screening today at the zebra poetry film festival, urania berlin
16h30 dealing with poetry/ umgang mit gedichten
19h: wortbilder, eine zebra lesenacht screenings+readings
an der urania 17, kleistsaal, 2g+
l’usage du mot, 7’46 min (2020)
official selection of the vienna poetry film festival, the monologues & poetry international film fest and the zebra poetry film festival berlin
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Reading and Conversation with the Poets
Jürg Halter (Switzerland) | Florence Pazzottu (France) | Jörg Piringer (Austria) | Cia Rinne (Germany) | Éric Sarner (France)
Hosted by: Daniela Seel
The event languages are German and French, with simultaneous interpretation. German translations of the French poems will be available.
What would a poetry film festival be without poems being read live and the people who write them? We have invited poets from France and the german-speaking countries whose texts are playing an important part in this year’s films. They will be presenting more of their work and giving us an insight into their very own worlds of poetic imagery.
È difficile immaginare che qualcuno viva una vita normale nella Striscia di Gaza: questo documentario irlandese è un meraviglioso ritratto di chi abita in quel luogo, gente comune che vive una vita piena nonostante le macerie causate dal perenne conflitto.
GAZA di Garry Keane e Andrew McConnell, in streaming dal 5 al 7 novembre con #IFFSilverStream
THE VELVET UNDERGROUND
Documentary Film, USA, 2021, 110′
Directed by Todd Haynes
Produced by Todd Haynes, Christine Vachon, Julie Goldman, Carolyn Hepburn, Christopher Clements, David Blackman
Cinematography: Edward Lachman
Edited by Affonso Gonçalves, Adam Kurnitz
Distributed by Apple TV+
Release date July 7, 2021 (Cannes)
The Velvet Underground is a 2021 documentary film directed and produced by Todd Haynes that chronicles the life and times of the rock band The Velvet Underground.
The Velvet Underground was an influential band that arose from the music, art, and film avant-gardes of early-1960s New York City. Although not a commercial success at the time, it had a significant impact on underground, experimental, and alternative music and the development of punk and new wave music. Its core members were Lou Reed, Sterling Morrison, John Cale, and Maureen Tucker. Artist Andy Warhol managed and promoted the band—convincing them to add German singer and model Nico to their line-up. Haynes’s film examines the cultural milieu of the band and its musical and cinematic influences. It tracks the band’s history from formation to the break-up of its original line-up in the early 1970s. Interviews with surviving band members Cale and Tucker and musicians the band influenced are woven with archival music and film material.
Nel panorama dei grandi scrittori e intellettuali italiani del XX secolo, Roberto Roversi è stato uno dei pochi a fare della sua stessa vita il manifesto delle sue scelte politiche e culturali, mantenendosi nell’ombra per poter operare in totale autonomia dall’industria culturale. L’allestimento da parte di una giovane compagnia teatrale del suo testo inedito La macchia d’inchiostro diventa un’occasione unica per compiere una ricerca dentro la stessa “macchia” che è stata posta sulla sua immagine pubblica.
Dietro agli stereotipi si nasconde l’inesausta attività di un uomo, un poeta che ha dedicato tutta la sua vita alla ricerca di vie alternative, libere e indipendenti per fare cultura.
GAMMM è estremamente felice di presentare domani un documentario che si pensava perduto, e che il regista che lo ha realizzato, VITTORIO ARMENTANO, ha potuto reperire grazie alla disponibilità della Cineteca di Bologna. Si tratta di IMAGE IN, video dedicato al lavoro di uno studio pubblicitario, e girato a Londra nel 1969 per la Documento film, con testo di EMILIO VILLA, fotografia di Renato Tafuri, montaggio di Carla Simoncelli, musica di Egisto Macchi.
Il video può essere visto a partire dalle ore 10:00 del 21 settembre (giorno di nascita di Emilio Villa) su https://gammm.org, o sul canale YouTube del sito.
Accompagnano l’opera due interventi inediti: un saggio di Chiara Portesine su Villa e una breve nota sul video di Marco Giovenale. Entrambi leggibili da domani sempre su https://gammm.org
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Un ringraziamento particolare va ad Aldo Tagliaferri, il cui appoggio e sensibilità (per tacere del pluridecennale lavoro su Villa) sono stati fondamentali per condurre alla pubblicazione del video.
«in questi film di notte / si vede come se fosse giorno.»
