet portés par Gottfried Honegger et l’eac. depuis 1990.
L’exposition sera aussi l’occasion de présenter une sélection d’éléments d’archives issus des deux réalisations de Gilles Clément dans le parc du château de Mouans en 2004 et 2022.
Fidèle à sa mission de soutien à la jeune création, l’eac. invitera également des artistes contemporains à partager la pensée et les actions du créateur paysager.
la “capsula del tempo” di tommaso cascella e sandro scarmiglia: a bomarzo il 16 luglio
CAPSULA DEL TEMPOTommaso Cascella – Sandro Scarmigliaa cura di Serena Achilli
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OPENING:Sabato 16 luglio, dalle ore 17GIARDINO DEL SACRO BOSCO DI BOMARZO (VT)
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È il 1552 quando Vicino Orsini inventa il suo Sacro Bosco “Sol per sfogare il core”, dando inizio alla costruzione di uno dei luoghi più enigmatici del Rinascimento. Siamo in un periodo in cui era appena stato scoperto il Nuovo Mondo e iniziavano i grandi viaggi, con la conoscenza di nuove culture e di cibi, era l’epoca moderna. In Europa la Chiesa era divisa dalla riforma protestante, e la Controriforma e le guerre di potere confondevano il sacro con il profano. Roma, Venezia, Napoli e Firenze erano i centri di convergenza della cultura, nascono le Accademie e si rafforzano grandi famiglie come i Farnese e i Medici, con i quali gli Orsini incrociano la propria dinastia. In questo contesto di rivoluzione, nel piccolo feudo di Bomarzo, Vicino Orsini crea un giardino surreale, straordinario e disorientante, un labirinto ermeneutico. In epoca contemporanea Salvador Dalì per primo, poi Marcel Duchamp, André Breton, Willem de Kooning , Niki de Saint Phalle e molti altri personaggi dell’arte e della cultura visitano e rimangono affascinati dal mondo di Vicino, che dagli anni ’50 del secolo scorso è divenuto di proprietà e poi recuperato dalla famiglia Bettini. Come una “capsula del tempo” è l’opera di Vicino Orsini, perché improvvisamente ce la ritroviamo così contemporanea e, allo stesso momento, carica del suo tempo. Uno spaesamento che Tommaso Cascella e Sandro Scarmiglia, con le loro sculture, ripropongono attraversando un ponte temporale che si riconnette direttamente a questo luogo, creando nuovo mistero, ma anche confronto e dialogo.
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un’acquarello di maria vittoria petrolati
call for works: chigiana radioarte vii
julia born: “all capitals” @ macro _ fino al 9 ottobre 2022
Sandro Ricaldone
JULIA BORN
All Capitals
MACRO – Roma
21 giugno – 9 ottobre 2022
La designer Julia Born, seguendo il suo interesse per le diverse forme di scrittura come mezzo di espressione, ha raccolto i frammenti di un vocabolario diffuso in tutta la città di Roma, trasformando le pareti della sezione IN-DESIGN del MACRO in un’esposizione monumentale di iscrizioni, segni, etichette, impronte, scarabocchi e disegni trovati, sia ufficiali che anonimi e non autorizzati.
Le parole sono legate allo scorrere del tempo, perché di fronte a loro siamo portati a riconoscere, con una certa umiltà, che sopravvivranno, riconfigurandosi costantemente. Ma quale idea di tempo, o di tempi, stiamo considerando? “Scolpire qualcosa nella pietra” significa renderla immobile e immutabile, ma non atemporale. Per sottolineare questo paradosso, nomi, parole e testi di rilevanza storica sono affiancati nel progetto espositivo da segni e tracce mobili del paesaggio romano come gli stormi di uccelli o le crepe in cui a volte capita di inciampare sui marciapiedi.
Le parole raccolte dalla designer seguendo il suo impulso personale non aspirano a rappresentare l’intera storia della città e delle trasformazioni che ha subito. Si tratta piuttosto di un montaggio di vocabolari destinati a mettere in luce il potere della parola scritta, l’attribuzione di un titolo o della proprietà di un luogo, la relazione tra potere e spazio pubblico, la volontà di lasciare una traccia. Il titolo della mostra, All Capitals, indica come questi temi siano enfatizzati dalla scelta della designer di selezionare solo frammenti scritti in maiuscolo.
Nella maggior parte dei casi riprodotte nelle loro dimensioni originali, le scritte sulle tre pareti della sala travolgono il visitatore con la loro monumentalità sottolineando una nuova sensazione di distanza e vicinanza. Estrapolate appunto dai loro contesti, le parole si distaccano dal loro significato primario invitando il pubblico ad assumere un ritmo di posizioni alterne: istintive, cogliendo l’impatto visivo di frammenti linguistici trasformati in immagine, e di distanza critica, analizzando loro monumentalità incise e scomposte.
La mostra sarà accompagnata da un booklet che presenta le schede informative dei frammenti verbali selezionati al fine di restituire al pubblico uno strumento che illustri le storie dietro a ognuno di essi. Parte della pubblicazione sono anche due brevi saggi di Salvatore Lacagnina e Ari Ray, figure incontrate a Roma dalla graphic designer.

