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cosa ha pensato lawrence weiner per il mare in agosto

LAWRENCE WEINER
Tracce / Traces
Ogni mattina nel cielo del litorale tra Ladispoli e Anzio
16 – 25 agosto 2020

All I do is make things and present them. Art presents a reality. Art doesn’t present a metaphor. The conversation with society is not: what is the function of art? The conversation with society is: what do people do with this stuff that other people make? What do people do with the idea that there are human beings making things and placing them in the world and that those things are just means for other people to understand their relationship to the world?
Lawrence Weiner

Per l’estate del 2020 MACRO presenta TRACCE / TRACES, una mostra di Lawrence Weiner prodotta dal museo per uscire dai suoi spazi canonici e svolgersi in cielo, manifestandosi in una serie di banner aerei sul tratto di litorale che va da Ladispoli ad Anzio.

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carta da parato / tomaso binga. 1976

“Tomaso Binga’s [=Bianca Menna’s] installation ‘Carta da parato’ (Wallpaper) (1976-2017) […]. In 1976, the artist filled every wall space in an upper-middle-class house with wallpaper on which she had manually written ‘a-semanticized’ graphic markings. The artist, wearing an outfit made of the same paper, alludes to the Italian expression ‘being wallpaper’, normally attributed to women who, in certain contexts, had to keep their thoughts and opinions to themselves”.

(Benedetta Carpi De Resmini, curator – with Laima Kreivitė – of the art exhibition and catalog “M/A\G/M\A. Body and Words in Italian and Lithuanian Women’s Art from 1965 to the Present”. Exhibit held in Rome, Jan. 25th – Apr. 2nd, 2018; and Vilnius, Apr. 14th – Jun. 4th, 2018. Catalog published by Quodlibet, p. 75)

“alfonso leoni, genio ribelle” al mic faenza, 1 ottobre 2020 – 19 gennaio 2021

Alfonso Leoni (1971)

Alfonso Leoni, il genio ribelle
Il MIC di Faenza dal 1 ottobre al 19 gennaio dedica una mostra a una meteora dell’arte, indiscusso talento e innovatore, per celebrare i 40 anni della sua scomparsa

