Archivi categoria: testi di mg online:

altre immagini (e un testo per me fondamentale) @ flickr e textimagepoem

grazie come sempre per l’ospitalità a Jim Leftwich:
http://jimleftwichtextimagepoem.blogspot.it/2013/09/marco-giovenale-shape-of-field.html

http://jimleftwichtextimagepoem.blogspot.it/2013_09_22_archive.html
http://www.flickr.com/photos/textimagepoetry/sets/72157601338728223/

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6 link per riprendere alcuni temi

http://slowforward.wordpress.com/2013/09/10/nel-nuovo-numero-di-alfabeta-ora-in-edicola/

http://slowforward.wordpress.com/2013/06/13/per-riprendere-alcuni-temi-di-ex-it-e-rieti/

http://eexxiitt.blogspot.it/2013/09/andrea-inglese-verso-una-letteratura.html

http://slowforward.wordpress.com/2013/09/11/an-appreciation-of-flarf-sharon-mesmer-2013/#more-31669

http://slowforward.wordpress.com/2013/09/10/corrado-costa-benway-zona-verri/

http://www.amazon.com/Anthology-Asemic-Handwriting-Michael-Jacobson/dp/9081709178/

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punto critico: luglio e settembre

settembre 2013

luglio 2013

corrispondenza privata_ (5) : orientamento

[…] sembra sensato definire essenziale una quota alta di introiezione (e dunque dissipazione) del percorso critico-analitico, e quindi di (pregresso, precedente) abbandono al gesto stesso dell’operazione scrittoria. Banalmente: nell’atto di scrivere sta, disseminata in ogni cellula di quel che il corpo è, la sacrosanta catasta di interdizioni che una coscienza (storica, letteraria, critico-analitica, di percezione del “contemporaneo”) ha accumulato, e che non è un deposito inerte o un tool da “applicare”, ma costituisce proprio il corpo. (E: il proprio corpo; e forse: il proprio del corpo).

Insomma… le persone (tutte) sono un alveare di vicoli ciechi. Di blocchi, di interdizioni. Di restrizioni. (Questo siamo, direi).

Le interdizioni, le restrizioni, sono materia reale e necessaria se allora funzionano come corpo; non se vengono “applicate” come un tool (da un freudiano Super-Io mascherato da qualsiasi altro attore) al gesto della scrittura.

Se vengono “applicate”, i “risultati” della scrittura ne risentono. (È pressoché matematico).

Non bisogna “studiare” googlemap per andare in un posto. Bisogna “essere” (o perlomeno vedere!) googlemap. (Chiedo venia per lo sciocco parlar figurato).

(E… Continua a leggere

“delvaux”: alcuni testi e audio in rete

copertinaDELVAUX_

4 testi in pdf:
http://slowforward.files.wordpress.com/2013/06/quattro-poesie-da-delvaux_-_n-i-2013_.pdf

Podcast della lettura del 20 giugno 2013 a RadioTre Suite: qui.

cfr. anche: http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/archivio/ContentSet-2d672602-beae-4751-bacc-e2313168c82a.html#

Richieste a Oèdipus: oedipus [at] alice.it  e  info [at] oedipus.it

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jim leftwich e la “pansemic playhouse”

In questi anni recenti, oltre a lavorare in numerosi ambiti verbovisivi, e ovviamente nelle aree della poesia concreta e visiva, del glitch, della fotografia, del collage e della mail-art, Jim Leftwich ha ospitato materiali altrui, organizzando veri e propri archivi in rete, tutti o quasi tutti legati ai molti blog a cui collabora, ma soprattutto alle sue pagine http://www.flickr.com/photos/textimagepoetry/ e http://textimagepoem.blogspot.com e ai vari festival e iniziative (collab fests, o marginal arts festivals) di arte e di scritture sperimentali ai quali ha preso parte, a Roanoke (Virginia), la città in cui vive.

L’accumulo di materiali, altrui e propri, che questi anni di lavoro (e i precedenti) hanno portato è impressionante. Molti – degli anni 2005-07 – sono archiviati in un’apposita pagina allestita grazie a John M. Bennett dalla Ohio State University: http://library.osu.edu/finding-aids/rarebooks/TextImagePoemArchive.php.

Molti altri, specificamente di Leftwich, sono spread all over the world, diffusi ovunque nel mondo sia in forma cartacea (spedizioni, invii) sia in blog e siti i più diversi. Anche una superficiale ricognizione su google testimonierà della straordinaria diffusione di opere di Leftwich, o di sue collaborazioni (collab works).