Corrado Costa Poesie edite e inedite (1947-1991) Opere poetiche II a cura di Chiara Portesine Argolibri
Ora disponibile in libreria
Dopo anni di attesa, grazie al lavoro di ricerca della studiosa Chiara Portesine (curatrice del volume) e al prezioso lavoro di archivio e catalogazione della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, l’opera in versi di Corrado Costa viene raccolta e pubblicata, per la prima volta, in Poesie edite e inedite (1947-1991) dalla casa editrice Argolibri di Ancona, pubblicazione che ricade proprio nel trentennale della scomparsa del noto poeta e artista; il volume, di quasi cinquecento pagine, inserito in un più ampio progetto di pubblicazione dell’opera omnia dell’autore, accoglie tutte le poesie edite in volume, dallo Pseudobaudelaire (1964), esordio poetico di più ampia fattezza civile, passando al manuale erotico (così lo presentava Adriano Spatola) e parasurrealista di Le nostre posizioni (1972), sino alla magia filmica della parola poetica di The complete films (1983) (“preferirei essere inserito nella categoria cinema, e non in quella poesia”, soleva dire lo stesso Costa), quelle sparsamente distribuite in rivista dagli anni ’40 agli anni ’90, e una corposa, preziosissima, sezione di inediti, tra cui le brevi raccolte Pseudo-pseudobaudelaire, Tutto il cinema di Corrado Costa. Poemi in bianco e nero e poesie a colori , e la riproduzione fotografica della splendida “poesia-collage” Data una superficie d’acqua. Nell’appendice sono inoltre presenti molti interventi critici, oltre all’introduzione firmata da Aldo Tagliaferri, che ha sempre accompagnato negli anni l’operato di Costa (anche in viaggi inimmaginabili, come quello nella Libia di Gheddafi, citato nel testo), tra cui gli scritti di Milli Graffi, Marco Giovenale, Gian Luca Picconi, un ricordo di Paul Vangelisti, traduttore dell’opera del poeta in lingua inglese, la nota di Giulia Niccolai, che, con Adriano Spatola e lo stesso Costa, diede vita ad una delle più incredibili fucine artistiche e culturali del secondo novecento italiano, proprio presso la casa-officina di Mulino di Bazzano, mentre un ritratto in versi del poeta, riportato in quarta di copertina, è dovuto al compianto Nanni Balestrini, amico e sodale di tante iniziative, opere a quattro mani e due voci, e di memorabili scorribande poetiche.
Il volume si propone come contributo alla storicizzazione e alla lettura critica delle artiste italiane in relazione al cinema sperimentale e alle arti elettroniche, dalla seconda metà degli anni Sessanta a oggi, con particolare attenzione ai temi dello sguardo femminile inteso come antiegemonico e sovversivo, del ruolo delle donne negli apparati produttivi, della specificità dell’autorialità femminile. I saggi – dedicati a Daniela Bertol, Giosetta Fioroni, Ida Gerosa, Laura Grisi, Federica Marangoni, Martina Melilli, Marisa Merz – e le interviste a Pia Epremian De Silvestris e Rosa Foschi si concentrano su casi studio particolarmente significativi per riflettere attorno ai temi dell’autobiografia, dell’autorappresentazione, delle genealogie e, per attrazione o distanza, della dimensione simbolica femminile nonché della politicità, in un’angolatura – quest’ultima – che problematizza la militanza.
HOPE IS A CHAIN OF SUBMISSION (Partie I) Une proposition de Stéphanie Moisdon
Avec les œuvres de Marion Scemama, Sturtevant, Bernadette Corporation & Dominique Gonzalez-Foerster
« Hope is a chain of submission », cette phrase qui a valeur de manifeste résonne avec force dans l’essai sur David Wojnarowicz de Marion Scemama. Elle affecte et innerve l’ensemble de cette sélection proposée par Stéphanie Moisdon, centrée sur des œuvres complexes, ni documentaires, ni fictives. Toutes font différemment l’expérience du chaos, d’un monde qui n’est jamais donné, traversé par les tensions de la révolte et du vivant, du sexe et de la pensée, habité par des figures enragées. Parce qu’il fallait se demander comment revoir ou faire voir ces expériences filmiques qui mobilisent le concept de rage, d’amour, de lutte, de disparition et à travers elles, envisager le contemporain de la crise comme le site d’élaboration non-linéaire d’un temps collectif historique. Les films présentés sont :