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october 15, ostia: “yes” – the art exhibit

YES is the result of a GAP project that uses this online platform to document a series of projects from which exhibitions often arise such as the Frag Exchange Project or the no / MIND Project.

YES is also the title of an exhibition of solo and collaborative works at ARTHEKA 32 – in Ostia, a district in Rome, Italy, October 15-20 curated by GAP Founder Carl Heyward at the invitation of member artist Marino Rossetti.

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Presentation

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piero simondo, “laboratorio situazione esperimento”: dal 19 ottobre a torino

Piero Simondo, Senza titolo, 1962, monotipo su carta

PIERO SIMONDO. LABORATORIO SITUAZIONE ESPERIMENTO
a cura di Luca Bochicchio
Accademia Albertina – Torino
19 ottobre 2021 – 9 gennaio 2022

Martedì 19 ottobre 2021 alle ore 18, nell’ipogeo della Rotonda di Talucchi all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, aprirà al pubblico la mostra Piero Simondo. Laboratorio Situazione Esperimento, promossa dall’Archivio Simondo. Si tratta del primo approfondimento monografico e retrospettivo sull’opera di Piero
Simondo, tra i fondatori dell’Internazionale Situazionista e particolarmente legato alla città di Torino, dove l’artista si è spento il 6 novembre 2020 e dove ancora oggi ha sede il suo archivio.

Nato a Cosio di Arroscia (Imperia) nel 1928, Piero Simondo frequentò l’Accademia Albertina di Torino dal 1949 (contemporaneamente alla Facoltà di Chimica) e lavorò incessantemente come artista e teorico, creando gruppi cooperativi artistici come il CIRA e i Laboratori Sperimentali all’Università di Torino.

Curata da Luca Bochicchio, direttore scientifico del MuDA Casa Museo Jorn di Albissola Marina, la mostra offre per la prima volta un ampio sguardo sull’ampia produzione sperimentale dell’artista, dalle prime produzioni degli anni Cinquanta alle ultime degli anni Duemila.

Dopo l’anticipazione di Alba, presso la Chiesa di San Domenico (fino al 12 dicembre), la mostra di Torino costituisce la seconda tappa di una retrospettiva antologica sull’artista che si articolerà tra il Piemonte e la Liguria, regione in cui Simondo nacque nel 1928, e che oltre all’Accademia Albertina vedrà nel 2021 un evento collaterale a Casa Ramello, San Maurizio Canavese (a cura de La Bottega delle Nuove Forme). Nel 2022 il viaggio di questa mostra antologica proseguirà al MuDA Casa Museo Jorn di Albissola Marina (maggio 2022), con due spin-off: al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea (con opere di Simondo all’interno dell’allestimento Espressioni. Epilogo, gennaio 2022) e a Cosio di Arroscia (IM), con un evento nello Spazio Piero Simondo (estate 2022).

A integrazione della mostra sarà pubblicato un volume (coedizione Gli Ori-Albertina Press, con il contributo di Compagnia di San Paolo, Fondazione CRC e Fondazione De Mari) in italiano e inglese, con la duplice funzione di documentare l’esposizione e proporre una riflessione sulla figura dell’artista, grazie a contributi di autorevoli studiosi di critica e storia dell’arte, filosofia e visual studies: Luca Avanzini, Paul Bernard, Luca Bochicchio, Franco Brunetta, Flaminio Gualdoni, Karen Kurcynski, Lisa Parola, Sandro Ricaldone, Maria Teresa Roberto, Marco Senaldi, Sara Tongiani.

L’esposizione sarà aperta al pubblico dal 21 ottobre 2021 al 9 gennaio 2022.

poemim / katalin ladik. 1978

Dalla mostra Tecniche d’Evasione. Strategie sovversive e derisione del potere nell’avanguardia ungherese degli anni ’60 e ’70, a cura di Giuseppe Garrera, József Készman, Viktória Popovics e Sebastiano Triulzi. Roma, Palazzo delle Esposizioni, ottobre 2019 – gennaio 2020

anticipazioncina: emilio villa per tre (paragrafi)

Anche se il primo testo o paragrafo sembra in apparenza non riguardare direttamente Emilio Villa, io nel breve intervento di domani alla biblioteca Mozzi Borgetti in occasione della mostra villiana partirò proprio da qui: slowforward.net/2021/06/23/nioques-frisbees-e-altre-deviazioni-differx-2021/.

