Da questa performance è stata tratta la seguente opera: vernice, matita copiativa, cartoncino stampato e resina su tela, 29,5×29,5 cm.
_
Da questa performance è stata tratta la seguente opera: vernice, matita copiativa, cartoncino stampato e resina su tela, 29,5×29,5 cm.
_
Fondazione Berardelli – Via Milano 107 – Brescia
PRATICHE SINESTETICHE, un progetto di Lamberto Pignotti
La poesia visiva come arte plurisensoriale L’OLFATTO
dal 06.11.2021 al 22.01.2022
Inaugurazione 6 novembre 2021 – ore 18:00
La Fondazione Berardelli dà il via alla nuova mostra collettiva del progetto
P r a t i c h e S i n e s t e t i c h e
di Lamberto Pignotti, presentato da Melania Gazzotti e curato da Alice Valenti
Il progetto prevede una serie di mostre corredate di catalogo che approfondiscono la ricerca sui nessi multisensoriali presenti nella poesia visiva e in questa occasione la ricerca dei 53 artisti verbovisivi coinvolti è dedicata alla sfera O l f a t t i v a.
Partecipano gli artisti Demosthenes Agrafiotis, Fernando Aguiar, Paolo Albani, Bruno Aller, Francesco Aprile, Massimo Arduini, Andrea Astolfi, Bernard Aubertin, Carla Bertola, Julien Blaine, Jean- Francois Bory, Anna Boschi, Antonino Bove, Giuseppe Calandriello, Vito Capone, Elena Cappai Bonanni, Ugo Carrega, Hans Clavin, Carlo Marcello Conti, Jakob De Chirico, Prisco De Vivo, Raffaella Della Olga, Marcello Diotallevi, Marisa Facchinetti, Fernanda Fedi, Luc Fierens, Giovanni Fontana, Claudio Francia, Davide Galipò, Delio Gennai, Gino Gini, Marco Giovenale, Nicolò Gugliuzza, Silvana Leonardi, Ruggero Maggi, Lucia Marcucci, Giorgio Moio, Gi Morandini, Massimo Mori, Chiara Mulas, Gianluca Panareo, Enzo Patti, Serge Pey, Rosa Pierno, Lamberto Pignotti, Cristina Ruffoni, Lucia Sapienza, Sarenco, Carlo Alberto Sitta, Arrigo Lora Totino, Piero Varroni, Donatella Vici, Emiliano Zucchini
In occasione dell’inaugurazione, interventi performativi di Giovanni Fontana, Ruggero Maggi e una performance a due voci degli artisti Davide Galipò e Elena Cappai Bonanni che verrà accompagnata da un live painting del poeta di strada Davide Pruonto
Sandro Ricaldone
DÉTOURNEMENT & KITSCH
Les cartes postales de HP Zimmer
Texte de Jacopo Galimberti
Préface de Fabrice Flahutez
Presses Universitaires de Paris Nanterre
Entre 1957 et la fin de sa vie, l’artiste situationniste et membre du groupe Spur HP Zimmer détourne des centaines de cartes postales. Mêlant l’art d’avant-garde au kitsch le plus grotesque, ces oeuvres convoquent la pensée de Nietzsche pour critiquer la société du spectacle, sans renoncer à une vision hédoniste de la politique et de la vie. Savants et enjoués, les détournements de Zimmer cherchent à affirmer de nouvelles valeurs, transformant le kitsch en une arme redoutable contre le bon gout bourgeois.
Les cartes postales détournées, conservées dans les archives del’artiste, sont publiées pour la première fois dans leur intégralité, et complétées par un essai inédit.
Sandro Ricaldone
CY TWOMBLY
Souvenirs of Time
Gagosian Rome
via Francesco Crispi 16
October 30 – November 13, 2021 – from 12pm till 8pm
gagosian.com/exhibitions/2021/cy-twombly-souvenirs-of-time/
Gagosian is pleased to announce Souvenirs of Time, an exhibition of photographs by Cy Twombly. On view at Gagosian Rome from October 30 to November 13, 2021, the exhibition surveys the photographs that Twombly took throughout his career of his studios and domestic interiors, and of classical sculptures. Made over a sixty-year period across locations in the United States and Italy, these images chronicle locations that were central to the artist’s life and work.
