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Fine della notizia
Lettera Internazionale, # 109
slowforward su networked blogs
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http://www.networkedblogs.com/blog/slowforward
Cartografie dell’immaginario
Cartografie dell’immaginario
di Laura Canali e Camilla Miglio
la manifestazione
precisando [replica]
da un post del 2010
[http://slowforward.wordpress.com/2010/09/04/precisando]
precisando quanto scritto qui, aggiungo:
il “sistema generale” in cui tutti paiono dialogare o discutere è quello per cui
lettori = pubblico
e dunque +lettori = +pubblico
di pubblico si parla in un contesto (quasi esclusivamente) spettacolare. o divenuto molto fortemente spettacolare. questo contesto è o è stato vincente tra gli anni ’50 e oggi. dominante.
la carta stampata (giornali, riviste, libri), la “pubblicazione” in forma di pubblicità, il cinema e la televisione sono tutt’ora vincenti.
e dunque la riflessione di Andrea in questo post – e i suoi più che ragionevoli timori sul rischio di lasciare al nemico un terreno simile (il terreno dominante, il contesto dello spettacolo) – valgono in un ambito in cui è il pubblico-massa a dominare (=essere dominato), fare opinione (=farsene vendere o regalare una), decidere, farsi influenzare, votare, mandare i figli in una scuola o in un’altra, far dire le cose ai “comunicatori di massa”, insistere perché parlino e straparlino, votarli, farsi dare indicazioni da loro, far dare dritte e interi flowchart di istruzioni (o riferirle, trasmetterle) ai propri figli, eccetera.
ma. una prospettiva anarchica non irrealizzabile e già effettiva in mezzo pianeta spezza di fatto il panorama della massa e massificazione – e dello spettacolo – in schegge differenti. divergenti. concretamente altra cosa.
un numero molto alto di persone (a mio avviso milioni) fonda o forma o attraversa microcomunità. si può parlare di reti ed eterotopie, di web come di comunità rurali e cittadine singole, di insiemi eterogenei di gruppi non riassorbiti dal sistema spettacolare, ma non soltanto di questi. non solo casolari sperduti in campagna, da cui guardare l’orizzonte con lo schioppo carico.
se sempre più si parla e non si ciarla di agricoltura biologica, tentativi di comunità effettive (laboratori ne sono stati i centri sociali, ma non esistono solo quelli), comunità di artisti fuori dagli schemi (penso a Jim Leftwich e al suo Roanoke Collab Festival, in Virginia, o a Dirk Vekemans e al suo Klebnikov Carnaval, in Belgio) non si parla di puntini isolati sulla mappa del mondo. (adesso mi viene in mente anche John Bennett, e il suo lavoro ultradecennale per la Ohio State University, esemplare).
bon. la Camera verde, a Roma, ha diverse migliaia di frequentatori. e si vedrà meglio, questo, l’11 settembre a Tuscania.
se il sistema della comunicazione va sganciandosi dal generalissimo generalismo che abbiamo conosciuto e che (non nego) qui da noi ancora domina, non è soltanto per via di azioni di disturbo interne al sistema. anche se non intendo in nessun modo negare che anche quelle siano necessarie, e portino effetti (e siano ‘esempi’, anche). ok.
ma. dire il sistema sta cambiando, o meglio metamorfosando, non significa ingenuamente stornellare un derivato tardivo “the times they are a changin”. semmai vuol dire guardarsi intorno e vedere e riconoscere che di microcomunità, di persone che nemmeno hanno il televisore in casa, che vivono quasi tutta la loro esistenza fuori dai confini di una normalità, è pieno il pianeta, e di gente fuori dalle regole del mercato spettacolare fortunatamente è tessuta non solo una nicchia analogica e low-fi, ma tante situazioni tecnologicamente agguerrite, e presenti e attive nel tessuto sociale reale. (che non è quello rappresentato dai quotidiani, di sinistra o meno).
se quotidiani e accademia e regesti patinati non si occupano o non si occuperanno mai di wooster collective (attenzione: parlo di murales, di artisti, qui: non letteratura), o di sten, che non linko, sarà un problema di quotidiani e accademia e regesti, non delle migliaia e migliaia di persone che vivono nelle microcomunità, che poi “micro” non sono affatto.
vorrei che fosse più forte e costante l’attenzione verso queste esperienze. verso luoghi non dominati, e proprio anzi fuori campo. perché non sono dominati dallo spettacolo, ma “hanno campo”: il cellulare prende. c’è connessione. e anzi: proprio perché c’è connessione raccolgono consensi, persone, uniscono, fabbricano cose.
