Un presupposto: le definizioni di letteratura sono infinite, non esiste una definizione di letteratura.
Una domanda legittima: è la letteratura, dunque, a non esistere?
Una definizione possibile: la letteratura è ciò che ci conferma.
Una definizione possibile: la letteratura è ciò che ci mette in dubbio.
Un modo di confermarci: considerare letteratura quella che dice ciò che pensiamo.
Un modo di confermarci: considerare letteratura quella che smentisce opinioni contrarie alle nostre.
Un modo di confermarci: concepire la letteratura a partire da un’opinione.
Un modo di confermarci: concepire la letteratura a partire dai suoi temi.
Un modo di confermarci: considerare la letteratura come espressione di un io.
Un modo di confermarci: considerare letteratura ciò che dice.
Un modo di metterci in dubbio: considerare letteratura anche ciò che dice in altro modo.
Un modo di metterci in dubbio: considerare letteratura anche ciò che dice qualcom’altro.
Un modo di metterci in dubbio: considerare letteratura anche ciò che non dice.
Una domanda frequente: di cosa parla questo libro?
Una domanda infrequente: come funziona questo testo?
Un atteggiamento frequente: criticare il mainstream.
Un atteggiamento frequente: adottare ottica, obiettivi, parametri di valutazione, comportamenti mainstream.
Alcuni luoghi, entità e figure in cui si attua la combinazione dei due atteggiamenti frequenti sopra indicati: le librerie indipendenti, le case editrici indipendenti, le riviste indipendenti, i blog in cui ci si occupa di letteratura, i lettori e le lettrici forti, un numero incalcolabile di autrici e autori.
Un esempio di combinazione dei due atteggiamenti frequenti sopra indicati: un editore indipendente esulta per la partecipazione a un premio mainstream come riconoscimento del valore di tanti anni di lavoro la cui direzione dichiarata è sempre stata opposta al mainstream.
Un esempio di combinazione dei due atteggiamenti frequenti sopra indicati: un autore/autrice esordiente/emergente calibra il suo prossimo romanzo sul modello ottocentesco – identico a quello dell’attuale mainstream – aggiornandone i temi: viene pubblicato da un editore indipendente.
Un esempio di combinazione dei due atteggiamenti frequenti sopra indicati da parte di tutti i luoghi, entità e figure sopra indicati: un libro è indesiderabile, a prescindere dalle intenzioni e dalle forme consapevolmente adottate da chi l’ha scritto, a prescindere dalla sua coerenza interna o ricercata incoerenza, se: evita di narrare qualcosa, non risulta immediatamente comprensibile, costringe a rileggere più volte uno o più passaggi, non si affida a un contenuto o a una tesi.
Un risultato: il libro accettabile è il libro mainstream.
Un risultato: chi vuole scrivere è portato ad aderire a forme e contenuti del prodotto medio per non risultare editorialmente inesistente.
Un risultato: chi vuole scrivere spesso non si accorge nemmeno del risultato precedente.
Un risultato: è sempre più diffusa l’equazione tra editing e normalizzazione.
Un risultato: sono sempre più diffuse per automatismo le equazioni tra semplicità e autenticità, tra autenticità e verità, tra verità e letteratura: equazioni possibili come qualunque altra a seconda del testo di riferimento, per esempio quella tra complessità e idiozia, tra complessità e profondità, tra semplicità e stupidità, tra complessità e mondo, tra mondo e nulla, tra i miei gusti e i tuoi.
Un risultato: il prodotto medio mainstream è indistinguibile dal prodotto medio indipendente per stile, struttura, lettore di riferimento, comunicazione: ciò a cui si assiste è la difesa a oltranza dello status quo.
Una precisazione: ciò che manca non è la qualità: è la possibilità di un’alternativa: una smentita, di fatto, dei significati delle parole indipendenza e bibliodiversità, i cui significanti continuano a circolare ostentati e inerti.
Un’ipotesi: il mainstream è una forma mentis ormai onnicomprensiva: ha raggiunto il punto di non ritorno dal quale la letteratura è l’ultima preoccupazione dei libri e di chi se ne occupa.
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podcast dell’intervista di mg a radiotre suite su “il cotone”
https://www.raiplaysound.it/audio/2022/02/Radio3-Suite—Magazine-del-20022022-94a719a3-1c47-4bbb-a4b0-a560f9899934.html
intervista a mg su Il cotone: a circa 16′ 44”
ossia precisamente qui:
https://www.raiplaysound.it/audio/2022/02/Radio3-Suite—Magazine-del-20022022-94a719a3-1c47-4bbb-a4b0-a560f9899934.html?ts=995
il libro:
https://www.zacintoedizioni.com/product-page/il-cotone
16 febbraio 2010: “prosa in prosa” @ esc (frammenti low-res)
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Presentazione di “Prosa in prosa” (Le Lettere, collana fuoriformato, Firenze 2009), a cura di ESCargot, 16 febbraio 2010.
