Archivi tag: ricordo

agosto 2011 – agosto 2023, giuliano

ripropongo un ricordo che postavo nel decennale

Condivido qui un ricordo attraverso una parte di un testo postato nel 2014 da Biagio Cepollaro, Nunc stans, da NUN (2002-2008): https://www.nazioneindiana.com/2014/10/23/giuliano-mesa-nunc-stans/

A proposito di Nunc stans Giuliano mi scriveva, il 2 maggio 2007: “Queste mie poesie, le poche degli ultimi anni, sono soltanto un ‘tratto di cornice’ dell’opera in corso (che tuttavia, forse, sarà solo cornice, intorno all’indicibile del NUN, in senso temporale (nunc) e spaziale (il caos primordiale, egizio, che Nun denomina)”. Il commento di Biagio in fondo al testo, su Nazione indiana, precisa ulteriormente i riferimenti.
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commiato dal musicista antonello neri

Il commiato dal musicista Antonello Neri, scomparso il 28 maggio, si terrà domani, martedì 30 maggio alle ore 15 al tempietto egizio del Verano, dove sarà proiettato il documentario Antonello Neri, di suo figlio Federico Ayrton.

Antonello Neri: Iren – ImprovvisAzioni vesuviane (29 maggio 2010)
Konsequenz (KNZ012)
Musica e pianoforte: Antonello Neri
Fair Use
https://content.suono.it/recensione-musica/antonello-neri-iren/

Editing e metafonie di Girolamo De Simone.
Pubblicazione non profit a cura dell’Associazione musicale “Ferenc Liszt” di Napoli.
Si pubblica a titolo gratuito e a soli scopi di documentazione, studio e ricerca.
Proprietà del nastro originale: Girolamo De Simone
info: inastriritrovati@gmail.com

“Iren 1-2-3-4 consta di quattro momenti dove la storia è nel primo e nel terzo con due affioramenti bachiani e diviene realtà nei restanti due. Una guerra illustre contro il tempo fu in sostanza detto essere la musica ricorrendo al concetto contenuto nell’apertura manzoniana. Quel che si ha da dire è che la storia esiste FUORI della musica è proprio la musica che rivela questo straordinario anello conoscitivo e lo riflette in se stessa. NON CONFUNDAR. Sì, perché sarei un mistificato(re) se aderissi alla funesta idea che, siccome in musica il tempo può essere fermo (e fermato), esso in realtà non esiste. A Maria Antonietta la testa gliela tagliarono sul serio. Deriva piantata nell’oggi è questa musica dove anche la memoria di attimi di passato eccelso deve divenire controcultura, strappata al dominio e alla sua dominante ideologia, che non domina il mio cervello”.

Antonello Neri nasce all’Aquila nel settembre del lontano 1942, e ha vissuto in vari luoghi ma principalmente a Roma. Ha operato nel campo della musica contemporanea e di ricerca, sia componendo e sia improvvisando al pianoforte e con strumenti elettronici. Ha composto per il teatro d’avanguardia. Ha suonato in diversi luoghi del pianeta terra. Ha insegnato Lettura della Partitura nel Conservatorio A. Casella dell’Aquila e molto collaborato con la Società dei Concerti B. Barattelli di quella città. Ha tenuto corsi sul cromatismo musicale presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Ha tenuto corsi d’improvvisazione presso la N.Y. University.

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I Solisti di Roma presentano
“III CICLO INTERPRETI COMPOSITORI”

Antonello Neri, “pianoforte solo”
pianoforte: Antonello Neri

Registrazione privata del 21 novembre 1993, Teatro Politecnico, Roma

Massimo Coen scriveva:
“Mi piace ricordare che nell’autunno del ‘92, con il mio gruppo “I Solisti di Roma”, organizzavo a Roma presso il teatro Politecnico la “II Rassegna interpreti compositori “. Le suggestive performance di Giancarlo Schiaffini, Luigi Cinque, Daniele Lombardi, Massimo Coen e Antonello Neri venivano introdotte nel programma di sala stampato per la circostanza dalle seguenti note di Mauro e Luca Bortolotti:
“…E questo mi pare sia anche un ritrovare antichi fili parzialmente recisi dalla ‘Nuova Musica’, un modo per riallacciarsi ad una tradizione antica, che sottilmente ricollega colui che fa musica, ad ogni livello, all’originale artigianale concetto di ‘mestiere dei suoni’: quella dell’esecutore-improvvisatore-autore, in cui confluisce un gusto sensibilizzato dalla molteplicità dei ruoli assunti, dalla segmentazione del punto di vista, dalla capacità, sempre auspicabile, in musica come dappertutto, di calarsi senza fratture, né sufficienza, né pudori nei panni di tutti coloro che legittimano e donano importanza all’esistenza di un’arte…”

