Archivi categoria: kritik

texts by rosa menkman

glitch studies manifesto
http://rosa-menkman.blogspot.it/2010/02/glitch-studies-manifesto.html

a vernacular of file formats
http://rosa-menkman.blogspot.it/2010/08/vernacular-of-file-formats-2-workshop.html

the glitch moment(um)
http://networkcultures.org/wpmu/portal/publications/network-notebooks/no-04-the-glitch-momentum/

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appena due link per leggere alcuni autori francesi

Collobert: in Nazione indiana

Blaine, Deluy, Ponge, Suchère + testi di L.Magno e A.Inglese: alfabeta2 n. 24

Alferi, Cadiot, Espitallier, Game, Gleize, Hanna, Tarkos: in Itinera

Quintane: in Nazione indiana

Houser: in Nazione indiana, qui e qui

Viton: in Nazione indiana

Hocquard, Portugal, Tarkos: in Nazione indiana

Dubois, Suchère: in Nazione indiana

e ovviamente su gammm

(una selezione di link qui)

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su “spatial practices”, di cecilia guida

Cecilia Guida,
Spatial PracticesFunzione pubblica e politica dell’arte nella società delle reti (Franco Angeli, 2012):
recensione @ http://www.alfabeta2.it/2013/07/21/spatial-practices/

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un network possibile _ [replica]

post aggiornato: qui: http://slowforward.wordpress.com/2012/09/24/net-sperimentazioni/

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asemic-net _ http://asemic-net.blogspot.com

asemic googlegroup _ https://groups.google.com/group/asemic

benway serieshttp://benwayseries.wordpress.com/

benway series @ facebookhttps://www.facebook.com/BenwaySeries

bgmolehttp://bgmole.wordpress.com/

compostxthttp://compostxt.blogspot.it/

differxhttp://differx.blogspot.it/

differx.ithttp://www.differxit.blogspot.com/

differx net/project _ http://slowforward.wordpress.com/2011/11/01/differx/

du-champ _ http://du-champ.blogspot.com   Continua a leggere

“volumen” / ugo locatelli

http://www.lafeltrinelli.it/products/9788868552787/Volumen_dialogo_fra_pensiero_e_immagine/Locatelli_Ugo.html

http://www.bookrepublic.it/search/?query=volumen+ugo+locatelli

http://www.libreriauniversitaria.it/c_power_search.php?shelf=EIT&q=volumen+ugo+locatelli&submit_search_top=

http://ebook.unita.it/idol2/result/?dir=desc&order=relevance&q=Volumen+dialogo+fra+pensiero+e+immagine Continua a leggere

paolo zublena su gherardo bortolotti (e in fondo su varie esperienze di scrittura)

P.Zublena su Tecniche di basso livello, e (direi, anche, più in generale) sulla low-fi (lobit, anche? forse sì) e sulla sostanza (e volontà di) low-res di tanto ma tanto lavoro (di bgmole e di tutto l’ensemble gammm) in rete:

[…] Siccome nel titolo si parla di tecniche (con un accenno, si direbbe, rematico all’operazione estetica messa in pratica), appare più verosimile che il riferimento sia alle tecniche lo-fi (low fidelity) di registrazione del suono (presenza di distorsione armonica, di disturbi della frequenza ecc.) che – inizialmente mero effetto di limiti tecnici e di budget – hanno contribuito allo sviluppo di estetiche della bassa qualità nella musica popolare indipendente, in cui l’imperfetta qualità del suono è parte integrante dell’intenzione estetica […]

da: http://puntocritico.eu/?p=5161

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l’atto del vedere di stan brakhage

Centro culturale LA CAMERA VERDE
Roma
Giovedì 18 luglio 2013 – ore 19:30

presentazione del libro

IL CUORE DELL’ESSERE E IL PENSIERO SENSIBILE
L’ATTO DEL VEDERE DI STAN BRAKHAGE

a cura di
Toni D’Angela

introduzione di
Nicole Brenez

opere di
Matias Guerra

con una nota di
Giovanni Andrea Semerano

(Collana Il Cinematografo)

Centro Culturale
LA CAMERA VERDE
via Giovanni Miani 20, Roma
www.lacameraverde.com

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caliandro (su alfabeta2)

È questa la natura distopica del presente italiano, come lo stiamo (ri)conoscendo. La potete verificare, in fondo, praticamente in ogni situazione pubblica – meglio ancora se di carattere culturale. Un evento culturale-tipo: sul palco, individui 50-60enni sentenziano su problemi epocali che loro stessi hanno contribuito a creare e sproloquiano di argomenti che generalmente conoscono pochissimo, su cui hanno al massimo un’infarinatura obsoleta e un livello di informazione rudimentale e scadente (i social network; il futuro dell’editoria; lo stato del romanzo; il degrado del patrimonio culturale; il coma del cinema italiano; l’erosione dei diritti; l’antipolitica e la fuga dalla politica; la “piaga” del precariato…).

Gli individui 50-60enni sono ammirati dal pubblico, laggiù, composto da spettatori-consumatori quasi sempre della stessa età. Sullo sfondo, nelle posizioni meno visibili, più oscure e degradanti, i giovani 20-30enni fanno funzionare la macchina: sono i “macchinisti” e i “fuochisti” che mandano avanti la baracca, che fanno tutto ciò che serve a mettere in piedi i “megaeventi-culturali-con-protagonisti-e-pubblico-adorante” (e ne hanno le competenze, faticosamente acquisite e destinate con ogni probabilità a rimanere sottoimpiegate: progettazione, organizzazione, elaborazione dei contenuti, comunicazione).

da: http://www.alfabeta2.it/2013/07/02/la-nostra-distopia-culturale/