Il primo video è di Vincenzo Ostuni, il secondo di Sergio Garufi.
Su YouTube tutti i dettagli e i dati.
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La ristampa TIC 2020 di Prosa in prosa, con grafica di Enrico Pantani e interventi critici di Paolo Giovannetti e Gian Luca Picconi, è disponibile qui: https://ticedizioni.com/products/prosa-in-prosa
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oggi, alle 22, “il cotone”, di mg @ radiotre suite
IL COTONE
(Zacinto/Biblion, 2021)
a Radio3 Suite
oggi, domenica 20 febbraio
alle ore 22 circa
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Marco Giovenale
in dialogo con
Fabio Cifariello Ciardi
evento facebook:
https://www.facebook.com/events/632698421338632
“il cotone”, di mg @ radiotre suite, domenica 20 febbraio, h. 22
IL COTONE
(Zacinto/Biblion, 2021)
a Radio3 Suite
domenica 20 febbraio
alle ore 22 circa
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Marco Giovenale
in dialogo con
Fabio Cifariello Ciardi
evento facebook:
https://www.facebook.com/events/632698421338632
sul cucchiaio nell’orecchio: “è valore, il caffè si ribella allo stato”
vorrei attirare la vostra attenzione su vorrei attirare la vostra attenzione:
siamo a un paio di passi, o metà di un paio, dal crollo postremo dell’occidente & dalla fine del mondo, e ancora come se niente fosse dico queste cose, di cui sono lieto: https://www.ilcucchiaionellorecchio.it/2022/02/e-valore-il-caffe-si-ribella-allo-stato/ senza la minima ombra di accelerazionismo.
e, a dirla tutta, ancora più profondamente affonderei il cucchiaio nell’orecchio del gentile pubblico.
tutti i testi di gaetano altopiano e di luca zanini sul sito ‘il cucchiaio nell’orecchio’
stasera, radiotre suite: “fluido fiume”, per il centenario dell’ulisse di james joyce
i microracconti del blog gorilla sapiens
video della presentazione del libro “il cotone”, di mg (@ la finestra di antonio syxty), con gian luca picconi
“il cotone” : 30 novembre @ la finestra di antonio syxty

evento facebook: https://www.facebook.com/events/895155957852897/
per seguire l’incontro:
https://www.facebook.com/lafinestradiantoniosyxty oppure https://www.youtube.com/channel/UCq6CNh-7ItkPcPpEXz14cCw
il libro:
https://www.biblionedizioni.it/prodotto/il-cotone/
e https://www.zacintoedizioni.com/product-page/il-cotone
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andrea zanzotto, andrea cortellessa, “premessa all’abitazione – abitare, zanzotto”
È un paradosso: battezzato alla poesia da dromomani di mitobiografica irrequietudine come Hölderlin e Rimbaud, Zanzotto è stato invece il più stanziale, il più ossessivamente centripeto degli autori. Tranne il servizio militare prestato nelle Marche, alla vigilia dell’8 settembre 1943, e una breve emigrazione in Svizzera alla fine della guerra, Zanzotto non ha mai voluto passare più di qualche giorno fuori da Pieve di Soligo. L’esperienza del “viaggio”, ricordando anche l’esilio del padre antifascista, s’innerva traumaticamente alle tragedie del Secolo Breve: e proprio questo, forse, lo ha sempre trattenuto nell’infinitamente riscritto palinsesto della Heimat. Ancora più radicate nel territorio sono le prose di Zanzotto, bellissime, che solo la magnitudine della sua poesia induce a trascurare: al centro di questo libro ce n’è una straordinaria, Premesse all’abitazione, che nel 1964 metteva a tema la sua «vita abitante» raccontando l’interminabile, nevrotica costruzione della Casa in cui passerà il resto della sua esistenza. La accompagnano cinque altre prose e una poesia dello stesso periodo, più un “fuorisacco” del ’78; solo in parte già noti, questi testi – come dirà a posteriori il loro autore – sono «indagini di quella che poi si autochiarì come coscienza ecologica»: e fotografano – anche fuor di metafora – tic e contraddizioni, scempi architettonici e urbanistici di quel «progresso scorsoio» che la Marca una volta Gioiosa, alla lunga, trasformerà nella “post-natura”, nel «paesaggio» «purulento», «cancerese» e «cannibalese» di Sovrimpressioni e Conglomerati.
A.C.
ninoaragnoeditore.it/opera/premessa-all-abitazione-abitare-zanzotto
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