Nella storia della musica contemporanea, la figura di Antonello Neri è gigantesca. Nato a L’Aquila nel 1942 ma trapiantato a Roma all’età di diciotto anni, vive quasi subito uno scarto nel suo percorso didattico in conservatorio, subendo il fascino della composizione e in particolare della musica d’avanguardia e atonale, portavoce dell’idea di un rinnovamento in grado di muoversi non solo attraverso la manipolazione sonora ma soprattutto attraverso la riscrittura della grammatica musicale. Fondamentale, all’inizio degli anni ’70, l’incontro con il Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza guidato da Franco Evangelisti, di cui facevano parte, tra gli altri, Giovanni Piazza, Egisto Macchi, Alessandro Sbordoni, Giancarlo Schiaffini ed Ennio Morricone: un’esperienza straordinaria di composizione collettiva in tempo reale, documentata nell’album Musica su schemi, pubblicato da Cramps nel 1976. Il pianoforte, sotto le mani di Neri, viene scoperchiato e trasfigurato, inquinato e contaminato grazie anche all’utilizzo di oggetti e strumenti di ogni genere, che ne filtrano e modificano il suono, amplificandone le possibilità espressive, secondo una linea di indirizzo e di ricerca che il compositore abruzzese porterà avanti in tutta la sua carriera artistica: all’esperienza con il Gruppo Nuova Consonanza faranno infatti seguito quelle del Beat 72 e del Teatro degli Artisti, in cui la Musica è chiamata a farsi interlocutore e cassa di risonanza anche di altre forme di espressione come il corpo o l’immagine

oggi: serata in ricordo di arnaldo ninchi, a dieci anni dalla scomparsa

STASERA A ROMA all’Alphaville Cineclub (via Romanello da Forlì, 30 – Roma), alle ore 21:00

serata in ricordo di Arnaldo Ninchi a dieci anni dalla sua scomparsa

con la proiezione del film Magnificat (1993, 109’) di Pupi Avati.
A seguire saluti di Arianna Ninchi e brindisi alla memoria di Arnaldo.

«Caro babbo,
aggiungo queste righe al comunicato anche se, a proposito di fede, non so più molto bene che cosa pensare. So che era il 6 maggio del 2013, quando te ne sei andato. E che per il 6 maggio del 2023, che cade di sabato, sei atteso sul grande schermo del cineclub Alphaville, alle 21. Devi venirci nei panni di Folco, il boia del Magnificat di Pupi Avati, per impressionarci ancora con quell’interpretazione, che anche tu tanto hai amato. Patrizia Salvatori, la stupenda proprietaria del locale, dice che sono benvenuti, per ricordarti, gli amici. Ha accolto con gioia l’idea di questa serata in tuo omaggio, e un giorno organizzerò con lei anche qualcosa per Ave. Anzi, se tu dovessi incrociarla, lassù, glielo puoi, per favore, anticipare? Intanto, mi preparo per questa ricorrenza, anche se mi pare impossibile che dieci anni siano già passati… comunque, la nostra emozione nel rivederti sarà tanta, e tu farai meglio a prepararti: faticherai a restare impassibile come un boia, sei avvisato!»

Arianna

Arnaldo Ninchi (Pesaro, 1935 – Roma, 2013) nasce in una famiglia di attori: sia suo padre Annibale (1887-1967) sia suo zio Carlo (1896-1974) erano attori, così come la loro cugina Ave (1915-1997). Compie i primi passi sportivi presso il Club Scherma Pesaro, quindi gioca a pallacanestro nella Victoria Libertas Pesaro. Nel 1959 si diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica e comincia a lavorare a teatro; all’inizio nelle compagnie teatrali più note, successivamente ne fonda una propria. In televisione comincia a lavorare con un ciclo di tre commedie del teatro di Eduardo De Filippo.
Al cinema è stato diretto da registi quali Daniele D’Anza – I piaceri del sabato notte (1961); Claude Chabrol – Parigi di notte (1961) ; Giuliano Montaldo – Il giocattolo (1979); Lina Wertmüller – Notte d’estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico (1986); Pupi Avati – Magnificat (1993), Dichiarazioni d’amore (1994), L’arcano incantatore (1996); Giuseppe Ferrara – Giovanni Falcone (1993); Pasquale Pozzessere – Testimone a rischio (1997), Cocapop (2010); Franco Giraldi – Voci (2000); Vittorio De Sisti – Assassini per caso (2000); Luca Barbareschi – Il trasformista (2002); Silvio Soldini – Giorni e nuvole (2007); Maria Sole Tognazzi – L’uomo che ama (2008); Pappi Corsicato – Il volto di un’altra (2012); e molti altri. Continua a leggere

20 febbraio, macro: un ricordo di massimo piersanti

Spazio Taverna è lieto di invitarvi

al Museo Macro

per un ricordo di


Massimo Piersanti
Fotografo ufficiale degli Incontri Internazionali d’arte


il 20 febbraio 2023
alle ore 18:30


Sono previste alcune testimonianze di persone legate a Massimo Piersanti
e la proiezione di un’intervista video inedita nei locali di Spazio Taverna

imbarco per la zona cinematografica / alberto d’amico. 2020

Questa è una storia corale. È la storia di due associazioni, anzi due cooperative cinematografiche. Vi racconterò il mio ricordo, parziale e lacunoso che necessariamente andrebbe integrato dagli altri componenti dei due gruppi.
Si era agli albori dell’ultimo decennio dell’ultimo secolo prima che il millennio volgesse al trillennio. Eravamo in larghissima parte studenti del CSC, che avevamo finito nel 1987. Continuavamo però a bazzicare quei luoghi ma soprattutto eravamo giovani di belle speranze. Prima che la mannaia implacabile del destino ci allontanasse eravamo amici fraterni, carichi di ormoni filmici. Quasi ognuno di noi ambiva a diventare un autore, come la scuola, dove aleggiava ancora lo spirito di Rossellini, tendeva a suggerirci. I film di riferimento potrebbero essere “Fame” di Alan Parker oppure “Almost famous” di Cameron Crowe.
Solo io credo di aver fatto parte delle due cooperative, che non saprei dire in cosa differivano ma in qualcosa sicuramente.

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