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“la coscienza è un cut-up; la vita è un cut-up” _ [replica]

da http://gammm.org/index.php/2012/12/20/vuol-dire-quello-che-vedete-effettivamente-william-burroughs/

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Ora il montaggio è davvero molto più vicino ai fatti della percezione, della percezione urbana almeno, che non la pittura figurativa. Fate una passeggiata per una strada di città e mettete già, su una tela, quello che avete appena visto. Avete visto mezza persona tagliata in due da una macchina, pezzi e bocconi di cartelli stradali e pubblicità, riflessi da vetrine — un monteggio di frammenti. E la stessa cosa accade con le parole. Ricordate che la parola scritta è un’immagine. Il metodo del cut-up di Brion Gysin consiste nel tagliare a pezzi pagine di un testo per rimetterli insieme in combinazioni a montaggio. La pittura figurativa è morta, a meno che forse il nuovo fotorealismo si affermi. Nessuno più dipinge mucche nell’erba. Il montaggio è un vecchio trucco in pittura. Ma se applicate il metodo del montaggio alla scrittura, siete accusati dai critici di promulgare un culto di ininitelligibilità. La scrittura è ancora confinata nella camicia di forza sequenziale e figurativa del romanzo, una forma altrettanto arbitraria che il sonetto e altrettanto remota dai fatti reali della percezione e della coscienza umana quanto quella forma poetica del quindicesimo secolo. La coscienza è un cut-up; la vita è un cut-up. Ogni volta che andate giù per la strada o guardate fuori dalla finestra, il fluire della vostra coscienza è tagliato da fattori a casaccio.

[William Burroughs, The Last Potlatch, tr. it. di G.Saponaro, in
Id., La scrittura creativa, Sugarco, Varese 1981, 1994: pp. 32-33]

Brion Gysin ha parlato molto della relazione tra scrittura e pittura. Spiega come la pittura renda perfettamente esplicito un certo numero di caratteristiche della percezione umana. In breve, mostra alla gente qualcosa che conosce ma non sa di conoscere. Quando Cézanne ha esposto le sue prime tele per la prima volta, nessuno ha saputo vedere che erano semplicemente una mela, un’arancia o un pesce visti sotto un certo angolo. Io ho una tela di Brion Gysin su cui si possono vedere dei veicoli disposti su strati diversi, si tratta molto semplicemente di un taglio nel tempo. Se andate per strada, specialmente una strada che conoscete bene, non vedete soltanto le macchine che ci stanno, ma vedete anche quelle che c’erano ieri, che c’erano dieci anni fa, e questo per associazione mnemonica. Ma se mostrate questo fenomeno su una tela, la gente spesso dice: «Cosa vuol dire?». Vuol dire quello che vedete effettivamente: i dati della percezione umana. Questi dati sono resi espliciti nella pittura come nella scrittura, come in altre forme, per esempio nel cinema. 

Spesso la gente è disorientata nello scoprire ciò che sa già senza sapere. 

[William Burroughs, colloquio con
Gérard-Georges Lemaire, in Ibid., p. 111]

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per tutti gli anni perduti di gianni (01)

   
gianni, contrazione | dell’evangelio maggiore, entra in medias res in un punto qualsiasi del nastro. che effetto fa sulle cose? si tratta di dodici centesimi, una settimana di risparmio e di fabbricazione di animali veri, un dvd di kid creole che ritira le truppe dall’iraq.
gianni desidera concorrenza ma trova solo cattive traduzioni. i complottisti dimostrano il funzionamento miracoloso delle bobine. da farci anche degli screensaver, toroidali.
però alla fin fine per addormentarsi verso le due le tre va bene. non devi pensare alla sintassi. fanno tutto loro. 
gianni allora va tra le colline e smette di giocare, di bere, di drogarsi. ascende tutte le gradazioni esadecimali, è proprio verde intorno, e così insegna a non venir utilizzati a fini di clonazione, a riversare i file greci in ntsc, a pregiare le parti anche non nobili, a cuocere senza far uso di elettricità.
si sentono i grilli. la baia di notte è molto bella. gianni la contempla dalla cima della collina, vede le scatole di parà scendere lungo la costa, lo scontro con i ninja, la pubblicità popup di una squadra di hockey che piaceva a klossowski.
ci sono degli infiltrati, come sempre in tutte le cose belle. gli infiltrati degradano ogni onesto lavoro. determiniamoci. siamo determinati a iniziare un’altra settimana di risparmio, che forse rovescerà la situazione.
    
    

mesa, cepollaro, inglese, delle monache, cospito: lettura a milano il 3 ottobre

LIBRERIA POPOLARE DI VIA TADINO (Milano)
via A.Tadino 18  – 3 ottobre, giovedì

ore 18.30

Giuliano Mesa e Biagio Cepollaro: una piccola fabbrica

A cura di Luigi Metropoli.

Biagio Cepollaro legge Giuliano Mesa

Sono stati invitati: Giusi Drago, Francesco Forlani, Andrea Inglese, Teresa Marino, Giorgio Mascitelli,  Davide Racca, Luigi Severi e Paolo Zublena

ore 21:00

Andrea Inglese performance con il compositore Stefano delle Monache e con la partecipazione del maestro Giovanni Cospito.

Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato

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