Archivi categoria: segnali e azioni

un’idrologia di villa-craia-cegna in esposizione @ catap (macerata)

Questo pianeta testuale o Sfera Idrologica è uno dei primi esemplari firmati da Emilio Villa sul finire degli anni Sessanta. Sarà esposto presso la libreria Catap (Macerata, piazza Mazzini 63c) solo per questa domenica 7 novembre, in occasione del finissage della mostra Crepita la carta. Libri e vertigini di Emilio Villa che si terrà all’auditorium della Biblioteca Mozzi Borgetti alle ore 17:00.

«Le Idrologie o Sfere critiche da noi pensate eseguite sono da considerare come aperture pedagogiche da cui possa prendere avvio la manovra di un trapianto compianto ideologico da eseguire sopra la sterilità dei meccanismi linguali, veicoli (glutini, pollini) se non fonte di frustrazione e stupidità: un trapianto dall’esito chimerico, forse anzi teratologico; ma, comunque, improrogabile»

Villa-Craia-Cegna

roma, 14 novembre, villa torlonia: lettura di testi di carlo bordini, a un anno dalla scomparsa

Il 14 novembre, a Villa Torlonia, alcuni autori si riuniscono per leggere poesie e prose di Carlo Bordini, a poco più di un anno dalla sua scomparsa.

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“l’enigme autodidacte” @ mamc – musée d’art moderne et contemporain de saint-étienne métropole

Sandro Ricaldone

L’ENIGME AUTODIDACTE
Commissaire Charlotte Laubard
MAMC Musée d’Art Moderne et Contemporain de Saint-Etienne Métropole
rue Fernand Léger – 42270 Saint-Priest-en-Jarez – France

9 octobre 2021 – 3 avril 2022
mamc.saint-etienne.fr/fr/expositions/lenigme-autodidacte
Artistes:
Georges Adéagbo, Horst Ademeit, Raymonde Arcier, Marcel Bascoulard, Ben, Adelhyd van Bender, Guillaume Bijl, Irma Blank, Alighiero Boetti, Christian Boltanski, Marcel Broodthaers, Frédéric Bruly-Bouabré, Sophie Calle, Maurizio Cattelan, Ferdinand Cheval, Roberto Cuoghi, Henry Darger, Justine Emard, Robert Filliou, Richard Greaves, Chauncey Hare, Seydou Keïta, Bodys Isek Kingelez, Yves Klein, Emma Kunz, Jean Le Gac, Gianni Motti, Tania Mouraud, Arnold Odermatt, Francis Palanc, Présence Panchounette, Gianni Piacentino, Carol Rama, Jean-Pierre Raynaud, Carole Roussopoulos, Jean-Michel Sanéjouand, Judith Scott, Ceija Stojka, Miroslav Tichý, Jeanne Tripier, Wendy Vainity, Galaxia Wang, George Widener, Adolf Wölfli.

Souvent célébré comme une sorte de génie formé à “l’école de la vie” dont l’œuvre singulière est advenue en dépit d’un apprentissage professionnel qui lui a fait défaut, l’autodidacte interroge et met au défi nos conceptions de l’art. Intitulée L’Énigme autodidacte, l’exposition entend revenir sur cette vision idéalisante de la figure de l’autodidacte dans l’histoire de l’art contemporain pour tenter de saisir concrètement ce qui survient quand on apprend par soi-même.

Qu’est-ce qui motive le passage à l’acte ? De quoi, de qui et comment apprend-on ? Quel est le rôle du contexte de vie, des actes quotidiens et des expériences ? Nourrie des apports théoriques récents des sciences de l’éducation, l’exposition éclaire d’un jour nouveau le rôle de l’autodidaxie, soit “l’action d’apprendre sans maître”, dans une formation artistique. Elle se concentre sur le processus de création et sur les méthodes et pratiques parfois hétérodoxes mises en place par les artistes apprenant par eux-mêmes.

Le champ d’investigation se concentre sur le moment que constitue l’avènement de l’art contemporain à partir de la fin des années 1950. Le mouvement de rupture recherché par les artistes avec la tradition les conduit à s’engager dans des pratiques de “désapprentissage” de ce qui a été transmis dans le cadre de leur formation. De nombreux artistes autodidactes font alors leur entrée dans le monde de l’art en convoquant dans leur pratique, de manière novatrice, des gestes et des motifs issus de la vie quotidienne ou provenant d’autres champs culturels. Ce mouvement se nourrit d’un intérêt croissant pour des œuvres qui semblent exemptes de références aux traditions établies. La reconnaissance à un niveau institutionnel de ces créations appelées “brutes” et “outsider” culmine avec leur inclusion à la Documenta 5 de 1972 et la donation de la collection d’art brut de Jean Dubuffet à la Ville de Lausanne la même année. Continua a leggere

13 nov.: re-enacting five alison knowles’ event scores

Alison Knowles “Happy Birthday” 1993 Galleria Unimedia Genova – Foto Fabrizio Boggiano.jpg

Sabato 13 novembre dalle ore 16:00
@ UnimediaModern Contemporary art- Palazzo Squarciafico
P.za Invrea 5b, Genova
Alison Knowles – Event Scores – The Golden age of Fluxus