Il testo altro, o secondo paragrafo, è lo snodo che permette di iniziare ad annettere il lavoro di Villa a una sfera ontologica, non metafisica: slowforward.net/2021/09/28/segni-glifi-tracce-lovunque-di-emilio-villa/

Quindi il terzo paragrafo, che dirò domani e non anticipo, spiegherà come i due precedenti si integrino. E avanzerà qualche ipotesi su EV, in generale.

emilio villa domani alla biblioteca mozzi borgetti

dal sito della biblioteca:

“Contemporanea – mente”, Emilio Villa in mostra alla Mozzi Borgetti

“Contemporanea  – mente”, la prima rassegna sul contemporaneo organizzata dall’assessorato alla Cultura e i Musei civici di Macerata, con l’obiettivo di dare visibilità a quelle emergenze artistiche particolarmente significative nell’innescare processi creativi che danno la dimensione e la misura del mondo in continuo mutamento e fluido offerto dal nostro tempo, presenta il quarto appuntamento della stagione.

Dopo le mostre “FreeType” di Lorenzo Marini nella sale temporanee dei Musei civici, quella fotografica di Daniele Duca allestita nel Corridoio Innocenziano e lo spettacolo concerto dello Sperimentale Teatro A a Palazzo Buonaccorsi “Santa Giovanna la pazza”, dal 9 ottobre alla Biblioteca Mozzi Borgetti arriva la mostra “Crepita la carta. Libri e vertigini di Emilio Villa”.

L’evento, realizzato con il contributo della Regione Marche e il patrocinio del Comune di Macerata, è ideato e organizzato dall’artista romano Fabio Orecchini, membro dell’impresa creativa non-profit Nie Wiem di Ancona e della sua compagine editoriale Argolibri, in collaborazione con la libreria Catap di Macerata, rappresentata da Virgilio Gobbi e Andrea Balietti, curatore della mostra.

“ ‘Contemporanea – mente’ una rassegna nuova, – interviene l’assessore alla Cultura Katiuscia Cassetta –  che abbiamo fortemente voluto e che è già partita con importanti appuntamenti e ci accompagnerà per tutto il periodo invernale in cui in contemporanea vivremo momenti di arte, letteratura, ricerca e approfondimenti sulle emergenze del contemporaneo riscoprendo le tante spinte e ricchezze presenti sul territorio. Istituzioni ancora una volta insieme per avere uno sguardo attento e profondo. Un calendario di qualità che si allarga a tutta la città e ci auguriamo incuriosisca molti.”

Il catalogo

Il catalogo dell’esposizione, un libro-oggetto realizzato con pregiate carte differenti per ogni pagina, per la cura di Giorgiomaria Cornelio, ideato e curato graficamente da Lucamatteo Rossi, e stampato presso le storiche Grafiche Fioroni, accoglierà inoltre i contributi di Bianca Battilocchi, Gabriella Cinti e Marco Giovenale, a rappresentare tre diversi modelli di estensione e virtualizzazione villiana ai nostri tempi.

Il vernissage

Gli stessi autori saranno ospitati per il vernissage del 9 ottobre – l’apertura della mostra sarà alle 17 – nell’Auditorium della Biblioteca per presentare i loro studi e le loro pubblicazioni recenti. Sempre nel pomeriggio, ospite d’onore, uno dei più importanti poeti sonori e visivi del mondo, il maestro Giovanni Fontana, che darà corpo, anima e voce ai Tarocchi di Emilio Villa con la sua performance “Omo en procinto de mortale letale jactura”. Mentre per l’evento di chiusura previsto per il 7 novembre,  la mostra ospiterà il reading di Maurizio Boldrini, regista e interprete, fondatore del Minimo Teatro, voce unica nel panorama nazionale, capace di restituire le vibrazioni arcaiche e futuribili della mistica-poetica di Emilio Villa.

“Villa – Renaissance”

Sono oltre venti anni che assistiamo a quella che il critico Andrea Cortellessa ha giustamente definito una “Villa-Renaissance”, con una intensificazione acuta di pubblicazioni, ritrovamenti di testi inediti, mostre, studi critici e nuove restituzioni, della ‘caosmogonia’ poetica ed artistica di Emilio Villa, oramai, finalmente diremmo, riconosciuto come uno dei massimi rappresentanti della cultura europea del secondo Novecento.

Un’esperienza singolare

Presentare proprio a Macerata una mostra su Emilio Villa e colmare le antiche teche della Biblioteca di curiosi oggetti poetici, libri d’artista unici e perlopiù introvabili, e rare carte manoscritte sparse e disperse dell’immaginario villiano, significa riscoprire e, almeno in parte, ‘restituire’ una delle più prolifiche e singolari esperienze  che questa città abbia mai ospitato in fatto di ricerca poetica e sperimentazione artistica.

