Archivi categoria: kritik

il 2013 di gammm

– harold abramowitzsmall homes. 2013 [10-10-2013 .en]

– theodor w. adornocontro la questione dell’origine. 1970 [25-07-2013 .it]

– marco ariano (musica), pietro d’agostino (video). degli insetti. 2010 [12-12-2013]

– guy bennett. da “self-evident poems”. 2011 [12-09-2013 .it]

– charles bernstein. ebook: recantorium [21-03-2013 .en / .fr / .it]

– gherardo bortolottila scoperta dell’america. 2006-07 [09-05-2013 .it]

– stan brakhageglaze of cathexis. 1990 [15-08-2013]

– stan brakhagethe machine of eden. 1970 [17-10-2013]

– alessandro broggipartendo da duchamp. un appunto sull’”indifferente”. 2003 [28-02-2013 .it]

– joel chacepopup. 2013 [19-06-2013]

– bob cobbingalphabet of californian fishes. 1985 [01-08-2013 .en]

– bob cobbingthe jack poem. 1981-85 [05-09-2013 .en]

– danielle collobert. da: dire II. 1972 [23-05-2013 .it, con una nota di andrea raos]

– jacques derridail soggetto dipende dal sistema delle differenze. 1968 [07-11-2013 .it]

– christian dotremontà tervuren le train pour bruxelles, …. 1972 [14-02-2013 .fr / .it]

– marcel duchamptrasformatore. 1940 [22-08-2013 .it]

– marcel duchampfisica da bagaglio. 1939 [21-11-2013 .it]

– giovanni duminucoun’idea di crisi, #2. 2012 [14-03-3013 .it]

– greg evasona rambling sort of essay on poetics and despair. 1987 [21-02-2013]

– greg evasonto go mad. 2013 [30-05-2013 .en / .it]

– greg evasonan elbow… 2013 [26-09-2013 .en / .it]

– luigi ghirriun paese. 1991 [31-10-2013 .it]

– stefano giannottiearth cards # 1-10. 2012 [03-10-2013]

– marco giovenalephobos 2′ 34”. 2013 [06-06-2013 .it]

– peter handkela nascita di un episodio durante la colazione. 1966 [27-06-2013 .it]

– helmut heissenbütteldibattito del mercoledì. 1962 [16-05-2013 .it]

– éric houser(il coltello). 2005 [05-12-2013 .it]

– andrea inglesequello che si vede. 2006 [03-01-2013 .it]

– elfriede jelinek. da: le amanti. 1975 [11-04-2013 .it]

– giacomo leopardiargomenti di «idilli». 1819 [18-07-2013 .it]

– serse luigettidue “volantini”. 2011-12 [24-01-2013]

– jonas mekaspleasures of montauk. 1973 [19-09-2013]

– man rayle retour à la raison. 1923 [11-07-2013]

– renato pediocronache. 1967 [04-04-2013 .it]

– giuseppe pellegrinoipotetiche. 2012 [17-01-2013 .it]

– nicola ponziotime machine. 2012 [08-08-2013 .it]

– stephen rodefer. da: quattro conferenze. 1982 [07-03-2013 .en / .it]

– gustav sjöbergebook: πάθος. 2012 [07-01-2013]

– jerzy skolimowski. da “the shout”. 1978 [28-11-2013]

– bruno snellil linguaggio di eraclito. 1926 [24-10-2013 .it]

– luigi soccibibliografia fantastica. 2009 [03-07-2013 .it]

– sarah szetriple point. 2013 [19-12-2013]

– aldo tambelliniblack is. 1966 [29-08-2013]

– pino tovagliaalfabeto. 1975 [26-12-2013]

– silvia tripoditre prose. 2013 [25-04-2013 .it]

– franco vaccariossessione. 1991 [14-11-2013 .it]

– reid wood011213. 2013 [12-01-2013]

:

…& more:

david shrigley [31-01-2013], marc van elburg [07-02-2013], luca zanini: opeb [27-03-2013], joseph beuys [18-04-2013], intervallo [02-05-2013]

ottobre-novembre-dicembre 2013 su punto critico

due articoli su corrado costa

da «il verri», n. 52, giugno 2013:

_

frammento per “tagli / tmesi”

tagli_tmesi-

Le ragioni di un testo bibliografico possono essere quelle di un ordinamento o categorizzazione. La forma della lista può in realtà lavorare alla costituzione di dubbi precisamente sull’ordine (il rigore) che la cronologia impone. Allo stesso tempo, non esprime categorie, appunto limitandosi a elencare.

