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roma, fino al 15 luglio: “l’arte di tessere la libertà”, mostra di maria lai alla biblioteca vaticana

https://www.eventbrite.com/e/biglietti-opening-mostra-larte-di-tessere-la-liberta-maria-lai-incontra-la-bav-351996319467

“La mostra, allestita nel nuovo spazio espositivo della Biblioteca, presenta una selezione di opere che Maria Lai (1919-2013) ha realizzato intorno alla scrittura e al libro, indagato nella sua materialità. Libri di pane, stoffa, terracotta, ceramica, carta, cuciti, modellati o impressi, custodiscono un linguaggio pre-verbale, solo apparentemente incomprensibile.

Queste opere, potenti e delicate, sono messe in relazione con il patrimonio della Biblioteca Apostolica Vaticana. Dai fondi meno noti sono emersi volumi straordinari, per evidenziare le tante forme che l’oggetto-libro ha assunto nelle diverse epoche e culture, creando un dialogo intenso e inatteso con le opere di Maria Lai.

Ne scaturisce un viaggio affascinante, prima e oltre la parola e il testo, nella materialità del libro”.

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“Si tratta della prima mostra di Maria Lai in Vaticano, realizzata in collaborazione con l’Archivio e Fondazione Maria Lai, i Musei Vaticani e la Diocesi di Lanusei e con il contributo dell’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma Sardegna; il progetto espositivo offre uno sguardo nuovo sull’opera dell’artista sarda, attraverso una esposizione che mette in luce gli aspetti della sua ricerca artistica legati al tema del libro e della scrittura, in forte dialogo con il patrimonio della Vaticana. Tra le opere di Maria Lai viene presentato al pubblico un nutrito e variegato corpus di Libri, datati a partire dagli anni Settanta, e poi i Telai, gli Oli di parole (1997 e 1998), ispirati ai versi di Federico García Lorca, e il grande Lenzuolo (1989), un’opera intrisa di creatività e immaginazione. Al centro della Sala Barberini, circondata dalle eleganti scaffalature seicentesche e sovrastata dal bronzo berniniano di Papa Urbano VIII, troverà posto l’installazione Invito a tavola (2004), un solenne banchetto in cui la tavola, coperta da una semplice tovaglia di lino, è “imbandita” con libri e pani realizzati in terracotta refrattaria”.

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“This is Maria Lai’s first show in the Vatican, created in collaboration with the Maria Lai Archive and Foundation, the Vatican Museums and the Diocese of Lanusei, as well as with the support of the Department of Tourism, Crafts and Commerce of the Autonomous Region of Sardinia. This project offers a fresh look at the Sardinian artist’s work, by highlighting aspects of her artistic research on the theme of books and writing. It is here that she engages in a dialogue with the Vatican’s collections. From among Lai’s artistic works, we present a wide-ranging corpus of books, some dating from the 1970s, but also including the Telai, the Oli di parole (1997 and 1998), for which she took inspiration from verses by Federico García Lorca, and the great Lenzuolo (1989), a work exuding creativity and imagination”.

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INFO:

In ottemperanza alle disposizioni vigenti nello Stato della Città del Vaticano, una volta ricevuta la conferma dell’ordine e l’assegnazione della data e dell’orario di visita, verrà richiesto l’invio della copia fotografica del documento di identità di tutti coloro che intendono visitare la mostra. Il mancato invio comporta l’impossibilità di accesso allo Stato, e dunque anche alla Biblioteca Vaticana.
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In accordance with the security procedures of the Vatican City State, once an order is confirmed and a date and time for the visit has been assigned, it is necessary for all visitors to provide a photographic copy of their government-issued identification (i.e., a passport for those not EU members). Without this documentation, entrance into the Vatican City State, and consequently the Vatican Library, will not be granted.

il giardino libernautico @ fondazione baruchello

Fondazione Baruchello presenta:

Il giardino libernautico
Summer Show 2022

A cura di Elena Bellantoni
In collaborazione con Niccolò Giacomazzi e Benedetta Monti