Da questa straordinaria stagione provengono i libri sulle celebri Idrologie (sfere testuali di plastica trasparente contenenti acqua e firmati Villa, Craia, Cegna),  i titoli perduti della fantomatica collana Lapsus diretta dallo stesso Villa (che riunisce autori quali Claudio Parmiggiani, Corrado Costa, Giulio Turcato, ecc.), l’inudibile disco in cartone intitolato DISCOrso, il fuori-formato Green, opera-libro polimaterica, tesa alla ricerca di una estrema concrezione testuale su materiali poveri o ancora il cibernetico Brunt H Options 17 eschatological madrigals captured by a sweetromantic cybernetogamig vampire, by villadrome, realizzato in pochi esemplari unici con varianti e interventi a mano su copertina e testo.

Le opere come tracce da seguire

Queste opere, insieme a molte altre pubblicate in Italia e all’estero dagli anni Sessanta ad oggi, tra cui la Scrittura luminosa realizzata a partire dalle confezioni in cartone “forato” degli imballaggi delle banane, o le misteriose carte dei Tarocchi dipinte dall’artista Mario Padovan con testi originali di Villa, a manifesti in copia unica e a “crepitanti” fogli sciolti e manoscritti (come non citare una preziosa agenda del 1980 contenente gli studi preparatori per il celebre catalogo Pittura dall’India tantrica : Mantra Mandala Yantra) saranno esposte come tracce da seguire – o come sonde – per immergersi nella straripante ricerca di Emilio Villa (1914-2003) poeta, scrittore, promotore d’arte, traduttore e biblista, geniale e polimorfo interprete di quella che Stelio Maria Martini definì una “avanguardia permanente”.

Informazioni per la visita

La mostra è visitabile, nell’ambito delle visite guidate alla Biblioteca Mozzi Borgetti, dal lunedì al sabato alle ore 11, 12, 14, 15, 16, 17 e 18  (sabato pomeriggio e domenica chiuso).

I visitatori possono prenotarsi compilando il form https://forms.gle/voCnde5x7Lr9WPph9

Come stabilito dalla recente normativa, per prendere parte alle visite guidate, è obbligatorio esibire il Green pass.

oggi: 7 ottobre, genova, inaugurazione di “ricerce verbosonovisive”, a cura di sandro ricaldone

Tomaso Kemeny

RICERCHE VERBOSONOVISIVE
a cura di Sandro Ricaldone
presso Leonardi V-idea – Genova
vico San Giorgio 2

Inaugurazione OGGI giovedì 7 ottobre 2021, alle ore 18 (e fino alle 24)

7 ottobre – 2 dicembre 2021

Negli anni successivi alla conclusione del secondo conflitto mondiale, le ricerche avviate in maniera esplosiva dalle avanguardie futuriste e dadaiste, con i loro diversi addentellati, e coltivate – in margine alla direttrice portante del movimento – da alcuni surrealisti, hanno ripreso il loro procedere negli ambiti delle pratiche verbali, strettamente legate alle dimensioni visive e sonore della parola (o del suo materiale primario: la lettera, il fonema) e nel suo rapporto con il segno o – tra analogia e antitesi – con l’immagine massmediatica.
In questo rinnovato fermento si sono intrecciati gli apporti di gruppi e movimenti diversi: dal Lettrismo, creato nel 1946 da Isidore Isou, alla Poesia sonora di Henri Chopin e François Dufrêne; dalla poesia concreta germinata in Brasile e in area mitteleuropea, non senza propaggini italiane (Arrigo Lora Totino, Adriano Spatola) alla Scrittura visuale degli Oberto e di Ugo Carrega; dalla poesia tecnologica dei fiorentini Lamberto Pignotti ed Eugenio Miccini alle prove dei napoletani di Linea Sud (Stelio Maria Martini, Luciano Caruso) per finire con le grafie musicali di Sylvano Bussotti e le partiture verbali di Giuseppe Chiari
La mostra che Leonardi V-idea presenta dal 7 ottobre, riunisce – senza ambizioni di sistematicità, ma coinvolgendo un importante numero di autori – materiali d’epoca (originali, multipli, riviste, volumi, vinili, registrazioni video e sonore) che attengono agli svolgimenti di queste tendenze, creando un contesto pluridimensionale nel quale si inserisce un nuovo lavoro di Roberto Aloi, che offre, utilizzandola come spartito, una lettura musicale di una tavola verbovisiva di Tomaso Kemeny.

A cura di Sandro Ricaldone

La mostra è aperta dal martedì al sabato dalle 16,30 alle 19,00 a partire dall’8 ottobre fino al 2 dicembre, presso gli l’archivio Leonardi V-Idea in vico San Giorgio 2.

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evento facebook: https://www.facebook.com/events/230164925713990/

alcune immagini :