Twombly was active as a photographer from his days at a student at Black Mountain College in North Carolina in the early 1950s through his death in 2011. He used photography to capture studies of his daily life and motifs that held his interest. His images display an affinity with the Pictorialism of such figures as Edward Steichen and Alfred Stieglitz in their emphasis on soft focus, fine detail, and deliberate composition. Initially using black-and-white film, Twombly later captured vivid hues with a Polaroid camera, enlarging selected images through a special color dry-print process.
In Rome, Souvenirs of Time brings together shots that Twombly took of his studio interiors from the 1950s through the 2000s. These range from his 1950s studio on New York’s Fulton Street to his ateliers in Rome, Bassano in Teverina, and Gaeta in Italy, and in Lexington, Virginia. These images show his paintings and sculpture in situ and in varying states of completion, offering insight into his working process. Additional photographs depict domestic interiors and details of classical sculptures, presenting views of the spaces and forms that inspired him.
Sigh, Sigh, Sigh, a presentation of work by Tacita Dean that includes a series of her own photographs and film of Twombly’s studios in Gaeta and Lexington will be on view concurrently at Fondazione Nicola Del Roscio, one floor below the gallery.
The Spring 2021 issue of Gagosian Quarterly features Jonathan Galassi’s poem “After Images,” which was inspired by Twombly’s photographs.
Gagosian will also present a grouping of Twombly’s fruit, flower, and landscape photographs at Paris Photo 2021, on view at the Grand Palais Éphémère from November 11 to 14, 2021.
3 novembre, ore 17
Roma, Università La Sapienza
(piazzale Aldo Moro 5)
MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea
incontro su
Public engagement, pratiche di relazione e spazio pubblico nell’era del distanziamento sociale
Un confronto tra artisti, musei e progetti d’arte pubblica in Italia, Inghilterra, Francia e Ghana. Incontro con Costanza Meli, in dialogo con Sara Basta e Silvia Litardi
Evento FB:
facebook.com/events/189618096654639/

Sandro Ricaldone
ROBERTO COSTANTINO
Cloaca. Icone dell’arte e della merce
postmedia books, 2021
Fino a che punto l’arte collabora alla trasformazione del mondo in un miraggio imperniato sulla «fantasmagoria delle merci»? Per rispondere a questa domanda, Roberto Costantino raggruppa un insieme di opere apparentemente disparate mostrandoci il nesso nascosto che le collega una all’altra: tutte ci raccontano a modo loro le trasformazioni economiche che hanno caratterizzato il secolo breve da cui siamo usciti una ventina d’anni fa e che ancora distinguono il millennio in cui ci troviamo. Che il Novecento – e ancora di più il Duemila, siano i momenti storici in cui si è consacrato il trionfo della merce, ovvero si è definitivamente affermata la possibilità di convertire in denaro oggetti, comportamenti, saperi, «ancora prima che siano usati», non è certo una novità. Inusuale, però, è analizzare l’arte attraverso questo filtro critico, sapendone trarre ragionamenti affascinanti e convincenti. Sono rari i commentatori così avventati, o ambiziosi, che lo fanno. Soprattutto nell’epoca del tramonto delle ideologie e della nascita d’impensati sospetti verso quelle utopie di cui tutti ci nutrivamo avidamente, almeno fino all’altro ieri.
Il capitalismo è a tutti gli effetti una religione disperata o, come dice Costantino «aberrante». (…) Il suo principio di valore o, se si preferisce, la sua forma di razionalizzazione economica, consiste nel «trasformare qualsiasi cosa – quale che sia, poco importa – in merce». Così facendo, «ha realizzato il Paradiso in terra, ma ha dovuto trasformare la terra in un immenso cumulo di feci».