Punto critico a settembre
settembre 2011
- Stefano Raimondi, Il silenzio azzurro. Tratti di ‘utopia’ possibile e impossibile in poesia
- Isabella Mattazzi, Maschere e manichini. Su Julius von Schlosser, Storia del ritratto in cera, Quodlibet
- Vito M.Bonito, Voce residua. Improvviso per Giuliano Mesa
- Elena Frontaloni, Pasolini e Manzoni: 26 agosto 1973
- Gianluca D’Andrea, Il dono alto dell’apertura: “Lettere nomadi” di Luciano Neri (Puntoacapo, 2010)
- Andrea Inglese, Mesa e Di Ruscio: dittico degli insubordinati
- Marco Giovenale, L’ormai attestata egemonia degli autori sperimentali in Italia
- Marco Berisso, Federico Sanguineti, 1-23, con una postfazione di Tommaso Ottonieri, Napoli, Edizioni d’If, 2011
- Andrea Inglese, Jean-Jacques Viton. L’esplorazione dei resti
- Federico Federici, Oscurato (su “Entrata nel nero” di Ranieri Teti)
- Gianluca D’Andrea, La verità del negativo. Recensione a Gabriel Del Sarto, “Sul vuoto” (Transeuropa, 2011)
- Stefano Zangrando, “13 storie inospitali” di Hans Henny Jahnn
- Francesco Pontorno, Per la poesia di Carlo Bordini
gammm gennaio – ottobre 2011
– john baldessari. the pencil story. 1972-73 [26-05-2011 .en]
– daniele bellomi. ebook: per forza di cose. 2011 [25-09-2011 .it]
– nicolas bourriaud. da estetica relazionale. 2010 [30-09-2011 .it]
– stan brakhage. cat’s cradle. 1959 [10-07-2011]
– stan brakhage. mothlight. 1964 [07-08-2011]
– gregory burnham. subtotals. 1989 [29-08-2011 .en]
– william s. burroughs. da una lettera a allen ginsberg. 1960 [21-04-2011 .it]
– william s. burroughs. towers open fire. 1963 [04-06-2011]
– luis camnitzer. this is a mirror…. 1966–1968 [16-07-2011 .en]
– germano celant. da inespressionismo. 1988 [17-02-2011 .it]
– yves citton. sette proposizioni sulla competenza letteraria. 2011 [10-10-2011 .it]
– corrado costa. vita di lenin. 1983 [11-08-2011 .it]
– rachel defay-liautard. ffwd. 2010 [01-01-2011 .en]
– brian dettmer. three works. 2010 [06-10-2011]
– marcel duchamp intervistato da pierre cabanne. da ingénieur du temps perdu [03-03-2011 .it]
– greg evason. popular. 2010 [06-01-2011 .en / .it]
– emilio fantin. ebook: seduto. 2010 [17-03-2011 .it]
– vernon frazer. bordered quest(ion) [14-07-2011 .en]
– francesca genti. da la febbre (cap. 1). 2011 [19-05-2011 .it]
– marco giovenale. cambio di paradigma. 2010 [10-02-2011 .it]
– michael jacobson. 2 pieces from action figures. 2008 [06-06-2011]
– ferdinand krivet. rundscheibe XIV. 1964 [31-03-2011]
– gérard-georges lemaire (e brion gysin). cut-up. 1983 [07-04-2011 .it]
– domenico lombardini. discorso sul feticcio. 2010 [20-01-2011 .it]
– laura marcheschi. scrittura. 1967 [21-07-2011]
– rosa menkman. collapse of pal. 2011 [16-05-2011]
– manuel micaletto. ebook: a vario titolo. 2011 [21-08-2011 .it]
– filippo minelli. twitter. 2010 [10-01-2011]
– filippo minelli. flags. 2010 [03-04-2011]
– magdalo mussio. da in pratica. 1967 [18-08-2011]
– om (martino oberto). letter [da “tool”, n.1]. 1965 [28-04-2011]
– adriano padua. schema. 2009 [24-02-2011 .it]
– charles pennequin. da bibi (incipit). 2002 [07-07-2011 .fr]
– patrick playter hartigan. constitutions. 2010 [03-02-2011 .en]
– richard prince. eleven conversations. 1976 [02-09-2011 .en]
– steve roggenbuck. 4 poster poems. 2011 [13-10-2011 .en]
– xavierik rzsekprra. ebook: zsw-m. 2010-11 [23-07-2011 .en]
– vanni santoni. 999 rooms, 34-66: rooms of experience [04-07-2011 .en]
– leslie scalapino. da hmmm. 1976 [09-09-2011 .it]
– sei shônagon. da note del guanciale. 1001-1010. I [10-06-2011 .it]
