Archivi categoria: scrittura di ricerca

artisti con giorgio manganelli: a roma da ottobre a dicembre, incontri a cura di andrea cortellessa

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Illustrazioni per libri inesistenti. Manganelli con artisti

Ciclo di incontri
dall’11 ottobre al 6 dicembre 2023

Museo di Roma in Trastevere, Piazza di S. Egidio, 1/b
Sala Multimediale

Ciclo di incontri curati e coordinati da Andrea Cortellessa nell’ambito della mostra, in occasione del centenario della nascita dello scrittore Giorgio Manganelli (15 novembre 1922).

In occasione della mostra Illustrazioni per libri inesistenti. Artisti con Manganelli, il ciclo di incontri approfondisce il rapporto di Giorgio Manganelli con gli artisti suoi sodali, fra quelli attivi a Roma negli anni Sessanta con la preziosa presenza di relatori, titolari delle Fondazioni e Archivi, studiosi ed accademici di chiara fama.
Concluderà la serie un intervento di Luigi Serafini, che rievocherà invece il suo rapporto con lo scrittore negli anni Ottanta.

Programma Continua a leggere

intervista ad andrea inglese, su “il messaggio è il rumore”, [dia•foria, 2023 _ (audio del 28 set. 2023) _ @ radioquestasera, a cura di g. garrapa

link alternativo:
https://podcasters.spotify.com/pod/show/radioquestasera3/episodes/Andrea-Inglese–autore-in-versi-e-prosa–traduttore–30-09-2023-e29tb9p

“aenigma”, di alberto d’amico, primo nella classifica “cult”, di ‘wonderland’ (rai4, martedì 3 ott. 2023)

Nel contesto del programma di Rai4 “Wonderland”, una veloce presentazione del libro di Alberto D’Amico, AENIGMA (Ed. IFIX, 2023), al primo posto della classifica “Cult” del programma televisivo. Cfr. https://www.facebook.com/ifixcm/videos/840127450984396

Il libro si può ordinare all’indirizzo https://www.ifixweb.it/shop/alberto-damico/

“aenigma” – di alberto d’amico – su rai4, stasera

Ænigma,
di Alberto D’Amico (IFIX, 2023):
stasera, martedì 3 ottobre, alle ore 23:20 su WonderlandRai4.

il libro: https://www.ifixweb.it/shop/alberto-damico/

per ‘lo spazio del desiderio’: “deadline”, di manuel micaletto (audio del 21 set. 2023) _ @ radioquestasera, a cura di g. garrapa

link alternativo:
https://podcasters.spotify.com/pod/show/radioquestasera3/episodes/Lo-Spazio-del-Desiderio-Deadline-di-Manuel-Micaletto–poeta-sottofondo-musicale-Ill-Keep-Coming-di-Low-Roar–23-09-23-e29jpb2

 

risposta tardiva a un citto supponente

sei anni fa, nel settembre 2017, al CostArena (Bologna), intervenivo in un incontro collettivo dedicato all’editoria indipendente.

parlavo in particolare delle edizioni IkonaLíber e della collana Syn_ scritture di ricerca, da me diretta. (“scritture”, non “poesia”).

da un puntuto interlocutore, un filo sprezzante & pavone, meloforo di altra e tonitruante e invero sottoboschiva intrapresa editoriale, sentivo fare discorsi (confermatisi) weird & irrealizzabili su alte tirature e distribuzione capillare. (per la poesia, veh).

al che io rispondevo informandolo che (volendo parlare seriamente di numeri) c’è un video di Crazy Frog che aveva allora circa 3 miliardi di visualizzazioni. oggi supera i 4 miliardi:

si tratta solo di capire che tipo di editoria uno vuole fare

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post su fb del 21 sett. 2017

nanni balestrini_ il rapporto con luigi nono e il “contrappunto dialettico alla mente”

Nanni Balestrini (2 luglio 1935 – 19 maggio 2019) poeta, scrittore e membro del Gruppo 63 ricorda, insieme al musicologo Veniero Rizzardi, la sua collaborazione con Luigi Nono negli anni Sessanta. Balestrini ha curato i testi del brano Contrappunto dialettico alla mente (1968) ma il rapporto col compositore veneziano va oltre questo episodio.
Venezia, 5 dicembre 2013
Una produzione Fondazione Archivio Luigi Nono.

https://www.luiginono.it/opere/contrappunto-dialettico-alla-mente/

luigi nono: “contrappunto dialettico alla mente” (1968) _ [trasmissione rai 17 nov. 1968]

Luigi Nono (1924-1990): Contrappunto dialettico alla mente, per nastro magnetico (1968), trasmissione della RAI del 17.XI.1968. Materiali testuali e annotazioni di Nanni Balestrini.

