Archivi categoria: zines & authors

carmelo bene su “‘l mal de’ fiori” (intervista del maggio 2000)

Quindi fare i conti col linguaggio senza un io. Un iismo. Quello lo lasciamo agli asini.
Ma non se ne può più d’uno stucchevole degli affetti, dell’anima bella, della “postal cartolin”, degli innamorati. Tutto ciò appartiene a un codice dell’imbecillità, della mediocrità…
Nel dopo-Joyce, …per esempio, l’identità: tutta per aria. Salta tutto. È già saltata.

CB
(da 10′ 11”)

https://youtu.be/k3yfoVZXsik

https://www.riflessioni.it/conversazioni_fasoli/carmelo_bene.htm
= https://slowforward.files.wordpress.com/2022/09/doriano-fasoli-intervista-carmelo-bene_-giugno-2005.pdf

Riflessioni in forma di conversazioni di Doriano Fasoli.
In ricordo di Carmelo Bene, regista e autore teatrale e cinematografico; intervista raccolta nel mese di maggio 2000, in occasione dell’uscita, presso Bompiani, del suo poema “l mal de’ fiori”.

Di Doriano Fasoli per Riflessioni.it – giugno 2005,
rielaborazione copertina by Harno.

due video per “cenerentola”, di corrado costa [videor rome / orazio converso]

rai radio techetè: marcel duchamp

Rai Radio Techetè, dal 12 al 14 settembre in onda lo speciale

Marcel Duchamp L’Anartista

a cura di Francesca Vitale

h. 6:00, 14:00 e 22:00

@ Raisound_ Radio Techetè_ PALINSESTO

“In Italia la linea più breve tra due punti è l’arabesco”
(Ennio Flaiano)

bologna, 14 settembre, biblioteca dell’archiginnasio: “roberto roversi, non isolarsi ma ascoltare” (pendragon)

presentazione dell'antologia di Roberto Roversi, "Non isolarsi ma ascoltare"

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il libro:
https://www.pendragon.it/catalogo/altre-collane/poesia/non-isolarsi-ma-ascoltare-detail.html

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scrittrici crudeli / valentina presti danisi. 2022

Valentina Presti Danisi

Volevo scrivere un post sulle scrittrici crudeli, traendo spunto da alcune letture recenti che ho fatto, tanto per cominciare la raccolta di racconti “Un’innocente crudeltà” di Silvina Ocampo, il cui titolo mi ha appunto ispirato il tema. Casualmente poco prima avevo letto “L’ospite e altri racconti” di Amparo Dávila, dove pure si esprime una certa crudeltà, che mi pare però diversa per natura e intensità da quella di Ocampo. Nei brevi racconti di Ocampo la crudeltà (dei personaggi, delle storie, dell’autrice?) è a tutti gli effetti “innocente”, quindi di una gratuità senza accanimento, per così dire. Non è mossa da rabbia o in generale da motivazioni psicologiche di sorta, rientra diciamo nel gioco letterario. Per cui diverte abbastanza, almeno me, ma non la trovo catartica. Ocampo ha ovviamente una scrittura elegantissima e dei picchi di genio, ma nel complesso i meccanismi dei racconti possono risultare ripetitivi. Quindi una bella lettura, ma meglio se saltuaria.
Amparo Dávila ci mette quel carico di cupezza in più che per me significa amore a prima vista. Anche qui c’è molto gioco letterario, ma l’ho trovato meno “addomesticato” di quello di Ocampo, più feroce. C’è paranoia, c’è follia, c’è dell’inspiegabile. La mia impressione è che qui la crudeltà slitti dall’innocenza all’arbitrio. Ma c’è quel po’ di intenzione in più che la rende più comprensibile e vicina, sostanzialmente più umana. Nel primo racconto, “Frammento di un diario”, un uomo compila una propria scala del dolore e registra puntigliosamente a quale grado si trova nel corso delle giornate. Il “quotidiano esercizio del dolore” diventa la sua unica attività e scopo di vita. Al punto da scegliere di sbarazzarsi di chiunque, nel tentativo di creare un legame con lui, possa interferire (“Temevo che la sua semplice presenza potesse disperdere il mio dolore”). Poi qui avevo scritto due righe su un mio tentativo di stilare una scala del dolore, ma le ho tagliate.

Sempre per casualità (ma chissà), ho poi letto “L’età inquieta” di Anna Starobinec, una raccolta di racconti definiti in copertina “dell’orrore”. Ed effettivamente qui si vira con decisione verso il macabro. Le idee di Starobinec sono interessanti, ma purtroppo spesso gli epiloghi sembrano fungere da spiegone. Non a caso il racconto più riuscito, secondo me, è quello più surreale (“La famiglia”), dove l’autrice rinuncia saggiamente a dare una spiegazione degli strani fenomeni vissuti dal protagonista. L’inquietudine così è salva. Continua a leggere

emilio villa: “la scrittura della sibilla” (diaforia)

il file in rete a cura di Daniele Poletti / [dia•foria

https://slowforward.files.wordpress.com/2022/09/emilio_villa_la_scrittura_della_sibilla.pdf

http://www.diaforia.org/floema/files/2014/05/Ebook-Emilio-Villa.pdf
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