http://vanvlietgallery.com/
“Offerings”: asemic, concrete and visual poetry by John Richard McConnochie. Now showing at VVG’s website, VanVlietGallery.com until mid-November. A catalog of the show is available for purchase.
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“Offerings”: asemic, concrete and visual poetry by John Richard McConnochie. Now showing at VVG’s website, VanVlietGallery.com until mid-November. A catalog of the show is available for purchase.
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(Carmelo Bene, audio di un’intervista del maggio 2000
https://slowforward.net/2022/09/09/mal-de-fiori-cb-conversazione/)

Sono qui. La vita perfetta. Vorrei vivere qui. Fare le cose che si fanno qui. Farle per buona parte dell’anno. Poi tornare lì, ma solo per un po’. Qui si fanno le cose che piacciono a me o almeno credo che qui si facciano le cose che piacciono a me o forse credo che qui si possano fare le cose che io spero a me piacciano sempre. Ora sto qui. Ma sto qui per poco, tra un po’ me ne andrò e passerà del tempo prima che io possa tornare. Ma poi tornare perché? Io vorrei espropriare questo luogo e vorrei tornare indietro nel tempo, nel tempo in cui credo che si sarebbero potute fare le cose che spero a me sarebbero piaciute o le cose che a me sarebbe piaciuto fare. Fare è una parola generica.

Fare è il verbo generico. Cosa è una parola altrettanto generica, è un sostantivo tra i più generici. Tutti sappiamo cosa sia una cosa ma c’è chi ha dedicato saggi per spiegare agli altri cosa realmente sia una cosa. Das ding. The Thing. Nei Fantastici Quattro un personaggio si chiama la Cosa, probabilmente era un omaggio di Stan Lee a Martin Heidegger. Ma non è che io ne sia davvero sicuro, forse no, la Cosa era un supereroe generico e mostruoso ma come ne La bella e la bestia era buono e infelice. Stava insieme a Alicia, una bella donna non vedente, figlia del Burattinaio.
https://www.bolognacult.it/2022/09/13/ascoltare-la-parola/
in occasione della presentazione di Non isolarsi ma ascoltare, antologia di poesie di RR:
https://slowforward.net/2022/09/07/bologna-14-settembre-biblioteca-dellarchiginnasio-roberto-roversi-non-isolarsi-ma-ascoltare-pendragon/
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L’avventura dentro i segni. La poesia novissima di Alfredo Giuliani.
Dalle prime prove poetiche degli anni Cinquanta alle sperimentazioni più radicali nell’ambito della Nuova avanguardia, la poesia di Alfredo Giuliani rappresenta un lungo viaggio nelle possibilità che il testo offre ai significati dell’esperienza. Affiancata da una produzione critica eclettica e militante, la poesia di Giuliani esplora il rapporto difficile che intercorre tra la parola e la realtà, tra il senso e il significato. Recuperare al presente quell’esperienza poetica, insieme individuale e collettiva, significa innanzitutto storicizzarla e restituirla al divenire complesso della letteratura del secondo Novecento per farne strumento di comprensione non solo delle dinamiche interne al dibattito sulla poesia, ma anche di quelle relative alla percezione del reale e alle forme del comunicare. In questa prospettiva, la posta in gioco delle scelte stilistiche, delle opzioni formali, della teoria e della prassi, di Giuliani e dei suoi compagni di strada non è più, dunque, semplicemente linguistica o letteraria, ma, innanzitutto, politica e filosofica. (Antonio Schiavulli)
la tipografia la] parte bianca supera di gran lunga] rimasto un esercizio uno che affitta manda corpuscoli oppure scendere alla prossima uscita zampanò stagionale dalla guerra delle cornici troppo [piccole truppe di serissimi alchimisti protestano la linea quella prende fumo di contrasto malheureusement