Sara Basta, John Cascone, Grossi Maglioni, Jacopo Natoli

15 giugno – 30 settembre 2022

Inaugurazione martedì 14 giugno 2022
Ore 17:30 – 21:00
Fondazione Baruchello
Via del Vascello 35, 00152 Roma

fondazionebaruchello.com

Con la mostra “Il giardino libernautico” la Fondazione Baruchello inaugura la sesta edizione del progetto Summer Show, organizzata all’interno della manifestazione Estate Romana.
Dopo il successo dello scorso anno, la Fondazione invita nuovamente un artista, per questa edizione Elena Bellantoni, a ideare e curare un progetto espositivo.“Il giardino libernautico”, curata in collaborazione con Niccolò Giacomazzi e Benedetta Monti, invitati dall’artista, è una mostra collettiva che si sviluppa intorno a questioni che è sempre più urgente considerare: il rapporto con la natura, il paesaggio e la cura come azione responsabile nei confronti dell’ecosistema.

Il progetto parte dal confronto diretto con la progettualità della Fondazione e in particolare con Agricola Cornelia S.p.A. la lunga azione che impegnò Gianfranco Baruchello dal 1973 al 1981 e con il suo libro Io sono un Albero (Arsial, 2000), nel quale l’artista si riferisce con queste parole al giardino della Fondazione che un tempo ospitava l’Agricola Cornelia: “Consegnavo a questo spazio-giardino il mio stesso cervello, i sentimenti. Vedersi crescere come erba, come alberi o cespugli era un processo di identificazione totale: la mente usciva all’esterno e io la osservavo come un testimone silenzioso, ma attento” (Baruchello).

Gli artisti Sara Basta, John Cascone, il duo Grossi Maglioni e Jacopo Natoli si sono confrontati in una fase preparatoria della mostra, tra aprile e maggio, con il giardino, il bosco e gli spazi esterni della Fondazione in via di Santa Cornelia in diversi appuntamenti e residenze, raffrontando idee, ipotesi, sollecitazioni. Come spiega la curatrice Elena Bellantoni: “Tutti questi artisti utilizzano il corpo come strumento di interazione con lo spazio, l’elemento performativo è una costante delle loro ricerche attraverso azioni relazionali e partecipative. La dimensione processuale è stata la metodologia che ha costituito l’elemento principale per far crescere Il giardino libernautico. Il gioco, il nonsense, la libera associazione sono state le chiavi per iniziare a correre su questo prato, su questa superficie mentale”. Il titolo della mostra, infatti, nasce da un gioco fatto tra curatori e artisti che prevedeva il montaggio di sillabe e frammenti di parole: così è nata la parola “liber – nautico”.

Gli artisti restituiscono in mostra gli esiti della loro ricerca, con la produzione di opere inedite e site-specific, realizzate a partire proprio dalla residenza presso gli spazi e il giardino della Fondazione.

I libernauti sono quindi gli artisti che hanno affrontato questo viaggio in un’eterotopia: il giardino rappresenta un elemento chiave per la lettura del rapporto con lo spazio, per comprendere la capacità dell’uomo di creare e ricreare i propri spazi, un luogo in cui natura e cultura esprimono appieno la loro dissonanza o consonanza. Il giardino quindi come luogo di condivisione, attraverso cui leggere la tradizione estetica ma anche la modalità di rapportarsi allo spazio da parte di culture altre.

Un Public Program di incontri e visite guidate accompagnerà il progetto espositivo.