Da circa due anni, da luglio 2011 ad oggi, anche con periodi in cui l’attività di postaggio è quantitativamente minore, Jim Leftwich sta inoltre pubblicando sul suo già ricchissimo e generoso spazio flickr una serie intitolata Pansemic Playhouse. Si può prendere visione dei vari “set” che la compongono a partire dalla pagina citata sopra:

http://www.flickr.com/photos/textimagepoetry/sets/?&page=1

Una playhouse è una casa giocattolo, una casa dei giochi. Nel progetto e idea di una simile casa “pansemantica” molti elementi assai felicemente e positivamente convergono. Per ragionarne, direi di tenere presente sullo sfondo, come elemento differenziale, l’orizzonte della “asemic writing”, ossia della scrittura asemantica. Leftwich, per altro, è stato uno dei primi statunitensi a occuparsi di asemic writing in maniera sistematica, a partire dagli ultimi anni del Novecento (in colloquio con John Byrum e Tim Gaze).

In Pansemic Playhouse, al contrario che nella scrittura asemantica, e – davvero – in rapporto differenziale netto con questa, Leftwich espone/sovraespone, accumula e moltiplica immagini e materiali anche casualissimi (classico e ritornante è lo scatto assolutamente random da cellulare) in cui tutto è semantico, tutto acquista un rilievo di senso, in qualche modo. E, questo, non volontaristicamente, ma come una sorta di emersione (data per oggettiva anche se conscia del fatto che oggettiva non sarà mai) dell’evidenza di senso di ogni nostra percezione. (Insisto: a specchio e differenza dei percorsi asemantici di alcuni segni grafici).

Leftwich è perfettamente cosciente del ‘brutto’ e del ‘non riuscito’ in alcuni scatti e immagini, ma quel che a lui interessa è il versante ‘costruttivo’ dello sguardo stesso di chi apre immagini e sequenze. Al centro del meticoloso progetto di una casa/catasta pansemantica sta insomma un’idea legata all’affioramento non casuale ma quasi cronometrico, prevedibile, inevitabile, di un costante microrilievo di senso, una traccia aggiunta possibile, che sta dunque proprio al fondo di ogni – veramente ogni – cosa ed esperienza). (Tutto ciò ha in parte anche interessanti – pur se non inediti – risvolti etici).

Il progetto di flusso visivo che conserva numerose versioni di uno stesso frame è in fondo analogo al sistema di varianti moltiplicate (e variazioni non necessariamente infinitesimali) apprezzabile nel vasto progetto testuale – e visivo – di Six Months Ain’t No Sentence, per adesso diviso in 50 libri gratuitamente scaricabili dall’indirizzo differxhost seguente: https://app.box.com/s/l76xlrg78e5s8evbi4c4. Altro tassello del colossale lavoro di sperimentazione di Leftwich.

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alcuni link aggiornati:
http://jimleftwichtextimagepoem.blogspot.it/2013/09/pansemic-playhouse-1-600-jim-leftwich.html

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la poesia / la scrittura di ricerca: alcuni dialoghi e interventi recenti su “l’immaginazione” e “alfabeta2” (e altrove)



Andrea Inglese, Verso una letteratura generale? Riflessioni a margine del progetto EX.IT
in “l’immaginazione” n. 276 ora in distribuzione, e in Nazione indiana e Punto critico:
http://www.nazioneindiana.com/2013/09/16/verso-una-letteratura-generale-riflessioni-a-margine-del-progetto-ex-it/
http://puntocritico.eu/?p=5798

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Andrea Cortellessa, Per riconoscere la poesia: tre connotati
in “alfabeta2” n. 32 ora in edicola, e in Le parole e le cose:
http://www.leparoleelecose.it/?p=12106

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Andrea Inglese, Per una poesia irriconoscibile
in “alfabeta2” n. 32 ora in edicola, e in Nazione indiana:
http://www.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/

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Presentazione di alfabeta2 a Roma, 25 settembre:
https://www.facebook.com/events/545623435506615/
http://slowforward.wordpress.com/2013/09/20/alfabeta2-alla-sala-della-crociera-roma-25-settembre/

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Che cosa è EX.IT :
http://eexxiitt.blogspot.it/search/label/video