Un assoluto protagonista dell’arte contemporanea, un genio talentuosissimo e ribelle, purtroppo prematuramente scomparso. Ad Alfonso Leoni, nel quarantesimo anno della sua scomparsa, è dedicata la prossima grande mostra del MIC di Faenza. Un lungo lavoro di ricerca, a cura di Claudia Casali, in collaborazione con l’Archivio Leoni, che raccoglie per la prima volta in una antologica tutto il lavoro dell’artista, con l’obbiettivo di analizzare la ricca e intensa produzione dedita non solo alla ceramica ma anche ai diversi linguaggi della contemporaneità (pittura, grafica, design, scultura).
Nonostante Alfonso Leoni viva in provincia (studia arte e ceramica all’Istituto d’Arte Ballardini in cui, dal 1961, divenne anche docente di Arti Plastiche) la sua ricerca artistica è costantemente controcorrente, proiettata al nuovo: a scardinare la ceramica da meri aspetti tecnici e funzionali per elevarla a materia scultorea.
Leoni è figlio del proprio tempo. Un periodo quello di fine anni ’60 e ’70 di lotte e contestazioni che in arte si traduce in neoavanguardia: pop art, nuovo realismo, happening, performance e minimalismo. Si aggiorna sull’arte contemporanea e guarda a Fontana, a Leoncillo e allo stesso tempo all’arte giapponese. Capisce che gestualità, azione e imperfezione (la wabi-sabi, bellezza dell’imperfetto della filosofia buddhista) sono temi quasi intrinsechi al suo mezzo prediletto: l’argilla.
Il critico Enrico Crispolti lo prese sotto la propria ala e scrisse: “Interessava a Leoni il gesto più che il prodotto”. Ricordiamo le azioni di protesta e le performance presentati alle due edizioni del 1974 e 1976 del Premio Faenza, dove nella prima espone le proprie opere coperte da un lenzuolo come gesto critico contro la competenza della giuria e, nella seconda, distribuisce ai visitatori argilla cruda mentre lui distrugge con un martello sue vecchie opere, per poi impastarle in una grande sfera. E, infine, le “macchine celibi” del 1972-73, una serie di carrarmati eseguiti a colaggio che erano un chiaro segno di contestazione contro la guerra.
La sua produzione esplora le possibilità di altri materiali come la carta, la pittura e il metallo anche applicate al design arrivando, a volte, a soluzioni precorritrici dei tempi. Ricordiamo il Premio Faenza del 1976. Le “Vetrine archeologiche” una sorta di ready made che confonde la diacronia della storia in un’operazione che, in piccolo, ricorda quella realizzata da Damien Hirst nel 2017 con la mostra Treasures from the Wreck of the Unbelievable di Venezia o la pratica, oggi molto comune, di riutilizzare materiale di scarto come gli sfridi di lamiera per realizzare sculture o riciclare fogli di carta e cancellare pagine di patinate riviste di moda.
E poi il design applicato all’industria. Avvia la collaborazione prima con le Maioliche Faentine, poi con le tedesche Villeroy & Boch e Rosenthal, che riconobbero immediatamente il suo talento, fornendo atelier e assistenti per realizzare le sue innovative idee.
Nella sua pur breve carriera Leoni ha lasciato un’impronta e una eredità fondamentali per tutto il mondo della ceramica faentino e non solo. “Leoni è stato in grado di porre al centro della riflessione la ceramica, come provocazione, come canto fuori dal coro, metafora di cambiamento intellettuale innanzitutto. – spiega la curatrice Claudia Casali – Egli è ripartito dalla ceramica riconsiderandola dal punto di vista concettuale quale materiale dell’arte contemporanea. Aveva compreso che la ceramica era materia tanto antica quanto attuale”.
Per l’occasione verrà pubblicata da Silvana editoriale un’ampia monografia di 380 pagine, con oltre 400 immagini, a ripercorrere un’intensa, breve, carriera artistica.

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16-20 marzo 1977, cavriago (reggio emilia): festival “tendenze d’arte internazionale”

apparizione improvvisa e fragorosa di Emilio Villa accanto a Corrado Costa, da 9′ 47” a 10′ 26” —
“distruggere il potere subito subito subito subito”

tre frammenti video dal “tiresia” // giuliano mesa / agostino di scipio / matias guerra

grazie a Matias Guerra:

oggi, 9 settembre, a roma, al museo macro in via nizza: un’opera di gino de dominicis commentata da giuseppe garrera

dalla Collezione Giuseppe Garrera
https://www.museomacro.it/it/agora-it/unopera-gino-de-dominicis/

lezione di G.G., alle 18:30

prenotazione obbligatoria sul sito del museo:
https://www.museomacro.it/it/prenotazione/

IMPORTANTE: assicurarsi che ci siano ancora posti disponibili

roma, galleria d’arte moderna (via francesco crispi 24): sten + lex, “rinascita”, dal 17 settembre al 22 novembre

http://www.galleriaartemodernaroma.it/it/mostra-evento/sten-lex-rinascita

Galleria d’Arte Moderna,

Chiostro

In esposizione una selezione di opere formato medio-grande tra cui stencil poster e stampa su carta con sostegni di ferro, legno e vetro, e un’installazione stencil poster nel chiostro della Galleria.

Rinascita, rinnovamento e rigenerazione sono solo alcuni dei cardini ideali dello stile innovativo di Sten Lex, pionieri dello stencil poster, che li ha resi gli urban artists italiani più celebri a livello internazionale. La costante sperimentazione, che costituisce il segno della loro arte, ha condotto i due artisti all’invenzione dello “stencil poster”, una tecnica basata sulla combinazione di mezzi toni e stencil, che si ispira alle incisioni classiche e alle stampe odierne, designandoli come “incisori del nuovo millennio”.

