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modernism in venice: “killing the moonlight”, by jennifer scappettone

As a city that seems to float between Europe and Asia, removed by a lagoon from the tempos of terra firma, Venice has long seduced the Western imagination. Since the 1797 fall of the Venetian Republic, fantasies about the sinking city have engendered an elaborate series of romantic clichés, provoking modern artists and intellectuals to construct conflicting responses: some embrace the resistance to modernity manifest in Venice’s labyrinthine premodern form and temporality, while others aspire to modernize by “killing the moonlight” of Venice, in the Futurists’ notorious phrase.
Spanning the history of literature, art, and architecture—from John Ruskin, Henry James, and Ezra Pound to Manfredo Tafuri, Italo Calvino, Jeanette Winterson, and Robert Coover—Killing the Moonlight tracks the pressures that modernity has placed on the legacy of romantic Venice, and the distinctive strains of aesthetic invention that resulted from the clash. Whether seduced or repulsed by literary clichés of Venetian decadence, post-Romantic artists found a motive for innovation in Venice. In Venetian incarnations of modernism, the anachronistic urban fabric and vestigial sentiment that both the nation-state of Italy and the historical avant-garde would cast off become incompletely assimilated parts of the new.

Killing the Moonlight brings Venice into the geography of modernity as a living city rather than a metaphor for death, and presents the archipelago as a crucible for those seeking to define and transgress the conceptual limits of modernism. In strategic detours from the capitals of modernity, Scappettone charts an elusive “extraterritorial” modernism that compels us to redraft the confines of modernist culture in both geographical and historical terms.

http://cup.columbia.edu/book/978-0-231-16432-0/killing-the-moonlight

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[replica] _ ricerche poetiche, anche e fortemente implicanti rete e blog, che in mezzo mondo si svolgono

a proposito di un certo ambito di nuova scrittura di ricerca, per esempio in Francia (diffusa e distribuita nelle librerie), segnalo ai lettori che Andrea Inglese ne ha fatto una rassegna in articoli usciti nel 2009 e 2010 su Nazione indiana, qui linkati:

2 apr. 2009:
Passi nella poesia francese contemporanea. Resoconto di un attraversamento (1)

6 apr. 2009:
Passi nella poesia francese contemporanea. Resoconto di un attraversamento (2)

replica di P. Febbraro e controreplica di A. Inglese, 23 apr. 2009:
[Un commento al saggio di Andrea Inglese]

31 mar. 2010:
Poesia in prosa e arti poetiche. Una ricognizione in terra di Francia (1)

6 apr. 2010:
Poesia in prosa e arti poetiche. Una ricognizione in terra di Francia (2)

Si tratta di annotazioni che possono essere integrate con quanto altri (G.Bortolotti per esempio) hanno scritto nel tempo sulla situazione statunitense. Da diversi decenni una mancata sintonia/sincronizzazione del contesto italiano con quanto succede fuori, e una mancata traduzione di (alcuni) autori non italiani determina una percezione falsata (incompleta) delle ricerche poetiche, anche e fortemente implicanti rete e blog, che in mezzo mondo si svolgono.

La grafica stessa (molto semplificata, quasi grezza) dei portali EPC, ad esempio, evidenzia come il sistema-rete sia un elemento stabilito e funzionante da anni, in/per altre tradizioni culturali. E come molti autori lavorino sia con la poesia visiva che con le animazioni flash, in rete, si può dire ‘elettivamente’, da tanto tempo.

Un sito come http://www.yhchang.com, per dire, è in rete da un decennio circa. Un blog come du-champ – che ho escogitato nell’agosto 2011 – tiene aggiornata in tempo reale una lista di nuovi post (in particolare di poesia verbovisiva, e asemic writing) proveniente da oltre 2000 blog e siti da tutto il mondo.

messaggi ai poeti (#30)

vediamo se riesco a spiegarmi:

Jean-Marie Gleize: http://puntocritico.eu/?p=6159

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in rete la recensione di stefano guglielmin a “in rebus”

cop 279_

La recensione di Stefano Guglielmin a In rebus è leggibile alle pagine 53-54 del n. 279 de “l’immaginazione”, in distribuzione già da qualche tempo. Segnalo che si può ora trovare, accompagnata da alcuni testi dal libro, anche sul blog di Stefano, a questo indirizzo: http://golfedombre.blogspot.it/2014/03/marco-giovenale.html.

La foto che apre il pezzo su golfedombre si deve a Rachel Defay-Liautard (immagine presa in occasione di EX.IT nel 2013). Grazie a Stefano per il post e per gli ulteriori materiali.

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milano, 2 aprile, fondazione mudima: “il verri” n. 54

Il 2 aprile 2014, alle ore 18:00
presso la Fondazione Mudima
via Tadino 26 – Milano

l’allegra presentazione de

“il verri” n. 54 su

la parola all’offensiva

con

Paolo Fabbri , Stefano Bartezzaghi, Luigi Ballerini

con

Luca Barbieri, Michelangelo Coviello, Gian Luca Picconi,
Tomaso Kemeny

e con

Paolo Zublena (per le lettere di Calvino a Paolo Fabbri)

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