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‘otoliths’, issue #68, now live

Otoliths sixty-eight, the southern summer issue, is now live.

It contains various forms of text poetry, photographs, essays, paintings, flash fiction, vispo, short stories, collages, & journal columns from Michael Ruby, Karl Kempton, Robin Wyatt Dunn, Demosthenes Agrafiotis, Sanjeev Sethi, Richard Kostelanetz, Margaret Karmazin, Judith Skillman, Robert Lietz, Nico Vassilakis, Ken Poyner, Roberta Beach Jacobson, Mehreen Ahmed, Alexander Lazarus Wolff, Mario José Cervantes, Tom Beckett, KJ Hannah Greenberg, Robert Ronnow, Harrison Fisher, Ruggero Maggi, Michael Orr & Texas Fontanella, Owen Bullock, Grzegorz Wróblewski, Lachlan J McDougall, Jim Leftwich, Olchar E. Lindsann, Henry Felerski, Jennifer Weigel, Joel Chace, Daniel Barbiero, Doren Robbins, Jack Galmitz, Clara B. Jones, Tony Beyer, Gao An, Daniel f Bradley, Keith McKay, John M. Bennett, John M. Bennett & Jim Leftwich, Stacey Allam & John M. Bennett, Todd Matson, petro c. k., Nathan Anderson, Eric Hoffman, Texas Fontanella & John M. Bennett, John Tustin, Martin Edmond, Michael Neal Morris, R L Swihart, Dave Read, Thomas Fink, Rich Murphy, Carol Stetser, John Bradley, Pat Nolan, Pete Spence, Jeff Harrison, Vernon Frazer, Luis Cuauhtémoc Berriozábal, Peter Cherches, Mayu Kanamori, Damon Hubbs, Paul Dickey, Joshua Martin, Alan Catlin, Bob Lucky, Communications Arts Students at U. P. Los Baños, Ian Willey, Diana Magallón, Laurent Grison, Jim Meirose, Nicholas Wright, Dzenis Burzic & Texas Fontanella, Sanket Mhatre, Louis Armand, Michael J. Leach, Rose Knapp, Keith Nunes, Oz Hardwick, Mark DuCharme, Maggie Yang, Jon Cone, Richard Magahiz, Michael Battisto, John Digby & Bill Wolak, Bill Wolak, Susan Gangel, Vassilis Zambaras, Stephen C. Middleton, Christopher Barnes, Andrew Maximilian Niss, Elmedin Kadric, Kevin Browne, David A. Bishop, Patrick Sweeney, Stephen Mead, Hrishikesh Srinivas, Jared Chipkin, M.J. Iuppa, Linda King, Steven Waling, Kenneth Rexroth, Jen Schneider, Elena Zalogina, Heath Brougher, Jeff Bagato, Penelope Weiss, Marilyn Stablein, John Levy, Eileen Woo, Edward Kulemin, Lawrence R. Smith, Cherie Hunter Day, Kit Kennedy, Paul Ilechko, Keith Higginbotham, Antonio Devicienti, Bob Heman, James Hannon, J. D. Nelson, Joseph Salvatore Aversano, Nathan Whiting, Isabel Gómez de Diego, Daniel de Culla, Mark DeCarteret, Marzi Margo, John Vieira, Lorraine Caputo, Marcia Arrieta, Mark Blaeuer, Tim Suermondt, Texas Fontanella & Chris Edwards, Mariel Herbert, David Jalajel, Peter Yovu, Sheila E. Murphy, Rico Cleffi, nicky melville, Edinburgh Mews, Paul Pfleuger, Jr., bart plantenga, Roger Mitchell, Angelo ‘NGE’ Colella, Réka Nyitrai, Adriána Kóbor, Michael Moreth, Eileen R. Tabios, & Márton Koppány.

oggi pomeriggio, per centroscritture.it: “l’esperienza di ex.it 2013” – lezione a cura di florinda fusco

Oggi pomeriggio, alle ore 18, per il corso Poesia e scrittura di ricerca del CentroScritture, parleremo con Florinda Fusco di Ex.it – Materiali fuori contesto (2013).
Tutto il programma (e le modalità di iscrizione) su https://www.centroscritture.it/corsi

cfr. anche https://exitmateriali.wordpress.com/
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ancora per una settimana michele zaffarano @ aocf58 (+”cinque stanze tra cui il corpo”)

Ancora per una settimana si può visitare la mostra di Michele Zaffarano da AOCF58 Galleria Bruno Lisi, via Flaminia 58 Roma. È l’occasione per avvicinarsi alla sua poesia passando per la concezione di uno spazio e, all’interno, per l’immagine del corpo che si offre allo sguardo sgombro di ogni interpretazione, come nel video che Zaffarano ha realizzato avvalendosi della cinematografia di Angelo Marotta.
Riguardo al corpo, c’è qualcosa di più che non è incluso nella mostra, ma che inizialmente doveva esserci.