https://www.luiginono.it/opere/contrappunto-dialettico-alla-mente/

manuela gandini: su nanni balestrini

Ha anticipato di sessant’anni l’A.I. con Tape Mark I, facendo ricombinare brani di altri autori a un computer IBM 7070, grosso come una stanza, e facendo incazzare tutti perché una macchina (il calcolatore elettronico) non poteva fare, pensare, scrivere poesia. Ben 600 righe al minuto rimescolando testi topici come Diario di Hiroshima, di Michihito Hachiya; Il mistero dell’ascensore, di Paul Godwin; Tao Te Ching, di Lao Tse. Ma ora ci siamo, mentre quando arrivi in anticipo sui tempi la comprensione è scarsa o nulla.
Si è chiusa la splendida mostra di Nanni Balestrini Altre e infinite voci, curata da Marco Scotini alla Galleria Michela Rizzo di Venezia, che propone un nucleo di opere degli anni Sessanta. È in parte la ricostruzione di un’alleanza a due e più voci, quella di Balestrini con Luigi Nono, realizzatasi nella composizione per nastro magnetico Contrappunto dialettico alla mente (1968) che intreccia suoni e parole smozzicate contro la guerra in Vietnam, lo sgomento per l’omicidio di Malcom X, i rumori del quotidiano e frammenti di frasi fornite dal poeta. La mostra è un viaggio tra le parole scure della stampa, “detournate” e ricollocate in paesaggi colorati presi da riviste, oppure riprodotte su tela come oscuri orizzonti di petrolio. È già chiarissima, in quegli anni Sessanta che danno i natali al Gruppo 63, la poetica di Balestrini che preleva dalla “realtà mediatica” (ossimoro) gli elementi di costruzione del presente/futuro. La nostra vita – come teorizzò negli stessi anni Guy Debord – è infatti completamente pervasa dall’informazione, dalla propaganda, dai cellulari e dalla pubblicità che sono le sbarre invisibili, le serrature e i secondini del mondo occidentale. Le moltitudini e l’interdisciplinarietà di Balestrini sono ancora oggi il detonatore per una resistenza collettiva risvegliata, ad opera di un immortale guerrigliero della cultura.

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da https://t.ly/PnUDy

poesia italiana 2017-18. una rassegna / vincenzo ostuni. 2018

Passati in rassegna i libri di poesia e prosa breve italiana usciti fra il settembre ’17 e l’agosto ’18, occorre intensificare quel che scrive Gianluigi Simonetti nel suo recente La letteratura circostante: non solo pubblicare per la «Bianca» Einaudi o lo «Specchio» Mondadori «non significa più nulla di per sé»: pubblicarvi si avvicina ad essere un chiaro predittore negativo, per lo meno di certe virtù etico-estetiche generali (o di certi «miti modernisti», per metterla con Rosalind Krauss): originalità, respiro, coraggio. Quanto alla «Bianca», vi è sovrarappresentata la poesia di importanti narratori (Bajani, Fois, Scarpa), che forse si crede, o anche è, più vendibile di quella dei poeti-poeti, ma difficilmente supera il buon parergon; altrettanto presente una poesia femminil-autenticistica che si avvia baldanzosa verso la paraletteratura (Rosadini, Dapunt, Airaghi) e si candida così a un distinto sottogenere merceologico; qualche vecchio trombone non manca mai; spicca, nell’arco preciso che consideriamo – altri autori eccellenti escono subito appresso – solamente la nuova tappa di una ricerca coerente e viva, quella di Enrico Testa (Cairn, 2018). Lo «Specchio» non va meglio: fra imbarazzanti novità stavolta maschili (Pellegatta e Vitale) e qualche medietà, ospita una collezione certamente rilevante, quella di Frabotta (Tutte le poesie (1971-2017)) e un Majorino tardivo ma energico (La gioia di vivere, 2018). Sono queste ormai le due uniche collane italiane di grandi editori (anche se Garzanti ritorna ogni tanto alla poesia nella «Biblioteca della Spiga» – quest’anno con Buffoni, La linea del cielo; e Rizzoli ospita il versificio di Guido Catalano, il cui slogan è «formato tascabile, prezzo concorrenziale, senza rinunciare al gusto!»); tutt’attorno un vivace Salon des refusés che ogni giorno di più si fanno orgogliosamente refusants. Quasi solo qui, in varie ambiziose collane, che di piccolo hanno solo il fatturato e il potere commerciale dei benemeriti editori, è dato trovare le migliori novità di quest’anno, con la scomodità – attenuata dal reperimento in rete, accentuata dall’inesistente pubblicità – di doversele andare a capare con specifica tigna e senza guide, fatta salva la propria bolla social e tre o quattro buoni siti.

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