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Per scaricare il comunicato stampa clicca qui

Il progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, è vincitore dell’Avviso Pubblico “Estate Romana 2020 – 2021 – 2022” curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è realizzato in collaborazione con SIAE.

ariano, d’agostino, martusciello: “all’oscuro. costellazioni del suono e della luce”, a lodi il 10 giugno

@ associazione 21, via san fereolo 24, lodi

Marco Ariano, percussionista, sperimentatore, artista intermediale. Ha articolato un percorso di studio e di ricerca ai margini di arte e filosofia. L’improvvisazione e le scritture corpo-suono sono da sempre al centro della sua pratica e della sua riflessione. Suona musiche non convenzionali e definisce “paesaggi della risonanza” l’ampio spazio di ricerca inaugurato negli ultimi anni con il progetto De-stare. Tra i suoi lavori interdisciplinari La Vacuità Splendente, Sentire Offerente, n frammenti limbici, Degli Insetti, Quaderno Cinese. Ha dato vita a gruppi di scritture improvvisative eterogenee come Opera Mutica, Xubuxue, K Mundi, Ensemble Intondo, Index 03. È docente percussionista dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma.

Pietro D’Agostino è attivo nel campo dei media visivi: fotografo e autore multimediale.
Matura un rapporto intimo e inconscio con la luce usandola, attraverso la fotografia, il video ed altri dispositivi tecnologici, come strumento espressivo e di indagine. Partecipa e collabora a varie iniziative performative con poeti e musicisti di area sperimentale e di ricerca.
È socio dell’associazione culturale Punto di Svista – cultura visuale, progetti, ricerca.

Elio Martusciello è un musicista e compositore autodidatta, insegna musica elettronica al
conservatorio di Napoli. La sua estetica deriva essenzialmente dall’acusmatica. A partire da essa indaga le molteplici forme del suono connesso sia alla fissazione su supporto che
all’improvvisazione elettroacustica. Tra le formazioni di cui è membro fondatore si ricordano
Ossatura e l’orchestra OEOAS. I suoi lavori sono pubblicati da: Staalplaat, Recommended Records, Bowindo Recordings, Ambiances Magnétiques, Die Schachtel, em_music.

“womb: opere dall’archivio utsanga”: @ fasano (br) dal 2 al 13 giugno

“Womb. Opere dall’Archivio Utsanga” | Mostra promossa e curata da Clotilde Palasciano
Museo della casa alla fasanese | via Fogazzaro 4, Fasano (BR)
dal 2 al 13 giugno 2022
In mostra opere di Mariangela Guatteri, Fabio Lapiana, Giovanni Fontana, David Felix, Tim Gaze, Lucinda Sherlock, Cristiano Caggiula, Francesco Aprile, Egidio Marullo, Marco Giovenale, Giuseppe Calandriello, Ásgrimur Kuldaboli Pórhallsson, Lina Stern, Vittore Baroni, Dona Mayoora, Luc Fierens, Eugenio Lucrezi, Kerri Pullo, Hilda Paz, Reed Altemus, Clemente Padin, Giancarlo Pavanello, Clotilde Palasciano, Miriam Midley, Cheryl Penn, Francesco Saverio Dòdaro, Enzo Miglietta, Ruggero Maggi, Rafael Gonzalez, Vittorio Fava, Vittorino Curci, Kenryo Hara, Gino Gini, Fernanda Fedi, Oronzo Liuzzi, Adriano Accattino, Enzo Patti, Anna Boschi, Cecelia Chapman-Jeff Crouch, Giuseppe Pellegrino.

Alcune immagini dalla mostra qui: https://www.facebook.com/francesco.aprile3/posts/pfbid02Q48KwJBattpBGbykRQYE5xzWpe9kELtneXiAWVWrjU2NBtL2XTov9X6ov89pBkYgl

bandi di partecipazione al premio zavattini / unarchive

Da oggi sono online i due bandi dedicati al riuso creativo del cinema d’archivio che l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico – AAMOD  rivolge ai giovani talenti che non abbiano compiuto nel 2022 il 36esimo anno di età. Il termine “UnArchive“, comune ad entrambi i contest, significa concettualmente disarchiviare e ricontestualizzare i materiali filmici conservati negli archivi, con l’obiettivo di riutilizzarli in nuove produzioni che sappiano attraversare i linguaggi e i temi della società contemporanea.

