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ex.it a roma tre il 19 novembre 2013

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Dipartimento di Studi Umanistici – Università Roma Trevia Ostiense 234-236 (metro B Marconi)
Aula 2 del dipartimento di studi umanistici –  piano I area Italianistica, ore 17:00 – 19:00. Proseguono gli incontri nell’ambito dei seminari di Critica letteraria organizzati dal dott. Ugo Fracassa:

Martedì 19 novembre 2013: Tra ricerca e rielaborazione.
Analisi e storia delle forme sperimentali nella poesia e nella prosa contemporanee, e dei loro legami con la tradizione letteraria del Novecento italiano ed europeo.
Relatori: Luigi Severi e Simona Menicocci.

Martedì 3 dicembre 2013: Il rapporto parola-immagine.
Dialoghi e sovrapposizioni tra differenti ambiti artistici. Altre possibilità di scrittura in alcune esperienze italiane e straniere tra linguaggi verbali, multimediali e audiovisivi.
Relatori: Mariangela Guatteri e Giulio Marzaioli.

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Su facebook:
https://www.facebook.com/events/578140918911610/

Locandina:
http://slowforward.files.wordpress.com/2013/11/locandina-exit-a-romatre.pdf

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Incontro già svolto:

Martedì 22 ottobre 2013: Le nuove scritture.
Inquadramento di EX_IT, come evento complesso e possibile caso di nuova iniziativa auto-organizzata nell’ambito delle scritture italiane di ricerca, in rapporto al contesto francese e anglofono degli ultimi decenni. Riferimenti all’editoria italiana attuale. Relatore: Marco Giovenale.

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ottobre su punto critico

la sperimentazione (non) romanzata

Leggo in rete (e ne ricevo tag che mi coinvolgono, ignoro perché) post sul “romanzo”, la sperimentazione, e temi simili. Non so se la cosa può interessare i tagganti, ma da qualche tempo la penso così: http://gammm.org/index.php/2007/05/02/opera-disfatta/.

Tolto il romanzo dal quadro, aggiungo che sulla persuasione che la sperimentazione non esista, o abbia spazi residuali se non nulli, e zero mercato, come leggo in altri interventi, ho (daccapo, e daccapo inutilmente) già scritto qui: http://slowforward.wordpress.com/2013/07/10/un-errore-diffuso/.

 

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cantiere: bruno snell, eraclito

Già Schleiermacher (fr. 10 della sua numerazione, p.333) traduce: “Il signore, il cui oracolo si trova presso i Delfii (sic), non spiega né nasconde ma accenna (deutet an)”. E da allora questa traduzione: “accenna” si è conservata. Ma così la proposizione non presenta una contraddizione? Se Apollo “accenna” soltanto, allora evidentemente esiste per lui un’effettiva univocità che per una qualche considerazione egli tace: dunque egli nasconde qualcosa. Ma Eraclito dice esplicitamente che egli non nasconde nulla. E poi semaíno non significa mai “accennare”. Esso significa: dare un segno. Del resto esso viene impiegato anche con particolare riferimento a segni divini. Ma qui cosa potrà significare questo: egli dà un sema?

Si richiami soltanto alla memoria di quale specie erano gli oracoli cui Eraclito può riferirsi. In Erodoto leggiamo che quando a Delfi Creso si informò sulla progettata campagna contro i Persiani, gli fu fatta la seguente profezia (Erodoto, I 53): “se tu oltrepassi l’Ali, distruggerai un grande impero”. Questo è un tale […] oracolo “a doppio taglio e a due facce” (come dice una volta Luciano, Juppiter Tragoedus 43) che non esprime chiaramente ma neppure nasconde, bensì – questo è decisivo – che dà il senso e il senso contrario. La risposta del dio presenta un sema, un simbolo, che semplicemente c’è.

E semaínein è il termine proprio per “significare” (bedeuten). Qui abbiamo il collegamento con il logos di Eraclito. Anche il logos, il senso, semaínei, non parla univocamente come il nume ma neppure nasconde nulla, bensì c’è in quanto sema e “significa”. Questo logos è effettivamente simbolo del mondo, poiché anch’esso semplicemente c’è, indifferenziato e unitario, come l’universale.

I giovani pescatori che si cercavano i pidocchi si sono rivolti all’indirizzo di Omero in questo modo (fr. 56): “quante cose abbiamo viste e prese, tante lasciamo; quante non ne abbiamo né viste né prese, tante con noi rechiamo”. Ma Omero non ha intuito il doppio senso, così come Creso non ha compreso la duplicità di senso dell’oracolo. E così anche gli uomini si lasciano ingannare dalla gnosis ton phaneron (conoscenza delle cose evidenti). La storia che narra come Omero sia morto di disperazione per la sua confusione di fronte a questa proposizione di sicuro non è granché spiritosa. Ma Eraclito la riprende, perché è un esempio semplice e ben conosciuto per ciò che considera come l’essenziale del logos. Chi nel linguaggio non vede nient’altro che uno strumento, per fissare e trasmettere una determinata conoscenza, non comprenderà mai qualcosa del senso profondo del mondo, così come esso appare nel linguaggio, e del significato autentico del logos. In Eraclito, quindi, la predilezione per i giochi di parole non è mai soltanto uno scherzo spiritoso, bensì un richiamo costante a questa singolare essenza duplice del logos, che ha significato univoco e tuttavia duplice.

Bruno Snell, Die Sprache Heraklis (1926)
Tr.it. di B.Maj: B.S., Il linguaggio di Eraclito, Corbo, Ferrara 1989, pp. 24-26

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cosa succede in città?

Incontri all’Università RomaTre, dal 22 ottobre, cioè da domani: http://slowforward.wordpress.com/2013/10/17/ex-it-alluniversita-roma-tre-il-22-ottobre-19-novembre-3-dicembre-2013/

Nascita della collana SYN: http://slowforward.wordpress.com/2013/10/18/nasce-syn-nuova-collana-di-scritture-di-ricerca/

Corrado Costa a Reggio il 25 ottobre: http://benwayseries.wordpress.com/2013/10/15/benway-corrado-costa-planisfero-2013-biblioteca-panizzi/

Figurina enigmistica a Bologna il 26 ottobre: http://slowforward.wordpress.com/2013/10/17/syn-1-mariangela-guatteri-figurina-enigmistica-presentazione-a-bologna-il-26-ottobre/

Post sulla “scrittura di ricerca”: qui, qui e – sinteticamente – qui (come tag).

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