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gilles clément: “si les parallèles se croisent…”: 10 juillet – 16 octobre 2022

Sandro Ricaldone

GILLES CLEMENT
Si les parallèles se croisent…
Commissariat : Fabienne Grasser-Fulchéri, assistée d’Alexandra Deslys et de Claire Spada
eac espace de l’art concret – Mouans-Sartoux
10 juillet – 16 octobre 2022

Jardinier, paysagiste et botaniste, Gilles Clément fut invité à imaginer la réhabilitation du parc du château de Mouans-Sartoux en 2004, qui a accompagné l’ouverture du bâtiment de la Donation Albers-Honegger, fruit des architectes suisses Gigon & Guyer.
Pour la commune commanditaire du projet et l’Espace de l’Art Concret, l’objectif de cet aménagement était de lier les trois lieux du centre d’art que sont la donation, le château et les ateliers pédagogiques construit par Marc Barani tout en favorisant l’accès depuis le village.
En 2022, une nouvelle facette de la ville se construit avec la création du parking multimodal et son parvis végétalisé. C’est en toute logique que la municipalité a demandé à Gilles Clément de prolonger sa réflexion en liant l’ancien et le nouveau projet.
À cette occasion, l’eac. présentera dans les galeries du château un parcours thématique autour du travail de Gilles Clément.
Connu dans le monde entier pour ses jardins et ses engagements écologiques et politiques en faveur d’une coopération avec la nature, il est l’inventeur des concepts de « Jardin en mouvement », « Jardin planétaire » et « Tiers-paysage », prônant la nécessaire coopération avec la nature qui conduit le jardinier à « observer plus et jardiner moins ».
Le parcours mettra l’accent sur ces trois concepts fondateurs à travers des documents, photographies et témoignages. Derrière ces notions apparaissent en filigrane les valeurs qui n’ont cessé d’animer le paysagiste : les voyages et la rencontre avec l’autre, la transmission et la création. Toutes rejoignent la philosophie et le projet portés par Gottfried Honegger et l’eac. depuis 1990.
L’exposition sera aussi l’occasion de présenter une sélection d’éléments d’archives issus des deux réalisations de Gilles Clément dans le parc du château de Mouans en 2004 et 2022.
Fidèle à sa mission de soutien à la jeune création, l’eac. invitera également des artistes contemporains à partager la pensée et les actions du créateur paysager.

la “capsula del tempo” di tommaso cascella e sandro scarmiglia: a bomarzo il 16 luglio

CAPSULA DEL TEMPO

Tommaso Cascella – Sandro Scarmiglia

a cura di Serena Achilli

 

OPENING: 

Sabato 16 luglio, dalle ore 17

GIARDINO DEL SACRO BOSCO DI BOMARZO (VT)

È il 1552 quando Vicino Orsini inventa il suo Sacro Bosco “Sol per sfogare il core”, dando inizio alla costruzione di uno dei luoghi più enigmatici del Rinascimento.  Siamo in un periodo in cui era appena stato scoperto il Nuovo Mondo e iniziavano i grandi viaggi, con la conoscenza di nuove culture e di cibi, era l’epoca moderna. In Europa la Chiesa era divisa dalla riforma protestante, e la Controriforma e le guerre di potere confondevano il sacro con il profano. Roma, Venezia, Napoli e Firenze erano i centri di convergenza della cultura, nascono le Accademie e si rafforzano grandi famiglie come i Farnese e i Medici, con i quali gli Orsini incrociano la propria dinastia. In questo contesto di rivoluzione, nel piccolo feudo di Bomarzo, Vicino Orsini crea un giardino surreale, straordinario e disorientante, un labirinto ermeneutico. In epoca contemporanea Salvador Dalì per primo, poi Marcel Duchamp, André Breton, Willem de Kooning , Niki de Saint Phalle e molti altri personaggi dell’arte e della cultura visitano e rimangono affascinati dal mondo di Vicino, che dagli anni ’50 del secolo scorso è divenuto di proprietà e poi recuperato dalla famiglia Bettini. Come una “capsula del tempo” è l’opera di Vicino Orsini, perché improvvisamente ce la ritroviamo così contemporanea e, allo stesso momento, carica del suo tempo. Uno spaesamento che Tommaso Cascella e Sandro Scarmiglia, con le loro sculture, ripropongono attraversando un ponte temporale che si riconnette direttamente a questo luogo, creando nuovo mistero, ma anche confronto e dialogo.
Con cortocircuito temporale, fanno proprio il messaggio cifrato lasciato dall’Orsini. Cascella e Scarmiglia, per le loro forme arcaiche, usano il ferro e il cemento come a datare il nostro tempo tecnologico e precario. In una conversazione a due, anzi a tre considerando Vicino, riprendono il fantastico e l’alchemico del Parco inglobando tutto in un gioco di forma e luce intenso e fluido, in assoluta relazione e armonia con lo spazio.

