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elementi sul festival di pari & dispari, cavriago 1977

qualche elemento sul

FESTIVAL TENDENZE D’ARTE INTERNAZIONALE – PARI & DISPARI
[ PERFORMANCE, CONCERTI FLUXUS, ESPOSIZIONI A CAVRIAGO ]
19 – 20 Marzo 1977

https://slowforward.net/2020/09/18/16-20-marzo-1977-cavriago-reggio-emilia-festival-tendenze-darte-internazionale/
con una apparizione improvvisa e fragorosa di Emilio Villa accanto a Corrado Costa, da 9′ 47” a 10′ 26” : “distruggere il potere subito subito subito subito”

la pagina sul sito di Pari&Dispari, relativa alla partecipazione di Emilio Villa:
https://www.pariedispari.org/eventi/emilio-villa-tendenze-darte-internazionale

la documentazione sul festival, nell’archivio di Pari&Dispari:
https://www.pariedispari.org/wp-content/uploads/2021/07/sintesi_festival_1977_bilingue-def_aggiornato.pdf
ripresa anche qui:
https://slowforward.files.wordpress.com/2022/04/festival-tendenze-darte-internazionale_-paridispari.pdf

su Rosanna Chiessi, in “Juliet”:
https://www.juliet-artmagazine.com/rosanna-chiessi-pari-dispari/

2 partiture di mesens (una “di” giulio bizzarri)

Edouard Léon Théodore Mesens
La partition complète complétée
1945
(fonte: http://pearoid.unblog.fr/2019/04/07/simon-watson-taylor-1923-2005-revue-n1-unique-parution-free-unions/)

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e

la stessa opera, inserita come negativo nella cartella di Giulio Bizzarri, Musica, Edizione Teatro Municipale di Reggio Emilia, 1973:

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fonte, per la cartella:
https://www.pariedispari.org/opere/giulio-bizzarri-musica-di-giulio-bizzarri

materiali asemici di mg/differx nell’archivio sackner @ iowa university

Sibille asemantiche (La camera verde)
2008
https://aspace.lib.uiowa.edu/repositories/5/archival_objects/879874

la strada non è libera [opera unica]
2008
https://aspace.lib.uiowa.edu/repositories/5/archival_objects/801928

[folded asemic writing]
2009
https://aspace.lib.uiowa.edu/repositories/5/archival_objects/801929

[asemic writings]
la data corretta è 2009, non 2008 come indicato sul sito
https://aspace.lib.uiowa.edu/repositories/5/archival_objects/801927
origine dei materiali (Atto senza attori, con Pietro D’Agostino):
https://slowforward.net/2011/04/24/marzo-2009-atto-senza-attori/

This Is Visual Poetry, cur. Dan Waber, n. 71
2011
https://aspace.lib.uiowa.edu/repositories/5/archival_objects/860695

Asemic Sibyls (Red Fox Press, collection C’est Mon Dada)
2013
https://aspace.lib.uiowa.edu/repositories/5/archival_objects/860775

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elenco con altri materiali non asemici (testi lineari in italiano e/o inglese):
https://aspace.lib.uiowa.edu/agents/people/8308

altri materiali asemici, anche di altri autori:
https://aspace.lib.uiowa.edu/subjects/3238

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“l’attore in quanto soggetto, non l’attore in quanto io” / cb nel 1988

rivista ancora. la puntata di Mixer Cultura del 15 febbraio ’88. andrebbe tutta trascritta (qualcuno lo ha fatto?) per rendersi conto di come e quanto l’Italia comunicante e comunicata sia il posto sbagliato per.

si può sostituire qualsiasi cosa. (come del resto i figuranti convocati a misinterpretare sarebbe stato possibile e lecito sostituirli con altri, altrettanto diafani).

Raboni stravaccato & ghignettino sul suo poltro-girello, lettore e latore del Corsera, perfino peggio della miseria di Davico Bonino. Tian che parla di “pubblico” e non gli viene da ridere. La sua spalla nemmeno va nominata, parla da sé e troppo.

ma proprio sagome disperse, irritazioni elettriche dello schermo. nel nebbione.

da ascoltare ci sono Grande, Manganaro, semmai; sarebbero stati, anzi, semmai. perché la scuola della comunicativa Rai non vi trova diletto, evidentemente. quattro battute e gli levano l’inquadratura.

allora.
presteranno orecchio – dopo più di trent’anni – i poeti e i guitti almeno a CB, che qui trascrivo da 5′ 16” in avanti? (ec)come dubitarne!

Dicevo appunto… dopo circa quattro secoli di teatro di testo a monte, ecco finalmente la scrittura di scena. Una volta il testo veniva (viene tutt’ora ahimé in occidente) riferito, si impara a memoria… Cioè è un teatro del detto, del già detto, e non del dire, e non del dire che sconfessa il detto e si sconfessa anche in quanto dire; cioè: si tende delle trappole, il dire, al dire stesso. Non è mai un dire del medesimo, comunque. Quindi: la scrittura di scena è tutto quanto non è il testo a monte. È il testo sulla scena. Il testo ha la medesima importanza che può avere il parco lampade, la musica, un pezzo di legno di cantinella qualunque, un barattolo… Questo è il testo nella scrittura di scena, chiaramente affidata alla superbia dell’attore; dell’attore in quanto soggetto, non più dell’attore in quanto io, cioè in quanto immedesimazione in un ruolo. Mi pare sia molto chiaro.

imparassero i poeti (ma non imparano) e i loro critici, e gli editori, la distinzione fra soggetto e io. non so più quante volte ripetuta, qui su slowforward e altrove.

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