




Dal 24 luglio al 15 agosto, la Galleria accoglierà l’esposizione temporanea di “Opere sciolte” su carta, liberamente selezionate entro una linea estesa di tempo e stili che parte dal dopoguerra per giungere ad oggi, passando per pittura informale, disegno grafico, poesia visiva, attraverso autori quali: Edoardo Franceschini, Sergio Vacchi, Mino Ceretti, Magdalo Mussio, Renato Spagnoli, Lamberto Pignotti, Luigi Tola, Ugo Caggiano, Pericle Fazzini, Virgilio Guidi, Ernesto Treccani …

https://facebook.com/events/s/vincenzo-ostuni-e-tic-edizioni/280350000080789/
Dopolavoro fluviale, 30 luglio 2020 presso Industrie Fluviali – via del Porto Fluviale, 35 (Roma):
ore 18.00: aperitivo
ore 19.00: presentazione di “Deleuze, o dell’essere chiunque chiunque” di Vincenzo Ostuni – Tic Edizioni
con
Vincenzo Ostuni
Marco Giovenale
Luigi Severi
ore 21.00: Cinestabilimento Fluviale a cura di Zaelia Bishop ed Emanuele Napolitano
Gli accessi sono limitati: prenota tramite WhatsApp al numero 3203177559. Per accedere è necessaria la mascherina (acquistabile anche in sede). All’ingresso verrà rilevata la temperatura corporea e fornito gel per sanificazione.
Rava vavàra, episode #23, has gone live last Tuesday, July 21st, through Archipel Radio, at 12:10 CET in Berlin 88,4 FM and Potsdam 90,7 FM, archipel.community/radio (straming).
Featuring: Lynn Book, Lale Rodgarkia-Dara, Marco Giovenale, Valentina Vetturi, Mikhail Bogdanov and others.
Now just listen to the podcast here: http://ravavavara.art/episode23
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Circa dieci anni fa ho scritto un testo, “6070”, per spiegare o meglio spiegarmi alcune cose e coordinate, latitudini della percezione, longitudini delle scritture, o viceversa, che mi parevano e mi paiono legate a un decennio particolare, quello che va – precisamente – da metà anni Sessanta a metà Settanta.
Lo scritto non era mai uscito fino ad ora. Certo, è e resta incompleto, criticabile, probabilmente parziale anche nella seconda accezione del termine. E si interrompe bruscamente.
Alla fine ne ho parlato con gli amici di OperaViva, e ora si può leggere qui: https://operavivamagazine.org/6070-2/. Migliori interlocutori non penso avrei potuto avere.
Forse non condivido più l’imp(r)udenza delle mie premesse, ma – aggiungo – resto persuaso degli elementi di fondo, linguistici e politici (e di politica del linguaggio), che osservavo e annotavo.
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Da quasi vent’anni e più fittamente dal 2006 si fanno esempi. Però sembra ancora difficile per tantissimi percepire le differenze con “la poesia”, e avvertire le identità (senza per questo rubricarle come ostili).
E pazienza, continueranno le proposte, le uscite.