http://www.roots-routes.org/
ISSUE§
Anno III, n. 11 Speciale 55ma Biennale di Venezia
www.roots-routes.org
INDICE:
La memoria in scala 1:1 When attitudes became form
alla Fondazione Prada a Venezia
di Viviana Gravano
[…] continua qui
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ISSUE§
Anno III, n. 11 Speciale 55ma Biennale di Venezia
www.roots-routes.org
INDICE:
La memoria in scala 1:1 When attitudes became form
alla Fondazione Prada a Venezia
di Viviana Gravano
[…] continua qui
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glitch studies manifesto
http://rosa-menkman.blogspot.it/2010/02/glitch-studies-manifesto.html
a vernacular of file formats
http://rosa-menkman.blogspot.it/2010/08/vernacular-of-file-formats-2-workshop.html
the glitch moment(um)
http://networkcultures.org/wpmu/portal/publications/network-notebooks/no-04-the-glitch-momentum/
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Collobert: in Nazione indiana
Blaine, Deluy, Ponge, Suchère + testi di L.Magno e A.Inglese: alfabeta2 n. 24
Alferi, Cadiot, Espitallier, Game, Gleize, Hanna, Tarkos: in Itinera
Quintane: in Nazione indiana
Houser: in Nazione indiana, qui e qui
Viton: in Nazione indiana
Hocquard, Portugal, Tarkos: in Nazione indiana
Dubois, Suchère: in Nazione indiana
e ovviamente su gammm
(una selezione di link qui)
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Cecilia Guida,
Spatial Practices. Funzione pubblica e politica dell’arte nella società delle reti (Franco Angeli, 2012):
recensione @ http://www.alfabeta2.it/2013/07/21/spatial-practices/
_
post aggiornato: qui: http://slowforward.wordpress.com/2012/09/24/net-sperimentazioni/
§
asemic-net _ http://asemic-net.blogspot.com
asemic googlegroup _ https://groups.google.com/group/asemic
benway series _ http://benwayseries.wordpress.com/
benway series @ facebook _ https://www.facebook.com/BenwaySeries
bgmole _ http://bgmole.wordpress.com/
compostxt _ http://compostxt.blogspot.it/
differx _ http://differx.blogspot.it/
differx.it _ http://www.differxit.blogspot.com/
differx net/project _ http://slowforward.wordpress.com/2011/11/01/differx/
[scribd id=147848951 key=key-16y91bj2miatbo9xws7w mode=scroll]
§
per richieste: ilverri [at] tiscali.it
“dialogo avvenuto negli anni in cui realizzava il progetto àkusma, uno dei primi esempi di creazione di una
rete di poesia e critica militante, prima che la vera rete cambiasse tutto questo” (L. Magazzeni)
http://puntocritico.eu/?p=5678
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P.Zublena su Tecniche di basso livello, e (direi, anche, più in generale) sulla low-fi (lobit, anche? forse sì) e sulla sostanza (e volontà di) low-res di tanto ma tanto lavoro (di bgmole e di tutto l’ensemble gammm) in rete:
[…] Siccome nel titolo si parla di tecniche (con un accenno, si direbbe, rematico all’operazione estetica messa in pratica), appare più verosimile che il riferimento sia alle tecniche lo-fi (low fidelity) di registrazione del suono (presenza di distorsione armonica, di disturbi della frequenza ecc.) che – inizialmente mero effetto di limiti tecnici e di budget – hanno contribuito allo sviluppo di estetiche della bassa qualità nella musica popolare indipendente, in cui l’imperfetta qualità del suono è parte integrante dell’intenzione estetica […]
da: http://puntocritico.eu/?p=5161
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Come vendere centomila copie (ed essere infelici)
in alfapiù, società
Giampaolo Simi :
http://www.alfabeta2.it/2013/07/15/come-vendere-centomila-copie/
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Centro culturale LA CAMERA VERDE
Roma
Giovedì 18 luglio 2013 – ore 19:30
presentazione del libro
IL CUORE DELL’ESSERE E IL PENSIERO SENSIBILE
L’ATTO DEL VEDERE DI STAN BRAKHAGE
a cura di
Toni D’Angela
introduzione di
Nicole Brenez
opere di
Matias Guerra
con una nota di
Giovanni Andrea Semerano
(Collana Il Cinematografo)
Centro Culturale
LA CAMERA VERDE
via Giovanni Miani 20, Roma
www.lacameraverde.com
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…
È questa la natura distopica del presente italiano, come lo stiamo (ri)conoscendo. La potete verificare, in fondo, praticamente in ogni situazione pubblica – meglio ancora se di carattere culturale. Un evento culturale-tipo: sul palco, individui 50-60enni sentenziano su problemi epocali che loro stessi hanno contribuito a creare e sproloquiano di argomenti che generalmente conoscono pochissimo, su cui hanno al massimo un’infarinatura obsoleta e un livello di informazione rudimentale e scadente (i social network; il futuro dell’editoria; lo stato del romanzo; il degrado del patrimonio culturale; il coma del cinema italiano; l’erosione dei diritti; l’antipolitica e la fuga dalla politica; la “piaga” del precariato…).
Gli individui 50-60enni sono ammirati dal pubblico, laggiù, composto da spettatori-consumatori quasi sempre della stessa età. Sullo sfondo, nelle posizioni meno visibili, più oscure e degradanti, i giovani 20-30enni fanno funzionare la macchina: sono i “macchinisti” e i “fuochisti” che mandano avanti la baracca, che fanno tutto ciò che serve a mettere in piedi i “megaeventi-culturali-con-protagonisti-e-pubblico-adorante” (e ne hanno le competenze, faticosamente acquisite e destinate con ogni probabilità a rimanere sottoimpiegate: progettazione, organizzazione, elaborazione dei contenuti, comunicazione).
…
da: http://www.alfabeta2.it/2013/07/02/la-nostra-distopia-culturale/