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Archivi tag: differx
riflessione senza precedenti / differx. 2023
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houston, abbiamo un problema / differx. 2018
xct_135 / differx. 2019
installance #0174: il coriandolo “a” / the “a” confetti
social holes / differx. 2023
pro patria / mg. 2023
Bisogna prima entrare col codice spid in rete, se non è cambiato, e digitare il codice di 6 cifre che arriva sul cellulare, trovare il link giusto prima che la sessione spiri, percorrere l’albero dei link ridichiarando le generalità, il consenso privacy, e che si è coscienti delle conseguenze penali in cui incorre chi mente; poi attraversare i captcha e aprire il modulo o form, html, che va compilato, firmato con una croce grafica, stampato su A4 ecologico, scansionato, ristampato su A4 zozzone, fotocopiato (3 copie, una per me, una per l’ufficio, una a casaccio per sprecare carta), timbrato, rifirmato in esteso sul timbro (firma leggibile), spedito per posta in sacbol con sigillo, come raccomandata con ricevuta di ritorno. La ricevuta va a sua volta scansionata (no foto) e stampata su carta (A5) certificata acid-free e poi conservata secondo le norme europee, che vanno studiate attentamente su un manuale disponibile in rete, in pdf, per rispettare l’ambiente.
a glitched one / differx. 2021

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poesia lacerante / differx. 2022
installance #0173: affissione illegale
“in cosa”: sul ‘cucchiaio nell’orecchio’
grazie come sempre a Gaetano Altopiano per la sua ospitalità
https://www.ilcucchiaionellorecchio.it/2022/12/in-cosa/
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la poesia del natale della bontà della poesia / differx. 2022
Ispirato dal sito ‘Poesia del nostro tempo’, anche io ho trovato giusto proporre ai lettori di slowforward un temino natalizio, che ho pensato di intitolare
LA POESIA DEL NATALE DELLA BONTÀ DELLA POESIA
(di natale)
Svolgimento
Nel tempo di Natale la città e la campagna della Poesia si ricoprono di candida neve, essa è bella e reca i pensieri natalizi. Sembra che la neve copre tantissimo chi scrive la Poesia, che la fa tutta Mitica e a me piace anche tantissimo. Ci sono dentro le parole.
È bello quando la neve inneva le giornate della Poesia, e tutto si ricopre di un manto di versi, ove la serenità porta la serenità alla Poesia e ai Poeti, e anche ai lettori, che del resto sono Poeti pure loro soprattutto dopo il ’75.
Siamo nel mese di dicembre, il mese della neve, ma io sto a Roma e me la sogno, così voglio fare una palla immaginaria e tirarla gentilmente al mese di dicembre, per scherzarlo dicendogli vai via. Esso è un mese che ci spinge a farci i bilanci dell’anno passato, e le speranze dell’anno futuro che arriva. Tra pochi giorni sarà il capodanno, e un nuovo anno caperà e avremo molti progetti da realizzare, per una gioia carica di attese che ci costellano.
Noi nel nostro passato vediamo delle ombre, delle inquietudini e delle incertezze, del buio e però anche delle candele nel buio, però anche delle asprezze e delle cupezze, delle monnezze, anche, ma non ci lasciamo scoraggiare da questo passato. Come dice la parola, esso è passato.
Qui a slowforward dobbiamo ritrovare la nostra vocazione più vera e autentica senza sbroccare, cercando di seguire la luce della lucentezza della Poesia, che nella notte della conoscenza umana illumina di umano l’umanità. Qui quindi io stesso cercherò di essere più buono e paziente e migliore, prometto da oggi in poi di non importunare troppo la destra poetica italiana, i nuovi mitomodernisti, le cariatidi i cariati e i caronti, e accettare santamente con santa rassegnazione che alla fine di questo anno 2022 (in realtà il 1957) ricominci ancora una volta il 1957.
Tanti sereni auguri di Poesia e che qualche fiore sbocci qua e là, a casaccio,
in fede
Roma, lì 28 dicembre 2022
Marco Giovenale









