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latenze e spazi: un salto fra due tempi (filippo de pisis, marco ariano)
etymologies / united visual artists. 2018
These canvases of geometric shape are illuminated by transitioning text. Algorithmically driven, the text on indistinguishable origin recalculates, reduces and expands, motivated by but not a direct reflection of human instruction. We witness the presence of a co-contributor who while deconstructing the source text, allegorically deconstructs the concept of independent authorship and more importantly, independent readership. This process of deconstruction questions the role of authenticity and the nature of appropriation in the Information Age. Employing the post-structuralist rationale that literary sources lie impregnated with reference, inherently a product of their own authorial context, the text is reduced to pure patterns which in turn, incite the viewer to rebuild order. The words of Roland Barthes resound “the birth of the reader must be at the cost of the death of the Author” as we engage in a process of inference, seeking out logic and poetry, while simultaneously submitting to the complex, mechanical mind. The unique shape of each canvas serves to highlight how our experience is not only shaped by the content, but by the environment in which it is viewed.
due bio che rispetto ad altre c’entrano (relativamente) meno con la letteratura
(1)
Marco Giovenale è inciampato nell’essere più di mezzo secolo fa, poi a fine anni Ottanta e poco oltre ha sondato alcuni percorsi politico-culturali di estrema sinistra; dopo, per quasi dieci anni (i Novanta), si è opportunamente tenuto lontano dall’ambiente romano della poesia; poesia che gli spiaceva perché llorona o sottoboschiva (o entrambe). Dopo il servizio civile si è laureato assai fuori corso in Letteratura italiana moderna e contemporanea (cattedra di Walter Pedullà), con una tesi su Roberto Roversi. Ha vissuto brevemente a Firenze, saltuariamente a Bologna: torna assai volentieri in queste due città (e in una terza) tutte le volte che può.
In dialogo con Nanni Balestrini, ha curato l’edizione 2005 di RomaPoesia. È stato tra i fondatori – e tutt’ora è redattore – di gammm.org (2006). È redattore e collaboratore di spazi web e cartacei italiani e anglofoni. Lavora come curatore indipendente, lettore per case editrici e singoli autori; è (stato?) traduttore dall’inglese. Ha diligentemente svolto per dieci anni il mestiere di libraio, ogni tanto ci ricasca; mentre in tempi più remoti (i Novanta di cui sopra) ha lavorato in un centro di assistenza per rifugiati politici.
il forum dell’arte contemporanea italiana lancia la campagna #arteculturabenicomuni
Alla luce della situazione estremamente critica in cui versano le arti visive, finora ignorate nelle misure del Governo, il Forum dell’arte contemporanea italiana lancia la campagna #arteculturabenicomuni.
In un momento in cui le più autorevoli voci internazionali invocano per l’Italia un New Deal per la Cultura, realizziamo con sconcerto che la direzione presa è quella opposta. Una società che non sostiene l’arte e la cultura si priva della creazione di una visione collettiva da cui non si può prescindere nel processo di ricostruzione che stiamo attraversando.
Sulla base della paralisi e chiusura di centinaia di spazi artistici e culturali, dell’assenza di riconoscimento giuridico dell’artista, della precarietà del lavoro nell’arte, della crisi che ha investito l’intero comparto, abbiamo invitato gli spazi del contemporaneo a unirsi in un intervento collettivo per portare all’attenzione dell’opinione pubblica e degli organi governativi una condizione non più sostenibile.
