Archivi tag: arte

solventi #2 (a cura di pasquale polidori): ferruccio de filippi

SOLVENTI #2 è dedicato a Ferruccio De Filippi, agli anni della sua arte fra il 1970 e il 1974. È il risultato di conversazioni più o meno su: tempo archeologico, disseminazioni di calchi e nomi, posizione statica del corpo, simulacro, la lettura come atto non lineare, e qualcos’altro che riguarda la pittura, anche se non c’è la pittura.
Il volume si è composto a partire dalle foto di Mariella Bolzoni, che ha seguito da vicino la ricerca di Ferruccio, essendo complice più che testimone. Fondamentale è stata la cura sapiente del laboratorio Fotogramma24 (Bugionovi & Co.).

SOLVENTI è un progetto basato sulla collaborazione con Claudia Damiani e le edizioni Cambiaunavirgola – Spazioetico.

Altre informazioni: http://www.pasqualepolidori.net/solventi/ferruccio-de-filippi-io-sono-un-frammento-archeologico

Il libro raccoglie documenti relativi alle opere realizzate da Ferruccio De Filippi nel periodo compreso tra il 1970 e il 1974, durante il quale la ricerca dell’artista si è sviluppata prevalentemente in dialogo con Gian Tomaso Liverani e la sua galleria La Salita. Fondamentale in quegli anni è l’incontro con Mario Diacono, al quale, dieci anni dopo, si deve la definizione della pittura di De Filippi come “reliquia del Linguaggio” e “risposta ‘politica’ alla messa in assenza del Linguaggio”.

Non sono ancora, quelli, gli anni della «pittura», e il Linguaggio (Diacono mette le virgolette alla pittura e la maiuscola al linguaggio) si esprime in modi e tecniche che vanno dalla fotografia al comportamento, in particolare attraverso l’uso ricorrente di testi di antropologia e mitografia all’interno dell’opera, non quindi come pura ispirazione, ma come vero e proprio fiato dell’opera.

reunion / cage-duchamp. 1968

from https://johncage.org/reunion/

A recording of the premiere of John Cage’s Reunion in 1968

*

Left to right: Teeny Duchamp, Marcel Duchamp and John Cage, performing “Reunion” at its premiere in Toronto, 5th March, 1968. Photograph by Shigeko Kubota @ The John Cage Trust

[…] Reunion is an event without a score; originally performed by playing a game of chess on a chessboard created by Lowell Cross. The game works as an indeterminate structure: as a game of chess is played, the moves of the players on the board activate four compositions and distribute them to eight speakers surrounding the audience. […]

more here: https://johncage.org/reunion/

 

da oggi a roma: “gribouillage / scarabocchio” _ da leonardo da vinci a cy twombly

GRIBOUILLAGE
SCARABOCCHIO

Da Leonardo da Vinci a Cy Twombly

da oggi, 3 marzo
fino al 22 maggio 2022

© Asger Jorn – L’Avantgarde se rend pas, série de Modifications, 1962

Mostra prodotta e organizzata dall’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici e i Beaux-Arts di Parigi

Con il sostegno del Musée national d’art moderne – Centre Pompidou, Parigi

In collaborazione con l’Istituto Centrale per la Grafica, Roma

Curatrici:
Francesca Alberti
, direttrice del dipartimento di storia dell’arte all’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, professore di storia dell’arte a l’Università de Tours – CESR

Diane Bodart, professore di storia dell’arte alla Columbia University, New York

Curatore associato:
Philippe-Alain Michaud, storico dell’arte, curatore al Musée national d’art moderne – Centre Pompidou, Parigi

Curatore associato per i Beaux-Arts di Parigi:
Anne-Marie Garcia, curatrice, responsabile delle collezioni dei Beaux-Arts di Parigi

Curatore per l’istituzione partner:
Giorgio Marini, storico dell’arte, curatore designato dall’Istituto centrale per la grafica, Roma

*

Da OGGI, 3 marzo, e fino al 22 maggio 2022 l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici presenta in anteprima la mostra-evento Gribouillage / Scarabocchio. Da Leonardo da Vinci a Cy Twombly concepita dalle due curatrici Francesca Alberti (Villa Medici) e Diane Bodart (Columbia University), con la collaborazione di Philippe-Alain Michaud, in qualità di curatore associato (Centre Pompidou).

Gribouillage / Scarabocchio. Da Leonardo da Vinci a Cy Twombly, conta notevoli prestiti concessi da prestigiose istituzioni italiane ed europee, tra cui: Galleria degli Uffizi, Firenze; Gallerie dell’Accademia, Venezia; Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli; Biblioteca Reale, Torino; Opera Primaziale Pisana, Pisa; Musée du Louvre, Parigi; Staatliche Museen, Berlino; Museu Nacional Soares dos Reis, Porto; Bibliothèque Sainte-Geneviève, Parigi; Casa Buonarroti, Firenze; Archivio Nazionale di Stato, Roma; Musée du Petit Palais, Parigi.