Considerando che il libro Tagli / tmesi (il 19 dicembre 2013 in Camera verde a Roma nel contesto di Camera poesia, e il 6 febbraio 2014 a Torino nel contesto di CameraIndy)  intende preorientare almeno alcune delle aspettative del lettore, il titolo soccorre. Se non allude ad un ordine, ha elementi per chiarire l’identità di ogni momento della serie, cioè di ogni testo. Ognuno è frammento, frazione, spezzatura, segmento, parte. Questo dice il titolo-somma – poi – di tutti i testi. (A sua volta spezzato).

[In introduzione poi, per chi vorrà leggere, si troveranno cenni all’opera-di-opere ventura: Delle restrizioni]

Tutto quello che si può scrivere è in fondo (come in superficie) separazione, e anche sottrazione della pagina a quanto si è taciuto.

A questa direzione accennano, e su questa direzione si incamminano, le otto ossidiane – testi in versi che sono prosa – che chiudono Tagli / tmesi.

_

punto di svista / cultframe: foto. documento. monumento. dal “passaggio di retorica” al “cambio di paradigma”

documento_monumento

continua qui: http://www.cultframe.com/2013/12/discorsi-sulla-fotografia-foto-documento-monumento/

ex link: http://www. puntodisvista. net/2013/12/discorsi-sulla-fotografia-foto-documento-monumento/

_

 

mislettura [continua]

1.

Continuano indefesse e battenti, in rete, le confusioni tra “scritture dopo il paradigma” (espressione provvisoria e criticabilissima, si sa), scritture “di ricerca” (altra definizione giustamente provvisoria e criticata) e scritture contemporanee (=degli anni recenti, diciamo, ampiamente).

Per precisare: come è ovvio, non tutte le scritture contemporanee sono di ricerca. Non tutte quelle di ricerca sono “dopo il paradigma”.

Altrettanto ovvio è che le (provvisorie) etichette “di ricerca” o “dopo il paradigma” – tanto quanto la contemporaneità di alcune scritture – non garantiscono alcunché in ordine alla “qualità (letteraria)”.

Ma – prima ancora di appunti relativi alla qualità di questo o quel testo – alcune osservazioni di partenza vanno o andrebbero pur fatte. Constato: non vengono fatte, nonostante i fiumi di parole spesi da anni su questi argomenti.

2.

Operando dei prelievi dal campo di materiali personali, un post utile pensavo fosse questo di luglio: http://slowforward.wordpress.com/2013/07/23/chiarimenti-su-testi-usciti-in-rete-e-fuori/ (replicato a settembre: http://slowforward.wordpress.com/2013/09/23/conferma-dei-chiarimenti-su-testi-usciti-in-rete-e-fuori/).

Sbagliavo. Continuano i fraintendimenti. Sento citare poesie da Shelter o Delvaux come una sorta di testi in qualche modo ‘complanari’ (e rapportabili a scritti teorici relativi) a Quasi tutti e Lie lie. Non è possibile nessun dialogo su queste basi. Non è possibile nemmeno commentare post o critiche – anche articolate – che operano questo tipo di misletture.