Hanno aderito all’iniziativa musei pubblici (Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Ecomuseo Mare Memoria Viva, Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee / museo Madre, GAMeC, Il Mattatoio, Palazzo Amati – Ketos, MACC, MA*GA, MACRO, MACTE, MAMbo, MAXXI, mudaC | museo delle arti di Carrara, Museo Civico di Castelbuono, Museion, Museo del Novecento Milano, Museo Nivola, PAC, Palaexpo, PAV Parco Arte Vivente), spazi non profit, fondazioni, gallerie, magazines, comitati, centri studi e progetti del contemporaneo (AlbumArte, ar/ge kunst, Artegiro, Artribune, ATP Diary, Cagliari Art Magazine, Casa Capra, Casa degli Artisti, Casa delle Artiste, degli artisti, Centro Arti Visive Pescheria, Centro Itard Lombardia, Centro Studi Postcoloniali e di Genere – CSPG, Cittadellarte -Fondazione Pistoletto, Collezione da Tiffany, Contemporary Locus, Dimora Oz, Dislocata – WunderKammer, Espoarte, FARE, Flip Project Space, Fondazione Antonio Dalle Nogare, Fondazione Antonio Ratti, Fondazione Baruchello, Fondazione Casa Rossa -Alberobello, Fondazione Ermanno Casoli, Fondazione Centro Studi Doc, Fondazione Giuliani, Fondazione Lac o Le Mon, Fondazione Pastificio Cerere, Fondazione Pietro e Alberto Rossini, Fondazione Sensus, Forum Arte Spettacolo, Galleria Kōart, Galleria Vittoria, Ganù Studio, Giuseppefraugallery – Scuola Civica di Arte Contemporanea, Macao, M.A.M. Matri-Archivio del Mediterraneo, NERO, NESXT, Prisma Studio, Quartz Studio, Riot Studio, Rivista Segno, S.a.L.E. Docks, Spazio Cordis, T.A.M. Cagliari, Ufofabrik, UP Urbs Picta, Viafarini, Villa Romana).
#arteculturabenicomuni sostiene la necessità improrogabile di prendere atto dell’emergenza in cui versa l’intero sistema e di proteggere i nostri beni comuni.
Dal 10 ottobre presenteremo sulle facciate degli spazi artistici e culturali e sulle piattaforme online sei statements emersi dall’edizione di emergenza di maggio, sei punti programmatici per riconoscere il ruolo essenziale per la società del nostro patrimonio artistico e culturale vivo.
Aderiscono:
AlbumArte, Roma
ar/ge kunst, Bolzano
Artegiro, Pontassieve
Artribune, Roma
ATP Diary, Milano
Cagliari Art Magazine, Cagliari
Casa Capra, Schio
Casa degli Artisti, Milano
Casa delle Artiste, degli artisti, Milano
Centro Arti Visive Pescheria, Pesaro
Centro Itard Lombardia, Cremona
Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato
Centro Studi Postcoloniali e di Genere-CSPG, Napoli
Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, Biella
Collezione da Tiffany, Firenze
Contemporary Locus, Bergamo
Dimora Oz, Palermo
Dislocata-WunderKammer, Vignola
Ecomuseo Mare Memoria Viva, Palermo
Espoarte, Albissola Marina
FARE, Milano
Flip Project Space, Napoli
Fondazione Antonio Dalle Nogare, Bolzano
Fondazione Antonio Ratti, Como
Fondazione Baruchello, Roma
Fondazione Casa Rossa, Alberobello
Fondazione Centro Studi Doc, Verona
Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee / museo Madre, Napoli
Fondazione Ermanno Casoli, Fabriano
Fondazione Giuliani, Roma
Fondazione Lac o Le Mon, Lecce
Fondazione MACC, Calasetta
Fondazione Pastificio Cerere, Roma
Fondazione Pietro e Alberto Rossini, Briosco
Fondazione Sensus, Firenze
Forum Arte Spettacolo,
Galleria Kōart, Catania
Galleria Vittoria, Roma
GAMeC, Bergamo
Ganù Studio, Genova
Giuseppefraugallery–Scuola Civica di Arte Contemporanea, Iglesias e Villaggio Minerario Normann
Il Mattatoio, Roma
