per milli graffi: la lettura collettiva a chicago, 29 maggio 2009

Poesia Ultima/Italian Poetry Now: Chicago Public Radio. Recorded May 29, 2009 at ThinkArt Salon, Chicago, IL

from Mouth Series by Esse Zeta Atona, 2007

 

With Maria Attanasio, Marco Giovenale, Milli Graffi, Giovanna Frene, and Jennifer Scappettone

complete recording (59:32): MP3

from:
https://writing.upenn.edu/pennsound/x/Italiana.php

10th anniversary – best of “tip of the knife”, issue 34

“The 10th Anniversary and next to the last issue of Tip of the Knife has been published including an introduction by Crag Hill. Unfortunately, we couldn’t pick one piece from every artist for this limited issue, but please know that all pieces are worthy or else Bill would not have selected them to be in the original issues. So thanks to all of the talented artists that helped to make this and all of the previous issues over the past ten years so special”.

https://tipoftheknife.blogspot.com/2020/05/10th-anniversary-best-of-tip-of-knife.html

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“scrivere disegnando”: a review by irène languin @ tdg.ch

here the review:
https://www.tdg.ch/news/news/ecriture-dit-ombreslme/story/10067824

here the exhibit:
https://centre.ch/en/exhibitions/scrivere-disegnando/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ma chi avrà spostato il formaggio? e ora i topi come fanno? / differx. 2020

kitsch e flarf irriflesso

Anni fa mi ero inventato il blog flarf.it per scrivere manipolare escogitare o semplicemente riportare (come oggetti trovati) materiali flarf, kitsch, pacchiani traslabili dalla / reperibili nella realtà dei quotidiani di carta e nelle conversazioni.

Poi con il tempo e col crescere delle sidebar di repubblica.it ho dovuto osservare che la realtà della comunicazione generalista era già di per sé interamente flarf, oltre l’immaginabile, overwhelmingly.

Produceva di suo. Macinava spazzature in quantità irrappresentabili, e in crescita esponenziale. E, inversamente proporzionale (rima inclusa), decresceva nei lettori la più semplice, immediata, tattile, capacità di vederlo, il kitsch.

[Di qui il ritorno del tragico, del sublime, del lacrimante, dall’iperbole all’iperbato, da Heine a Merini, a saggisti e traduttor de’ traduttor balenghi, sui cavallucci, tra le frasche, all’ombra dei cipressi e dentro l’urbe, con e senza grazie, new and old age, tutti scardanelli, il paese de(gl)i scardanelli, però come burle, però non avvertite come tali, però fitte di like, una diarea likea].

Così, pure in versi & scritture, facebook stava dando visibilità a slavine di flarf irriflesso, incosciente, busti di similgesso pitturato con l’evidenziatore, cartelli e frecce alti levàti, colla scritta “qui poesia”, kitsch involontario quanto divertente, a volte addirittura inconsapevolmente funzionante come vettore di (sorridevole) senso.

Ho chiuso il blog, amen, e vari anni dopo ho poi svogliatamente ma fiduciosamente aperto una pagina flarf.it qui su facebook: https://www.facebook.com/flarfitalia/

Leggermente più memoriale, più ‘archivistica’ che militante. (Ormai non la battaglia ma la guerra è persa).

Bon.
Nel frattempo l’esplodere del meme come mattoncino di flarf isolato, oppure esperimenti come quelli di Luca Rizzatello con falsi autori e false copertine di libri iperlirici o comunque iperconnotati, ri-viralizzavano (meglio che rivitalizzare) tutta la faccenda, assai felicemente credo.

Vero è però che oggidì tutto, editoria, rete, clip di pop, plop di chip, pischiatrie, lotterie, toletterie per cani, pubblicità partitiche o meno, ministri e ministeri, cinesi e romanacci inversaciti, madonnari, nonsolopizza, cartoni, videogiochi e film, cantautori e grigliate condivise nel passato o nel futuro, erano sono saranno una festa del cattivo gusto. Pesanti o lievissimi.

E…

(Continua).

Fine.