_

galleria nazionale d’arte moderna (roma), 11 dicembre, “parole e immagini: la poesia visiva a firenze e a roma”

Giornata di studi

Parole e immagini: la poesia visiva a Firenze e a Roma

paroleimmagini

Mercoledì 11 dicembre 2013

Sala del mito, presso la

Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea

Viale delle Belle Arti 131 – Roma

Mercoledì 11 dicembre 2013 nella Sala del mito della Galleria nazionale d’arte moderna si terrà una giornata di studi dedicata a Parole e immagini: la poesia visiva a Firenze e a Roma. In occasione dei cinquant’anni dalla nascita del Gruppo ’70 la giornata di studi Parole e immagini: la poesia visiva a Firenze e a Roma, a cura di Raffaella Perna e Claudio Zambianchi, intende promuovere una riflessione sulle sperimentazioni verbovisive emerse in Italia nella prima metà degli anni Sessanta, concentrando l’attenzione sui contesti, particolarmente, vitali di Firenze e Roma. Attraverso il contributo di storici dell’arte, studiosi di letteratura e artisti si metteranno a fuoco i nodi critici al centro di questa area espressiva: l’esigenza di uscire dai confini delle singole discipline, l’analisi del rapporto tra arte e ideologia, la critica al sistema mass-mediatico e alla rappresentazione stereotipata del femminile e delle minoranze sono tra le questioni cardine affrontate, sotto i profili teorico ed estetico, dagli artisti legati all’esperienza di Gruppo ’70 e più in generale dalla poesia visiva italiana. La giornata di studi prevede l’intervento di alcuni studiosi – Marcello Carlino, Aldo Mastropasqua, Giorgio Patrizi, Giorgio Zanchetti – e di protagonisti di questa tendenza – Mirella BentivoglioTomaso BingaLucia MarcucciLamberto Pignotti, – che, con la loro testimonianza, contribuiranno a delineare gli scambi intercorsi tra la realtà romana e quella fiorentina, l’esperienza e gli sviluppi del Gruppo ’70, la posizione delle donne artiste all’interno della scena culturale italiana degli anni Sessanta.

La giornata di studi si realizza con il contributo della Galleria Frittelli Arte Contemporanea di Firenze.

§

Programma della giornata

Continua a leggere

one-page works / opere di una pagina

Dal punto di vista dell’oggetto, un libro di carta, gutenberghiano, è un contenitore che coincide con il contenuto. Un libro digitale no. Un libro digitale è ‘serialmente’ (infilato e sfilabile da) dentro un contenitore di plastica metallo vetro che non “è” il contenuto. Il metallo contenitore da un lato porta molti contenuti, e dall’altro va sondato, esplorato.

Mi metto davanti al lettore, espongo e sfoglio con un movimento il libro gutenberghiano, e dico questo è il testo. Mi metto davanti al lettore, espongo, accendo e sfoglio con vari movimenti il menu che compare sullo schermo del tablet, e dico questa è la biblioteca in cui si trova il testo, aspetta che te lo mostro.

Il libro è un libro, il tablet è una biblioteca.

Dal punto di vista del godimento e della trasmissione di un pacchetto di senso, ecco perché il libro gutenberghiano è tattilmente, eroticamente, più “immediato”. (E ingombrante, certo). Riduce il numero di passaggi fisici tra sguardo e accesso alla pagina.

Dallo stesso punto di vista, un minimo passo avanti verso le caratteristiche (di godimento) del libro cartaceo è rappresentato da bina (2003) e dall’one-page ebook, opeb (che però non abbiamo curato molto, in gammm, va detto). Ma l’ostacolo del contenitore resta.

Altrimenti si può pensare alla miriade di materiali e ritagli e one-page things che è possibile inventare, mettere in rete, o inviare, in formato elettronico, e poi parallelamente stampare, piegare, portare con sé, in una o più lingue europee o meno. Il campo è aperto. Ma il suo versante fisico, tattile, resta prioritario e in qualche modo privilegiato, se è al godimento sensoriale che – ragionevolmente – si pensa.

_

oggi a roma tre: ex.it, il rapporto parola-immagine

r3_

Dipartimento di Studi Umanistici – Università Roma Trevia Ostiense 234-236 (metro B Marconi)
Aula 2 del dipartimento di studi umanistici –  piano I area Italianistica, ore 17:00 – 19:00. Proseguono gli incontri nell’ambito dei seminari di Critica letteraria organizzati dal dott. Ugo Fracassa:

Martedì 3 dicembre 2013: Il rapporto parola-immagine.
Dialoghi e sovrapposizioni tra differenti ambiti artistici. Altre possibilità di scrittura in alcune esperienze italiane e straniere tra linguaggi verbali, multimediali e audiovisivi.
Relatori: Mariangela Guatteri e Giulio Marzaioli.