M.A.M. Matri-Archivio del Mediterraneo, Napoli
MA*GA, Gallarate
Macao, Milano
MACRO, Roma
MACTE, Termoli
MAMbo, Bologna
MAXXI, Roma
mudaC | museo delle arti di Carrara
Museion, Bolzano
Museo Civico di Castelbuono
Museo del Novecento, Milano
Museo Nivola, Orani
NERO, Roma
NESXT, Torino
PAC, Milano
Palaexpo, Roma
Palazzo Amati-Ketos, Taranto
PAV Parco Arte Vivente, Torino
Prisma Studio, Genova
Quartz Studio, Torino
Riot Studio, Napoli
Rivista Segno, Pescara
S.a.L.E. Docks, Venezia
Spazio Cordis, Verona
T.A.M. Cagliari
Ufofabrik, Moena
UP Urbs Picta, Verona
Viafarini, Milano
Villa Romana, Firenze
La documentazione dell’iniziativa verrà pubblicata dal 10 ottobre alle ore 16.00 qui:
https://forumartecontemporanea.wordpress.com/
Link
https://youtu.be/DPzVKYt5nGw
http://www.forumartecontemporanea.it/
https://www.facebook.com/forumdellartecontemporanea
giulia marchi, “la natura dello spazio logico” (a bologna, dal 24 ottobre)
Giulia Marchi
La natura dello spazio logico
a cura di Angela Madesani
24 ottobre – 19 dicembre 2020
Opening
Sabato 24 ottobre 2020, ore 15-20
Labs Contemporary Art
Via Santo Stefano 38, Bologna
Inaugura sabato 24 ottobre 2020, dalle ore 15 alle 20, negli spazi di LABS Contemporary Art, la mostra personale di Giulia Marchi dal titolo La natura dello spazio logico a cura di Angela Madesani.
Giulia Marchi ha una formazione artistica di forte impronta letteraria che l’ha portata a una espressività che spesso si connota di narrazione, anche quando la forma scelta – fotografia, ma non solo – non rende così immediata la lettura, ma rimanda a successivi accostamenti, codici che prima ancora di essere decifrati si lasciano interpretare.
Il titolo La natura dello spazio logico riprende quello di una delle serie di lavori proposti in mostra e fa riferimento al filosofo e architetto austriaco Ludwig Wittgenstein; suo l’assunto che segue e che chiarisce gli intenti della ricerca dell’artista: «Luogo spaziale e luogo logico concordano nell’essere ambedue la possibilità di un’esistenza».
Per Wittgenstein il lavoro filosofico, come spesso quello progettuale in senso architettonico, è un lavoro su se stessi e sul proprio punto di vista; concetto che interessa profondamente Giulia Marchi ed è da lei indagato in questa serie, costituita da un corpus di fotografie e lavori scultorei in marmo.
Quattro lastre di marmo della serie L’artefice, sulle quali è inciso l’esametro virgiliano Ibant obscuri sola sub nocte per umbram, scelto e proposto dall’artista nell’errata versione di Jorge Luis Borges: Ibant obscuri sola sub nocte per umbras. Sbaglio voluto dal poeta argentino il quale amava gli errori tanto da considerarli una prova di verità e sicuramente di umanità. Una quinta lastra più grande reca la scritta Null, zero in tedesco, la lingua del filosofo che ha guidato l’intero progetto di lavoro.
Un ulteriore momento della mostra è dedicato ai labirinti e alla loro valenza filosofica: a Borges e al suo labirinto costruito sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, al labirinto di Cnosso sull’isola di Creta ed infine al Labirito di Dunure in Scozia. Una riflessione sul concetto di limite, attraverso l’errore, l’umana debolezza, lo spaesamento, il dubbio, l’incapacità di districarsi è quanto caratterizza i lavori esposti. Limite, errore, dubbio che forse sono proprio il senso più recondito, più temibile ma anche più affascinante dell’esistenza.
