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florinda fusco commenta “sul distrarsi in sala”, di mg (da “oggettistica”)

Florinda Fusco commenta un frammento da Sul distrarsi in sala, di Marco Giovenale
(da Oggettistica)

due testi da “oggettistica”

Due testi da Oggettistica letti in occasione del Roman Poetry Festival, a Roma (Wegil, Largo Ascianghi), 16 giugno 2019: youtu.be/0AaE_I1_GoY (video sullo spazio YT di Igor Patruno, e visibile anche all’indirizzo youtu.be/0AaE_I1_GoY); e facebook.com/alberto.damico/videos/10220131708431142/ (video di Alberto D’Amico, visibile anche all’indirizzo youtu.be/92r7sYOv0JY)

un’intervista su “quasi tutti”: da oggi nel sito di nazione indiana


Oggi su Nazione indiana un’intervista sul libro Quasi tutti, uscito per Miraggi Edizioni.
Si nominano o sottintendono tra l’altro: scritture di ricerca, romanzo e antiromanzo, googlism, cut-up, eavesdropping da bar o libreria, Händel, Joyce, San Paolo, poesia, post-poesia, Lacan, Carmelo Bene, spostamento dell’inconscio, Franco Moretti, America del sud, assertività, non-assertività, compassi, Copernico contro Tolomeo (ovviamente vince Tolomeo, purtroppo), flarf, scrittura di genere, antimateria, differx.it, materiali da film, John Swan e lo Speculum mundi (qui in immagine), e Oggettistica.

nazioneindiana.com/2020/08/24/intervista-a-marco-giovenale-su-quasi-tutti/

Grazie alla redazione di N.I. e ad Andrea Inglese per l’ospitalità.
E ovviamente grazie a Gianluca Garrapa per le domande.

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N.b.: nell’impaginazione sul sito, i corsivi sembrano concludere le mie risposte: in realtà introducono le domande. Sono lo spunto da cui Garrapa parte per i suoi interrogativi.
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3 prose da “oggettistica” (e altre) nel verri

Tre testi dal tutt’ora inedito Oggettistica sono nel n. 72 (feb. 2020) del “verri”, pp, 94-97. La rivista è scaricabile o leggibile interamente online: https://slowforward.net/2020/04/12/il-verri-n-72-febbraio-2020-la-poesia-fa-male/, https://archive.org/details/verri_72_la_poesia_fa_male/mode/2up, https://slowforward.files.wordpress.com/2020/04/verri_72_la_poesia_fa_male.pdf

Altri erano già usciti nel n. 66 (feb.2018), ossia nel numero monografico dedicato a Nanni Balestrini. (Si può consultare l’indice qui: https://slowforward.files.wordpress.com/2018/05/verri66_balestrini.pdf).

esce il nuovo numero (marzo 2020) di “rossocorpolingua”

esce il nuovo numero della rivista “Rossocorpolingua”:
http://www.rossocorpolingua.it/index.php?it/224/numero-1-marzo-2020

(e non nascondo che mi fa piacere che contenga un mio testo da Oggettistica, oltre a una ‘fotografia’ di una possibile bibliografia di e su Roberto Roversi, per come poteva apparire nel 1999-2000)

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versione html dei frammenti dalla “scrittura celibe” vista da maurizio grande in marco ferreri

Scrittura celibe : vista da MG in MF

 

Dal saggio La scrittura celibe, di Maurizio Grande (nel libro a c. di Stefania Parigi, Marco Ferreri. Il cinema e i film, Marsilio, Venezia, 1995). [Tra parentesi quadre: annotazioni prese durante la lettura in biblioteca]

 

Idea di una “destituzione di rilievo delle procedure di montaggio”.

“L’inquadratura è celibe perché non ha bisogno di ‘accoppiarsi’ a un’altra inquadratura” (p. 4)

                                               [variazione sulla new sentence?]

“Le inquadrature non vengono concepite come elementi parziali di un insieme (la sequenza) da ricostituire mediante le operazioni di montaggio; esse per lo più insistono nel montaggio, restano un fuori-campo autosufficiente, un quadro sotto il film” (p.4)

                                               [un pensiero-testo sotto la sequenza di scrizioni, ma addirittura sotto il periodo, sotto e prima della frase, è l’idea che in altro contesto chiamerei microlettura]

                                               [elementi pressoché puntiformi, o piccoli segmenti, di senso]

“Il montaggio di Ferreri è congiuntivo, senza essere per questo meramente additivo: congiunge e non coniuga, accosta e non salda, avvicina e non fonde. In tal modo, le inquadrature non vengono ‘aspirate’ nelle operazioni di montaggio, bensì congiunte su una linea di contiguità che non è solo successione, ma è deriva metonimica dei circostanti” (p. 4)

“La macchina celibe è fredda, non dà né riceve; si è sottratta alla fatica delle trasformazioni, non subisce la metamorfosi della produzione” (p. 5)

Il reale come oggetto inorganico della visione (p. 5) Continua a leggere

florinda fusco legge giuliano mesa: audio della serata in camera verde (16 nov 2019), con interventi di vari autori


Letture di testi di e per GIULIANO MESA

@ La camera verde, via G. Miani 20, Roma
Sabato 16 novembre 2019, h. 19

Florinda Fusco legge frammenti in flusso unico da
Quattro quaderni e da Tiresia

Inoltre, testi dedicati a Giuliano:
di

Luigi Severi, Fabio Orecchini, Simona Menicocci, Marco Giovenale

 

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[Purtroppo, una sequenza di annotazioni e letture dal pubblico, successiva, è andata persa per un problema tecnico]

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un altro video della lettura al wegil (16 giugno 2019)

Tifo per questo (felicemente movimentato e completo) video della lettura al Wegil, 16 giugno 2019. I due brani da Oggettistica sembra siano stati apprezzati… (con un granello di narcisismo suggerisco di ascoltare fino alla reazione del pubblico, inclusa). Grazie ad Alberto D’Amico che non si è fatto sfuggire il kairos.