– Simonetta Fadda
Roberto Costantino è nato nel 1965 a Burgsteinfurt (Germania) e vive a Savona. Negli anni Ottanta e Novanta ha realizzato esposizioni personali e partecipato a esposizioni collettive promosse da gallerie, fondazioni e musei d’arte contemporanea. Nel 1994 ha curato l’edizione del libro Teoria di Giuseppe Chiari, con il quale ha anche realizzato esposizioni, concerti, litografie, workshop e conferenze. Ha inoltre collaborato con le riviste Alfabeta2 (Milano), Deriveapprodi (Roma), Experimenta (Madrid)), Intervista (Milano), Juliet (Trieste), Perché/? (Milano). È Presidente dell’Associazione Culturale Attese Edizioni che nel 2001 ha fondato la Biennale di Ceramica nell’Arte Contemporanea (Distretto della Ceramica di Albisola e Savona), alla quale hanno collaborato, nel corso di quattro edizioni, curatori, artisti e designer provenienti da tutto il mondo. Ha curato esposizioni di arte, ceramica e design per l’Ariana-Musée Suisse de la Ceramique et du Verre di Ginevra, la Collezione Permanente del Design de La Triennale di Milano, l’Istituto Italiano di Cultura a Madrid dell’Ambasciata d’Italia in Spagna, la Fondazione per l’Arte Contemporanea Pier Luigi e Natalina Remotti-Città di Camogli, il Mudac-Musée de design et d’arts appliqués contemporains di Losanna. È Executive & Art Editor del Museo Digitale della Ceramica Contemporanea (www.attesedizioni.org). Nel 2019 è uno degli autori del libro Kritik, Deriveapprodi (Roma).
http://www.postmediabooks.it/2021/318cloaca/9788874903184.htm
_
VINICIO BERTI, ANTAGONISTA CONTINUO
http://www.galleriaartemodernaroma.it/mostra-evento/vinicio-berti-antagonista-continuo
Presso la Galleria d’Arte Moderna (Via Francesco Crispi 24), a Roma, continua fino al 12 dicembre la mostra dedicata al famoso astrattista Vinicio Berti (1921-2021) per il Centenario della nascita e a trent’anni dalla sua scomparsa (1991).
La mostra cerca di ricostruire l’evoluzione pittorica del fondatore del gruppo dell’Astrattismo classico (1950), un gruppo rivoluzionario per il periodo sia per l’attività artistica che per quella delle teorie estetiche che sfociarono indissolubilmente nel politico. Esplicito il Manifesto del gruppo stesso che propone, come nuovo indirizzo per l’arte contemporanea, la fine della distruzione, l’inizio della costruzione. Scelta mantenuta coerentemente senza scendere a tentazioni informali neodadaiste o concettuali, anticipando quindi l’arte e le teorie del “MAC” di Milano e di “Forma 1” a Roma, con i quali Berti ha sempre mantenuto importanti rapporti, come con Gillo Dorfles e a Roma con Perilli e Dorazio.
In mostra dipinti ma anche documentazione d’archivio e fotografica inedita dell’opera di Vinicio Berti che ha proprio l’astrattismo come dominante, oltre l’uso del colore come atto politico. Del resto Berti si muoveva in ambiente marxista che spesso viene fuori proprio dalla sua pittura così come dai suoi scritti. Una sezione della mostra è invece dedicata al fumetto di Berti e ai suoi personaggi molto conosciuti nel mondo, grazie anche alla figura base di Pinocchio che lo ho, come lo stesso artista affermava, “perseguitato” per tutta la vita.
In mostra, da novembre 2021, anche il documentario d’arte, recuperato e ri-digitalizzato, VINICIO BERTI 70 ANNI DI PITTURA CONTRO (11’22”, colore, 2002), prodotto dall’Archivio Vinicio Berti – Firenze, dal Centro Internazionale Antinoo per l’arte – Centro Documentazione Marguerite Yourcenar, con il rimixaggio di alcune importanti interviste dell’artista.