* Continua a leggere

conferma dei chiarimenti su testi usciti in rete e fuori

in riferimento a quanto scrivo, e per intendersi, viste le sviste (recenti e non recenti) che noto:

questa è probabilmente definibile scrittura di ricerca (in instabile equilibrio sul margine pre- e post-paradigma):
http://slowforward.wordpress.com/lyrikline/
http://www.nazioneindiana.com/2010/09/22/sette-testi-da-shelter/
http://slowforward.files.wordpress.com/2013/06/quattro-poesie-da-delvaux_-_n-i-2013_.pdf

questi sono esempi – diversi fra loro – di un tipo di prosa che descriverei in termini di oscillazione tra flarf e prosa in prosa (ma NON si tratta di cut-up e NON si tratta di googlism):
http://www.alfabeta2.it/2011/04/21/dall%e2%80%99infanzia-all%e2%80%99eroismo-4-steps/
http://ekleksographia.ahadadabooks.com/ballardini/authors/linh_dinh.html (poi in Quasi tutti, ed.Polimata 2010: mp3)
http://eexxiitt.blogspot.it/2012/01/trame-e-asserzione-differx-2012.html
http://eexxiitt.blogspot.it/2011/06/e-ma-co-differx.html
http://www.differxit.blogspot.it/2013/06/gran-gran-conclusioni.html

questi che seguono sono, in tutta evidenza, esempi di found text (NON sought, NON cut-up, NON googlism):
http://www.alfabeta2.it/2011/04/07/cvd/
http://eexxiitt.blogspot.it/2011/06/annotazione-di-poetica.html
http://www.differxit.blogspot.it/2013/07/guarda-e-stupendo-non-ce-nemmeno-un.html

qui, esempi di prosa in prosa (nonostante gli a-capo dei primi due testi):
http://slowforward.wordpress.com/2013/03/03/4da/
http://eexxiitt.blogspot.it/2012/09/feel-so-differx-2012.html
http://gammm.org/index.php/2010/09/20/4-da-shelter/

qui siamo in area di googlism, con alcune pagine che oscillano tra found e sought (la serie enhance è evidentemente flarf):
http://coupremine.blogspot.it/2007/08/marco-giovenale.html
http://www.lulu.com/items/volume_64/6596000/6596742/1/print/CDK.PDF
http://zswound.blogspot.it/2007/02/marco-giovenale-assume-that.html
http://www.coconutpoetry.org/giovenale1.htm
fhttp://www.shampoopoetry.com/ShampooThirtyone/giovenale.html

questo è glitch:
http://eexxiitt.blogspot.it/2012/10/the-glitched-godard-series-04-differx.html (evidentemente: su video)
http://eexxiitt.blogspot.it/2012/09/per-non-lasciarvi-soli-in-questi-giorni.html (evidentemente: su testo)

queste sono scritture asemantiche, asemic writing (che NON sono leggibili in senso alfabetico-testuale-letterario, piuttosto si può dire che afferiscono all’area della grafica, volendo):
http://www.redfoxpress.com/dada-giovenale.html
http://sleepingfish.net/N/09.01.20.htm
http://thenewpostliterate.blogspot.it/2013/07/glyphicle-from-marco-giovenale.html
http://thisisvisualpoetry.com/?p=1019

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link cambiato

per un errore nel percorso web, è cambiato il link a
corrispondenza privata (4)_ da una mail a un sito
qui il percorso corretto:

http://slowforward.wordpress.com/2013/08/31/corrispondenza-privata-4_-da-una-mail-a-un-sito/

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pagine estive (o quasi) che vanno bene anche per l’autunno _ (25) corrispondenza privata : su “delvaux”

il discorso su (e di) Delvaux è strano. È un libro fatto sia di cose per tanti aspetti nuove, sia di ritorni e limature e riprese di pagine non del tutto espungibili dal “decennio Zero”. Ossia: da quel che [temo fluvialmente] ho scritto in quel decennio o poco prima, e che è finito nel poligono Criterio [+Storia dei minuti, che forse ne è ‘parte’ successiva] + Casa esposta + Shelter, a cui si aggiungono proprio Delvaux, anche se in posizione laterale, e poi un ulteriore testo in uscita tra qualche anno.

Perché il discorso Delvaux è ‘strano’? Perché tende/tenderebbe a mettere in dubbio (un dubium postnovecentesco) tutto il lavoro formale del poligono medesimo, giusto ‘estremizzandolo’. L’uscita del “libro tra qualche anno” sembrerà quella di un tassello ‘auto-epigonico’? Non saprei. Certo è che Delvaux dovrebbe funzionare come una specie di chiusura a vite (non ermetica) di una stagione, e invece esce in posizione penultima.