La mostra si sviluppa in due presentazioni successive, entrambe inedite e complementari, una a Roma e l’altra a Parigi: la prima a Villa Medici, da oggi al 22 maggio, sarà poi seguita dalla seconda ai Beaux-Arts di Parigi dal 19 ottobre 2022 al 15 gennaio 2023.

Con circa 300 opere originali che vanno dal Rinascimento all’epoca contemporanea, questa duplice presentazione mette in luce uno degli aspetti più sconosciuti e meno controllati della pratica del disegno. Affrontando le molteplici sfaccettature dello scarabocchiare in ambito artisticodagli schizzi imbrattati sul retro dei dipinti agli scarabocchi che diventano vera e propria opera, l’esposizione mostra come queste pratiche grafiche sperimentali, trasgressive, regressive e liberatorie, che sembrano non obbedire a nessuna regola, hanno da sempre scandito la storia della creazione artistica.

comunicati stampa completi, in tre lingue: QUI

Accademia di Francia a Roma — Villa Medici

Viale della Trinità dei Monti, 1 – Roma

Infoline: +39 06 67611

Sito web ufficiale: villamedici.it

jean-marie gleize, “jusq’à ce que l’écran se vide” (zoème, 2022)

https://zoeme.net/jusqua-ce-que-lecran-se-vide/

https://zoeme.net/

Jusqu’à ce que l’écran se vide est un travail plastique réalisé par Jean-Marie Gleize à partir de cibles de tir et de polaroids. Cette publication fait suite à une exposition qui s’est tenue dans la galerie de Zoème en 2021, et qui avait pour titre Les cibles. À l’occasion de cette exposition, Jean-Marie Gleize est revenu sur la genèse de ce projet : « C’est ainsi que ça commence. Dans un jardin à Aix. Il tirait sur des cibles. Il avait cloué ces cibles sur la branche d’un arbre. Je l’ai regardé viser, tirer. C’était comme un spasme nerveux, involontaire, une décharge sans raison, contre rien. J’ai ramassé ce qui restait, des traces au sol comme des feuilles tachées, trouées. Je les ai déchirées, les ai maculées d’encre rouge, et puis je les ai perdues. C’était au tout début des années 90. Et vers la même époque, aux États-Unis, en Californie et dans le Vermont, j’ai pratiqué intensément (de façon quasi pulsionnelle) la captation mécanique du réel, minimale, brutale, d’un réel simplement là : image sans contenu (comme les cibles), sans négatif, instantané unique sans copie ni retouche possibles, celle du Polaroïd. » Jusqu’à ce que l’écran se vide se compose de 30 polaroids, reproduites à l’échelle 1:1, et la reproduction de 14 cibles. Au centre, un poème inédit de Jean-Marie Gleize propose une autre variation autour du motif central de ce livre : le réel en tant qu’image sans contenu.

hp zimmer: tagebuch 1957-1965

Sandro Ricaldone

HP ZIMMER
» es gibt im Moment keine besseren Künstler als uns in Deutschland «
(There are no better artists than us in Germany at the moment)
Tagebuch 1957 – 1965
edited by Barbara Hess, Nina Zimmer
foreword by Matthias Mühling
Hatje Cantz, 2022

“I have kept a diary since my school days,” HP Zimmer remarked in 1984. This is also true of the time of the artists’ group SPUR he co-founded in 1957. He wrote to “seek my own point of view in the midst of often turbulent events and sometimes controversial debates.” This book presents representative excerpts from the manuscript, which was reviewed by the artist in the early 1990s. Stylistically aware and (self-) critical, Zimmer comments on the cultural and social climate of postwar Germany. He provides insights into the contemporary German art scene and its European network with close ties to the Situationist International. The debates recorded by Zimmer in his diaries – about painting and artistic freedom as well as revolution, boxing matches, crime series, and the threat of nuclear war – are still strangely relevant to us today.

HP ZIMMER (1936-1992) studied at the Hamburg Kunsthochschule and the Munich Kunstakademie in the late 1950s. SPUR, which he co-founded, was one of the first post-war avant-gardes groups in the Federal Republic. In 1982, HP Zimmer became a professor of painting at the Hochschule für Bildende Künste in Braunschweig.

installance #0165: “you’ve found” (card)

installance n. : # 0165
type : card
size : cm 5 x 7,5
record : highres shot
additional notes : abandoned
date : Feb 24th, 2022
time : 6:10pm
place :  Rome, via Edoardo Pantano
footnote : ---
copyright : (CC) 2022 differx