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due aree distinte (parallele): scritture lineari in prosa (in prosa) e asemic writing (=disegno, non scrittura leggibile)

dalla pagina facebook di Peter Genito, che ringrazio:

Marco Giovenale e le scritture di ricerca. Tra asemic writing e prosa in prosa.

prima parte (di 5) dell’intervista del 19 maggio scorso, inspiegabilmente bloccata e recuperara da Youtube.
Marco Giovenale vive a Roma. Tiene corsi di letteratura. È tra i fondatori di gammm.org (2006). Ha pubblicato poesie e prose. Il suo sito, slowforward.net, è nato nel 2003 e si occupa di ricerca letteraria e verbovisiva.

Indagheremo, nel fugace tempo di una diretta: le scritture di ricerca, la prosa in prosa, i materiali installativi, sul versante della letteratura; e l’asemic writing sul versante artistico / visivo.

https://www.facebook.com/1071977676/videos/1042835123276420/

 

fluxus new york and elsewhere

Sandro Ricaldone

FLUXUS NEW YORK AND ELSEWHERE
edited by Brigitte Hausmann
essays by Thomas Kellein and Dorothee Richter
Distanz, 2022

After the start in Germany in the 1960s, New York became the hub of decentralized activities of the Fluxus movement; many Fluxus artists lived there either permanently or temporarily, numerous events took place there, and many projects were initiated there worldwide. The key figure was George Maciunas (1931-1978), who had a strong influence on theory, program and aesthetics. The exhibits in the exhibition convey the diverse activities of the Fluxus artists and the great generator of ideas and tireless organizer George Maciunas during the New York period. Most of them come from the estate of the avant-garde filmmaker Jonas Mekas, who was a friend of Maciunas’ and ended up in the Noartcollect via the Merrill C. Berman Collection.

claudio costa: ‘evoluzione-involuzione’

Sandro Ricaldone

CLAUDIO COSTA
Evoluzione-Involuzione
a cura di Stefano Castelli
C+N CanepaNeri – Milano
In collaborazione con l’Archivio Claudio Costa
24 maggio – 16 settembre 2022

La galleria C+N CANEPANERI è lieta di presentare nella sua sede milanese Evoluzione-Involuzione, personale dedicata a Claudio Costa (Tirana, 1942-Genova, 1995). L’esposizione, che si inserisce nel processo di riscoperta dell’artista intrapreso negli ultimi anni, si struttura come una piccola retrospettiva che attraversa “a campione” le diverse fasi della sua produzione, dai primi anni settanta agli anni Novanta.
L’allestimento accosta senza soluzione di continuità lavori di diversi periodi per sottolineare la varietà ma anche la coerenza dell’opera di Costa.
Con approccio da ricercatore rigoroso, ma sempre affidandosi al potere della trasfigurazione artistica, Costa toccò ambiti come l’antropologia, l’alchimia, le culture non occidentali e la riscoperta della cultura rurale.
Tuttora sorprendenti e attuali, basate su soluzioni formali che sfidano la precarietà per dar vita a forme inconsuete e aperte, le opere in mostra abbracciano tutti i modi espressivi sperimentati dall’artista: la presentazione di reperti di stampo antropologico, l’atmosfera tribale, l’esotismo, la ricerca analitica, la trasformazione fisica e simbolica dei materiali.
L’opera di Claudio Costa è attraversata da due tendenze parallele e solo in apparenza contrastanti. Lo sguardo puntato su un retroterra culturale sommerso dalla cultura di massa si coniuga con una tendenza marcatamente avanguardista, spregiudicata nell’innovare i linguaggi e i mezzi espressivi senza curarsi dei canoni dominanti.
Il suo concetto di “work in regress”, in particolare, non va inteso in senso nostalgico o passatista, ma come un rinnovamento del nostro sguardo sul presente e sul futuro fondato sul recupero di basi culturali – che si tratti della cultura contadina precedente all’industrializzazione di massa, di culture che un tempo si
definivano “primitive” o della trasmutazione alchemica.
“È la condanna ad evolvere continuamente che segna l’uomo; quella di appartenere al futuro e di crederlo migliore”, scriveva Costa nel suo testo Evoluzione-Involuzione del 1973, del quale la mostra riprende il titolo.
La necessità del progresso a tutti i costi viene dunque contestata dalle sue opere lasciando spazio a una visione comunitaria e progressista, a una coesistenza democratica di epoche, luoghi, persone e oggetti.
Claudio Costa nasce nel 1942 a Tirana ma cresce in Liguria, che diventerà la sua terra d’adozione per tutta la vita, fino
alla scomparsa avvenuta nel 1995 a Genova. La sua biografia è però costellata da numerose e fondamentali esperienze all’estero, dal periodo parigino che lo vede coinvolto nel Maggio francese fino ai viaggi in Africa negli anni Ottanta e Novanta.
Tra le sue affermazioni più importanti si ricorda la partecipazione a Documenta 6, nel 1977 a Kassel. Nel 2020
il Mucem-Museo delle civiltà dell’Europa e del Mediterraneo di Marsiglia, acquisendo due opere storiche, lo inserisce nelle collezioni nazionali francesi. È in preparazione una sua monografia, di imminente pubblicazione presso Silvana Editoriale.