un’acquarello di maria vittoria petrolati

 

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in occasione della presentazione de La gente non sa cosa si perde (Tic), Delle osservazioni (Blonk) e Il cotone (Zacinto) allo Studio Campo Boario, con Ada Tosatti, il 7 giugno 2022, nella rassegna Libridine 2022.

julia born: “all capitals” @ macro _ fino al 9 ottobre 2022

Sandro Ricaldone

JULIA BORN
All Capitals
MACRO – Roma
21 giugno – 9 ottobre 2022

La designer Julia Born, seguendo il suo interesse per le diverse forme di scrittura come mezzo di espressione, ha raccolto i frammenti di un vocabolario diffuso in tutta la città di Roma, trasformando le pareti della sezione IN-DESIGN del MACRO in un’esposizione monumentale di iscrizioni, segni, etichette, impronte, scarabocchi e disegni trovati, sia ufficiali che anonimi e non autorizzati.

Le parole sono legate allo scorrere del tempo, perché di fronte a loro siamo portati a riconoscere, con una certa umiltà, che sopravvivranno, riconfigurandosi costantemente. Ma quale idea di tempo, o di tempi, stiamo considerando? “Scolpire qualcosa nella pietra” significa renderla immobile e immutabile, ma non atemporale. Per sottolineare questo paradosso, nomi, parole e testi di rilevanza storica sono affiancati nel progetto espositivo da segni e tracce mobili del paesaggio romano come gli stormi di uccelli o le crepe in cui a volte capita di inciampare sui marciapiedi.

Le parole raccolte dalla designer seguendo il suo impulso personale non aspirano a rappresentare l’intera storia della città e delle trasformazioni che ha subito. Si tratta piuttosto di un montaggio di vocabolari destinati a mettere in luce il potere della parola scritta, l’attribuzione di un titolo o della proprietà di un luogo, la relazione tra potere e spazio pubblico, la volontà di lasciare una traccia. Il titolo della mostra, All Capitals, indica come questi temi siano enfatizzati dalla scelta della designer di selezionare solo frammenti scritti in maiuscolo.

Nella maggior parte dei casi riprodotte nelle loro dimensioni originali, le scritte sulle tre pareti della sala travolgono il visitatore con la loro monumentalità sottolineando una nuova sensazione di distanza e vicinanza. Estrapolate appunto dai loro contesti, le parole si distaccano dal loro significato primario invitando il pubblico ad assumere un ritmo di posizioni alterne: istintive, cogliendo l’impatto visivo di frammenti linguistici trasformati in immagine, e di distanza critica, analizzando loro monumentalità incise e scomposte.

La mostra sarà accompagnata da un booklet che presenta le schede informative dei frammenti verbali selezionati al fine di restituire al pubblico uno strumento che illustri le storie dietro a ognuno di essi. Parte della pubblicazione sono anche due brevi saggi di Salvatore Lacagnina e Ari Ray, figure incontrate a Roma dalla graphic designer.

cia rinne: “sentences” (video, 2022)

https://publication.place-plateforme.com/cia-rinne-sentences/

sentences
video, 2’09min
text and voice cia rinne
camera joakim eskildsen
sound louis mcguire
berlin 2022

with sentences from the book sentences, Forlaget Gestus 2019
and support from #taiteenedistämiskeskus

full video on Place, revue d’art, hors-série 11
https://publication.place-plateforme.com/cia-rinne-sentences/

new from post-asemic press: “possible gardens”, by jaap blonk

https://www.amazon.com/gp/product/1734866284/ref=ppx_yo_dt_b_asin_title_o00_s00?ie=UTF8&psc=1