Il bando e il regolamento del Premio Cesare Zavattini possono essere consultati sul sito ufficiale premiozavattini.itPer partecipare, è richiesto l’invio del progetto di un cortometraggio di massimo 15 minuti, che preveda il riuso, anche parziale, di materiale filmico d’archivio.

Una Giuria composta da cinque importanti personalità del cinema italiano selezionerà i nove progetti più interessanti, i cui autori e autrici saranno ammessi a un workshop di formazione e sviluppo condotto da professionisti in campo cinematografico. Durante il workshop, anche con l’aiuto di un tutoring individuale, gli autori e le autrici finalisti/e potranno approfondire il proprio progetto fino alla realizzazione di un dossier e di teaser, da presentare alla Giuria, che sceglierà i tre progetti vincitori. Questi, oltre a poter utilizzare liberamente il materiale filmico dell’AAMOD e degli archivi partner, riceveranno servizi gratuiti di supporto per la loro realizzazione e la somma di 2000 euro per ciascun cortometraggio, una volta terminato.

I filmmaker interessati a partecipare possono inviare i loro progetti entro il 28 luglio 2022.

Maggiori informazioni all’indirizzo mail segreteria@premiozavattini.it

Il bando e il regolamento della residenza artistica UnArchive Suoni e visioni è consultabile al sito https://unarchive.it/unarchive-suoni-e-visioni/. Si tratta della seconda edizione di una residenza per giovani artisti dedicata all’incontro tra riuso del cinema d’archivio e sperimentazione musicale. Saranno selezionati tre filmmaker e tre compositori che lavoreranno in coppia allo sviluppo e alla realizzazione di un’opera audiovisiva di cortometraggio. La residenza si articola attraverso due principali attività: una di formazione “frontale”, con masterclass e docenze di artisti e professionisti affermati, l’altra a carattere “esperienziale” e laboratoriale. Anche in questo caso le candidature vanno inviate entro il 28 luglio 2022. L’indirizzo di posta elettronica dove far pervenire la documentazione è info@unarchive.it

I titoli, gli autori e le autrici dei progetti finalisti di entrambi i bandi saranno comunicati in un’apposita iniziativa organizzata nell’ambito della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel mese di settembre 2022.

La partecipazione a entrambi i concorsi è gratuita

the double: identity and difference in art since 1900

Sandro Ricaldone

JAMES MEYER
The Double.
Identity and Difference in Art Since 1900
Contributions by Julia Bryan-Wilson, Tom Gunning, Hillel Schwartz, Shawn Michelle Smith, Andrew Solomon
Princeton University Press, 2022
Published in association with the National Gallery of Art, Washington, DC

From ancient mythology to contemporary cinema, the motif of the double—which repeats, duplicates, mirrors, inverts, splits, and reenacts—has captured our imaginations, both attracting and repelling us. The Double examines this essential concept through the lens of art, from modernism to contemporary practice—from the paired paintings of Henri Matisse and Arshile Gorky, to the double line works of Piet Mondrian and Marlow Moss, to Eva Hesse’s One More Than One, Lorna Simpson’s Two Necklines, Roni Horn’s Pair Objects, and Rashid Johnson’s The New Negro Escapist Social and Athletic Club (Emmett). James Meyer’s survey text explores four modes of doubling: Seeing Double through repetition; Reversal, the inversion or mirroring of an image or form; Dilemma, the staging of an absurd or impossible choice; and the Divided and Doubled Self (split and shadowed selves, personae, fraternal doubles, and pairs). Thought-provoking essays by leading scholars Julia Bryan-Wilson, Tom Gunning, W.J.T. Mitchell, Hillel Schwartz, Shawn Michelle Smith, and Andrew Solomon discuss a host of topics, including the ontology and ethics of the double, the double and psychoanalysis, double consciousness, the doppelgänger in silent cinema, and the queer double.

bologna, 6 giugno: “architettura e scultura”. incontro con luisa lambri

Lunedì 6 giugno alle ore 16.00, l’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Bologna ospita un incontro aperto al pubblico dal titolo Architettura e scultura, che vedrà l’artista Luisa Lambri in dialogo con Simone Menegoi.