10 ottobre, h. 18, roma: inaugurazione della collettiva “noccioline” @ studio di julie poulain
da oggi: “i fabbricanti di immagini”, avanguardia a genova 1963-1969
I FABBRICANTI DI IMMAGINI
La Galleria del Deposito
Avanguardia a Genova 1963-1969
Galleria Martini & Ronchetti – Genova
inaugurazione 8 ottobre 2020
Nell’ambito della manifestazione START Genova 2020, la Galleria Martini & Ronchetti inaugura I fabbricanti di immagini. La Galleria il Deposito: avanguardia a Genova 1963 – 1969, mostra che desidera ripercorrere, attraverso una serie di opere, le figure cardine di quella che può essere definita come una delle più interessanti avventure artistiche degli anni sessanta in Italia.
Il 23 novembre 1963 a Genova-Boccadasse, in un piccolo magazzino ex deposito di carbone, apriva le sue porte la Galleria del Deposito, realtà che contribuì a promuovere i grandi protagonisti dell’arte contemporanea degli anni Sessanta in Italia e all’estero.
Voluta dall’associazione artistico-culturale Gruppo Cooperativo di Boccadasse, fondato all’origine da nove soci fondatori, Bruno Alfieri, Kurt Blum, Flavio Costantini, Germano Facetti, Carlo Fedeli, Emanuele Luzzati, Achille Perilli, Kiki Vices-Vinci, e l’ideatore dell’iniziativa EugenioCarmi, la galleria nasceva con l’intento di “compiere un lavoro di aggiornamento nel campo delle arti visive”.
raw – rome art week: allo studio campo boario, “il paradiso e le sue rappresentazioni” (dal 26 ott.)
Partecipanti e titoli degli interventi:
Ada De Pirro; Chi è cacciato dal Paradiso?
Alberto D’Amico; Barbie e Ken nel Paradiso Terrestre
Andrea Sabatello;
Anna Onesti; L’alfabeto dei semi
Bruno Di Marino; Paradisi Sperimentali
Bruno Lo Turco; Paradisi transitori. Gli sfuggevoli cieli del Buddha
Carmelo Baglivo; Il giardino dell’Eden: l’utopia di vivere senza peccato
David Sabatello; Paradise Room
Domenico Adriano; Paradiso non è ciò che troviamo / in un luogo / ma ciò che vi portiamo.
Fabio Lapiana; Grand hotel Paradiso
Fiammetta Cirilli; Il paesaggio è quello. “Frammenti in prosa”
Gianni Garrera; Gioco eterno
Giulia Bertotto; Memorie dal Paradiso
Giuseppe Garrera; Paradiso di Dante (conferenza)
Guidotto Colleoni; “Nel suo profondo vidi che s’interna,/legato con amore in un volume,/ ciò che per l’universo si squaterna” dal Paradiso di Dante: una lettura
Gabriella Pace, Pierluigi Isola; Paradiso/giardino
Ilaria Restivo; I’mage, treesome
Jacopo Benci; Lontano e luminoso
Julie Poulain; Un petit bout de parapluie contre un coin de paradis
Lisa Giombini; Il Paradiso e la filosofia
Livia Bigi; Com’era il mondo prima dell’intervento di Dio?
Lorenzo Cafiero; Il canto del Paradiso
Letizia Papini; “Il Paradiso si conserva in un museo.” Il giardino di Giverny di C. Monet e la nascita del museo dell’Orangerie.
Marco Ariano; QUI – topografie paradisiache dell’immanenza
Marco Giovenale (differx) GIARDINO RECI(N)TATO
Massimo Arduini; The Earthly Paradise
Niccolò Daviddi; Paradisi antichi e città invisibili
Raffaela Fazio; L’escatologia nella scultura funeraria dei primi cristiani
Paolo Albani; Adamo parlava svedese?
Roberto Gigliucci; Paradiso perduto
Roberto Tarallo; Paradisi fiscali: Eden dei cattivi?
Silvia Stucky; Paradisi senza io
Stefania Fabrizi; E quindi uscimmo a riveder le stelle
Tino Franco; In Paradiso ci sono già stato