Sten Lex sono gli artisti italiani di Urban Art più conosciuti a livello internazionale ed hanno partecipato a mostre e festival in tutto il mondo, tra cui il “Cans Festival” organizzato da Banksy.

Sten Lex sono conosciuti inoltre per la tecnica dello stencil poster, ideata dagli artisti stessi, che vede la matrice dello stencil come parte integrante dell’opera grazie a un lavoro d’intaglio, rimozione e di successiva rivelazione dell’opera.

L’installazione stencil poster di Sten Lex è realizzata in contemporanea alla mostra di Shepard Fairey, uno degli artisti di Urban Art più conosciuti a livello globale.

La mostra è organizzata in collaborazione con Wunderkammern Roma – Milano.

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oggi, 6 settembre, per il festival “di là dal fiume”, a cura del teatroinscatola: il film “domani”, la cabina fotografica di franco vaccari, lo spettacolo di jacopo fo

da https://www.teatrionline.com/2020/09/di-la-dal-fiume-ecco-gli-appuntamenti-del-5-e-6-settembre/


OGGI
, Domenica 6
il festival propone la proiezione al Teatro Verde (ore 18.00) del documentario ambientalista francese Domani, di Mélanie Laurent e Cyril Dion. Il film è un documentario on the road, che attraversa parte dellEuropa e degli Stati Uniti e approda fino in India e allisola della Réunion, alla ricerca di esempi virtuosi, cioè le soluzioni più efficaci per dimostrare che un domani migliore è possibile. Partendo da una ricerca pubblicata nel 2012 dalla rivista Nature, i due registi immaginano un nuovo futuro partendo dagli esperimenti più riusciti nei campi dellagricoltura, energia, urbanistica, economia, democrazia e istruzione. Risultato: una sorprendente, contagiosa e ottimista spinta al cambiamento, a partire già da domani, lasciando ai disaster movie il conto dei danni possibili e andando ad illuminare con la torcia quei pochi luoghi del mondo in cui si produce cibo riparando la natura anziché distruggerla, si abbattono le emissioni, si creano catene produttive in cui i rifiuti non riciclabili sono inesistenti, si rimette in moto leconomia del luogo, si agisce per democrazia diretta, si (re)insegna ai bambini a risolvere i conflitti, a sentirsi responsabili verso gli altri e lambiente, a uscire dalla logica di un consumismo che porta solo problemi e disuguaglianze.

In serata si torna (ore 21.00) a Porta Portese, via Angelo Bargoni, dove il festival renderà omaggio allartista e fotografo Franco Vaccari (alla sua opera presentata alla Biennale darte di Venezia del 1972: Esposizione in tempo reale N. 4. Lascia sulle pareti una traccia fotografica del tuo passaggio). Sua è l’immagine in bianco e nero del poster di questa edizione del festival, quei mosaici di volti sul muro della Biennale sono improvvisamente diventati attuali e familiari: rimandano alle videochiamate, alle videolezioni, alle videoconferenze di oggi. Di là dal fiume renderà disponibile gratuitamente una macchina per fototessera vintage (fornita dalla ditta DEDEM che è la stessa che da cinquantanni collabora con Vaccari e che realizza e gestisce tutte le cabine per fototessere italiane e non solo) e il pubblico potrà lasciare una traccia della sua partecipazione al festival.

La chiusura (ore 21.30) è affidata a Jacopo Fo, che (sempre in via Angelo Bargoni) presenta il monologo scritto e detto sul palco Ecologia, follia e dintorni. Una conferenza-spettacolo che intende sposare lIronia con la Scienza, al fine di trasmettere alle persone, e soprattutto alle nuove generazioni una certa sensibilizzazione ai temi ambientali, non rimanendo però sul teorico, ma promovendo veri e propri atteggiamenti ecovirtuosi, sperimentati e accertati come metodi innovativi che gravitano in piena sintonia con una vera e propria economia del risparmio”.

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