karen kurczinsky: “the cobra movement in postwar europe”
Sandro Ricaldone
KAREN KURCZINSKY
The Cobra Movement in Postwar Europe.
Reanimating Art
Routledge, 2022
This book examines the art of Cobra, a network of poets and artists from Copenhagen, Brussels, and Amsterdam (1948–1951). Although the name stood for the organizers’ home cities, the Cobra artists hailed from countries in Europe, Africa, and the United States.
This book investigates how a group of struggling young artists attempted to reinvent the international avant-garde after the devastation of the Second World War, to create artistic experiments capable of facing the challenges of postwar society. It explores how Cobra’s experimental, often collective art works and publications relate to broader debates in Europe about the use of images to commemorate violent events, the possibility of free expression in an art world constrained by Cold War politics, the breakdown of primitivism in an era of colonial independence movements, and the importance of spontaneity in a society increasingly dominated by the mass media.

laboratorio didattico @ fondazione baruchello

Fondazione Baruchello presenta:
Laboratorio didattico
per bambini dai 5 ai 7 anni
Giovedì 7,14,21 luglio 2022
Ore 17.00 – 18.30
Fondazione Baruchello
Via del Vascello 35, 00152 Roma
Nell’ambito della mostra Il giardino libernautico la Fondazione Baruchello presenta il Laboratorio didattico per bambini dai 5 ai 7 anni.
In tre giornate (7,14,21 luglio) la sede della Fondazione Baruchello in via del Vascello 35 apre le porte ai più piccoli organizzando un laboratorio creativo ideato per bambini, che saranno invitati a scoprire e indagare aspetti legati al mondo dell’arte contemporanea e in particolare alle opere degli artisti in mostra.
Il laboratorio ruoterà intorno al tema della natura e del mondo che ci circonda, sviluppato attraverso l’esercizio dell’immaginazione, dello stimolo al dialogo e del lavoro di gruppo.
Durante queste tre occasioni, i bambini si confronteranno con varie attività. Il primo incontro, prendendo spunto dall’opera del duo artistico Grossi Maglioni, prevede un’attività che educhi i partecipanti a prendersi cura di una pianta seguendo il suo ciclo vitale. Il secondo incontro invece sarà volto all’esplorazione degli spazi della Fondazione attraverso un esercizio creativo che porterà alla realizzazione di mappe immaginarie come nel lavoro di Jacopo Natoli. Infine l’ultimo incontro ha come fine la creazione di un oggetto da parte dei bambini, così da scoprire l’importanza del lavoro manuale nel rapportarsi con il mondo, come sottolineato dall’opera di Sara Basta. Guardando al lavoro di John Cascone, in ogni incontro la narrazione e la creazione di storie farà da filo conduttore a tutto il laboratorio.
Calendario degli incontri:
Giovedì 7 luglio dalle 17.00 alle 18.30
Giovedì 14 luglio dalle 17.00 alle 18.30
Giovedì 23 luglio dalle 17.00 alle 18.30
Rivolto a bambini dai 5 ai 7 anni
I laboratori sono gratuiti ed è richiesta prenotazione.
Per prenotazioni:
info@fondazionebaruchello.com
065809482
la storia di ‘frigidaire’: in podcast

La rivista Frigidaire nasce il 28 ottobre 1980 ed esce in edicola al prezzo di duemila lire. Il suo primo e unico direttore si chiama Vincenzo Sparagna e insieme a lui ci sono cinque future glorie del fumetto italiano: Andrea Pazienza, Stefano Tamburini, Tanino Liberatore, Filippo Scozzari e Massimo Mattioli. I primi due moriranno giovanissimi per overdose, lasciandosi alle spalle una serie di capolavori adorati da un’intera generazione di lettori. Frigidaire non fu una semplice rivista, ma un modo incendiario di vivere e forse l’ultima vera avanguardia del Novecento italiano. Tutti i suoi protagonisti avevano attraversato i folli e turbolenti anni Settanta; con Frigidaire diventarono i massimi interpreti e profeti degli ancora misteriosi anni Ottanta. Oggi Vincenzo Sparagna abita sulle pendici dei Monti Martani, in Umbria, in un luogo rinominato Frigolandia. Con lui sopravvive lo sterminato archivio di Frigidaire. L’esistenza di Frigolandia e del suo archivio, tuttavia, sono in pericolo. Le generazioni che verranno rischiano di perdere un tesoro e una grande lezione di libertà.