Luisa Lambri utilizza la fotografia per interpretare, in modo profondamente personale e soggettivo, l’opera di artisti che, come lei, si misurano con lo spazio e la luce, a partire dai grandi architetti modernisti, come Mies Van Der Rohe e Luis Barragán. Dagli edifici di quei maestri, Lambri distilla dettagli minimi e apparentemente marginali, giochi di luce e ombra al limite dell’astrazione.

Nella sua presentazione all’Accademia di Belle Arti di Bologna, in dialogo con Simone Menegoi e nell’ambito del Corso di Filosofia dell’arte, Lambri si concentrerà soprattutto sul suo interesse per la scultura, che l’ha portata nel corso del tempo a fotografare opere di Lucio Fontana, Donald Judd, Lygia Clark e altri importanti autori del XX secolo.

Luisa Lambri (Como 1969, vive a Milano) ha esposto alla Quadriennale di Roma (2020 e 2005), alla Triennale di Cleveland (2018), alla Biennale di Architettura di Chicago (2017), alla Biennale di Liverpool (2010) e alla Biennale di Venezia (Architettura 2010 e 2004; Arte 2003 e 1999). Le hanno dedicato mostre personali il Met Breuer di New York (2017) e l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston (2012), l’Hammer Museum di Los Angeles (2010), il Baltimore Museum of Art (2007), la Menil Collection di Houston (2004) e Kettle’s Yard di Cambridge (2000). Le sue opere sono state esposte in numerose collettive, tra le tante al Carnegie Museum of Art di Pittsburgh (2019 e 2006), alla Tate Modern di Londra (2018), al Museum of Contemporary Art di Chicago (2009). Il lavoro di Lambri è incluso inoltre in diverse collezioni, tra le quali il Museum of Modern Art di San Francisco, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles e il Solomon Guggenheim Museum di New York

La conferenza è ad accesso libero fino a esaurimento posti.

Accademia di Belle Arti di Bologna, Aula Magna, Via delle Belle Arti, 54, Bologna
www.ababo.it

“the collective eye: in conversation with ruangrupa — thoughts on collective practice”

Sandro Ricaldone

THE COLLECTIVE EYE IN CONVERSATION WITH RUANGRUPA
Thoughts on Collective Practice.
Edited by The Collective Eye / Dominique Lucien Garaudel, Heinz-Norbert Jocks,
Emma Nilsson; and Matthias Kliefoth
DISTANZ Verlag, 2022

The documenta fifteen will be curated by a collective for the first time in its history. Another first: the artistic directors come from Asia. ruangrupa is an association of nine friends who unconditionally combine art with their everyday lives as a practice of living and surviving together under the socioeconomic conditions of their native Indonesia. Fourteen other collectives, so-called lumbung members, have been invited to join ruangrupa in transforming Kassel into a new, sustainable ekosistem. Lumbung, the Indonesian term for a communal rice barn, is the starting point for all their activities and also this documenta.

In this volume of the book series Thoughts on Collective Practice ruangrupa talks about their beginnings, the harsh struggle for survival under the Suharto regime in Indonesia, the post-dictatorship euphoria, student protests, punk, and video culture. About their first art projects, maintaining solidary social relationships, the Indonesian tradition of sharing, and their unusual approach to resources.
The autobiographical conversations are supplemented by five exemplary glimpses into ruangrupa’s projects since 2003 and unpublished archival material.

The Collective Eye (TCE), founded 2012 in Montevideo, organizes exhibitions and symposia on collective practice in art. The collective has pursued a partnership with DISTANZ since 2021, publishing the book series Thoughts on Collective Practice as an extended collective between the publishing team and TCE. Their work aims to strengthen polynational dialogues between different collectives as well as between collectives and theorists. The volume of conversations with ruangrupa is the fourth installation in the series.