*

Su facebook:
https://www.facebook.com/events/578140918911610/

*

Incontri già svolti:

Martedì 22 ottobre 2013: Le nuove scritture.
Inquadramento di EX_IT, come evento complesso e possibile caso di nuova iniziativa auto-organizzata nell’ambito delle scritture italiane di ricerca, in rapporto al contesto francese e anglofono degli ultimi decenni. Riferimenti all’editoria italiana attuale. Relatore: Marco Giovenale.

Martedì 19 novembre 2013: Tra ricerca e rielaborazione.
Analisi e storia delle forme sperimentali nella poesia e nella prosa contemporanee, e dei loro legami con la tradizione letteraria del Novecento italiano ed europeo. Relatori: Luigi Severi e Simona Menicocci.

_

the shape of the field / mg. 2013

lettre_à_Rachel__Mai_2010.is it really (only) “visual poetry” the thing I deal with?

I realize I’m absolutely interested in signs, traces, borders, explanations, asemic areas, glyphs, arrows, cacography, alphabets, open fields, blurred images, distant grass, abstract figures and movies, glitch in sound and vision, ripped cardbox, scratched wood, scratched tapes, uncanny machines, lack of meaning, naive drawings, art brut, lowres shots, random shots, bad photos of notes and things, boring manuscripts, boring explanations, boring graffiti, handwritten lists and instructions, weird diagrams, diaries, “action writing” / action painting, mixed excerpts of any kind, verbovisual chaos, contradictions, plain statements, twisted sentences, heaps of words, chalk drawings, empty

rooms, empty squares, pseudo-fields of forces, found items, readymades, unfinished sketches, bad prose pieces, cut-up prose, diagonals, bunch of diagonals, ugly scribbles and doodles, fake math, stains and lakes and wires and snakes of black ink, ideograms, fake ideograms, cursive overwriting, collapse of sound, and noise, superimposed images, collage, digital collages, disturbed texts, écriture, walls and sheets of words, handwritten papers, rough handwriting, incomplete transcriptions, photos of manuscripts, scanned fragments, bad scans, arte molto povera, installances, lost leaflets, dirty ones, old and new ephemera, marginal events, short movies, b/w works, out-of-focus, stones, written stones, my bad English…

all of this stuff is what I try to mix, write, pick up, store, and

I’m against editing, post-production, bellettrisme, wise quotations, meta-language, mimicry, novels, serious art, and

I DO REJECT HI-RES.

what do I have to do with all of the thousand hi-res & calligraphically rendered online landscapes? first of all, I have some actual landscape offline. and: I’ve no time at all.

___’d better go fetch errors and misshapen signs, traces, borders, …

http://jimleftwichtextimagepoem.blogspot.it/2013/09/marco-giovenale-shape-of-field.html

_

alfabeta2: sul Gruppo 63

Dal 24 novembre in edicola e in libreria il n. 33 di «alfabeta2»
con uno speciale interamente dedicato al Gruppo 63

cover

http://www.alfabeta2.it/2013/11/21/sommario-alfabeta2-n33-novembredicembre-2013/

Tra le mille ricorrenze fatte apposta per distogliere lo sguardo da quanto accade qui e ora, ricordare il mezzo secolo del Gruppo 63 non è un esercizio di opaca nostalgia. Osservare da dentro e da fuori, con le voci dei suoi protagonisti e di studiosi delle generazioni successive quello che è stato senza dubbio il (non)movimento più significativo nell’Italia del secondo Novecento, stimola anzi un doveroso confronto, e di conseguenza un bilancio, fra l’ieri e l’oggi. Impietosi entrambi, come dimostra lo speciale alfa63 – Cinquant’anni dopo (supplemento al numero 33 della rivista) che raccoglie testi, fra gli altri, di Furio Colombo, Angelo Guglielmi, Alberto Arbasino, Giulia Niccolai.

Continua a leggere