– sei shônagon. da note del guanciale. 1001-1010. II [23-06-2011 .it]
– claude simon. da la battaglia di farsalo (incipit). 1969 [24-03-2011 .it]
– sergio soda star. io come spam. 2010. I [10-03-2011 .it]
– sergio soda star. io come spam. 2010. II [12-05-2011 .it]
– aldo spinelli. looping 30. 1976 [16-06-2011 .it]
– mark tichner. be real. 2008 [28-07-2011 .en]
– unknown. engravings in the “trois frères” cave. 12000-13000 b.c. [16-09-2011]
– paolo valesio. da ascoltare il silenzio. 1986 [27-01-2011 .it]
:
…and more:
terry wilson e/su brion gysin [14-04-2011], carlo dossi [05-05-2011], j.m.bennett: opeb [02-06-2011], five years of gammm [29-06-2011], carl baker [04-08-2011], due link per ricordare giuliano mesa [25-08-2011]
replica _ La nuova prosa ‘versus’ il Sempreuguale. (Note su G. Bortolotti: “Tecniche di basso livello”)
Sembra evidente, a chi osserva con attenzione una nuova onda di pagine attiva non solo in rete (principalmente via blog) ma anche in canali di editoria cartacea innovativa/coraggiosa, come ormai si stiano diffondendo perfino in Italia, dopo Francia e Stati Uniti, alcune benefiche naturalissime tipologie di scrittura non strettamente narrativa e neppure però vincolata al vetusto “poème en prose”. Si tratta di vie nuove che in sintesi potrebbero essere ricomprese (forzandone l’accezione originaria) sotto la definizione, assai felice, di prosa in prosa, che si deve a Jean-Marie Gleize. (E che, oltrepassando le intenzioni dell’autore, potrebbe essere essere applicata, si suggerisce, a numerosi e diversissimi esperimenti).
Attenzione: “sembra” evidente. L’apparenza inganna: non si stanno sviluppando ora: va semmai detto che solo in anni recenti paiono trovare finalmente terreno ricettivo, interlocutori, editori, nuovo pubblico: e questo fatto dunque, questo ascolto di oggi, riverbera su di loro alcuni indici e luci di “novità”. Novità ci sono, evidenti, e ne parleremo qui; e però vanno rilevati in incipit anche i legami con una stagione solida di avanguardie (gli anni dei Novissimi, per dire) che, a differenza di quanto accaduto altrove, sembravano fino a ieri in Italia spezzate, interrotte per varie ragioni. (Tra tante, la morte in meno di un ventennio di riferimenti nodali come Porta, Spatola, Costa, Reta, Vicinelli, Villa, Rosselli; e la conversione alla parola innamorata di molti sperimentatori, cascati a testa in giù nel bel canto).
Ma ecco una grossa differenza: se pure l’attuale nuova prosa prosegue con sue proprie connotazioni una linea di ricerca comunque nota, lo fa, adesso, abbracciando in pieno e con gusto una ‘fredda’, netta e lucida poetica della chiarezza, e dell’azzeramento dei codici retorici, del significante, dei suoni in eco, ricusando con ciò quella “poetica del gingillo” linguistico (per dirla con Christophe Hanna) che ha variamente attraversato il secolo del messaggio poetico, il secolo di Jakobson. (Azzeramento che appare allora figlio di Partita, di Porta, o del Diario ottuso della Rosselli, o degli antiromanzi di Isgrò, più che delle colate laviche di Villa, Cacciatore, Toti).
La nuova prosa è Continua a leggere
Sabato 15 ottobre, Camera verde: “Ferreri spagnolo”, di Stefania Parigi
Su “Semicerchio”: recensione a Shelter e a Storia dei minuti
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in «Semicerchio», n. XLIII, fasc. 2010(2), lug. 2011, pp. 103-104:
Cecilia Bello Minciacchi, recensione a Shelter (Donzelli)
Daniele Claudi, recensione a Storia dei minuti (Transeuropa)
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