hakim bey (1945-2022)

“RIP Peter Lamborn Wilson (Hakim Bey) 1945-2022. Here, read “T.A.Z.: The Temporary Autonomous Zone, Ontological Anarchy, & Poetic Terrorism” (1985): https://ia800208.us.archive.org/14/items/al_Hakim_Bey_T.A.Z._The_Temporary_Autonomous_Zone_Ontological_Anarchy_Poetic_Terror/Hakim_Bey__T.A.Z.__The_Temporary_Autonomous_Zone__Ontological_Anarchy__Poetic_Terrorism_a4.pdf” (Derek Beaulieu)

TAZ in English: https://ia800208.us.archive.org/14/items/al_Hakim_Bey_T.A.Z._The_Temporary_Autonomous_Zone_Ontological_Anarchy_Poetic_Terror/Hakim_Bey__T.A.Z.__The_Temporary_Autonomous_Zone__Ontological_Anarchy__Poetic_Terrorism_a4.pdf

l’art clandestin: anonymat et invisibilité du graffiti aux arts numériques

Sandro Ricaldone

EMMANUELLE DREYFUS , STÉPHANIE LEMOINE
L’art clandestin
Anonymat et invisibilité du graffiti aux arts numériques
Gallimard, 2022

Ils sont graffeurs, street artistes, hackivistes ou artivistes plus ou moins célèbres. Dans la rue, sur le web ou dans les médias, leurs œuvres sont omniprésentes. Eux, pourtant, avancent à couvert¿: ils créent sous pseudonyme, fuient les journalistes et se protègent derrière toutes sortes de masques.
Dans une société obsédée par la visibilité et le star system, leur discrétion étonne¿: elle semble contradictoire avec la notion même d’espace public.
Pour quelles raisons se rendre invisible ? Que signifie artistiquement et politiquement ce choix ? Quelles sont les formes et ruses de l’invisibilité ? Quels sont les obstacles (juridiques et technologiques notamment) auxquels elle se heurte ? À partir d’entretiens et d’études de cas, L’Art clandestin cerne la diversité de ces artistes sans visage, et souligne à quel point leur position résonne avec des thématiques contemporaines, de la mythologie du super-héros à l’essor de la reconnaissance faciale…

installance 0168: asemic message in a capsule

installance n. : # 0168
type : asemic message in a
 plastic capsule
capsule lenght : ~ cm 2.5
record : highres shot
additional notes : abandoned
date : May 18th, 2022
time : 11:27pm
place :  Neaples, via San Biagio
 dei Librai
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