Cinque stanze tra cui il corpo è un testo che Michele Zaffarano ha scritto nel 2019 per «Rooms for Secrets», un progetto di performance ambientale ideato da Antonio Syxty e realizzato in collaborazione con Susanna Baccari e Zaffarano, per MTM – Manifatture Teatrali Milanesi. Si tratta di un teatro degli oggetti che abbatte completamente la divisione tra cose e parole, secondo una logica radicale del ready-made come metodo pratico di sintesi dei discorsi, come è consuetudine nell’arte di Syxty. Lungo questa strada, anche la voce di Zaffarano diventa una cosa, pari a un secchio, una finestra, cinque bottiglie in fila; e deve dare conto delle proprie funzioni, nella trasparenza della forma. Messa di fronte alla scrittura, questa voce-cosa non esaurisce il testo; non più di quanto possa fare il ritaglio di carta stampata (e completamente senza spazio ai bordi). Va molto veloce, per evitare la compromissione con i significati che trasporta; e la sua forma è modellata dalla ricorrenza ossessiva del possessivo, che è superfluo, che è uno spigolo senza ragione.
A ottobre 2022, negli studi di Lumi Ed. musicali, Deposito solventi ha registrato le cinque parti di questo testo: Il corpo; Il dio; I soldi; I desideri; Lo spazio.

Vedi foto nel link:
https://www.pasqualepolidori.net/deposito-solventi/syxty-con-baccari-e-zaffarano-rooms-for-secrets/

tano d’amico @ libreria libri necessari: inaugurazione il 24 febbraio

fotografia di Tano D’Amico

Tano D’Amico _ Via degli Zingari

a cura di Matteo Di Castro
con testi di Michela Becchis e Christian Raimo

Libreria Libri Necessari
Via degli Zingari, 22/A – Roma

venerdì 24 febbraio ore 18:00
inaugurazione 1¼ Edizioni

la mostra è visitabile
fino al 1° aprile 2023
lunedì-venerdì 09:00-18:00; sabato 09:00-19:00


in collaborazione con s.t. foto libreria galleria
stampe fotografiche: Claudio Bassi / Fotogramma 24
cornici e passe-partout: Francesco Fiammeri

Via degli Zingari è il titolo della mostra di Tano D’Amico in programma, dal 24 febbraio al 1 aprile, da Libri Necessari, libreria antiquaria che ha sede in quella strada di Roma, nel cuore dello storico rione Monti.
Sullo stesso lato della via, qualche metro più in là, una lapide ricorda il comune sterminio patito da Rom, Sinti e Camminanti e dal popolo ebraico “ad opera della barbarie genocida del nazifascismo”.
Con la storia del Novecento, ma anche con quella antica, nonché con la storia dell’arte e della fotografia, Tano D’Amico si confronta non da oggi.
I suoi libri, infatti, almeno a partire da Di cosa sono fatti i ricordi (edito da Postcart nel 2011), sono concepiti come dei taccuini in cui le immagini si alternano a pagine di solo testo, di riflessione sulle metamorfosi della realtà sociale e culturale.
L’ultimo di questi taccuini, il terzo pubblicato con Mimesis Edizioni, ha per titolo Orfani del vento. L’autunno degli zingari.
Il fotografo rilegge e riscrive un nucleo significativo del proprio archivio, a cui in passato aveva già dedicato due pubblicazioni: Zingari. Fotografie di Tano D’Amico (Marcello Baraghini Editore, 1988) e Il giubileo nero degli zingari (Editori Riuniti, 2000).
L’incontro con i Rom e dunque il primo nucleo di fotografie a loro dedicate risalgono ai primissimi anni Ottanta del secolo scorso. «Ho cercato gli zingari quando il mio mondo era ormai crollato». […] Ho seguito le loro vicende, le loro feste i loro lutti».
Ma nelle stampe fotografiche pubblicate nel libro, così come in quelle esposte in mostra (stampe sempre analogiche), accanto al suo nome Tano D’Amico ha preferito non scrivere luogo e anno dello scatto. 
Il risultato è un insieme di visioni e composizioni in cui, al di là degli scenari attraversati (per lo più desolati, spesso drammatici) e delle figure ritratte (soprattutto donne e bambini), l’occhio del fotografo pare accordato su una persistente nota di struggimento.
«Vorrei queste immagini fossero guardate come i fotogrammi di un film muto. Sono gli zingari della mia vita. Le immagini le regalano loro». Continua a leggere