Gli studenti del Liceo Artistico G. Bruno di Albenga, coordinati da Mauro Panichella interpreteranno cinque storici event score di Alison Knowles.

sabato 13 novembre 2021

ore 16:00
“5 event score”
la classe 5Ba del Liceo Artistico Giordano Bruno di Albenga
coordinata da Mauro Panichella

ore 18:30
Fuori dalla tua Cage, John
Philip Corner e Phoebe Neville

Le performance di Alison Knowles appartengono essenzialmente alla categoria degli Events, quella forma minimale di performance inventata da George Brecht  nella storica classe di John Cage alla New School for Social Research a New York nel 1958. Esse prevedono sovente il coinvolgimento del pubblico e sono composte da attimi di grande intensità, tra immagine e suono, mentre un sottile senso di humour e di surrealtà le pervade ondivago. Molte volte l’artista usa oggetti del quotidiano, come capi d’abbigliamento (Shoes of your choice, 1963) o elementi appartenenti alla cultura del sostentamento, soprattutto fagioli e semi in generale (Onion Skin Song, 1971). Continua a leggere

“taxonomy of the barricade” / wolfgang scheppe (nero ed.)

Parigi, maggio 1968. La città insorge. Studenti e operai bloccano le vie e ostruiscono il passaggio alle forze dell’ordine, mettendo in crisi il progetto haussmaniano di città militarizzata, concentrazionale. Sampietrini, sedie, biciclette, cassoni dell’immondizia, spranghe, automobili, insegne: i manifestanti seppero utilizzare di tutto per ridisegnare l’architettura cittadina a proprio vantaggio, in vista degli scontri con la polizia. 

TAXONOMY OF THE BARRICADE by Wolfgang Scheppe is out now

An iconographic taxonomy—researched, conceived, and ideated by Wolfgang Scheppe, also author of the book’s final essay—that traces the state and police visual control through almost 500 images from the May 1968 police archives in Paris.

The pictorial order of a regime of surveillance applied during the last wide-ranging insurgence in Europe’s history surfaces from the analysis of this unique visual archive. Following the events happening at the Sorbonne in May 1968, alongside general strikes and nationwide factory occupations, France’s state of emergency becomes apparent through a specific iconography of visual control.

This critical moment in the development of governmental visualization strategies towards a totalitarian god’s perspective on the urban fabric has been researched and documented for the first time, by employing the vast photo archives of the Archives de la Préfecture de police de Paris. Among other characteristic typologies of authoritative monitoring aspects, the events in May ’68 marked the historic beginning of the deployment of helicopter based aerial photography as a means of governmental crowd control in a situation of escalating insurrection.

Check it out : https://www.neroeditions.com/product/taxonomy-of-the-barricade-image-acts-of-political-authority-in-may-1968/

letizia goretti: “la vertigine del gioco. l’azione dell’internazionale situazionista tra arte e politica”

Sandro Ricaldone

LETIZIA GORETTI. La vertigine del gioco. L’azione dell’Internazionale situazionista tra arte e politica
Anteferma edizioni, 2021

Negli ultimi dieci anni sentiamo sempre di più parlare del movimento Internazionale situazionista (IS) e l’editoria continua ad arricchirsi di riflessioni e di studi sul gruppo. Questo libro non vuole essere una storia esaustiva dell’IS: sul mercato esistono già dei buoni libri di riferimento – anche se alcuni sono datati – e sarebbe inutile ripetersi. L’intento è invece di osservare il movimento da un altro punto di vista. Sulla base di uno spoglio nuovo di documenti in buona parte editi e alcuni inediti, lo studio ripercorre la storia del movimento situazionista attraverso il fenomeno del gioco e della rappresentazione non solo figurativa ma anche letteraria. Questa nuova lettura necessita comunque di un passaggio storico dei due movimenti antecedenti, il Lettrismo e l’Internazionale lettrista, e un confronto con le pratiche di questi gruppi. Dopodiché la storia prosegue ripercorrendo le tappe più importanti dell’IS, gli eventi più popolari e meno noti, focalizzando l’attenzione sul gioco e il suo funzionamento all’interno del gruppo.
Il gioco, concepito come atto creativo defunzionalizzato e come metafora, è la chiave per una reinterpretazione del movimento.

recensione (2020) di francesco muzzioli a “opera”, di adriano spatola

Su “Malacoda” n. 5 (2020), Francesco Muzzioli scriveva di Adriano Spatola, OPERA (2020, diaforia & dreamBook Edizioni / info@diaforia.org).

https://malacoda3.webnode.it/n-5-20202/

il libro:
http://www.diaforia.org/floema/2020/09/01/opera-adriano-spatola-dia%E2%80%A2foria-agosto-2020/

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una recensione (2020) a “opera”, di adriano spatola

Su “Alias”, del “manifesto”, il 1 novembre 2020 Raffaele Manica scriveva di Adriano Spatola, OPERA (2020, diaforia & dreamBook Edizioni / info@diaforia.org).

https://ilmanifesto.it/spatola-sotto-la-catena-dei-significanti-i-sensi-si-fanno-imprendibili/

http://www.diaforia.org/floema/2020/09/01/opera-adriano-spatola-dia%E2%80%A2foria-agosto-2020/

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