Jaap Blonk (born 1953 in the Netherlands) first became known worldwide for his performances of sound poetry. He has performed and taught on all continents. From his sound poetry scores he gradually developed an independent body of visual work. This new product of his abundant phantasy is a book of colourful and playful drawings, adding new dimensions to writing. Myriads of little beings populate each page. As in the artist’s 2019 book “111 Recipes” they are distant descendants of Blonk’s earlier phonetic signs. From the introduction by Canadain writer, artist and scholar Derek Beualieu: “Each possible garden is a harvest of sound and image, of script and performance, which asks the reader to be open to a new menu.” One element here is the depiction of a struggle between restriction and freedom as a reminder of the recent lockdown periods: in each drawing some of the tiny beings are boxed, while many others roam freely. Sometimes the images look like scientific illustrations from an unknown world, depicting mysterious interactions and behaviors. But always there is poetry in these protozoa as they squirm and swim though a microscopic linguistic field, ebbing and flowing, gathering and fracturing – a constant dance of interplay and restriction. This edition fits the history of Post-Asemic Press beautifully, as a publisher of novel ways of writing. Asemic: no semantic meaning in the word sense, abstract, but with a lively and abundant musical expression. Small wonder with Jaap Blonk’s background as a world-renowned sound artist.

“These asemic poems move fluently between language, design and illustration, creating informational graphics where the information remains unknown, inviting diverse interpretations. The suggestion that these are scientific illustrations from an unknown world depicting mysterious interactions and behaviors—animal, vegetable, chemical—does little to make their uncomfortable strangeness more familiar. If anything, the sense these are poetic explanations of processes and activities brings their alienation more fully into consciousness.”
—Michael Betancourt

“Stare gently at each possible garden Jaap Blonk has sown here until it begins to vibrate, layer by layer, lifting off the page, two dimensions shifting into three then four. Keep staring and the gardens and landscapes and maps will move and grow and glow into and through and with your eyes. Continue to stare and they will become your eyes and then your ears. To reap the tactile possibilities Blonk has generously cultivated, stare longer, and listen closely (listen as if you are the soil), page after page. When and if you are ready to eat, gently shake the pages onto the tip of your tongue (no seasoning or dressing needed). Enjoy the harvest!”
—Crag Hill

karen kurczinsky: “the cobra movement in postwar europe”

Sandro Ricaldone

KAREN KURCZINSKY
The Cobra Movement in Postwar Europe.
Reanimating Art
Routledge, 2022

This book examines the art of Cobra, a network of poets and artists from Copenhagen, Brussels, and Amsterdam (1948–1951). Although the name stood for the organizers’ home cities, the Cobra artists hailed from countries in Europe, Africa, and the United States.

This book investigates how a group of struggling young artists attempted to reinvent the international avant-garde after the devastation of the Second World War, to create artistic experiments capable of facing the challenges of postwar society. It explores how Cobra’s experimental, often collective art works and publications relate to broader debates in Europe about the use of images to commemorate violent events, the possibility of free expression in an art world constrained by Cold War politics, the breakdown of primitivism in an era of colonial independence movements, and the importance of spontaneity in a society increasingly dominated by the mass media.

gammm @ discord per la ricerca (letteraria)

https://discord.gg/7qxE5QnbwP

in inglese su discord esistono vari server di letteratura. ma nessuno che, in italiano, si occupi di ricerca letteraria.

ora c’è: https://discord.gg/7qxE5QnbwP

in qualche modo prosegue l’iniziativa (indipendente e in fieri) “Esiste la ricerca?”, avviata con l’incontro allo Studio Campo Boario (Roma) il 16 giugno 2022: https://slowforward.net/2022/06/16/oggi-16-giugno-a-roma-esiste-la-ricerca-incontro-allo-studio-campo-boario/

la scelta di prendere “gammm” come incipit del nome (invece di usare semplicemente “scritture di ricerca”) è dirimente per delimitare gli ambiti tematico-formali che sono in campo.

quindi le zone di sperimentazione di cui il sito https://gammm.org si occupa da sedici anni in qua: montaggio, cut-up, googlism, scritture concettuali, uncreative writing, littéralité, post-poesia, prosa in prosa(-e), flarf, scritture installative, generatori di testo, scritture frammentate / disturbate, minimal writing, found texts, sought texts, percorsi procedurali, scritture non assertive, musica sperimentale, critica non stilistica.
anche, ma in misura forse minore, materiali verbovisivi, asemic writing, glitch, arte contemporanea (più o meno in rapporto col fronte della testualità).
tendenzialmente non ci si occupa invece di performance, di videopoesia, di poesia visiva, di poesia sonora, di letteratura interattiva, di programmazione, di romanzo, di teatro, di cinema, di animazioni.

materiali linguistici, generatori, polygen: domani un incontro online

https://facebook.com/events/s/alvise-spano-parla-del-polygen/1230364347720273/

https://facebook.com/events/s/alvise-spano-parla-del-polygen/1230364347720273/