IMPORTANTE: una raccolta fondi a sostegno delle persone indagate per aver manifestato a Milano, durante lo sciopero generale, contro il genocidio del popolo palestinese:
tutte le informazioni qui: https://gofund.me/26e4fdfe7
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IMPORTANTE: una raccolta fondi a sostegno delle persone indagate per aver manifestato a Milano, durante lo sciopero generale, contro il genocidio del popolo palestinese:
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La stretta. Il Governo ha colpito con provvedimenti anche i nonviolenti che si battono per l’ambiente. Per contestualizzare l’ultimo decreto «sicurezza» (adottato dal Consiglio dei Ministri del 5 febbraio 2026), è bene ricordare che si tratta solo dell’ultimo di una serie impressionante di «Decreti sicurezza» proposti e adottati dal governo Meloni.
Per leggere cliccare su
https://ilmanifesto.it/tutti-i-decreti-sicurezza-della-maggioranza
dagli aggiornamenti di Amnesty International:
(1) Carola Rackete è libera.
(2) La solidarietà non è reato e
(3) la Libia non è un porto sicuro
La giudice per le indagini preliminari di Agrigento ha deciso di disporre il rilascio della comandante della nave Sea Watch 3 Carola Rackete. Come comandante della nave, Carola Rackete ha rispettato l’obbligo di soccorrere persone in mare e farle approdare in un luogo sicuro.
Soccorrendo uomini, donne e bambini nel Mediterraneo e trasportandoli in un porto sicuro dopo settimane trascorse in mare – ha aggiungo la nostra ricercatrice –, Carola Rackete ha fatto il suo dovere secondo il diritto internazionale e la legge italiana. Negandole un porto, sono state le autorità italiane così come quelle maltesi a violare quelle stesse norme.
Carola Rackete è la prima vittima delle nuove, dure norme sulla sicurezza chiamate “decreto sicurezza bis“, redatte col palese intento di porre fine alle attività di ricerca e soccorso in mare da parte delle Ong.
Invia anche tu un messaggio di solidarietà a Carola Rackete e falle sentire la tua vicinanza, cercheremo di consegnarglielo quanto prima: https://www.amnesty.it/io-sto-con-carola/